Monochroma

Perché bianco e nero, in fondo, sono lo stesso colore...
Scritto da Mail@ KableGameril 26 maggio 2014
Monochroma Recensione
Cinema e Videogames, due mondi che, almeno all'apparenza, non si farebbe fatica a giudicare profondamente diversi. Qualche decennio fa nessuno, infatti, si sarebbe potuto aspettare la frequente interconnessione a cui assistiamo invece oggi tra i suddetti universi espressivi e, soprattutto, il vicendevole ed intricato scambio di idee che spesso scaturisce dalla loro interazione. Un dialogo quest'ultimo, che se adeguatamente sfruttato consente la nascita di nuovi filoni produttivi come, ad esempio, quello dei tie-in cinematografici, dal livello qualitativo spesso oscillante, ma che rappresentano di sicuro una testimonianza di quanto il mondo videoludico e quello della macchina da presa abbiano, in effetti, qualcosa da dirsi.
Ma cosa accadrebbe se fosse un videogame a sfruttare gli stilemi propri della cinematografia e, nello specifico, quelli del film muto in bianco e nero?
La sfida creativa, in questo caso, assumerebbe inevitabilmente una piega più complessa.
E se a tutto ciò aggiungessimo anche l'intento di dar vita ad un titolo che si proponga di narrare una storia che punti a trascendere l'esperienza videoludica a sè stante per giungere a scuotere nel profondo le coscienze dei giocatori?
La risposta a tutti questi interrogativi, probabilmente, potrebbe fornircela Monochroma, titolo indie sviluppato dalla software house indipendente turca Nowhere Studios, che si presenta come un platform cinematografico e distopico dai toni scuri.
Trovarsi di fronte ad un titolo che presenta tali qualità non è una cosa frequente e, quindi, sarà meglio andare ad approfondire nel dettaglio l'esperienza che Monochroma sarà in grado di regalarvi.

Distopicamente narrando

La distopia, in quanto antitesi dell'utopia, indica la rappresentazione di una civiltà in cui ogni tendenza sociale di connotazione negativa è condotta al suo estremo apocalittico. Ed è proprio questo particolare modo di concepire il level design a giocare in Monochroma un ruolo importantissimo. Tra le caratteristiche principali del narrare in maniera distopica, infatti, vi è sicuramente quella di creare nel pubblico uno sconvolgimento immediato derivante dal fatto di ritrovarsi faccia a faccia con il futuro decadente che potrebbe attenderlo dietro l'angolo se non si ferma a riflettere sui propri comportamenti cercando una soluzione. Monochroma punta proprio a questo e lo fa scegliendo come proprio setting un mondo chiaramente debitore delle atmosfere anni '50, ma recante elementi che lo collocano allo stesso tempo su una linea temporale alternativa visto che ci ritroveremo a vagare tra città sulle quali troneggiano grattacieli talmente alti da sfiorare il cielo, labirinti opprimenti di fognature ed una natura ormai devastata ed inquinata dal fumo prodotto da fabbriche totalmente automatizzate. Una narrazione, in definitiva, dal carattere fortemente onirico, tendente più all'incubo che al sogno, e capace di dar vita ad una storia che proprio per il suo collocarsi al di fuori di uno spazio ed un tempo ben definiti finisce inevitabilmente con l'assumere un valore universale.

Come on Little Brother!

La storia di Monochroma è, in effetti, quella di un'infanzia in lotta contro una civiltà consumistica che, sorretta da un sistema fondato su menzogne, tenta subdolamente di penetrare nel profondo della società minando alla base ogni rapporto affettivo e responsabilità civile.
E'la storia di una caduta, quella di Little Brother, che giocando con un aquilone precipita dal tetto di una fattoria, e di Big Brother che per ricondurre a casa il fratello minore ferito troverà la forza di portarlo sulle proprie spalle per l'intera durata dell'avventura.
E' la storia dei suddetti fratelli in fuga da una società produttrice di robot che si rivelerà poi essere la causa della scomparsa di molti bambini in città.
E' la storia di due ragazzi che inconsapevolmente si ritroveranno catapultati nell'incubo generato da una società che non prova alcun rimorso nel privare della loro anima i bambini rapiti al fine di utilizzarla come vera e propria scintilla motrice degli automi che produce.
E come ogni storia che si rispetti anche la nostra presenta un antagonista degno di questo nome, The Boss, il capo della malfamata società, il quale è stato trasformato da un esperimento alchemico che ha finito con il sostituire le sue gambe con i tentacoli di una piovra. Tentacoli desiderosi, al pari dell'avidità del suo animo, di arraffare tutto quello che possono. Un individuo disumanizzato in tutti i sensi che sfrutterà i ragazzi rapiti per creare robot i quali, grazie alla matrice umana presente in essi, saranno in grado, con grande naturalezza, di essere i migliori amici dei bambini e i docili aiutanti 
dei loro ignari genitori. Automi che incarneranno proprio quello che promettono le pubblicità sparse per le città: il desiderio finale di ogni consumatore.

Ho paura del buio Big Brother...

Videoludicamente parlando Monochroma si colloca nel genere dei platform/puzzle game dei quali riprende le principali meccaniche. La scelta del genere platform risponde a precise motivazioni degli sviluppatori i quali, spinti anche da un forte desiderio di sperimentazione, hanno tentato di coniugarlo con la storia ricca di significato che si proponevano di raccontare. Per realizzare al meglio tali propositi non hanno, infatti, esitato, come dichiarato da loro stessi, a scandagliare minuziosamente più di 300 platforms del passato, soprattutto le pietre miliari del genere, al fine di estrapolarne la meccaniche portanti che sarebbero poi state mirabilmente sintetizzate in Monochroma.La componente fondante del gameplay del titolo sarà rappresentata dall'interazione tra i due fratelli in modo simile a quanto visto in passato con Ico. Little Brother, infatti, a causa dell'infortunio non avrà alcuna possibilità di movimento e l'unico modo che Big Brother avrà di riportarlo a casa sano e salvo sarà caricarlo sulle proprie spalle, cosa che ovviamente andrà ad influenzare la sua velocità di movimento e la sua capacità di salto. Il fratello maggiore, però, per superare alcune zone sarà costretto adagiare al suolo per qualche istante il malcapitato fratellino in modo da poter contare al meglio sulle proprie doti fisiche. Ed è a questo punto che entra in scena il primo elemento di complicazione perchè ciò che non sappiamo è che Little Brother ha una tremenda paura del buio e si lascerà depositare solo in sporadiche zone illuminate come, ad esempio, quelle in prossimità dei lampioni.Tale meccanica sarà poi combinata con altre caratteristiche tipiche di ogni buon platform game come lo spostamento di casse per raggiungere zone sopraelevate, l'attivazione di leve per consentire il movimento di determinati maccanismi industriali, lo sfruttamento degli elementi ambientali come l'innalzamento del livello dell'acqua o l'accensione di congegni elettrici mediante le scariche di fulmini e, non ultima, le corse contro il tempo per sfuggire a Yharma, lo scagnozzo del Boss che apparirà all'improvviso per tentare di afferrarvi.Il tutto è supportato da un buon rispetto delle leggi della fisica, ma sono soprattutto due i punti sui quali è necessario porre una certa attenzione. Il primo è che in ogni zona in cui ci ritroveremo sarà strettamente necessario trovare il modo di far avanzare anche Little Brother visto che altrimenti non ci sarà concesso di proseguire alla schermata successiva. Il secondo è che, dal momento che Monochroma, come detto in apertura di articolo, riprende il modo di raccontare del cinema muto, non saranno presenti suggerimenti o altri testi scritti e, quindi, per capire come sfruttare al meglio gli elementi ambientali che ci verranno messi a disposizione, sarà necessario fermarsi sempre a ragionare un attimo. A fare dal collante alla miriade di elementi platform presenti sarà, in ultima analisi, la vostra capacità di ragionamento e di sperimentazione. Prendetevi tutto il tempo che volete per riflettere visto che basterà un solo passo falso per causare la morte dei due poveri fratelli e per ricominciare dall'ultimo check point.


Perdersi a Sin City

Dare la luce ad un titolo in cui il bianco ed il nero sono gli unici colori utilizzati come elementi visivi della narrazione non è di sicuro un'impresa semplice e, anche se i creatori di Monochroma hanno dichiarato di essersi ispirati almeno per il concept iniziale a Limbo, è chiaro che il titolo si caratterizza per il suo focalizzarsi dal punto di vista grafico su quella che potremmo definire narrativa di rappresentazione. Un modo di narrare per immagini capace di dar vita, attraverso una minuziosa selezione degli elementi messi in scena, ad una atmosfera talmente peculiare da innescare al primo colpo d'occhio l'immaginazione del giocatore. In effetti, la scelta di un mondo distopico totalmente straniante ed avvolto nel silenzio quasi totale, si combina egregiamente con l'intento di consentire la comprensione della storia anche solo attraverso la sua semplice visione mentre l'utilizzo del bianco e del nero non fanno che incrementare la tensione e la desolazione del mondo circostante. In fuga attraverso i livelli all'interno dei quali si svolgeranno i quattro livelli del gioco, vi ritroverete a vivere lo stesso senso di abbandono e di insicurezza che graverà fin dall'inizio sui due sventurati fratelli precipitati in un mondo dove a trionfare è l'oscurità, quella degli ambienti e quella degli uomini, e gli unici scampoli di salvezza saranno rappresentati dalla luce, sebbene spesso anch'essa si rivelerà artificiale. Inevitabili, visti i temi trattati e le location create, i riferimenti cinematografici a celebri titoli come Blade Runner e, soprattutto, La città dei bambini perduti, in particolare per quanto riguarda la realizzazione delle città sullo sfondo. Unica nota di colore diversa dal bianco e nero sarà costituita da alcuni sprazzi di rosso così come accade in Sin City, solo che a differenza del celebre film, non sarà il rosso del sangue, ma piuttosto la linea rossa della sciarpa indossata da Big Brother che si contrapporrà alle luci dell'industria e dei robot, il tutto per ricordare nuovamente il conflitto tra l'infanzia ed il mondo senza scrupoli che tenta di inghiottirla. Visivamente Monochroma riesce, quindi, nel proprio intento e tranne per qualche sporadico ritardo nel caricamento degli elementi ambientali, possiamo davvero affermare di trovarci di fronte ad una produzione che fa dell'impatto visivo il suo pregio più evidente.


Enjoy the silence

Il platform di Nowhere Studios si caratterizza per essere una sorta di " gioco muto" e potreste dunque essere portati a pensare ad un titolo in cui il sonoro non abbia poi un ruolo così rilevante. In realtà per quanto riguarda la colonna sonora le poche musiche presenti vengono sapientemente utilizzate per incrementare il pathos dei momenti di più intenso coinvolgimento emotivo come quelli rappresentati dal correre attraverso i pochi campi di grano rimasti o dalle fughe per non essere catturati da Yharma. A farla da padrone saranno piuttosto gli effetti sonori che ci accompagneranno nel corso del nostro viaggio, come ad esempio il tonfo dei nostri passi sul pavimento o lo scrosciare della pioggia sui barili di rifiuti industriali, che riusciranno ad incrementare ulteriormente il senso di desolazione e malinconia offerto dal titolo.Un comparto sonoro in definitava davvero minimal, che potrà far storcere il naso agli amanti delle produzioni epiche, ma a suo modo efficace visto il particolare stile narrativo utilizzato.


Metaracconto videoludico

Infanzia privata e subdolamente manipolata, imprenditori senza scrupoli artefici di alcuni dei mali principali della società come l'inquinamento e la povertà e bambini privati dell'essenza più profonda dalle industrie imperatrici della civiltà consumistica per trasformarsi in vuoti contenitori privi di reali slanci emotivi: è difficile che un plot del genere non porti a riflettere su quello che sta accadendo nel mondo.Bisogna considerare, inoltre, che durante il periodo di sviluppo di Monochroma ad Instanbul si è verificata la cosiddetta " Gezi Protests", una delle proteste più volente della recente storia turca scaturita, da una rivolta popolare dovuta alla decisione del governo di radere al suolo il parco centrale della città per fare spazio ad un enorme centro commerciale. Non possiamo, quindi, non notare il fatto che il titolo, vista anche la frequente presenza di foreste rase al suolo negli scenari, abbia il chiaro intento di mettere duramente in discussione le realtà moderne attraverso i suoi toni fortemente scuri. 
Nowhere Studios è davvero riuscita a dar vita ad un vero e proprio metaracconto videoludico, attraverso la narrazione di una storia capace di regalare un messaggio universale in grado di scuotere le coscienze dei giocatori. 
Monochroma, attraverso le sei ore circa di gioco, insegna a tutti che un videogame può ancora avere il potere di veicolare idee e messaggi importanti e che si può dire tanto pur non parlando affatto.
COMMENTO
Mail@ KableGamer

Sono rimasto davvero colpito dal platform distopico e cinematografico sviluppato dai ragazzi di Nowhere Studios. Monochroma risplende all'interno di panorama indie, spesso piatto e povero di idee, per la grandezza dei suoi intenti e la forza della narrazione. Un titolo che mi ha restituito il piacere di ricordare come anche attraverso i videogames sia possibile veicolare messaggi importanti. Una storia priva di parole, ma ricca di significato, che sarà davvero in grado, grazie alle sue numerose sfumature, di scuotere nel profondo più di una coscienza.

GRAFICA:8L'impatto visivo è il punto di forza di Monochroma che punta a narrare solo attraverso la forze delle immagini.
SONORO:7.5Il sonoro, anche se un pò minimal, risulta efficace soprattutto considerando il particolare stile narrativo utilizzato.
GIOCABILITà:8L'interazione tra i due fratelli è davvero coinvolgente e la grande varietà di enigmi presenti non vi permetterà di annoiarvi.
LONGEVITà:7.5Le sei ore di gameplay, grazie alla grande forza narrativa, saranno in grado di coinvolgervi appieno.
VOTO FINALE8
PRO:- Grande intensità narrativa
- Ambientazioni davvero ispirate
- Grande varietà di enigmi da affrontare.
CONTRO:- Sporadici problemi di caricamento di alcuni elementi ambientali
- Sonoro un pò minimal che potrebbe non piacere a tutti.
Limbo ( PC )Interessante platform a cui, almeno per quanto riguarda il concept iniziale, Monochroma è stato dichiaratamente ispirato.
ICO & Shadow of the Colossus CollectionVersione in HD del celebre gioco PS2 a cui si ispira la meccanica di interazione tra i due fratelli in Monochroma.
SCHEDAGIOCO
Cover Monochroma

Monochroma

Scheda completa...
Monochroma2014-05-26 00:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/monochroma/Perché bianco e nero, in fondo, sono lo stesso colore...1020525VGNetwork.it