Master of Orion

Ci voleva tanto a fare il miglior gioco di strategia dell’anno?
Scritto da il 10 settembre 2016
Master of Orion Recensione

E dire che quest’anno tutti gli amanti degli strategici avevano davvero di che scegliere: Polaris Sector, Stellaris, Master of Orion... di questi solo uno è riuscito: il terzo.


A prima vista sembra...

... un gioco come tanti altri, anzi, povero di elementi grafici già dal menu, che invece di presentarsi ricchissimo e variopinto come nel caso dei suoi competitor, resta pulito, semplice, ragionato e con un bel planetoide che gira. Vi dico subito (così ce la togliamo) che la realizzazione grafica dei pianeti è, secondo il mio modesto parere, stupenda! Raramente ho visto tanta cura. Appena avvierete questo Master of Orion vi sembrerà di aver avviato il solito gioco realizzato con un budget ridotto e quindi con una giocabilità ridotta che dà vita ad una esperienza ridotta. Pentitevi pagani! Master of Orion è Il Gioco Strategico sci-fi migliore di questo 2016. Il gioco prevede, inoltre, anche una modalità multigiocatore davvero ben fatta e profonda, degna dei migliori ultimi Total War e, seppure abbiamo letto da più parti che il gioco stanca perché “ripetitivo” ci tengo a precisare che non solo non è così, grazie alla possibilità di inserire manualmente seeds al fine di creare mappe galattiche del tutto imprevedibili, ma addirittura gli eventi che capiteranno durante il gioco saranno sì, più o meno, sempre gli stessi (una stella che diventa supernova, un’anomalia dello spazio-tempo) ma modificheranno la partita sempre in maniera inaspettata.

Insomma, sotto la scorza semplicistica si nasconde un gioco profondo. Magari non ci saranno tante razze come in altri casi ma quelle che ci sono bastano e avanzano considerando che, anche qui, si può creare una razza personalizzata. In quest’ultimo caso, però, non potremo scegliere tra diverse altre tipologie o varianti delle razze presenti. Il ritratto infatti rispecchierà esattamente una delle popolazioni già esistenti, di fatto potremo cambiare soltanto il nome del leader e le caratteristiche della razza attraverso un sistema molto intelligente di punti, come già accadeva per i suoi avversari di mercato.


Orione

Molte sono le caratteristiche nascoste di questo videogioco. La reiterazione di eventi e caratteristiche uguali in ogni partita è ciò che rende il gioco uniforme. Senza questa caratteristica ogni partita sarebbe troppo dissimile dalle altre. Al fine di rendere tutto un po’ più piccante, in qualsiasi partita voi vi gettiate (singola o multigiocatore) troverete sempre, fra le altre costellazioni, quella di Orione. Il sistema di Orione presenterà una stella e almeno un pianeta (Orione appunto) colonizzabile... Ci avete creduto eh? Beh in realtà tecnicamente potreste anche impadronirvene ma è proprio qui che viene il bello: il pianeta più bello e ricco di risorse di ogni nostra galassia è sorvegliato da una dreadnought di dimensioni epiche che non farà passare nemmeno una pagliuzza. Ho gettato innumerevoli flotte fatte delle più svariate tipologie d’astronavi nel tentativo di distruggere quel bestione ma suppongo che senza l’aiuto delle altre razze giocanti e un attacco ben coordinato, Orione resterà lì, solitario e bellissimo, intoccabile.


I moduli

Come ogni gioco di strategia, anche Master of Orion mette il giocatore nei panni di un vero leader interspaziale alle prese con diversi ambiti di governo. Ogni ambito potrà essere commendato all’IA ma, volendo, potremo rendere tutto manuale anche se ciò rallenterà di molto la velocità di gioco. Oltre a poter scegliere la linea politica per lo sviluppo del nostro impero, potremo imporre un livello di tasse fra cinque disponibili ricavando preziosi crediti da investire nella realizzazione di strutture e per il mantenimento della flotta e delle colonie. Colonizzare altri pianeti sarà di gran lunga il modo migliore per guadagnare dall’esazione delle tasse, il problema sarà trovare sistemi con pianeti che abbiano un bioma proficuo per la nostra specie e che siano ricchi di minerali. Come in un universo realistico, i pianeti che avranno a disposizione risorse sufficienti per farci prosperare saranno rari ma a me è capitato anche di trovare interi sistemi pieni di pianeti simili alla Terra, perciò sarà tutta questione di fortuna.

Il modulo diplomatico è realizzato molto bene seppure alcuni testi siano un po’ troppo piccoli (ma questo dipende anche dalla vostra risoluzione), le animazioni dei colloqui sono molto ben realizzate e l’atteggiamento di ogni popolo alieno sarà diverso e conforme alle proprie caratteristiche. Questo renderà più facili le alleanze tra imperi alieni affini e, al contrario, renderà le guerre quasi inevitabili fra altri.

Non molto spazio è stato invece riservato all’economia, di fatto se togliamo gli accordi commerciali con le razze aliene non c’è molto altro da dire e il materiale più prezioso di questo Master of Orion non saranno i crediti né l’andamento della speculazione finanziaria (che nasce da un certo punto in poi di ogni nostra avventura) bensì i punti ricerca. Ecco: la ricerca in questo gioco è fondamentale, è un materiale di scambio importante anche negli accordi intergalattici fra impero e impero e inoltre ci permetterà di andare avanti e scoprire nuovi design per le astronavi, sempre più potenti e in grado di polverizzare i nemici con meno sforzo. Ogniqualvolta scopriremo, tramite la ricerca, dei nuovi moduli per le astronavi, ci verrà chiesto di scegliere fra due possibili tecnologie che da quella scoperta derivano. Una volta effettuata la scelta non sarà possibile tornare indietro e sviluppare anche l’altra arma. Questo sistema, unito al fatto che ogni fazione ha delle tecnologie uniche non sviluppabili da tutte le altre, rende ogni esperienza di gioco sempre nuova ed aumenta notevolmente la longevità. Io ad esempio, scegliendo i terrestri, ho deciso di sviluppare delle armi “fasiche” per le mie astronavi e in questo modo mi sono state precluse le tecnologie missilistiche e le mitragliatrici. In definitiva ogni giocatore dovrà riflettere molto su quali sono i suoi focus, se preferisce sviluppare le armi, le difese planetarie, le strutture di supporto alle colonie o forme di governo più avanzate che garantiscono più crediti e morale più alto nelle colonie. Due fattori infatti influiscono fortemente sul nostro impero: felicità ed inquinamento. Un pianeta del quale ci importa soltanto perché possidente di ricchissimi giacimenti minerari vedrà una popolazione infelice per la mancanza di strutture civili adeguate come fattorie e luoghi di aggregazione, facendo così scendere la felicità fino alla ribellione e alla dichiarazione di indipendenza della nostra ormai ex-colonia. L’inquinamento invece, si sviluppa quando una colonia costruisce strutture o astronavi continuativamente senza sosta. Questo produce un inquinamento che va abbassato con apposite operazione onde non ritrovarsi col decadimento del livello di vivibilità dello stesso e, quindi, una conseguente entrata inferiore sul piano economico. Altra interessante possibilità è lo spionaggio. La costruzione di una speciale accademia ci permetterà di reclutare spie che potranno svolgere mansioni di furto o danneggiamento di colonie aliene.


Focus sulle razze

Master of Orion, come molti altri strategici, propone fazioni estremamente diversificate, con percorsi di sviluppo e caratteristiche unici. Vediamole con ordine, saltando gli umani di cui abbiamo già parlato.

Alkari: gli Alkari sono una civiltà di uccelli, che vanta i migliori piloti di tutta la galassia e una personalità IA molto ma molto decisa. Ogni cosa su cui si posa il loro occhio appartiene a loro e guai a chi tenta di rubarglielo. Sono essenzialmente aristocratici e si ritengono superiori a tutte le altre fazioni. Una flotta Alkari è una flotta da temere per la grande velocità e capacità di manovra delle astronavi.

Bulrathi: questa razza di orsi evoluti ha sviluppato un codice guerriero e un’etica che supera quella di ogni altro essere galattico. Improntati alla difesa a tutti i costi, i Bulrathi sono la fazione perfetta per chi vuole conquistare poco ma per sempre. La loro caratteristica saliente è infatti la resistenza. Le loro navi possono assorbire enormi quantità di colpi e i loro pianeti hanno una resistenza maggiore ai bombardamenti. Conquistare lo spazio dei Bulrathi è cosa ardua.

Darlocks: i Darlocks sono i signori del sotterfugio. Poche navi ma invisibili e in grado di danneggiare gravemente gli avversari con un solo colpo mortale, spie in ogni dove rubano le nostre tecnologie e piazzano bombe sulle astronavi nemiche, senza contare che in diplomazia tendono a fare e disfare ogni accordo quando uno meno se lo aspetta. Distruggere un nemico invisibile come lo sono i Darlocks è quasi impossibile ma per fortuna le loro capacità riproduttive sono molto limitate e il loro spazio si espande molto lentamente.

Clackons: i Clackons sono insetti giganti con una volontà unica, governati da una regina che decide la linea da seguire e produce suoi simili in quantità industriale. La forza di questa fazione risiede nel numero e nel basso costo di produzione delle astronavi che tuttavia non saranno mai troppo difficili da distruggere. Lo spazio dei Clackons tuttavia si espande velocemente e punta ad esaurire ogni risorsa su ogni pianeta per spostarsi altrove. Uno sciame di insetti inarrestabile.

Meklar: i Meklar sono cyborg che hanno soppiantato la razza che li ha costruiti. Essi non ricordano il loro creatore e vagano come nomadi nella galassia in cerca di una risposta. La loro tecnologia è la più avanzata, i bonus di cui godono, per quanto riguarda la ricerca, sono i più alti e, diplomaticamente parlando, sono molto instabili nelle decisioni poiché i loro processori ragionano ad una velocità tale che quel che un attimo prima era conveniente un attimo dopo potrebbe non esserlo più. In battaglia sfoggiano armi potentissime ma sono sempre molto suscettibili a tutte quelle tecnologie che influiscono sui sistemi operativi.

Mrrshan: i Mrrshan sono una società felina piramidale guidata da una regina. La loro priorità è la caccia: portare a casa prede sempre più grosse è la sfida che ogni Mrrshan tenta di concludere ogni giorno. Per questa razza colpire e fuggire è uno stile di vita e le sue astronavi sono tanto più potenti quanto breve è il combattimento. Se infatti questo si trascina a lungo, le navi Mrrshan perdono di efficacia e vengono facilmente sconfitte.

Psilon: avete presente i tipici alieni piccoli, grigi e con grandi occhi a mandorla neri? Ecco, questi sono gli Psilon, una razza aliena composta essenzialmente da scienziati poco interessati alla guerra. Molto più importante, per loro, è il commercio, cosa di cui sono maestri indiscussi. I loro dischi volanti fanno affari ovunque e con chiunque in nome della scienza e le loro astronavi sono pochissime ma armate di tutto punto.

Sakkra: razza rettile considerata “stupida”, con un cervello piccolo, e facilmente raggirabile. In realtà i Sakkra lottano proprio contro questi pregiudizi e, per convincere tutti delle loro capacità, hanno ideato astronavi lente ma potentissime. La loro società cresce abbastanza in fretta ma come i terrestri e i Bulrathi hanno bisogno di particolari biomi per poter proliferare indisturbati.

Silicoids: i Silicoids sono geodi, cioè creature fatte essenzialmente di pietra, golem enormi ed antichissimi convinti di sopravvivere all'esteinzione di tutte le altre razze; essi ricordano infatti anche tutte le razze precedenti e intendono porsi all’apice della catena evolutiva. Di temperamento permaloso, non esitano ad attaccare chiunque non li riconosca come razza “superiore”, ma sul campo di battaglia risultano lenti ed impacciati, forse a causa della mancanza di un cervello.

Terran Khanate: dei terrestri avevamo già parlato, è vero, ma è presente una fazione separatista distaccatasi dai terrestri qualche secolo prima dei fatti del gioco. Il Khanato Terran è una dittatura politico-militare che vuole prendersi la rivincita nei confronti di tutte le altre razze che considerano gli umani una razza inferiore. Sono in tutto e per tutto simili alla fazione umana ma le loro armi sono più distruttive e il loro albero delle tecnologie più limitato.


In conclusione

Master of Orion è davvero lo strategico sci-fi più riuscito dell’anno. Semplice da usare, mai banale, lascia la possibilità di presiedere ad ogni aspetto del nostro impero così come permette di commendare quasi tutto alla IA. Le meccaniche di gioco sono semplici ma mai scontate e la sua realizzazione grafica è eccellente. Pesa poco, costa poco, diverte molto, e stimola anche la fantasia cercando di immaginare un futuro, per l’umanità, fra le stelle.

PRO:- Tecnicamente perfetto
- Non c’è trama ma ci sono moltissimi misteri da svelare
- Longevità quasi infinita
- Condito da bellissimi video qua e là
CONTRO:- Poca possibilità di personalizzazione
- Un po’ lento
StellarisL'evoluzione dei 4x secondo Paradox.
Polaris SectorUn 4x molto più classico e low budget.
VOTO FINALE9.0
SCHEDAGIOCO
Cover Master of Orion

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