Uscito già da qualche mese, l’interessantissimo The Misadventures of P.B. Winterbottom trova, finalmente, spazio tra le nostre pagine. Il progetto, proveniente interamente da sviluppatori indipendenti, aveva già riscosso enorme successo ed attenzione nell’edizione 2009 dell’Independent Game Festival; attenzione che 2K ha conseguentemente mostrato proponendosi come publisher stessa. Nonostante il budget, in questi casi, non sia elevatissimo (in alcuni casi è ridotto davvero all’osso), il divertentissimo titolo dei The Odd Gentlemen può essere considerato una perla.
P.B. Winterbottom: tutto naso e pancione!Avete mai sognato di essere alti poco più di un metro, avere un naso importante ed un bel pancione? No? Bene, allora è arrivata l’ora di vedere come potrebbe essere il risultato finale! Sir P.B. Winterbottom, il protagonista di questo gioco, si presenta proprio cosi. Sicuramente, l’aspetto buffo contribuisce a creare un rapporto particolare col personaggio, fin dalle battute iniziali. Se poi, anche voi siete insaziabili quando si parla di dolci, allora il dado è tratto. Difatti, l’avventura inizia a ritmi blandi per farci prendere dimestichezza coi comandi, ma la golosità (estrema) di Winterbottom, ci porterà a fare i conti, molto prima di quel che pensiate, con un vortice temporale. La causa? Il nostro caro Sir P.B. si è fatto ammaliare dallo spirito di tutte le torte!
Cloni: il vero valore aggiuntoMa Winterbottom è forte e non si perde d’animo. Si è appena cacciato nei pasticci e cosa fa? Continua la sua rincorsa ai dolci, ma con poteri speciali stavolta. Insomma, una storyline semplice ma efficace, decisamente coadiuvata da un gameplay perfetto ed una realizzazione tecnica sopra la media. Caratterizzato da una palette monocromatica (il gioco è sostanzialmente in bianco e nero, fatta eccezione per le torte che dovremo sbranare) che ricorda tantissimo il cinema di inizio secolo, con tanto di effetti dell’epoca perfettamente ricreati come l’effetto pellicola, sfocature e sgranature, la realizzazione tecnica complessiva lascia senza parole. Curato in ogni minimo dettaglio e realizzato in maniera precisa e certosina, con scenari pieni di oggetti in movimento ed un accompagnamento musicale azzeccato ed ispirato.
Entrando più nello specifico, possiamo “etichettare” The Misadventures of P.B. Winterbottom come un titolo tra il platform bidimensionale ed il puzzle game. In realtà, è entrambe le cose, e questa mescolanza di generi che affiora non crea alcun tipo di disturbo al gameplay ed al divertimento in generale, anzi. Suddiviso in stage brevi, a volte brevissimi e della durata di una sola schermata, il nostro compito (come avrete sicuramente già capito) è quello di raccogliere tutte le torte presenti. Se inizialmente il nostro compito risulta abbastanza agevolato, nel prosieguo del gioco le cose iniziano a farsi davvero molto interessanti, tanto che qualsiasi casual gamer che si avvicini a questo prodotto, e non ami livelli di difficoltà importanti, potrebbe rimanerne scottato e frustrato a vita!
Sostanzialmente, la possibilità di creare dei cloni del protagonista tramite l’uso del tasto SHIFT, che in realtà avvia la registrazione dei movimenti compiuti dall’unico e vero P.B. e permette, al suo rilascio, di osservare il clone compiere gli stessi movimenti registrati in precedenza, aiuta tantissimo la nostra causa. Anzi: senza i cloni saremmo spacciati. Quindi, ideata la mossa che consente di risolvere il dilemma, potremmo interagire coi cloni creati: parliamo di interazioni come quella di colpirli, tramite il tasto Z, per scagliarli e raccogliere torte o quella di usarli come fossero scalini, per raggiungere piattaforme più elevate. Insomma, avere un bel cervello attivo e che cerca immediatamente di risolvere l’arcano mistero, aiuta certamente alla causa. Oltretutto, non pensate che il numero dei cloni sia illimitato. Il numero è imposto, di solito molto basso, e più avanti ci spingeremo nella nostra avventura, minore diverrà il tempo per l’esecuzione ed il completamento dei vari stage di gioco.
Un gameplay degno di notaE’ ovvio che gli sviluppatori abbiano inserito un numero elevato di varianti al “gameplay base” sopra descritto. Anche perché, altrimenti, il prodotto completo sarebbe apparso sotto un’altra veste, decisamente. Aggiunte che troveremo nei livelli di gioco più avanzati: si va da marchingegni e piattaforme attivabili tramite particolari leve, a portali che permettono l’utilizzo di cloni solo per un numero di secondi predefinito. Ma incontriamo anche torte da mangiare secondo un ordine cronologico opportunamente indicato tramite numerazione progressiva, o cloni letali se a contatto con Winterbottom. Quindi, la diversificazione di situazioni di gioco e la complessità degli enigmi, rendono questo prodotto molto bello da giocare. Inoltre, il level design è assolutamente fantastico. Sempre ben concepito e mai banale, sempre pronto a creare situazioni avverse e di difficile risoluzione.
Una delle poche pecche di questo gioco è la longevità generale. Sebbene il prodotto abbia un grado di difficoltà elevato, e perciò rimane sconsigliato ai più che sono alla ricerca di qualcosa di rapido e veloce, i giocatori abituati alla sfida continua, riescono a finire la modalità storia in circa 5 ore. Sempre che qualcuno non decida di rovinarsi il gioco osservando le soluzioni video su YouTube!
In aggiunta ci sono anche delle sfide a tempo che permettono di avere qualche momento di felicità in più. Ma se proprio dobbiamo cercare un difetto per questo prodotto, possiamo ricercarlo nella durata complessiva, oltre che in un livello di difficoltà che scoraggerà, di sicuro, i giocatori meno avvezzi a livelli hard. Forse, anche qui, la possibilità di scegliere il livello di difficoltà non sarebbe stata male.