Order of War

Nell'estate del 1944, riusciremo a vincere la seconda guerra mondiale?
Scritto da Big Baagil 17 ottobre 2009
Order of War Recensione

La seconda guerra mondiale ha un rapporto speciale con i videogiochi, ormai si è capito. Teatro (tristemente) adatto per FPS e RTS, il conflitto più drammatico dell’umanità ha recentemente subito un ridimensionamento del suo utilizzo dopo gli exploit di Call of Duty e Company of Heroes, tanto per citare i due capisaldi dei rispettivi generi. Ultimamente infatti il progredire della tecnologia in termini di potenza hardware e la conseguente richiesta del mercato di una maggiore spettacolarizzazione dell’azione hanno dato adito agli sviluppatori di accantonare lo scenario bellico anni 40’ in favore di un presente in guerra dai mille risvolti, sia tecnologici che di trama. Esempi validi sono rispettivamente le nuove armi di Modern Warfare 2 e il tentativo, per altro riuscitissimo, di inserire una trama all’interno di un RTS, come nel caso del recente World in Conflict. Appare dunque in controtendenza la scelta dei ragazzi di Wargaming.net di ambientare la loro ultima fatica, l’RTS Order of War, nuovamente nel secondo conflitto mondiale. Tale scelta sta a significare la mancanza di coraggio o la volontà di perfezionare al meglio la struttura collaudata degli strategici d’azione senza aggiungere orpelli? Comunque la si veda, è il risultato che conta. Scopriamolo insieme.


Il piacere di sapere cosa si sta facendo

Order of War si presenta al giocatore nel migliore dei modi: tralasciando la sezione tutorial, ampiamente trascurabile considerando la notevole facilità e immediatezza dei comandi, la campagna presenta in ogni stage un’introduzione degna di nota, curata nella grafica e ricca di dettagli tecnici che manderanno in visibilio gli appassionati di storia. Una voce ben caratterizzata ed impostata introduce puntualmente la missione che si va ad affrontare e ciò che ne consegue è un moto di esaltazione per chi sta dietro lo schermo, che non viene mai buttato in mezzo al campo di battaglia ignaro del perché i plotoni ai suoi ordini debbano far fuori i nemici, come spesso invece accade in produzioni meno ricercate. Ogni missione ha un suo specifico ruolo all’interno del gioco e soprattutto nella storia, quella reale, essendo Order of War per l’appunto un gioco d’ispirazione storica e privo di licenze poetiche. Queste considerazioni danno subito modo di aprire due parentesi, che sfortunatamente coincidono con due aspetti meno positivi del titolo.

La prima: Order of War non osa nel gameplay ( e ne parleremo abbondantemente), ma soprattutto non osa nel background. Per quanto infatti le missioni possano essere legate da un filo storico, tale collegamento non sarà mai – e rimarchiamo il mai – appassionante come una storia plasmata dal giocatore. Attenzione, non stiamo dicendo che Wargaming.net dovesse implementare una mappa strategica à la Total War, d’altronde sarebbe straniante poter cambiare gli accadimenti della WWII, ma quantomeno una mappa in cui poter affrontare delle scelte, delle diramazioni. Quale battaglia intraprendere? Un attacco diretto o un aggiramento del nemico che però richiede più tempo? Questa possibilità non c’è (e non solo in Order of War, ma in molti titoli) ed è un peccato, perché avrebbe rinvigorito di molto il fattore replay del gioco. In più, e qui apriamo un’ulteriore parentesi, stavolta più positiva, una scelta simile si sarebbe ben affiancata alla gradita possibilità offerta dal gioco di spendere i punti guadagnati in battaglia in potenziamenti secondo una struttura ruolistica che impone delle decisioni, comunque mai nette ma sempre sfumabili: prediligere la gittata delle armi o la loro potenza? La fanteria o l’artiglieria? I punti sono pochi rispetto alle possibili scelte di potenziamento.Torniamo ora alla seconda nota dolente di cui accennavamo, ovvero l’assenza di una vera e propria storyline all’interno delle fasi di gioco, riscontrabile invece nel già citato World in Conflict. Sommando quest’assenza alla mancanza descritta nel paragrafo precedente, ciò che risulta è che l’immedesimazione è unicamente di tipo storico, forse un po’ poco per chi non vive di pane e seconda guerra mondiale. Ad ogni modo se non rientrate in questa categoria, ma siete comunque interessati al genere RTS, Order of War non si è scordato come farvi felici.


La guerra in pochi tocchi

Che siate accaniti giocatori strategici o neofiti del genere, il dato di fatto resta tale: la giocabilità di Order of War è estremamente immediata, composta di quei canoni che da anni restano immutabili nel genere strategico. Anzitutto due parole sulle unità, che come spesso si è visto non vengono controllate singolarmente bensì a livello di plotoni. Ci stupiremmo in effetti del contrario in un RTS bellico, alle porte del 2010. In secondo luogo le modalità di attacco restano quelle che tutti si aspetterebbero. Con un click o un rettangolo su schermo si selezionano le truppe desiderate; un altro click col destro del mouse ed esse si muovonoattaccano il nemico; una rotazione del mouse con le truppe selezionate ed esse cambiano il loro orientamento nello spazio, anche in movimento; tasto pausa ed ecco che l’azione si ferma ed è consentito impartire ordini con calma. In più un corollario di bonus e possibilità strategiche. Veicoli da caricare e scaricare, fortificazioni da occupare, e soprattutto punti di controllo da conquistare. Essi sono di vitale importanza perché consentono, oltre il progredire della missione, il rilascio di risorse da spendere in rinforzi e supporto aereo di vario tipo:

-   Specifiche incursioni aeree-   Artiglieria fuori mappa-   Paracadutisti da “posizionare” ove desiderato

Una tale struttura ricorda da vicino quella di World in Conflict, e come per l’RTS del 2007 si conferma ampiamente efficace e vincente, essendo soprattutto accompagnata da un’IA amica e nemica all’altezza e dalla struttura che impone un approccio tattico di ampio respiro con azioni ragionate – mai troppo comunque - e quasi mai approssimative. Segnaliamo infine la gradita possibilità di salvare in qualsiasi momento, feature anti-frustrazione ormai divenuta un must per certi RTS, a nostro avviso.

Dulce et decorum est (pro patria mori)

La “vecchia bugia”, vale a dire che è degno di onore morire per la patria, non trova riscontro in Order of War, nel senso che come detto la guerra è vista dall’alto, con distacco, in modo asettico diremmo. In tutta sincerità neanche la visione cinematografica ci fa cambiare idea; proposta e vista da alcuni come una grande feature, a noi è sembrata del tutto ridondante, vuoi per le inquadrature casuali a volte completamente incoerenti, vuoi perché impedisce di impartire comandi nel lasso di tempo in cui la si seleziona, vuoi perché uno zoom con taglio filmico su soldati non caratterizzati ha lo stesso pathos di un libro di storia da studiare. Se non altro la componente patriottica si esprime nel classico dualismo proposto da giochi di questo tipo: americani da una parte, tedeschi dall’altra. In Order of War infatti si possono affrontare due campagne separate, in cui chiaramente cambiano gli scenari e come d’uopo le armi e i mezzi a disposizione. Senza prolungarci nell’elenco dettagliato dei giocattoli bellici, diciamo sin da subito che la riproduzione storica non solo è accurata, ma anche variegata, spaziando da carri armati a cannoni semoventi, dall’artiglieria ai veicoli, dalla contraerea ai vari tipi di velivoli, dai ranger alla fanteria avanzata tedesca; insomma, unità e armi rispecchiano ciò che è stata la seconda guerra mondiale.

Gas! Gas! Quick boys!

Ci ricolleghiamo con queste parole al titolo della poesia che dà inizio al paragrafo precedente per porci un’ultima domanda. La sofferenza sul campo trova almeno spazio di essere approfondita nell’ambito grafico? Della serie: un elmetto e una cortina di fumo possono più di mille parole.La risposta è un sì, non molto convinto per la verità, ma pur sempre un sì. In generale è tutto il comparto audio-visivo a sostare in una zona borderline tra l'ottimo ed il buono, complici ambientazioni varie e ben ideate ma prive di texture che brillino per qualità. Anonimo è l’aggettivo che meglio descrive questo aspetto di Order of War: nella media sono anche le animazioni e gli effetti speciali, mentre per quanto concerne il sottofondo musicale segnaliamo anzitutto la presenza, come detto, di un doppiaggio di spessore nelle introduzioni, che però non fa il paio con le musiche suonate, certamente apprezzabili ma facilmente dimenticabili.

In definitiva

Order of War offre un single player che non innova, ma che ha il pregio di accogliere chiunque tra le sue braccia senza per questo privare il gameplay di un’impronta strategica degna di nota. Square-Enix ha semplicemente prodotto un buon RTS, capace di divertire e di approfondire un frangente storico conosciuto sì, ma che senza odiose ipocrisie è sempre appassionante ed intrigante, pur tuttavia non raggiungendo vette di eccellenza che probabilmente neanche interessavano ai ragazzi di Wargaming.net. Gli sviluppatori hanno confezionato un prodotto notevole, e chiunque sia appassionato o di storia, o di strategici, o di entrambe le cose, è fortemente invitato a riflettere sull’acquisto.
COMMENTO
Big Baag
Order of War mi è parso lineare, privo di un’anima tutta sua che lo caratterizzi, ma tralasciando per un attimo l’accetta da critico devo dire che come gioco mi ha lasciato una buona impressione una volta finito. Il titolo Square-Enix offre ore di sano divertimento, un intrattenimento certo essenziale, ma presente, il che non è poco. In più c’è la modalità multiplayer, nella quale si possono vestire i panni anche dei sovietici; anch’essa è facilmente abbordabile, essendo priva di quelle mille opzioni che spesso scoraggiano i giocatori meno perseveranti.
GRAFICA:7.5La sensazione è che si poteva fare di più, specialmente a livello texture, ma globalmente la qualità c'è.
SONORO:7Le musiche, pur di qualità, tendono a ripetersi e a stancare, alla lunga.
GIOCABILITà:8Ci sono tutti i canoni del genere, per altro ben riprodotti. Sfortunatamente non rileviamo alcuna innovazione.
LONGEVITà:8Il titolo si lascia giocare senza appassionare troppo, ed è un peccato perchè di missioni e premi da sbloccare ce ne sono in abbondanza.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Un strategico di livello con due campagne
- Un buon equilbrio tra immediatezza e profondità
- Componente storica ben approfondita
CONTRO:- Può risultare lineare
- Manca il pathos visto in altri esponenti del genere
- Texture a volte sottotono
World in ConflictCertamente il titolo più vicino a Order of War, ma che si differenzia per una maggiore spettacolarità dell'azione e per l'ambientazione moderna. Il miglior RTS del 2007, ora in bundle con l'espansione Soviet Assault.
Company of HeroesIl campione della seconda guerra mondiale rimane CoH (più espansioni), grazie ad un impianto di gioco estremamente profondo nonchè difficile, ma indubbiamente appagante.
SCHEDAGIOCO
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