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Runaway: A Twist of Fate (PC)

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Recensione Runaway: A Twist of Fate  Scritto da: Fabio "Dartagnan" Cecco D'Ortona | Data: 2010-08-19

Brian e Gina non sanno più l’italiano. Incredibile, ma vero.

Dopo tanto parlare finalmente il terzo capitolo di Runaway, che dovrebbe essere quello conclusivo salvo ripensamenti, è arrivato sugli scaffali. In realtà son passati già diversi mesi dal suo ingresso nel mondo videoludico, ma appena riusciti a reperire una copia del gioco ecco pronta la recensione. Runaway, sviluppato da Pendulo Studios, esordì nel lontano 2003 donando nuova linfa e vigore ad un genere, quello delle avventure grafiche, che fino a quel momento aveva accusato fortemente il colpo viste le scarse produzioni di spessore e il disinteresse creatosi da parte dei videogiocatori. Fu una vera e propria scommessa, ma alla fine ci fu un ottimo riscontro di vendite e di commenti positivi intorno a quel che sembrava essere uno dei titoli più interessanti, a tratti comico e “malato”, del periodo. Purtroppo non fu lo stesso con l’uscita del secondo capitolo, che si mostrava abbastanza simile e risulta essere, tutt’oggi, uno degli episodi che è meno piaciuto al suo pubblico. Nonostante questo le vendite furono, anche stavolta, corpose. Merito di un prezzo budget al lancio di soli 20 euro. Un modo per invogliare all’acquisto, senza svenarsi, per un genere che risulta essere, comunque, ancora in crisi rispetto alle grandi produzioni che si apprestano ad uscire, con cadenza ormai mensile, su multipiattaforma.


Brian & Gina: che coppia!

Dopo le molteplici peripezie affrontate dai due protagonisti di questa fortunata serie, per la prima volta viene proposto uno svolgimento della storia, in particolar modo dei personaggi con i quali affrontare i vari capitoli, diversa che in passato. Se nei predecessori l’unico personaggio con cui risolvere enigmi, e farsi trip mentali per risolvere gli “schizzati” enigmi, era Brian, con Runaway: A Twist of Fate il “nuovo” personaggio giocabile è la bellissima Gina. I due, difatti, si dividono a metà l’esperienza videoludica fornita in questo epilogo. La trama come sempre risulta essere uno dei pilastri portanti, dimostrandosi molto interessante e piena di colpi di scena, con cut-scenes divertenti e al posto giusto nel momento giusto. Tutto inizia da dove ci eravamo lasciati con Runaway: The Dream of the Turtle, il secondo episodio. Quindi vengono mostrati particolari rimasti velatamente nascosti facendo, come di consueto, tante nuove conoscenze (e molte di queste sono davvero esilaranti). Inutile svelarvi particolari concreti sulla trama, visto che rappresenta il principio e la fine di questa produzione; utile, invece, affermare che grazie ai soliti filmati, stavolta però ancora più belli ed interessanti da guardare, la storyline evolve in modo divertente e sempre appagante. Ah, se vi state chiedendo se il titolo ha mantenuto quell’aspetto che lo ha sempre contraddistinto, ossia l’indole comica che trascende spesso nel ridicolo-demenziale, sappiate che la risposta è sì!


“Innovazioni” ed enigmi

Sin dalle battute iniziali è possibile osservare come sia cambiato un po’ tutto. Se della grafica parleremo solo più tardi, ci sembra giusto affrontare il discorso relativo all’interfaccia di gioco e degli enigmi, che ricoprono una importanza vitale e basilare in una avventura grafica. Abituati ad una schermata che consentiva di interagire con l’inventario, la guida ed i salvataggi passando il cursore nella parte alta dello schermo, in Runaway 3 tutto ciò è scomparso, superato. Difatti, il risultato è quello di avere un monitor pulito e privo di eventuali tasti da premere, anche se l’apertura dell’inventario risultava decisamente più duttile tramite mouse che tramite il tasto ‘TAB’. Stesso discorso per salvataggi e guida, ora selezionabili solo nel menù di pausa tramite tasto ‘ESC’.
Altra novità è quella riguardante la possibilità di individuare tutti i punti d’interesse tramite l’aiuto di un tasto specifico assegnato: scelta abbastanza discutibile e che pone questo prodotto su un livello di sfida non proprio esaltante. Nonostante ciò va detto che nelle precedenti produzioni era facile “steccare” l’indizio, ottimamente nascosto, e quindi si poteva rimanere bloccati e un po’ attapirati. Anche se, come è logico che sia, questa opzione abbassa ulteriormente la longevità generale del gioco, già non proprio esaltante di suo. Altro appunto necessario è quello riguardante i dialoghi di gioco sicuramente meno divertenti ed a volte meno originali che in precedenza. In alcuni casi c’è cosi tanto da ascoltare e leggere da avere quasi un senso di rifiuto a tutto ciò, soprattutto per quelle linee di dialogo che nulla aggiungono alla nostra causa e, quindi, al raggiungimento del nostro obiettivo. Per fortuna i continui colpi di scena offerti dalla trama e le scene animate risolvono, si fa per dire, quest’aspetto che non va comunque trascurato ai fini di un’esperienza di gioco utile ed appagante.
Focalizzazione massima sugli enigmi, viste le critiche ricevute in passato per le soluzioni senza senso proposte nelle precedenti release, da parte degli sviluppatori. Si è tornati, cosi, a soluzioni classiche e più semplici, basate per lo più sulla raccolta e combinazione di svariati oggetti. Ma ciò conferma, in definitiva, un livello di impegno nel risolverli ed una difficoltà non troppo elevata. Un prodotto che accontenta, quindi, più i neofiti del genere che gli amanti delle avventure grafiche composte da enigmi e rompicapo belli tosti.


Tecnicamente molto migliorato

Le passate release erano belle visivamente parlando, ma Runaway 3 grazie al cel-shading rende tutto più bello ed immersivo. Dai filmati in computer grafica, alle ambientazioni, ai personaggi: tutto trae vantaggio da questa lodevole scelta che ha contribuito, senz’ombra di dubbio, a creare qualcosa di nuovo e più attraente rispetto a quanto si era visto finora da Pendulo Studios. Quindi, siamo di fronte ad animazioni e modelli poligonali fluidi e perfetti, che restituiscono su schermo un effetto davvero molto accattivante. Anche gli ambienti di gioco sono ottimamente riprodotti, sempre pieni di dettagli e con palette azzeccate e fondali molto piacevoli. Migliorie anche per quanto riguarda l’aspetto sonoro, almeno quello legato alla colonna sonora e le tracce musicali inserite. Tali rendono l’avventura ancor più bella da giocare, con effetti sonori perfetti e brani audio che non hanno nulla da invidiare a release più importanti con budget elevatissimi. Purtroppo, perché non può esser tutto un lodare, in Runaway: A Twist of Fate manca il doppiaggio in lingua italiana. Cioè, quella che finora era stata una prerogativa della serie viene spazzata via per far posto ad un doppiaggio completamente in inglese (con presenza di sottotitoli in italiano) e che in talune situazioni lascia qualche perplessità.
In alternativa a Runaway: A Twist of Fate
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Il commento dell'autore su Runaway: A Twist of Fate
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Fabio "Dartagnan" Cecco D'Ortona
Sinceramente da questo terzo episodio di Runaway mi attendevo qualcosa in più. Sebbene dal punto di vista tecnico i passi in avanti siano stati considerevoli, lo stesso non si può dire dal livello di difficoltà degli enigmi che risultano fin troppo semplici. Inoltre sono stati tagliati via due pilasti portanti della serie: il prezzo ultra-competitivo e il doppiaggio interamente in italiano. E ciò non è di certo un bene, anzi.

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Pregi del gioco

Grafica di bell’impatto

Colonna sonora e musiche perfette

Trama interessante e piena di colpi di scena
Difetti del gioco

Enigmi troppo semplici

Non è doppiato in italiano

Prezzo non più competitivo

Pagella del gioco
Voto grafica
8.5
Il cel-shading funziona alla grande. Certamente questo è il miglior comparto grafico dei tre episodi.
Voto sonoro
7.5
Colonna sonora e musiche da 9.5, doppiaggio in inglese da 7 e scelta di far dimenticare l’italiano a tutti i personaggi del terzo capitolo da 5. Presto fatta la media.
Voto giocabilità
8
Buona, come sempre. Gli enigmi rimangono sempre abbastanza semplici, ma i livelli sono ben strutturati tutto sommato.
Voto longevità
7
I classici sei capitoli da portare a termine. I più bravi difficilmente impiegheranno più di 8-9 ore per terminarlo. Si poteva fare di più…

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