The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi

Tutti a caccia di fantasmi. Di nuovo?
Scritto da Fabio “Dartagnan” Cecco D’Ortonail 05 dicembre 2009
The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi Recensione

Negli ultimi anni il genere delle avventure grafiche, dopo un periodo di ristagnante tristezza e quasi abbandono, ha saputo riscoprirsi e catturare un pubblico sempre maggiore. Non a caso questo 2009 ha voluto proporre titoli molto validi come Machinarium o il ritorno del brand targato Pendulo Studios, Runaway, che lancerà il terzo capitolo ad inizio 2010. Insomma, un periodo molto positivo per questo settore del mercato videoludico, che da qualche tempo ha aggiunto a sé una nuova recluta: The Lost Crown, titolo d’avventura-horror sviluppato da Jonathan Boakes, l’autore della serie Dark Fall che ha riscosso un buon successo tra i videogiocatori.


My name is Nigel, Nigel Danvers, and I am a…

Un impiegato troppo curioso che si trasforma, quasi a sua insaputa, in un cacciatore di fantasmi e di tesori nascosti. Questo è Nigel Danvers, protagonista del titolo che ci apprestiamo a recensire. Venuto a conoscenza di alcuni documenti top-secret risalenti alla Hadden Corporation, decide di darsi, di lì a poco, ad una fuga fulminea. Il motivo? Semplice: due brutti ceffi lo stanno seguendo, spiando e vogliono indietro tutte le informazioni rubate. Fuga. Stazione. Prima destinazione. Saxton. Manco a farlo apposta, Nigel si ritrova in un luogo pieno di misteri, quasi desolato e dimenticato da tutti. Inizia cosi la fase di conoscenza del posto, di dialogo con gli abitanti, d’osservazione di oggetti e cose utili alla nostra, ancora vaga, causa: quella di importunare ed intralciare la normale routine quotidiana della gente del posto, presentandoci come cacciatore di tesori!


Cacciatore di fantasmi o di tesori? Deciditi una buona volta!

Come ogni aspetto prettamente tecnico caratterizzante la maggior parte di produzioni afflitte da un basso budget di sviluppo, capita che anche la trama ne risenta: a volte, infatti, sembra che le penne di scrittori e sceneggiatori fluttuino inesorabilmente nel vuoto per poi riempire, gli spazi bianchi rimasti sul copione, con scelte e decisioni alquanto discutibili. Sebbene The Lost Crown sia contraddistinto da una storia affascinante e trainante nella maggior parte della sua durata, ci sono alcuni punti bui, che si presentano durante il prosieguo del gioco e che non stiamo a citare per non spoilerare, che lasciano un po’ smarrito il videogiocatore. Il fatto che coniughi la ricerca di lontani e smarriti tesori alla caccia dei fantasmi, imboccato, su quest’ultima, dal signor Hadden alla quale ha sottratto i documenti di cui parlavamo poco fa, è solo uno dei tanti casi in cui il protagonista cercherà di dare una mano a sé stesso e agli altri.Entrando più nello specifico, possiamo dire che siamo davanti ad una classica avventura grafica punta-e-clicca in terza persona, che ingloba fasi in cui le atmosfere di gioco si tingono d’ horror. In realtà, però, non si tratta di vero e proprio orrore: non c’è né sangue né zombie e via dicendo, ma fasi in cui eventi paranormali prendono il sopravvento su tutto e tutti, incutendo, alla maggior parte dei videogiocatori, una sottile ma decisa linea di terrore riguardo l’ignoto o alla vita dopo la morte.L’ambiente è composto da sfondi in due dimensioni opportunamente pre-renderizzati e da fotografie reali. Pochi gli elementi, quasi nulli in realtà, in tre dimensioni. D’altronde con requisiti di sistema cosi bassi non potevamo certo aspettarci chissà cosa. Ma ecco la furbata: in pieno stile “noir”, ecco arrivare, su tutta l’ampiezza del nostro schermo, un bel’effetto bianco e nero. Di certo una pensata non di poco conto, visto che grazie ad essa si è riusciti a fornire un quadro generale, dal punto di vista di primo impatto, davvero notevole, e che amplifica l’immersione all’interno del contesto di gioco. Ad unirsi a tutto ciò ci sono poi alcuni particolari di dettaglio, a volte presenti in primo piano a volte in secondo, che prendono, come per magia, colore ed enfatizzano, rivelano e mirano a spezzare una continuità, quella realizzata dall’effetto “old style”, che alla lunga potrebbe intaccare l’attenzione del giocatore.


Interfaccia di gioco ed enigmi

Dopo aver parlato del particolare stile grafico che contraddistingue TLC, è arrivata l’ora di soffermarsi sull’analisi dell’interfaccia di gioco e degli enigmi presenti: gli aspetti più importanti per quanto riguarda un titolo di questo genere. Per quanto riguarda la prima, Darkling Room, non ha certo inventato nulla di nuovo: siamo, difatti, dinnanzi al “solito” cursore intelligente che cambia a seconda di oggetti scrutabili o di azioni disponibili, come la lente di ingrandimento per osservare oggetti, una freccia per interagire con cose o persone ed una sorta di “doppia forchetta” che sta ad indicare la possibilità di analizzare quell’oggetto per mezzo di un articolo all’interno del nostro inventario. Insomma, un’interfaccia che più classica non si può, ma che allo stesso tempo risulta semplice, fluida e molto funzionale. Da citare, inoltre, la possibilità di usare un particolare kit “acchiappa-fantasmi” composto da una videocamera ad infrarossi, una macchina fotografica speciale, un registratore audio a microcassette ed un EMF per rivelare strane presenze.Per gli enigmi invece, possiamo dire che siamo di fronte ad una strada a due biforcazioni: se la prima porta ad un lavoro accurato e che mira a proporre enigmi strettamente collegati alla ricerca di indizi avvenuta durante alcune fasi di gioco, l’altra porta a dover risolvere enigmi frustranti, poco curati e che potrebbero portare i neofiti del genere, sicuramente meno pazienti degli “avventurieri navigati”, a cambiare, decisamente, prodotto.


In definitiva

Ricordando che alla base di tutto ci sono gli scarsi fondi reperiti per uno sviluppo accurato, The Lost Crown fornisce lunghe ore di svago ed istanti di gioco davvero adrenalinici. Peccato che le animazioni dei vari personaggi lascino a desiderare, facendo risultare i movimenti rigidi. Più che di movimento, in realtà, dovremmo parlare di forza di trascinamento per essere precisi. Per non parlare, poi, dell’impossibilità di scorrere i dialoghi o di velocizzare, in termini accettabili, il passo di Nigel Danvers. Problemi, questi ultimi, che vanno ad intaccare, e molto, la serenità e tranquillità che il videogiocatore mette nel corso del gioco. Peccato. Ciò che non delude affatto, ad eccezione del doppaggio in inglese recitato maluccio, è il comparto sonoro: effetti sonori ben riprodotti e musiche appropriate che non intralciano la nostra avventura, sono una costante per il prodotto distribuito da Blue Label Entertainment.
COMMENTO
Fabio “Dartagnan” Cecco D’Ortona
Sarò sincero (come sempre del resto, ndr): l’appeal iniziale fornito da The Lost Crown presagiva ad uno stato quasi comatoso di gioco. Purtroppo, l’impostazione iniziale decisa da Darkling Room, ha fatto sì che nelle prime fasi, quelle più importanti per capire, in realtà, che prodotto abbiamo davanti, risaltassero esponenzialmente tutti gli aspetti negativi del titolo. Insomma, una bella auto-mazzata sui piedi, in pieno stile kamikaze! Andando avanti però, vuoi per le grafiche ispirate egregiamente da un effetto bianco-e-nero o per la trama che a tratti risulta davvero ben strutturata, TLC riesce a farsi amare, anzi, rispettare. I giochi da amare sono ben altri. Considerando, però, il budget ristretto messo a disposizione per questa release, non si può che essere contenti del prodotto finale ottenuto.
GRAFICA:7 Nonostante lo sviluppo dei comparti tecnici non sia il punto di forza per questo titolo, l’effetto “old style” in bianco e nero riesce a creare un’atmosfera di gioco appagante ed in alcuni casi davvero stupenda. Peccato per alcuni sfondi inappropriati.
SONORO:6La sufficienza è stata colta a malapena. Se gli effetti sonori e la maggior parte degli spezzoni musicali rendono il clima ostile e misterioso al punto giusto, il doppiaggio (esclusivamente in inglese) merita, al massimo, un 4 pieno. La traduzione in italiano desta molte perplessità.
GIOCABILITà:7La giocabilità è quella classica di un punta-e-clicca: buona la scelta di inserire oggetti “speciali” per la caccia dei fantasmi, ma alcuni enigmi sono poco ispirati. Peccato per la lentezza generale.
LONGEVITà:8 Per essere un’avventura grafica bisogna riconoscere che la longevità è davvero ottima. Tante ore di ricerche e scoperte misteriose insomma, sia per i patiti del genere che per i neofiti.
VOTO FINALE7
PRO:- Lo stile in bianco e nero rende davvero molto bene...
- Una longevità più che rispettabile visto il genere
- Trama a tratti davvero ispirata, in altri...mmm…beh, lasciamo stare và!
CONTRO:- Scarsa renderizzazione di alcuni fondali
- Doppiaggio e traduzione dei testi approssimativa
- Impossibilità di scorrere i dialoghi già ascoltati; in generale storia lenta e a tratti noiosa
Machinarium ( PC )Ecco come dimostrare che non sempre gli alti requisiti hardware richiesti o le decine di gigabyte di installazione, sono gli unici modi per arrivare ad un prodotto accattivante e di buon successo.
Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore ( PC )Se cercate tanti enigmi, un comparto grafico valido ed una trama intrigante, allora questo titolo fa per voi. Peccato per la ripetitività e per l’approccio di gioco troppo semplicistico.
SCHEDAGIOCO
Cover The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi

The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi

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