Star Wars: The Old Republic

A long time ago, in a galaxy far, far away
Scritto da Mail@ F_Gransil 24 gennaio 2012
Star Wars: The Old Republic Recensione

IFrameStar Wars: The Old Republic | Videorecensione...di VGNetwork

Ottobre del 2008: Lucas Arts e Bioware si preparano a fare un annuncio di proporzioni epiche per il mondo videoludico. I diversi rumor trapelati nei mesi antecedenti all’annuncio delineavano un quadro abbastanza definito, ma sul quale v’era molto scetticismo da parte dei fan storici del più importante brand targato Lucas: ossia, quell’universo di Star Wars che mai, dalla sua creazione, ha conosciuto un calo di popolarità. Le voci che s’inseguivano prendevano sempre più consistenza; un MMO basato sull’universo creato da George Lucas e con le meccaniche della conosciutissima serie di videogame a esso dedicata, ossia Star Wars: Knight Of The Old Republic, più semplicemente conosciuta con l’abbreviativo di KOTOR. Questo ipotetico e netto cambio di direzione verso un genere sino ad allora inesplorato per le due software house e nel quale regnava con tirannia il colosso di Blizzard, World Of Warcraft, fu accolta con poca passione da parte dei fan di lunga data che ancora mantenevano viva la flebile speranza di poter assistere all’annuncio tanto desiderato di KOTOR 3. Il 21 ottobre di quello stesso anno fu fatta luce su tutti quei misteri e gli ultimi dubbi furono spazzati via; venne annunciato al mondo intero un progetto ambizioso, forse il più ambizioso cui le due software house avessero mai lavorato, ma che nelle loro previsioni avrebbe portato una ventata di aria fresca nel genere degli MMORPG, oramai stagnante all’ombra di WoW: il progetto Star Wars: The Old Republic era finalmente annunciato.Dopo poco più di tre intensi anni di sviluppo, centinaia di milioni di dollari investiti e marketing selvaggio, SWTOR è giunto finalmente tra noi, pronto a portarci in una galassia molto, molto lontana.


Attesa finita, anzi no

Mettere le mani su un titolo con una lunga gestazione è sempre un’emozione particolare e quando il 21 dicembre, data ufficiale del rilascio, il countdown raggiunse la fatidica quota zero, tale emozione era palpabile in noi, convinti di poter addentrarci, senza ulteriori indugi, nell’universo Lucas. Dopo la lunga pratica di creazione dell’account che vanta i più disparati sistemi di sicurezza, avviamo il client di gioco e, con amara sorpresa, ci rendiamo conto che l’attesa sarà ancora abbastanza lunga, visti i 25 e più GB di dati previsti per il download e per l’istallazione: pazienza, attenderemo. Terminata l’agonia del download, con un sentito ringraziamento alle linee ADSL italiane per il “servizio”, siamo finalmente pronti per cominciare, premiamo il tasto Play e siamo dentro.Come da tradizione Bioware, veniamo accolti nel gioco da un lungo e a dir poco spettacolare filmato in CG d’introduzione, ottimo antipasto da non saltare per far salire ancor più in alto la già stratosferica asticella dell’attenzione. Dopo questa minuscola anticipazione, un’ultima scelta ancora da fare prima di avventurarsi nell’universo; infatti, dovremo decidere su che tipo di server voler giocare tra i canonici: PvP, per chi ama confrontarsi con gli altri giocatori umani e dove è consentito l’ingaggio libero in ogni angolo della galassia, tranne che rarissimi casi; PvE, per chi invece predilige l’avventura senza correre il pericolo di trovarsi Sith o Jedi perennemente alle calcagna, ma con la possibilità di andarli a cercare nelle Warzone create appositamente; RP, per gli amanti del ruolismo. Compiuta questa decisione, il dado è tratto: benvenuti in Star Wars: The Old Republic.


E tu che Forza sei?

Avviata la partita si presenta subito la più classica schermata di creazione e personalizzazione del nostro io all’interno del gioco; colui al quale, gli amanti degli MMORPG, dedicheranno dalla creazione in poi gran parte della loro vita. La prima e fondamentale scelta che bisognerà compiere è già critica, ma presumiamo che chi ami l’esalogia avrà già chiare le proprie idee: scegliere tra la Repubblica e l’Impero indirizzerà subito la partita verso determinati binari, ma non vorrà dire necessariamente schierarsi con i malvagi o i buoni perché, come vedremo in seguito, le pecore nere e le anomalie, in Star Wars: The Old Republic, sono ammesse e tollerate.A nostro avviso, si presenta ben più complicata la successiva scelta della classe, tra un roster che comprende il più classico Jedi Knight, lo Jedi Consular, lo Smuggler e il Trooper se si sceglie lo schieramento repubblicano; il Sith Warrior, il Sith Inquisitor, il Bounty Hunter e l’Imperial Agent, invece, per chi prediligerà l’Impero. Le quattro classi sono abbastanza equivalenti tra i diversi schieramenti; prese invece in considerazioni singolarmente, sono essenzialmente divisibili in quelle che usano le spade laser e no, con le classi di tipo Jedi e Sith abilitate all’utilizzo all’arma simbolo di un intero universo. Il fascino irresistibile di diventare il nuovo prescelto Jedi o il più fedele seguace del lato Oscuro potrebbe far vacillare anche i più accaniti fan di Han Solo e Boba Fett: anche perché, diciamolo chiaramente, non sarebbe Star Wars senza le spade laser.Ultima, ma non meno importante, sarà la scelta della razza tra le sette totali disponibili, cinque per ogni schieramento. Prima di entrare nel dettaglio, ci sembra doveroso costatare come siano effettivamente poche le razze messe a disposizione del giocatore in un universo immenso come quello di Star Wars che, con le sue diversità e il suo immenso bacino di possibilità, avrebbe potuto essere sfruttato molto più a fondo: non poter giocare nei panni di un Wookiee, per citarne una, provocherà ben più di un dispiacere.

Avremmo voluto qualche razza in più a disposizione per il nostro personaggio

Accontentandoci di quello messo a disposizione da Bioware, troveremo per lo schieramento della Repubblica la razza umana, ovviamente; i Miraluka, simili agli umani ma sprovvisti di occhi; i Twi’lek, la razza aliena dalle pelli colorate e i due tentacoli pensili che si prolungano dal cranio; gli Zabrak, gli umanoidi cornuti di cui faceva parte Darth Maul; Mirialan, riconducibili alla figura di Luminara Unduli. Le differenze con lo schieramento avversario sono minime: essi, infatti, perdono i Miraluka e i Mirialan, razze esclusive della Repubblica, sostituendole con i Rattataki, popolo da cui proviene il Jedi Oscuro Asajj Ventress, e naturalmente la razza dei Sith, i Jedi che abbracciarono il Lato Oscuro della Forza.Una rosa variegata fatta di razze più o meno celebri dell’universo di Guerre Stellari, ma che avrebbe potuto contenerne molte di più: questa decurtazione profuma tanto di taglio in vista di future espansioni, ma è ancora troppo presto per dirlo.Fatte le dovute scelte, potremo personalizzare l’aspetto del nostro personaggio come più ci aggrada, ma con l’amaro in bocca anche qui nel ritrovarci un sistema di personalizzazione decisamente scarno e che non offre tantissime combinazioni ai giocatori più estrosi: un’altra pecca minima, ma che non può passare inosservata. Non c’è però più tempo per lamentarsi, il nostro personaggio è pronto per scrivere la sua storia e noi con lui, un ultimo ok di conferma e siamo dentro, catapultati in quel meraviglioso mondo che George Lucas condivise con il mondo intero a partire dal lontano 1977: la nostra avventura ha finalmente inizio, con tanto di jingle a tema per rendere più epico il momento e far scendere la consueta lacrimuccia ai fan di Obi-Wan Kenobi e Luke Skywalker.


Un po’ sequel un po’ prequel

Dopo un ulteriore filmato, che mostra la bravura di Bioware nel valorizzare i propri prodotti, la prima domanda che in molti si porranno riguarderà l’ambientazione temporale del gioco: ebbene, le vicende narrate in The Old Republic s’incastrano in un periodo compreso tra gli eventi descritti nei due KOTOR e quelli della prima dell’esalogia di Lucas. Questo dispiacerà sicuramente a chi sperava di trovare gli stessi personaggi conosciuti nei film all’interno del mondo di gioco, anche se qualcuno di questi riferimenti, legati però agli eventi dei due KOTOR, è presente. Questo è palpabile perché, nella cronistoria immediatamente precedente all’attuale situazione in cui si trovano Repubblica e Impero, è citato il nome di Raven, come il portatore di un lungo periodo di pace prima che i Sith, alleatisi con i Mandaloriani, mettessero la Repubblica alle corde, arrivando persino a saccheggiare il sacro tempio Jedi situato sul pianeta Coruscant, costringendo la Repubblica alla firma di un trattato di pace e l’Ordine dei Jedi ad abbandonare il suo tempio e trasferirsi su Tython, dove tentare di ricostruire l’esercito e addestrare i nuovi padawan alla via della Forza.Proprio sul pianeta Tython, chi avrà scelto la Repubblica e la classe dello Jedi, muoverà i primi passi, cosa che invece, ad esempio, farà su Ord Mantell chi avrà optato per la classe Smuggler o Trooper: diversi incipit, ma che poi sfoceranno tutti in una main quest che riguarderà il precario equilibrio dei trattati di pace tra Repubblica e Impero.


Dove ti ho già visto?

Dopo una lunga fase preparatoria è finalmente giunto il momento di mettere da parte lore, storia e tecnicismi per muovere i primi passi nel gioco. L’impatto iniziale con l’interfaccia restituirà una sensazione di déjà-vu per via della somiglianza tra le varie schermate di gestione con l’arcirivale World Of Warcraft: inventario, scheda del personaggio e suo equipaggiamento, finestra della gilda e delle amicizie; tutto ricorda da vicino la ben rodata struttura dell’MMORPG per eccellenza, modificandone giusto l’appeal per renderlo più vicino alle esigenze di Star Wars. Questa somiglianza porta con sé anche uno spiacevole difetto che si perpetua oramai da anni in giochi di questo tipo e che nessuno sembra intenzionato ad eliminare: l’orrendo “muro di oggetti” qual è l’inventario è senza dubbio scomodo e di dubbia utilità, visto che, al crescere esponenziale degli oggetti che potremo portarci a spasso, diverrà sempre più complicato e fastidioso dover ricercare un item; fortunatamente esiste un piccolo sistema di confronto in tempo reale che ci permetterà, ad esempio, di verificare se un oggetto nel nostro zaino condominiale è migliore dell’equivalente che attualmente abbiamo equipaggiato. Questo sistema, però, non è stato inspiegabilmente adottato anche per quanto riguarda l’upgrade degli oggetti, come spade laser e armature, le quali dovranno essere assemblate ricordandosi da soli i pezzi più performanti.Piccolezze del genere a parte, il resto funziona come dovrebbe e in maniera comoda, con una struttura ludica super collaudata che oramai sembra essersi imposta come lo standard di riferimento per tutti i titoli che si fregiano dell’appellativo MMORPG: dall’alto dei suoi dieci milioni e più di utenti, WoW può anche questo.

WoW ha (ri)scritto i canoni del genere MMORPG, su questo non ci piove

Il primo elemento di totale distacco dal rivale made in Blizzard sarà una gradita sorpresa, che aggiungerà un notevole spessore al titolo; ossia quando noteremo, quasi con stupore, che tutti i dialoghi del gioco sono doppiati, in inglese ovviamente. Questa feature non è da poco conto visto e considerando in primis la mole di lavoro necessario a far sì che tutte le linee di testo del gioco risultino parlate; inoltre, titoli del genere a poter vantare una cura e un lavoro su tale aspetto non ce ne sono o si contano sulle dita di una mano. Piccolo appunto sulla lingua: allo stato attuale, il gioco è disponibile da noi soltanto in lingua inglese e chiaramente, chi non è avvezzo di tale idioma, potrebbe trovarsi in difficoltà nel cogliere alcune sottili sfumature del gioco, soprattutto considerando che i sottotitoli che potrebbero aiutare la comprensione del testo fanno le bizze, scomparendo e riapparendo a piacimento in alcuni frangenti.


Che la forza sia con te

L’elemento che senz’altro contraddistingue Star Wars: The Old Republic da tutti gli altri cloni risiede in uno degli elementi simbolo della saga, oltre le spade laser, ripreso e implementato nel gioco in maniera ottimale da parte di Bioware: l’elemento in questione è la Forza, vero oggetto misterioso che fa capolino in tutti i film inerenti a Guerre Stellari e che rappresenta più di un confronto tra opposti quali possono essere bene e male. Chi conosce Star Wars sa, che gli esseri dotati di Forza, possono sentire il richiamo del Lato Oscuro e contaminarsi della sua potenza e della sua malvagità, oppure ravvedersi per ritornare sulla retta via: qualunque scelta morale compiuta porta delle inevitabili conseguenze che poi si ripercuotono sia sull’aspetto fisico di chi passa da un Lato all’altro sia sui poteri a disposizione. Questo sottile equilibrio è stato tradotto da Bioware, in termini di gameplay, come un semplificato sistema di scelte morali che possono condurre il giocatore a divenire uno spietato assassino o un fedele seguace della dottrina della Forza; questo indipendentemente dalla fazione scelta al principio; ossia nulla ci vieterà di passare al lato oscuro mentre si è al servizio della Repubblica (Anakin insegna, ndr) oppure al contrario di essere un Sith dotato di una certa morale, votata però alla glorificazione dell’Impero.


Ogni area ha un suo perché

L’importante, dunque, non sarà se essere buoni o cattivi, vista l’intercambiabilità dei due concetti; ma saper combattere, da soli o in gruppo, come in ogni MMORPG che si rispetti. Sotto questo punto di vista Bioware ha preso nuovamente spunto dalla struttura di WoW, ampliandola e ottimizzandola, costruendo un sistema ad Aree molto pratico e funzionale.Cominciamo col definire la Mappa galattica, vero e proprio universo in cui potersi muovere attraverso i pianeti una volta che avrete abbandonato quello di partenza con i mezzi messi a disposizione dalla flotta prima, con la vostra personalissima nave spaziale poi. I pianeti da visitare, con le dovute limitazioni fazionistiche se si gioca su di un server PvE e gli ovvi range di livelli consigliati, non sono moltissimi in verità, ma riprendono gli scenari celebri della saga, come Coruscant e il suo tempio dell’Ordine Jedi, ma anche i famosi Tatooine, Balmorra, Alderaan e Ilum.I pianeti sono caratterizzati ognuno da un clima e un’atmosfera unica, ma soffrono un po’ tutti di una certa monotonia e linearità delle mappe che devono sottostare al rigido sistema imposto dal “copione” di Star Wars, ma che sfigurano dinanzi alle sconfinate lande di WoW e alla loro totale libertà di esplorazione. Ci ritroveremo molto spesso a ripercorre più e più volte corridoi anonimi e senza possibilità di deviazioni, con buona pace di chi invece avrebbe voluto lanciarsi nella più libera esplorazione galattica. Questo, però, non significa che manchino i segreti in The Old Republic, ma soltanto che essi vengono celati in aree ben visibili e distinguibili tra loro: le Class Area e le Heroic Area.Le prime sono legate alla main quest e sono delle speciali aree dove avremo un accesso esclusivo e senza interferenze esterne, quasi come se per un attimo il gioco diventasse un RPG senza componente online; inoltre, esse sono anche legate alla classe d’appartenenza, ossia noi Jedi Knight non potremo mai entrare in un Class Area di tipo Jedi Consular per fare un esempio.Le Heroic Area sono invece dei mini dungeon ripetibili giornalmente che nascondono preziosi oggetti e nemici ostici da battere che sono consigliate a gruppi di guerrieri particolarmente affiatati ai livelli indicati; esse però sono libere e chiunque potrà darvi una mano all’interno di esse, come libere sono le Heroic Arena con i rispettivi Boss, dei veri mastodonti da buttare giù e che necessitano di un folto gruppo per poter essere battuti.

Una sfida per guerrieri preparati ed affiatati

Ci sono poi i Flashpoint e le Operations, in altre parole il fulcro del gioco in cooperativa di tutto SWTOR. Queste sezioni contengono al loro interno sub-quest della durata che può anche superare l’ora e che terranno impegnati i partecipanti con combattimenti continui e contro avversari davvero forti, con tanto di multipli mini-boss prima di giungere al vero scontro finale. Questo particolare tipo d’istanza adotta una politica abbastanza permissiva nei confronti del giocatore dato che, se malauguratamente doveste cadere mentre siete impegnati in un Flashpoint ad esempio, il gioco vi riporterà automaticamente al suo ingresso e, una volta dentro, troverete tutto come lo avevate lasciato, senza dover rifare tutto daccapo e senza il peso di dover sconfiggere di nuovo tutti i nemici incontrati che, invece, non effettueranno alcun respawn: una sfida si impegnativa, ma che comunque difficilmente risulterà frustrante, soprattutto per gruppi ben organizzati. Operations, inoltre, rappresenta una vera e propria sfida, incoraggiando gruppi di sedici giocatori a lanciarsi in mezzo ai nemici più forti presenti nel gioco, per sconfiggerli e recuperarne le sudate ricompense,


Il fatidico numero 10

Tutta quest’azione vi porterà inevitabilmente, com'è giusto che sia, ad accrescere il vostro livello, ma se all’inizio vi potrà sembrare di essere tagliati fuori dalla crescita del vostro personaggio, al livello dieci, come da tradizione, avrete finalmente accesso agli alberi delle abilità. Da tale livello in poi, quindi, non basterà semplicemente recarsi dal proprio trainer per apprendere o aggiornare le proprie abilità, bensì si potrà scalare l’albero delle abilità tra i tre rami disponibili, scegliendo di spendere tutti i punti per un ramo oppure cercare di distribuirli per creare un guerriero ibrido: la scelta è vostra e in tal senso si sprecano le guide presenti sul web sulle migliori combinazioni possibili. Tutto ciò sarà vostro a patto che scegliate prima la vostra specializzazione tra le due che vi verranno offerte dal trainer: questa è probabilmente la scelta più importante del gioco, visto che sarà irreversibile e condizionerà non solo l’equipaggiamento che potrete portare con voi e gli alberi delle abilità disponibili, ma influenzerà anche in maniera drastica lo stile di gioco, costringendovi ad un modo di giocare che potrebbe, magari, in futuro non piacervi. Una scelta quindi da fare con cognizione di causa e che va molto ponderata, ma che sarà il primo passo verso la caratterizzazione unica del vostro personaggio. Per rendere al meglio l’idea, sappiate che con uno Jedi Knight al livello dieci si potrà scegliere se diventare Guardiano, tank armato di spada singola e in grado di sopportare un gran quantitativo di danni, o Sentinella, combattente veloce e votato all’attacco equipaggiato con ben due lightsaber.


Almeno tu nell’universo

Tutte queste caratteristiche sono comunque delle reinterpretazioni di altri prodotti simili che si sono evoluti nel corso degli anni e lo stesso paletto dello sblocco evolutivo al livello dieci è una consuetudine oramai divenuta standard. Consuetudine è anche permettere al giocatore di poter avere sempre con sé un compagno di viaggio, che sia un mezzo di locomozione o un più semplice animale da compagnia, ma che serva perlomeno a scacciare via la tristezza che pervade durante le scampagnate negli angoli più reconditi dell’universo. In questo senso Bioware è andata oltre, osando, ma riuscendo a confezionare un sistema innovativo, fiore all’occhiello di The Old Republic. Nel corso della nostra avventura, seguendo l’evolversi della main quest, ci imbatteremo in diversi comprimari che, a determinate condizioni, sceglieranno di seguirci e di affiancarci nella nostra missione, ma a differenza di altri titoli, dove ai compagni era relegato un semplice ruolo d’immagine, in SWTOR potremo interagire con loro con una profondità inedita, potendo addirittura a flirtare con alcuni di loro.

Come sempre, Bioware punta moltissimo sul coinvolgimento emotivo del giocatore

Il nostro rapporto con loro andrà via via rafforzandosi se ci comporteremo in una maniera a loro gradita poiché, se avremo un compagno con noi durante un dialogo, potremo perdere o acquisire punti fedeltà a seconda delle risposte che daremo nel dialogo: un’integrazione squisita e che rende SWTOR sempre più simile al degno erede della saga di KOTOR, nonostante non ne porti il nome. Unica grossa pecca che però ci sentiamo di segnalare in merito, è l’impossibilità di far evolvere i nostri compagni come meglio ci aggrada; essi, infatti, semplicemente avanzeranno di livello di pari passo al nostro, senza tra l’altro la possibilità di sbloccare abilità speciali.Le uniche abilità che potremo assegnare ai nostri alleati, saranno quelle legate alla raccolta di materiali o alla produzione di oggetti unici; infatti, le Crew Skills, sono delle particolari abilità, o per meglio dire lavori, che potremo assegnare al nostro equipaggio, che così lavorerà al posto nostro e in maniera autonoma. Le skills sono in totale quattordici e si dividono in: Gathering, che comprende tutte le skill legate all’esplorazione e alla raccolta di risorse particolari; Crafting, per chi invece predilige equipaggiarsi con oggetti creati in casa; Mission, per mandare i propri compagni in giro per l’universo a compiere missioni particolari per nostro conto per poi intascarne le ricompense. 


Sognando il Millenium Falcon

Ad un certo punto del gioco riceverete un dono necessario al proseguo della vostra missione, indispensabile per permettere a voi e al vostro equipaggio di proseguire in maniera libera e indipendente per tutta la galassia: una navicella spaziale. Questo mezzo di locomozione, che farà gioire ed emozionare molti fan, fungerà anche da base operativa dove poter riposarsi in tutta tranquillità e dove poter interagire con la vostra crew per sbloccare particolari linee di dialogo e approfondire la storia di ognuno di loro, oltre che poter gestire al meglio le skills: questa feature, ricorda molto da vicino quella già vista in Mass Effect 2, ovviamente con le dovute proporzioni.La nave, però, non sarà soltanto un oggetto freddo con cui spostarsi, ma molto di più; sarà anche un’arma con cui difendere la flotta della nostra fazione in giro per la galassia e aprirà, nello scenario di Star Wars: The Old Republic, un mini-gioco, fatto di guerre stellari e azione pura. Ci saranno delle sezioni di volo nelle quali il gioco si trasformerà in un titolo d’azione, in cui dovremo pilotare la nostra navicella in vere e proprie battaglie spaziali fatte di evoluzioni, esplosioni, inseguimenti nei quali portare a termine gli obiettivi della missione, in genere la distruzione dell’astronave base dei nemici. Attenzione però; partire allo sbaraglio e gettarsi a capofitto in queste battaglie potrebbe rivelarsi controproducente se non si avrà un livello adeguato, ma soprattutto se la nostra navicella non sarà equipaggiata a dovere: infatti, esiste un’intera sezione di aggiornamenti ed equipaggiamenti ad essa dedicati, volti al miglioramento della potenza di fuoco e dell’armatura della nostra nave, reperibili nei più grandi mercati della galassia.Questo gioco nel gioco è una gradita sorpresa, un ottimo modo per lasciarsi andare all’azione più frenetica e sentirsi come Luke Skywalker, intento nella distruzione della famigerata Morte Nera.


Star Wars: Knight Of The Old Republic 3?

Dopo aver passato ore e ore su SWTOR permetteteci una piccola considerazione, frutto di una serie di sensazioni dovute ad alcune scelte strutturali che rendono il titolo molto vicino a quello sarebbe dovuto essere KOTOR 3. Partendo dalle basi, non si può fare a meno di notare la marcatissima componente “singolo giocatore”, esaltata da una main quest che praticamente occupa tutto l’iter del giocatore per arrivare al level-cap impostato a cinquanta, con una durata che si attesta sulle ottanta ore circa: un numero impressionante. Tutto ciò è rimarcato dalla mancanza dell’esplorazione libera che sì, è possibile, ma non invogliata dal gioco, che invece suggerisce sempre di seguire la linea tracciata dalla trama, accompagnando il giocatore, passo dopo passo, verso l’epilogo; in una struttura tipica dei GDR in singolo, ma decisamente atipica in un MMORPG, soprattutto se paragonata alla completa libertà di movimento lasciata ad esempio in WoW. Questo, però, non è necessariamente un male, ma la mancanza di un’esplorazione libera si ripercuote ed è accentuata dal design delle mappe di gioco, troppo lineari e guidate, che lasciano veramente poco spazio di manovra al giocatore.Non sappiamo se un progetto che prosegua la saga di KOTOR sia in cantiere, ma possiamo dire che questo The Old Republic si avvicina molto a esso come animo, sfidando gli archetipi del MMORPG per creare qualcosa di decisamente inedito per il genere.


Ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser

Abbiamo parlato di un po’ tutti gli aspetti riguardanti un gioco mastodontico qual è SWTOR, con i molti alti e i naturali bassi, ma ora è giusto analizzare tecnicamente il titolo, per capire se il motore che si cela sotto la navicella è degno della scocca: la risposta è un ni.Volendo fare un paragone brutale con il più diretto concorrente di Blizzard possiamo subito dire che gli anni di sviluppo di differenza si fanno sentire eccome e sul lato tecnico non c’è partita: il colosso di Bioware mostra una qualità grafica non certo da capogiro, ma nel contesto di un gioco di ruolo online, possiamo dire che la qualità è ottima, soprattutto per quanto riguarda il parco animazioni, davvero stupefacenti nei combattimenti all’arma bianca, pardon, spada laser.Anche il sonoro mostra una qualità fuori dal comune per gli standard degli MMORPG, soprattutto se si considerano il doppiaggio di tutte le righe di testo, comprese le incomprensibili lingue aliene, e una colonna sonora che, sfruttando anche la licenza di Star Wars e di alcuni suoi celebri brani, sbaraglia nettamente la concorrenza.

In quanto a spettacolarità, Star Wars: The Old Republic non è secondo a nessuno

In questo scenario idilliaco però ci sono due pesanti macchie che stonano con tutta l’impalcatura messa su da Bioware: la scarsa ottimizzazione e i numerosi glitch. Mentre i secondi possono essere tollerati, visto anche l’impegno degli sviluppatori ad aggiustarli sistematicamente con patch a scadenza settimanale, la scarsa ottimizzazione del codice, che causa clamorosi rallentamenti su computer performanti anche con i dettagli non al massimo, è inammissibile: in certi frangenti il gioco non raggiunge nemmeno i dieci frame al secondo, rendendo di fatto ingiocabile il titolo, fortunatamente solo per alcuni istanti. Sperando che questo problema giunga presto all’attenzione degli sviluppatori e venga corretto con una patch, sconsigliamo di giocare il titolo al massimo dei dettagli.


Luke, sono tuo padre

Non vi sono dubbi: Star Wars: The Old Republic è un successo che merita tutte le lodi tessutegli fino ad ora. Ricostruire e far coesistere tutti gli elementi di un bacino immenso come quello di Star Wars non era semplice, tantomeno bilanciarlo a dovere, ma i ragazzi di Bioware hanno compiuto un lavoro egregio, confezionando un titolo che difficilmente deluderà gli amanti del genere degli MMORPG che finalmente, dopo anni di dominio incontrastato di WoW, vede affacciarsi un altro pretendente al trono. La strada è lunga e tortuosa, ma i milioni d’iscritti nel solo primo mese di gioco fanno ben sperare per il futuro, soprattutto considerando che oramai il proprio rivale ha quasi esaurito le sue cartucce, mentre Bioware ha ancora il Blaster bollente d’idee.I difetti non mancano di certo e purtroppo alcuni di essi sono determinanti ai fini della valutazione finale, peccati veniali che non possono passare inosservati, soprattutto l’eccessiva linearità e il troppo more of the same rilevato in più di un frangente: le ottime introduzioni sono un qualcosa in più ad una struttura che è la stessa da oramai troppo tempo ed ha perso l’iniziale effetto novità. In aggiunta a tutto ciò, reputiamo quasi inspiegabile come, nonostante il budget allucinante che è stato speso per sviluppare il titolo, esso riesca a peccare di varietà nei contenuti, nonostante la licenza di Star Wars sia una vera e propria miniera d’oro.Qualcosa d’immenso ha comunque preso vita in rete e come un leviatano giganteggia nel fantastico mondo che è internet; milioni di giocatori già hanno dedicato parte della loro vita a questa nuova e incredibile creatura chiamata Star Wars: The Old Republic, un nuovo fenomeno sociale che siamo sicuri continuerà imperterrito il suo cammino verso il successo.

COMMENTO
Mail@ F_Grans

Un titolo immenso da recensire per il quale ho dovuto sacrificare molte ore della mia vita sociale, ne sarà valsa la pena? La risposta è sì. Chi ama Star Wars e i giochi di ruolo online allora non può lasciarsi sfuggire l’occasione di essere uno Jedi o un Sith e sfidare genti di tutto il globo a suon di spade laser. D’altro canto, se gettiamo uno sguardo più attento si notano tanti piccoli problemi strutturali che non gli permettono di scavalcare chi da quasi un decennio detta legge in fatto di MMORPG. Il pensiero più ricorrente che mi pervade è che, dinanzi a me, ci sia quello che sarebbe dovuto essere Star Wars: Knight Of The Old Republic 3, integrato con una standard componente multigiocatore atta a produrre denaro, cosa che sta puntualmente facendo: non sentitevi in difetto, quindi, se fruirete del gioco come di un normalissimo GDR; ne sarete ugualmente soddisfatti.

GRAFICA:7.5Per il genere è molto oltre le aspettative, ma il codice è scarsamente ottimizzato: rallentamenti e glitch sono dietro l’angolo.
SONORO:8.5Ottimo il doppiaggio, anche se alcuni voci sono riciclate per più personaggi. La colonna sonora è di buona fattura.
GIOCABILITà:8.5Buona, non c’è che dire, peccato per inezie come l’inventario scomodo e una telecamera a volte fastidiosa: per il resto tutto nella norma.
LONGEVITà:8.5Potreste giocarci anche per tutta la vita, ma il voto rispecchia la varietà delle situazioni in cui vi troverete e delle cose che farete: la maggior parte è tutta roba già vista.
VOTO FINALE8
PRO:- La crew!
- Ottimo impianto narrativo
- Sembra quasi che sia KOTOR 3
CONTRO:- Licenza di Star Wars poco sfruttata
- Pesanti cali di frame rate anche su macchine performanti
- Eccessiva linearità e scarsa innovazione
World of Warcraft: CataclysmL’alternativa d’obbligo al nuovo nato in casa Bioware: è ancora lui il re degli MMORPG.
DOFUSUna valida alternative francese ai classici MMORPG che ha riscosso un successo planetario.
SCHEDAGIOCO
Cover Star Wars: The Old Republic

Star Wars: The Old Republic

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