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Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami

Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami
Informazioni Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami
5.5
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Recensione Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami  Scritto da: Gabriele "Kevorex" Toninelli | Data: 2010-07-19

Le antiche leggende del Mabinogi ritornano in vita

Il panorama delle avventure grafiche indipendenti si arricchisce di un nuovo esponente con Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami, titolo edito e sviluppato da Arberth Studios nel 2008 che giunge ora in Italia con annessa localizzazione grazie allo staff di Puntaeclicca.com. Il gioco è disponibile da fine giugno esclusivamente in versione digitale e si può scaricare direttamente dal sito ufficiale al prezzo di 19.90€. Accolto positivamente dalla stampa estera, Rhiannon può finalmente esprimere tutte le sue potenzialità anche da noi grazie alla traduzione completa e intende appassionare i patiti di avventure tetre e misteriose con la sua storia intrigante e le atmosfere spettrali che ne caratterizzano l'ambientazione.
 
Chi ben comincia...

L'impatto iniziale con Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami è devastante. Senza alcuna cutscene introduttiva, ci si trova proiettati all'interno di un ampio e spoglio podere privi di indicazioni sul da farsi. La ricostruzione grafica dello scenario fa venire i brividi: fatta eccezione per l'acqua, non c'è un singolo elemento animato attorno al giocatore, che può solo esplorare la zona attraverso la visuale in prima persona prendendo direzioni prefissate (il sistema di spostamento di Dark Fall: Lost Souls, per intenderci). Immobilità a parte, anche il livello di dettaglio di ogni oggetto o superficie si attesta su livelli imbarazzanti e conferma la scarsa cura rivolta dagli sviluppatori all'aspetto esteriore del titolo. Il sonoro non è da meno, in quanto si limita ad una modestissima selezione di effetti ambientali dalla qualità infima ripetuti all'infinito, intervallati nei momenti clou della storia da qualche accenno di colonna sonora. Dal punto di vista tecnico, insomma, il prodotto di Arberth Studios è facilmente superato da giochi di almeno un decennio fa e questo, di certo, rischia di condizionare anche i veterani del genere meno sensibili al fascino estetico dei videogiochi.
 
I quattro rami del Mabinogi

Proseguendo nell'avventura, si scopre di essere completamente soli all'interno della proprietà, chiamata Ty Pryderi e situata in Galles, al limite celtico della Gran Bretagna. I genitori della giovane Rhiannon hanno deciso di allontanarsi temporaneamente in seguito allo strano comportamento della figlia, che negli ultimi tempi è stata letteralmente tormentata da incubi, rumori e visioni spettrali a cui non si riusciva a trovare spiegazione. Tutte queste informazioni, insieme al background storico-mitologico della trama, si raccolgono grazie ai messaggi sparsi per la casa e celati in libri, foglietti o segreterie telefoniche, da rinvenire attraverso un'accurata esplorazione. La vicenda di Rhiannon, come si avrà modo di scoprire, si lega alle antiche leggende del Mabinogi e alle storie di vendetta e magia che coinvolsero il nobile Pryderi e il nemico Llwyd, risalenti a quasi un millennio fa.
La ricca componente narrativa del gioco rimedia almeno in parte al disastro iniziale raccontando al giocatore una storia poco realistica (perché infusa di elementi magici e misteriosi) ma coerente con la mitologia gallese e interessante quanto basta per invogliare a proseguire le ricerche. I molti documenti da leggere – come i diari e le mail della ragazza o i libri sulla storia di Pryderi – rappresentano un altro fattore positivo che farà piacere agli avventurieri di lungo corso e spesso, peraltro, risultano più inquietanti delle ridicole apparizioni paranormali a cui si assiste in alcune stanze dell'abitazione.
 
Non mi serve? Allora non lo prendo!

Venendo alle fasi giocate, il titolo di Arberth Studios si distingue per scelte di gameplay piuttosto controverse alternate ad ottimi enigmi che impegnano al punto giusto grazie ad un tasso di sfida ben bilanciato. Innanzitutto, il podere di Ty Pryderi è un unico grande livello sandbox interamente esplorabile sin da subito, a parte alcune stanze o aree esterne bloccate da lucchetti o elementi naturali. Questa struttura aperta, insolita per un'avventura grafica, rende realistico lo svolgimento del gioco ma al contempo allunga a dismisura i tempi morti e costringe ad un continuo andirivieni per le zone della location. Come se non bastasse, non è possibile raccogliere gli oggetti che al momento non servono ed è necessario tornare a prenderli una volta scoperto il punto o il modo in cui possono essere utilizzati. Questa scelta, in particolare, aggiunge al gioco un apprezzabile tocco di realismo, ma alla lunga genera noia e frustrazione in quanto causa principale del backtracking estremo a cui accennavamo.
Una volta in nostro possesso, comunque, gli oggetti si gestiscono nella maniera più classica e non servono mai combinazioni astruse o semi-casuali per uscire da un apparente vicolo cieco. Gli enigmi più interessanti sono quelli che richiedono la consultazione approfondita dei documenti rinvenuti, proprio perché la lettura risulta piacevole grazie all'abilità di Arberth nell'inserire divagazioni o approfondimenti su temi collaterali quali l'omeopatia e le proprietà magiche degli alberi. Nonostante la difficoltà piuttosto elevata, insomma, rimanere bloccati è quasi impossibile se si fa mente locale a ciò che si visto o letto nel corso dell'esplorazione, e una volta superato il disorientamento iniziale diventa semplice viaggiare sui logici binari della narrazione fino all'epilogo dell'avventura.
In alternativa a Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami
Dark Fall: Lost Souls Dark Fall: Lost Souls

Il gioco recente che più si avvicina a Rhiannon nell'impostazione. Tecnicamente per fortuna siamo su ben altri livelli.
The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi

Se non potete proprio fare a meno di storie sui fantasmi, l'avventura a sfondo horror di Jonathan Boakes è la scelta giusta.
Il commento dell'autore su Rhiannon: La Maledizione dei Quattro Rami
Avatar di Gabriele
 
Gabriele "Kevorex" Toninelli
Dopo dieci minuti di gioco la tentazione di disinstallare tutto quanto e scrivere una recensione “apocalittica” era molto forte. Per fortuna nel prosieguo della vicenda le cose si fanno interessanti, tanto che si può quasi soprassedere sul tasso tecnico sconcertante che caratterizza grafica ed effetti sonori. C'è da dire che l'atmosfera ne risente parecchio, e questo non è esattamente un dettaglio per una storia basata – in parte – su fantasmi in cerca di vendetta e apparizioni spettrali. In definitiva, questo Rhiannon dimostra di avere ottime potenzialità ma non le esprime al meglio a causa di un comparto audiovisivo obsoleto e di scelte di progettazione discutibili, che vanno a minare l'esperienza ludica complessiva. Peccato.

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Pregi del gioco

Storia interessante

Alcuni enigmi stimolanti e difficili al punto giusto

Scelte di gameplay coraggiose e realistiche...
Difetti del gioco

...che però rendono molto macchinoso lo svolgimento del gioco

Tecnicamente imbarazzante

Fanno più paura i Teletubbies

Pagella del gioco
Voto grafica
4
Non volevamo essere cattivi perché si tratta pur sempre di una produzione indipendente, ma il prezzo di 20€ rende ingiustificabile un tasso tecnico così scadente.
Voto sonoro
4
Idem come sopra.
Voto giocabilità
6
Gameplay impegnativo e non lineare ma scomodo in termini ludici, a causa del backtracking esagerato a cui costringe la filosofia del "prendo solo ciò che mi serve in questo momento". Alcuni enigmi degni di nota.
Voto longevità
7
Aiutare Rhiannon richiede un buon numero di ore, rese però pesanti dalle continue peregrinazioni da un punto all'altro dell'ambientazione.
 
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