Pillars of Eternity: The White March - Part I

Un passo avanti, ricordando i bei tempi andati
Scritto da Mail@ KableGameril 27 agosto 2015
Pillars of Eternity: The White March - Part I Recensione

"Un perfetto equilibrio tra tradizione ed innovazione. Qui sta il punto principale. Pillars of Eternity, intendiamoci, è sicuramente un prodotto al di sopra della media degli attuali RPG che riesce a riportare in auge la tradizione, ma il problema è che proprio da quest'ultima non riesce poi a distaccarsi puntando a qualcosa di nuovo, ad una rivoluzione che, seppur complessa, sarebbe stata auspicabile dopo il notevole passo in avanti fatto dai ragazzi di Larian Studios. Per il resto è chiaro che si tratta di un titolo che mi sento di consigliare a tutti quelli che hanno, come il sottoscritto, sempre nostalgia di un vecchio modo di fare RPG e che sono rimasti affascinati da Divinity. Completato quest'ultimo, non troverete nulla di meglio di Pillars of Eternity".

Si concludeva in questo modo, poco tempo fa, il mio personale excursus con relativo, ed onestamente invevitabile, paragone, su Pillars of Eternity. Mi sono anche già espresso su quanto il titolo debba ad una pietra miliare come Baldur's Gate II, non solo in termini di ambientazione, ma di impostazione stessa del gameplay.

Ora ho tra le mani la prima espansione dell'RPG Paradox e con essa la possibilità di poter proseguire nella mia analisi, ponendo un nuovo termine di paragone visto che, per quanto riguarda questo DLC, posso preannunciarvi fin da ora che Pillars of Eternity: The White March - Part I punta ad arricchire il titolo base così come Tales of the Sword Coast fece in tempi remoti con il relativo Baldur's Gate.


La lunga marcia dell'inverno

Pillars of Eternity: The White March Part I si propone in effetti di presentare, ed è lo stesso titolo ad indicarlo esplicitamente, un primo blocco di avventure all'interno di un arco narrativo più complesso ed articolato, fin troppo, a detta degli sviluppatori, per poterne sviscerare i contenuti con una singola espansione. Non si tratta nello specifico di eventi che andranno ad arricchire l'intreccio della storyline principale, ponendosi effettivamente come prequel o sequel di quest'ultima, bensì di nuovi livelli che saranno accessibili, come ormai accade sempre più spesso per tale tipo di prodotti, anche a chi non avrà portato a termine la missione principale e più precisamente a partire dal secondo atto. Il canovaccio di The White March ruoterà intorno alla Durgan's Battery, un'antica fortezza dei nani, i quali, secondo la leggenda narrata, furono un tempo eccellenti artigiani e fabbri grazie all'aiuto di una forgia in grado di dar vita ad oggetti dal potere straordinario. Viste le premesse, vi sarà semplice presagire che The White March - Part One si configurerà sin da subito come un'espansione che andrà ad aggiungere al vostro inventario nuovi sfavillanti equipaggiamenti e soprattutto ad innovare il gameplay con maccaniche maggiormente caratterizzanti rispetto a quelle presentate nel titolo base, anche se, a onor del vero, queste ultime sono già state rese disponibili tramite la patch 2.0 anche a tutti coloro che non sono in possesso del DLC. Le innovazioni introdotte, i termini di sviluppo e soprattutto l'ambientazione proposta, non fanno che riportare alla mente Tales of the Sword Coast. La nuova area inserita, in particolar modo, sembrerebbe voler celebrare i fasti di Icewind Dale, visto che, White March sarà una nuova regione esplorabile del mondo di Eora, e deve il suo nome al fatto di essere perennemente sepolta dalla neve e soggetta alle sferzate di bufere inarrestabili. Quattro saranno poi le aree principali da esplorare: il villaggio di Stalwart, le distese selvagge di Russetwood e di Longwatch Falls ed ovviamente la Durgan's Battery.

Ad esse si aggiungeranno poi un paio di dungeon, uno dei quali presenterà una difficoltà abbastanza elevata. Il tutto per un totale di circa 10 ore di gioco, le quali, devo dire che, pur fornendo ulteriori stimoli narrativi all'esperienza principale, non riescono però, vuoi per eccessiva linearità, vuoi per un finale la cui efficacia viene inevitabilmente smorzata dalla consapevolezza che si dovrà attendere anche l'uscita del secondo blocco per goderne appieno, a lasciare un segno distintivo all'interno dell'universo di gioco.


Spunti intelligenti

Credo che sia sicuramente nella possibilità di fornire un nuovo banco di prova alle proprie abilità e soprattutto per le nuove meccaniche introdotte che White March - Part I trovi il suo punto di forza maggiore. I nuovi contenuti, dal punto di vista del gameplay strettamente inteso, non mancheranno di certo ve lo assicuro. Due nuovi personaggi, il rogue Devil of Caroc ed il monaco Zahua potranno, ad esempio, essere aggiunti al party. Proprio in riferimento alla gestione tattica della vostra squadra, alla quale i due succitati nuovi membri, non mancheranno di apportare versatilità, sarà possibile riscontrare il cambiamento maggiore, consistente nell'implementazione dell'intelligenza artificiale per i componenti del vostro team di avventurieri alla quale farà da riscontro un ampio menù ricco di possibilità di scelta, tutte volte al supporto della vostra capacità tattica e decisionale. Sarà infatti possibile impostare determinate modalità di reazione automatica in base alle diverse evenienze riscontrate durante il viaggio dagli eroi o addirittura selezionare moduli più complessi di esecuzione di determinate abilità, diversi a seconda della classe, in modo da far gestire il personaggio direttamente dall'I.A. Il tutto potrà accadere sia prima degli scontri sia durante questi ultimi, per una più puntuale gestione delle vostre scelte. Sempre a favore dell'aspetto strategico del titolo è, infine, stata introdotta la possibilità di visualizzare il raggio d'azione delle diverse magie ed abilità, il quale si rivelerà sicuramente indispensabile per una corretta gestione del campo di battaglia. Insomma, non si può certo dire che per quanto riguarda gestione del party, con The White March, Pillars of Eternity non abbia fatto decisi passi in avanti.


Unicità e versatilità

Di sicuro la nuova espansione ha giovato al titolo anche per quanto riguarda la possibilità di caratterizzazione dei vari personaggi e relative skills ed equipaggiamenti. Devo dire, però, non senza generare qualche sbilanciamento nel caso di alcuni di essi. Prima di tutto il level cap è stato incrementato fino al livello 14, con relativa introduzione di nuovi feats, alcuni dei quali potranno anche essere resi disponibili per più classi differenti, in modo da aprire la strada a molteplici chance di multiclassaggio, per una personalizzazione sicuramente più elevata rispetto a quanto accadeva pochi mesi fa. La scelta del team di sviluppo di generare una maggiore versatilità attraverso l'utilizzo dei vari talenti è supportata anche dall'implentazione della possibilità di respec che avremo a disposizione all'interno delle varie taverne. L'unica pecca relativa al level cap che sono riuscito a scovare è, però, maliziosamente insita proprio nell'aumento di livello e nella corrispondente capacità dei caster di lanciare un maggior numero di magie. In termini pratici questo si traduce nel fatto che le spell di livello 3 potranno essere lanciate "per encounter" e non più "per rest", il che se non erro, ad occhio e croce, significherebbe qualcosa come 7 palle di fuoco ad incontro per un mago. Certo parliamo pur sempre di una della classi più complesse da giocare all'inizio, ma è indubbio che quest'ultimo, insieme al druido, potrebbe trarne a lungo andare un vantaggio eccessivo in alcune fasi di gioco. Infine, visto che l'elemento trainante della storia del DLC riguarda dei leggendari forgiatori, non potevano mancare nuove varietà di oggetti. Nello specifico si tratta di artefatti che una volta equipaggiati da un eroe, saranno indissolubilmente legati alla sua anima, e non potranno essere più utilizzati da nessun altro. Non temete, però, sono sicuramente oggetti in grado non solo di fornire bonus che faranno la differenza, ma anche di potenziarsi autonomamente al raggiungimento di determinati obiettivi, rivelando tutto il loro magnifico potere distruttivo,

Tirando le somme, posso sicuramente rassicurarvi sul fatto che Pillars of Eternity: The White March - Part I contribuisce ad apportare una serie di migliorie indispensabili al gioco, soprattutto per quanto riguarda il gameplay. Peccato solo per la lieve inconsistenza dal punto di vista narrativo che dona poca incisività agli eventi della storyline principale, a differenza di quanto fece l'espansione del leggendario Baldur's Gate al quale The White March vuole dichiaratamente rifarsi. Insomma, se il gioco base ha trovato il suo punto di forza proprio nel comparto narrativo, con questo primo DLC i ragazzi di Paradox sembrano essersi maggiormente concentrati sulle possibilità offerte dal sistema di sviluppo dei personaggi. Non è necessariamente un male in fondo visto che i passi fatti in avanti sono notevolii. Ora non ci resta che attendere la seconda parte per capire se Pillars of Eternity può davvero continuare ad aspirare ad essere un papabile GOTY PC di quest'anno. Al sottoscritto sembrerebbe decisamente di si.

COMMENTO
Mail@ KableGamer

Attendevo con ansia The White March, questo si è capito. Così come mi è stato chiaro sin da subito che il gameplay ne avrebbe di sicuro giovato avvicinandosi all'eccelenza di Divinity: Original Sin grazie alle numerose migliorie aggiunte. Ora non vedo l'ora di mettere le mani sulla seconda parte.

GRAFICA:
SONORO:
GIOCABILITà:
LONGEVITà:
VOTO FINALE8
PRO:- Implementazione dell'I.A
- Nuova tipologia di oggetti
- Quattro aree totalmente nuove...
CONTRO:- ... che, però, non forniscono uno sviluppo incisivo alla trama principale
Baldur's Gate II: Enhanced EditionCapolavoro senza tempo dal quale il titolo attinge a piene mani.
Divinity: Original Sin Enhanced Edition ( PC )L'RPG che continua a costituire un punto di riferimento indispensabile per il panorama moderno del genere.
SCHEDAGIOCO
Cover Pillars of Eternity: The White March - Part I

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