SpellForce 2: Demons of the past

C'è davvero un tempo per fare gli eroi ?
Scritto da Mail@ KableGameril 01 febbraio 2014
SpellForce 2: Demons of the past Recensione
Può una storica serie di RPG sopravvivere al tempo che passa? Può un sistema di gioco, anche se datato, reggere a testa alta il confronto con anni di evoluzioni videoludiche? E, soprattutto, a volte vale davvero la pena riesumare un brand dalle ceneri del fallimento per continuare a proporlo a distanza di quasi una decade dalla sua prima comparsa? La risposta a questi interrogativi può variare molto anche in riferimento ad uno stesso titolo visto che alla base di essa si pone la convergenza di numerosi fattori il cui risultato è estremamente variabile e necessita, nella maggior parte dei casi, di una precisa contestualizzazione.
Prendiamo, ad esempio, SpellForce 2: Demons of the past, terza espansione ufficiale dell'acclamato SpellForce 2: Shadow Wars, ibrido tra gioco di ruolo e strategico in tempo reale che, uscito nel lontano 2006, riuscì subito a portare dalla sua parte una folta schiera di fan amanti del fantasy classico grazie anche ad un design abbastanza accattivante e ad una vasta interfaccia grafica. Più di otto lunghi anni sono, quindi, trascorsi dal quel trionfale esordio e di acqua sotto i ponti del mondo di Eo nè passata un bel pò. Il fallimento dello storico editore Jowood ha comportato, infatti, un notevole ritardo nell'uscita delle ultime due espansioni, le quali, e questo è stato ampiamente dimostrato già dalla precedente Faith in Destiny uscita a metà 2012, si sono ritrovate in un contesto videoludico del tutto diverso da quello originariamente pensato per la loro collocazione, spaesate all'interno di un mondo che poco aveva da spartire con il loro storico background.
Quest'ultima espansione, in definitiva, visto che si presenta anche come una stand-alone e, quindi, priva della necessità di aver giocato i precedenti capitoli, si pone nei confronti del pubblico in maniera piuttosto ambigua e di conseguenza la sua stessa recensione, rivolta sia ai fan di vecchia data che ai neofiti, dovrà necessariamente collocarsi a metà strada tra l'entusiasmo che anima gli appassionati mai stufi di nuovi contenuti ed una certa mancanza di appeal per le nuove generazioni. Contestuallizzazione, appunto.

"Chi non sa niente, non può capire niente"

SpellForce 2: Demons of the past, nella sua particolare dimensione di espansione stand alone con cui viene proposta al pubblico dalla Nordic Games, sembrerebbe porsi come un titolo facilmente giocabile e godibile anche da tutti coloro che non sono in possesso del materiale uscito negli anni precedenti, ma, credeteci, non è così. Il titolo è, infatti, come accennato ad inizio articolo, fortemente ancorato al passato e ciò risulta evidente anche dal punto di vista narrativo. La storia, in base alla scelta fatta dagli sviluppatori, prende le mosse dagli eventi narrati nel precedente capitolo. Troppi 
elementi vengono, dunque, dati per scontati e chi si ritroverà per la prima volta a seguire le tortuose vicende del mondo di Eo ed in particolare degli Shaikan non potrà evitare di sentirsi quantomeno spaesato. La campagna single-player, composta come da tradizione da una storia principale contornata da un gran numero di missioni secondarie, conterà circa un centinaio di quest totali ambientate all'interno di 8 mondi. Sintetizzando la trama, che presenta il più classico dei canovacci fantasy, possiamo dirvi che Zazhut è tornato in libertà e minaccia nuovamente l'universo di SpellForce. Gli Shaikan, anche se ridotti a pochi elementi, ovviamente non possono rinunciare a combattere e saranno dunque costretti a rivolgersi addirittura agli dei i quali, però, dal 
canto loro si rifiutano categoricamente di tendere la mano al mondo in difficoltà. Sarà, invece, compito dei giocatori tentare di venire a capo dell'annoso problema attraverso la ricerca del maggior numero di informazioni possibili sul potente Zazhut.
Ora se tutto ciò potrà sicuramente fare la gioia dei fan della serie desiderosi sempre di nuovi contenuti, i quali saranno anche contenti di sapere che la storyline prevede anche l'incontro di amati personaggi del passato, non potrà non suscitare un certo disagio in chi, senza il minimo preavviso, si ritroverà gettato all'intenro di una marea di informazioni del tutto nuove e concretizzate in un mondo complesso popolato da diverse razze e dotato di una storia talmente vasta che non può essere ripercorsa in pochi minuti. 

Qualcuno mi dia il libretto delle istruzioni!

A quanto pare, però, i limiti di una tale scelta non saranno inerenti solo alla scarsa possibilità concessa ai neofiti di seguire con cognizione di causa gli eventi narrati dato che finiranno con l'investire anche la stessa comprensione del sistema di gioco. Se, infatti, anche in questo caso i guerrieri di lungo corso avranno di che compiacersi vista l'aggiunta di nuove abilità, magie ed oggetti che andranno a rimpolpare il già ricco campionario della serie, è sempre meglio porre l'accento sui numerosi problemi che potrebbero presentarsi ai giocatori poco avvezzi allo stile tipico di SpellForce. Il breve tutorial iniziale che ha lo scopo di spiegare le basi del gameplay, sembra più configurarsi come un tentativo di rispolverare le nozioni principali per i giocatori esperti, ma arrugginiti dagli anni di assenza della serie, piuttosto che come un utile incentivo per evitare ai novelli Shaikan quel senso di dispersione di fronte ad un titolo che ha fatto del proprio stile ibrido il suo elemento più caratterizzante. SpellForce 2: Demons of the past, infatti, pur aggiungendo ulteriori elementi al gameplay di base mantiene complessivamente intatta l'ossatura portante della serie e questo vale anche per la vetusta ed imponente interfaccia di gioco la cui complessità potrebbe portare i meno pazienti a scoraggiarsi. Il titolo, proprio in virtù del suo carattere ibrido, presenterà fasi alterne: una in cui il gioco si trasformerà in uno strategico in tempo reale caratterizzato da una forte componente gestionale ed un'altra che lo riporterà alla classica veste di gioco di ruolo con visuale isometrica. Nella prima fase sarete chiamati, infatti, a fondare una vostra base personale attraverso la quale dovrete raccogliere risorse sufficienti alla creazione di un vasto contingente armato in grado di fronteggiare l'avanzata dell'avversario. Inoltre dovrete occuparvi della costruzione e dello sviluppo degli edifici oltre a concentrarvi nello scegliere oculatamente le truppe da portare in battaglia e le relative abilità che vorrete che queste ultime apprendano. Accanto al vostro esercito avrete anche la possibilità di far scendere un eroe che, man mano che avanzerete di livello, sara dotato di poter in grado di influire sempre di più sull'esito finale delle battaglie Si tratta di una modalità che pur strizzando l'occhio a RTS famosi come Starcraft si presenta meno frenetica, ma dovrete, comunque, essere molto precisi nella gestione delle vostre truppe visto che, data la difficoltà intrinseca della serie, la sconfitta è sempre dietro l'angolo.
Nella seconda fase, di genere più classico, potrete, invece, andare in giro con il vostro amato eroe per raccogliere informazioni, intrattenervi con un gran numero di personaggi attraverso situazioni e dialoghi spesso costruiti anche sapientemente e non privi di una di una certa ironia e , soprattutto, cimentarvi nella risoluzione di enigmi che più di una volta metteranno a dura prova le vostre capacità deduttive dato che, al pari della gestione delle truppe, non ammettono possibilità di errore.

Alla ricerca del checkpoint perduto

Dall'analisi del gameplay fatta fino ad ora è palese che ci troviamo di fronte ad una espansione che conserva con coerenza tutta la complessità originaria di una serie che riuscì a fare anche della intrinseca difficoltà delle diverse fasi uno dei suoi punti di forza. A tutto ciò va inoltre aggiunto che, non solo sarà arduo portare a compimento le diverse missioni, ma che la morte sarà sempre lì ad attendere i giocatori meno cauti.
A coadiuvare le innumerevoli possibilità di disfatta interverrà anche la scelta fatta in fase di sviluppo di posizionare i numerosi checkpoint in maniera un pò casuale e, quindi, poco incline a suscitare un senso di sicurezza negli avventurieri vista anche la possibilità di incappare in qualche bug che vi costringerà a ripartire dall'ultimo punto di salvataggio. Come se non bastasse, la stessa gestione dell'inventario, di per sè un pò macchinosa, non sarà facile da apprendere e nello stesso tempo alcune delle quest che vi verranno affidate saranno povere di dettagli costringendovi a faticare non poco per risolvere qualche grattacapo.
In ultima analisi, quindi, c'è poco da discutere sul fatto che anche dal punto di vista del gameplay questa espansione pur mascherandosi da gioco stan-alone si configura come un prodotto fortemente indirizzato ai seguaci di SpellForce che riusciranno sicuramente a districarsi meglio nel labirinto di innumervoli parametri che il gioco porterà necessariamente a considerare.

Il peso degli anni che passano

Vediamo di trarre le dovute conclusioni. All'inizio dell'articolo abbiamo posto l'accento sulla necessità di contestualizzare quest'ultima espansione in modo da poterne trarre un giudizio tutto sommato equilibrato. Purtroppo la dura verità è che SpellForce 2: Demons of the past sembra fortemente indirizzato ai fan della serie che molto probabilmente, però, avrebbero potuto procedere all'acquisto anche senza bisogno di aver letto la recensione. Diversa la storia per i neofiti a cui, invece, è principalmente rivolto questo articolo e la stessa scelta di puntare su un prodotto stand-alone da parte di Nordic Games. Questi ultimi, purtroppo, avranno davvero poche possibilità di godere appieno del titolo a meno che non decidano di impegnare ore ed ore nell'approfondimento della passate vicende di Eo o di giocare i precedenti capitoli tutto d'un fiato. A scoraggiarli potrebbe per di più intervenire lo stesso comparto grafico, che nonostante siano passati ben otto anni dall'uscita di Shadow Wars, si presenta praticamente identico e, quindi, a dispetto della indubbia originalità dell'ambientazione, poco appetibile per le nuove generazioni.In definitiva, anche se considerando il prezzo si tratta di un prodotto di tutto rispetto viste le circa 20 ora di gioco che offre unite ad alcune modalità multiplayer come la Dominatio, ci sentiamo di consigliare l'acquisto solo a chi ha già una certa dimestichezza con la serie, mentre chi è in cerca di un nuovo titolo dotato di una certa freschezza e che sia in grado di coinvolgerlo appieno farebbe meglio a rivolgersi altrove.

COMMENTO
Mail@ KableGamer

Sono un pò combattuto a dire il vero. Personalmente apprezzando la serie da tanto tempo non ho potuto certamente fare a meno di godere dell'uscita di questa nuova espansione ufficiale e le circa 20 ore di gioco aggiuntive sono riuscite a fornirmi una buona dose di divertimento. Abbandonato l'atteggiamento se vogliamo da fanboy e dovendo stendere la recensione non ho potuto fare a meno, purtroppo, di evidenziare tutti i limiti di un prodotto che ormai mostra chiaramente il peso degli otto anni trascorsi dalla prima uscita e che sicuramente risulterà poco appetibile alle nuove generazioni in cerca di qualcosa dal look più fresco e dal gameplay più dinamico.

GRAFICA:6.5Il comparto grafico rimane invariato ed è quindi inevitabilmente segnato dal peso degli anni trascorsi.
SONORO:6Il sonoro è discreto, ma privo dei picchi qualitativi di alcune produzioni recenti. Buono il doppiaggio in inglese.
GIOCABILITà:7Il sistema ibrido tra RTS e RPG con visuale isometrica continua ad essere uno dei punti di forza della serie.
LONGEVITà:7Altre 20 ore di gioco e la possibilità di giocare alcune modalità multiplayer faranno la gioia degli appassionati.
VOTO FINALE6.5
PRO:- Nuovi contenuti aggiuntivi per i fan della serie.
- Ottima fase gestionale.
- Ambientazione e background di tutto rispetto.
CONTRO:- Troppo ostico per i neofiti.
- Comparto grafico vetusto.
- Sonoro accettabile, ma lontano dalla qualità delle moderne produzioni.
StarCraft II: Heart of the SwarmUno dei migliori RTS in circolazione.
Baldur's Gate II: Enhanced EditionVersione aggiornata di una pietra miliare del genere RPG.
SCHEDAGIOCO
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