StarCraft II: Wings of Liberty

Blizzard ci sai fareScritto da il 17 agosto 2010
StarCraft II: Wings of Liberty Recensione
Son tanti gli anni passati dall’ultima apparizione di StarCraft su PC. Eppure, questi 12 anni son serviti per far innalzare quel fattore hype, già incredibilmente alto di suo dopo la prova della beta multiplayer, risvegliando la voglia di cimentarsi con un RTS come si deve, anche se non si è propriamente amanti del genere. Proprio così: perché StarCraft II: Wings of Liberty è uno di quei prodotti che andrebbero giocati, da tutti, almeno una volta nella vita. Anche perché in questi ultimi anni sono state poche le produzioni di altissimo livello proposte, ed ancor meno quelle destinate a rimanere nella storia del gaming su pc.

Con una storyline del genere, si spacca il mondo!

Uno dei tanti punti forti del titolo Blizzard è sicuramente quello del filone narrativo, in cui gli eventi confluiscono e generano una grande atmosfera di gioco, invogliando, cosi, il videogiocatore a vivere un’avventura semplicemente fantastica. Difatti, ciò è possibile riscontrarlo soprattutto da quelle che sono le fasi iniziali e di approccio al titolo: le fasi di briefing sono state completamente riviste e migliorate, garantendo un elevato senso di curiosità misto a semplice e pura volontà di battagliare sul campo a chi lo gioca. Ma procediamo con ordine.
Son passati circa 4 anni dagli accadimenti di StarCraft Brood War: la spietata espansione dello Sciame ha ceduto posto al silenzio, su Kerrigan si possono fare solo supposizioni, i protoss si reintegrano in società con i templari oscuri di Shakuras, Zeratul ha condotto una vita ritirata ed immersa nel dolore e dai sensi di colpa, Mengsk si è messo all’opera per la ricostruzione del Dominio Terran. Nel frattempo, anche Jim Raynor si è dato da fare: ha guidato un movimento di resistenza (conosciuto come i Randagi di Raynor) contro Mengsk e la sua indole espansionistica. Tuttavia, Jim non è riuscito nel suo intento, visto che, grazie all’opinione pubblica e la politica, Mengsk è riuscito ad imporsi su tutto e tutti. Da qui prende inizio il nostro lungo cammino: prima da terra e successivamente a bordo della fantastica nave Hyperion, Jim cercherà di sfruttare qualsiasi missione per guadagnare belle somme di denaro da destinare a qualcosa di più grande: il futuro della galassia!
StarCraft II: Wings of Liberty pone, quindi, tutte le premesse per una storia epica, longeva e ben strutturata sotto ogni punto di vista. Al comando della fazione Terran, e solo in qualche missione al comando dei protoss, ci troviamo a dover gestire, comandare, creare, addestrare ed acquistare potenziamenti o nuove, importanti, unità, per il raggiungimento di questo o quell’altro obiettivo di gioco prepostoci dalla missione che stiamo svolgendo. Non mancano i momenti di briefing e quindi di pre-partita: come accennavamo poco fa, questo è stato uno degli aspetti notevolmente migliorati rispetto al passato. La possibilità di “svagarsi” al bar con un buon bicchierino (alla fine del gioco saranno davvero tanti i bicchierini del caro Jim) gustando buona musica dal jukebox o quella di guardare gli ultimi notiziari in TV, rappresentano un momento di pausa e riflessione dalla frenesia imposta, ma che ci trasporta in maniera sublime, durante la campagna. Ma non solo: nei quattro ambienti principali della Hyperion (Bar, Armeria, Ponte, Laboratorio) è possibile interagire con gli altri personaggi di gioco, tutti propensi a rilasciare interessanti informazioni e fasi di dialogo utili alla nostra causa.
Ognuno di questi luoghi ha, naturalmente, finalità e scopi propri. Se nel bar è possibile interagire, come dicevamo poc’anzi, con jukebox, TV, mercenari ed oggetti sbloccati man mano nel gioco, nell’armeria è possibile acquistare potenziamenti per veicoli, strutture e soldati. Quindi, in questo caso, i crediti guadagnati in ogni singola missione tornano davvero molto utili. Infine il laboratorio: qui ci si può dedicare a ricerche tecnologiche, ma solo dopo aver conseguito particolari obiettivi bonus in campo di battaglia.

Varietà di gioco

L’esperienza di gioco fornita è davvero allettante. Sebbene, in molti casi gli RTS forniscano una certa ripetitività di situazioni e missioni di gioco, in questo Blizzard ha investito un bel po’ di tempo di sviluppo per fornire qualcosa di veramente gratificante e, soprattutto, vario. Ciò non avviene sin da subito però: infatti, le prime missioni di gioco sono contrassegnate da una buona dose di ripetitività, anche se fungono da vera e propria fase preliminare all’apprendimento di gioco. E’ questo è uno degli aspetti importanti per questa stupenda produzione: avvicinare più giocatori possibili al mondo di StarCraft è la sfida, continuamente rinnovata, degli sviluppatori. A spiegazione di ciò, c’è un bel tutorial che introduce le meccaniche principali di gioco ed i vari livelli di difficoltà inseriti (ben 4). Ma parlavamo della varietà di gioco: man mano che ci si addentra nelle vicende, ci si rende conto dell’enorme attenzione riposta in tal senso. Viene, a tal proposito, un attimo riconsiderato il concetto di gioco di strategia che da sempre ci ha abituato all’eliminazione di basi nemiche e amen. Qui siamo di fronte a qualcosa di più grosso e completo: attaccare un certo luogo per recuperare artefatti e reliquie o recarsi in un altro per proteggere convogli pieni di gente innocente lungo un dato percorso, sono soltanto alcune delle missioni di gioco inserite. E la presenza di obiettivi bonus, non sempre di facile svolgimento, consentono di affinare le proprie abilità nel tempo oltreché dividere forze di fuoco, tattiche per il conseguimento plurimo degli obiettivi imposti e sbloccare determinati achievements.

Blizzard ha fatto la differenza. Ancora.

Sciolte le riserve che qualche fan della serie aveva fatto in fase di prova della beta multiplayer, ritenendo il lavoro di Blizzard incentrato maggiormente sulla modalità online che su quella in singolo, si può dire che il compito di portare sugli scaffali un prodotto degno è giunto al termine come meglio non si poteva. Il sistema di controllo, preciso e perfetto, consente di gustarsi nel migliore dei modi l’avventura sul campo. Comandi diretti alle unità, navigazione in battaglia tramite semplice click, code di produzione unità o potenziamenti strutture e scorciatoie per facilitare il compito, rappresentano il mondo vivibile su schermo. E che mondo!
Un gioco divertente, che sa catturare anche i non appassionati degli RTS. Un gioco che fa del ritmo frenetico, della trama e dell’ottima giocabilità i suoi punti di forza. Sorprendente vedere un numero cosi elevato di missioni in singolo, con intrecci narrativi d’eccezione e tempi di briefing e “riposo”, godibili nelle varie location presenti all’interno della Hyperion, davvero interessanti. Tutto questo non fa altro che creare l’ambiente giusto per mettere il giocatore a suo agio ed interessarlo, dall’inizio alla fine, alle vicende di gioco.

Battle.net 2.0 è una figata!

Nonostante basti la sola campagna in singleplayer per ritenere doveroso l’acquisto, esiste anche un solido comparto multiplayer in StarCraft II. E a tal proposito i mesi di beta multiplayer hanno contribuito a limare bug, problemi e bilanciamenti di unità. Tutti aspetti utili per lanciare una modalità esente da difetti, garantendo esperienze di alto livello. Entra in ballo, a questo punto, Battle.net: interfaccia semplice e pulita, con una montagna di opzioni, statistiche, obiettivi di gioco, replay delle partite giocate online, lista amici, schermate di gestione, community, classifiche e tanto altro ancora. Tutto ruota intorno ad esso e la stabilità e velocità con la quale è possibile passare dalla modalità singleplayer a quella multiplayer, guardare un replay piuttosto che consultare le statistiche, è davvero eccezionale. Mai un intoppo, mai un problema. Affidabile, accurato ed estremamente veloce anche il sistema di matchmaking su cui Blizzard ha speso un bel po’ di tempo per ottenere i risultati di cui oggi tutti possiamo godere. Difatti, considerando la diversa abilità che ogni singolo giocatore ha, un sistema di tal genere era indispensabile. I risultati, poi, son davvero incredibili: siamo su una media di cinque secondi per la ricerca di una partita online secondo i nostri parametri d’abilità ed esperienza online. Stesso discorso, della celerità e precisione, se si affrontano le modalità in 2 contro 2, 3 contro 3 e 4 contro 4.
Purtroppo, questa modalità crea più di un problema a tutti quei giocatori che prediligono tattiche ragionate e più lente. Tattiche che in modalità del genere garantiscono, in men che non si dica, sonore “scoppole” in battaglia. Bisogna quindi rivedere un attimo le proprie abitudini di gioco per cercar di aver la meglio o, magari, affidarsi alla buona sorte sperando che i propri compagni (in caso di partite con più di 2 giocatori) con i loro rush sconfiggano l’avversario di turno. Insomma, c’è bisogno di un po’ di adattamento, ma non sempre si è disposti a scendere a compromessi dopo aver fatto l’ossatura e basato le proprie esperienze tramite determinate mosse e metodi da seguire. Per invogliare il giocatore ad affrontare questa modalità sono state create anche le Leghe: esse suddividono gli utenti in 5 classi (dal diamante al bronzo) e invogliano la scalata della classifica in cerca di promozioni eventuali. Per i neofiti si è comunque cercato il punto d’incontro: infatti, a scelta, è possibile fare esperienza prima con la Lega Cadetti (il cui esito delle partite non influisce sulle classifiche generali di gioco online) per prendere dimestichezza con quelli che sono i tempi di esecuzione delle mosse e delle strategie.
Interessante scoprire, e dovrebbero esserci novità già dalle prossime settimane, quali saranno le aggiunte di Blizzard sul portale Battle.net. Portale che rappresenterà un punto fermo anche per future produzioni quali Diablo III e World of Warcraft Cataclysm.

Tecnicamente parlando

Proporsi al pubblico in scala mondiale non è semplice. Se trama, giocabilità e validità di tutte le modalità di gioco fungono da viatico ad un produzione coi fiocchi, dall’avvento di tecnologie hardware sempre più performanti e capaci di restituire grafiche incredibili, ci si aspetta quel qualcosa in più. Sempre. Ovvio che un comparto sonoro degno aiuti a formare un quadro generale d’eccezione. In StarCraft II: Wings of Liberty tutto ciò è possibile ammirarlo. Dai filmati in computer grafica alle cut-scenes, dalle sessioni a bordo della nave Hyperion alle fasi di battaglia, è sempre facile rimanere soddisfatti dei risultati raggiunti. Discorso esteso anche alle animazioni di gioco, anche se nei dialoghi con i co-protagonisti esse rimangono relegate al solo labiale e poco più, placando un attimo il ritmo euforico donato dagli intermezzi video e dall’avanzare della trama di gioco. Lo stesso risultato, in termini di risultati grafici, non è possibile ottenerlo, però, su macchine un po’ più “vecchiotte”: sebbene tra i requisiti minimi siano inseriti addirittura processori Pentium 4, la resa grafica non può essere la stessa. Ci mancherebbe altro. Le texture, cosi come le ombre ed altri effetti che richiedono componenti di ultima generazione, appaiono molto meno accoglienti e verosimili, ma è già tanto che il prodotto giri ottimamente e senza intoppi.
Due righe vanno spese anche per il comparto sonoro che sorprende dall’inizio alla fine. Sebbene ad effetti sonori e doppiaggio il lavoro fatto sia stato più che buono, i brani musicali inseriti fomentano il desiderio di mettersi in gioco ed entrare in azione, creando fantastiche atmosfere in battaglia e non solo. Lodevole, infine, l’accurata localizzazione in italiano di qualsiasi contenuto all’interno del gioco: dalle scritte a scorrimento in TV mentre viene trasmesso l’ultimo notiziario, a quelle di cartelli o insegne presenti sul campo di battaglia.
COMMENTO
Dalla prova della beta multiplayer son passati diversi mesi, ma posso dire che l’attesa è stata ripagata in modo incredibile. StarCraft II: Wings of Liberty è fantastico, longevo sia in singolo che in multiplayer, accurato dal punto di vista grafico, sonoro, narrativo. Insomma, è uno di quei giochi da avere nella collezione personale e non disinstallare mai dal proprio computer. Lo consiglio a tutti, anche ai meno esperti e meno amanti degli RTS: StarCraft II riesce a farsi amare sempre e comunque. E Blizzard ha dato un’altra bella e dura lezione a quanti credevano, e magari lo fanno ancora, che il gaming su pc sia morto. StarCraft II è la dimostrazione che, quando le cose si fanno in maniera più che egregia, i risultati arrivano anche in fatto di vendite. Forza così, dunque.
GRAFICA:9Una grafica che colpisce. Giocandolo al massimo dei dettagli, computer permettendo, il risultato è davvero ottimo. Con configurazioni minori, o addirittura quasi antiquate, il risultato non è certamente identico, ma è già tanto riuscire a giocarlo…
SONORO:9.5L’audio è ottimo: dagli effetti speciali, alle musiche, alla narrazione. Semplicemente perfetto.
GIOCABILITà:9.5Anche qui il livello di meticolosità e di sviluppo accurato ha portato ad avere risultati eccezionali.
LONGEVITà:10Longevo in singolo. Infinito in multiplayer. Cosa chiedere di più?
VOTO FINALE9.5
PRO:- E’ StarCraft II
- Longevità assicurata sia in singolo che multiplayer
- La cura dei dettagli è stratosferica
CONTRO:- Multiplayer ostico ai meno esperti
World in ConflictUn RTS strepitoso, ambientato in un passato alternativo sconvolto dalla Terza guerra mondiale. Imperdibile per ogni stratega virtuale che si rispetti.
Supreme Commander 2 (PC)Secondo capitolo della saga futuristica di Gas Powered Games, non esente da difetti ma comunque coinvolgente e appagante.
SCHEDAGIOCO
Cover StarCraft II: Wings of Liberty

StarCraft II: Wings of Liberty

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