Maledico ancora la sorte che mi ha fatto scivolare nella gola della scimmia di pietra. Che fine avevano fatto i miei sogni di saccheggiare galeoni e ubriacarmi di grog? Mi dissero: "Tre piccole prove e sarai un pirata come noi!!" Tutto normale!? Se solo avessi potuto reggere il ripugnante intruglio che quei poveracci di lupi di mare tracannavano, il resto sarebbe stato uno scherzo. Come potevo immaginare che avrei incontrato una donna bella e potente con un corteggiatore molto geloso e troppo stupido per capire che era morto da parecchi anni? E come potevo attraversare la scimmia di pietra per cercare un uomo che camminasse tre pollici da terra e desse fuoco alla sua barba ogni giorno?
 | “Mi chiamo Guybrush Threepwood, e voglio diventare un pirata!” Siamo nel ‘600 caraibico, sull’isola di Melèe, dove Guybrush Threepwood è appena sbarcato con un solo obiettivo: diventare un pirata! E’ questo il punto di partenza per una delle saghe più famose e più demenziali che la storia delle avventure grafiche ricordi. Il nostro eroe si vedrà impegnato nella risoluzione degli enigmi più disparati che lo porteranno a conoscere il governatore dell’isola di Melèe, Eleine Marley, e ad affrontare il temibile Pirata Fantasma LeChuck. Click me! Il Gameplay di The Secret of Monkey Island è tanto semplice quanto geniale. Il tutto viene gestito via mouse: nella parte bassa dello schermo è presente un comodo menu tramite il quale è possibile selezionare delle azioni (come ad esempio “parla”, o “esamina”) che ci permetteranno di interagire con tutto l’universo del gioco. |
Ma ora veniamo a considerare la colonna portante di tutto il gioco: gli enigmi. Il gioco si presenta come una lunghissima serie di enigmi da portare a termine, alcuni anche di una notevole difficoltà. La maggior parte non richiede tanto dei ragionamenti razionali, in quanto ogni enigma ha una sua sfumatura demenziale. Nella maggior parte dei casi dovremo raccogliere oggetti nelle varie aree e utilizzarli successivamente. Ci troveremo così ad avere in tasca un pollo di gomma con una carrucola in mezzo, così come una torta alla carota o qualsiasi altra cosa si possa reperire: la varietà negli enigmi è veramente incredibile e difficilmente raggiunta anche dai videogiochi moderni. Importantissimi in The Secret of Monkey Island sono i dialoghi con i vari personaggi che incontreremo nel corso dell’avventura. Questi si materializzano sottoforma di frasi colorate al di sopra dei personaggi, con colori diversi per personaggi diversi. Il nostro Guybrush potrà rispondere selezionando una delle frasi che compariranno sullo schermo. I dialoghi sono veramente eccezionali e sempre ad un passo dalla follia, tratteggiano con semplicità ed efficacia i caratteri dei bizzarri personaggi che popolano la stravagante isola.
Paesaggi caraibici e musica reggae
The Secret of Monkey Island vanta una grafica veramente eccezionale per il tempo, ma che anche oggi fa la sua discreta figura: il tutto è realizzato in 2D con il motore SCUMM (lo stesso utilizzato in moltissime altre avventure grafiche firmate LucasFilm). La qualità generale è davvero ottima, ed è grande l’attenzione per i particolari. La grafica ha subito un progressivo miglioramento a partire dalla prima versione EGA a quella VGA 256 colori, nel quale il gioco si mostra in tutto il suo splendore. Molto evocativi sono anche i fondali, soprattutto quelli dell’isola di Melèe, che trasmettono tutto il fascino notturno dell’isola caraibica. L’unica nota di demerito si può attribuire alle animazioni, che a volte non rendono pienamente l’idea dell’azione svolta e possono risultare innaturali, ma ciò non compromette assolutamente la qualità generale del titolo. Un’altra nota di merito va al sonoro, che con la sua musica reggae, in associazione con un’ambientazione caraibica seicentesca, riesce ad accompagnare in modo perfetto ogni situazione di gioco, a partire dal celebre tema principale ideato da Michale Land, per arrivare ai temi dei vari personaggi, quello di LeChuck in primis. L’unico, piccolo difetto si può trovare negli effetti sonori, ancora abbastanza rozzi e semplici.
Il videogioco oggi:The Secret of Monkey Island ha avuto tre seguiti, rispettivamente Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge, The Curse of Monkey Island e Escape from Monkey Island. Tutti i capitoli della saga sono stati apprezzatissimi dal pubblico e sono stati campioni di vendite. Molti considerano il secondo capitolo come il migliore della serie, ma sono comunque tutti titoli validissimi. LeChuck’s Revenge è molto simile al primo capitolo, in quanto realizzato con una nuova versione dello stesso motore SCUMM, mentre il terzo è già un titolo graficamente più accattivante, che acquisisce dei toni “cartoonosi” e delle ottime animazioni. In Escape from MonkeyIsland viene introdotta la grafica 3D, non da tutti vista come una caratteristica positiva.
Assolutamente da non sottovalutare la recentissima uscita The Secret of Monkey Island Special Edition, remake curato da Ron Gilbert, "
coadiuvato da un manipolo di sviluppatori della Lucas Film...pardon, Arts", nel tentativo
"di portare il proprio capolavoro nell'era dell'HD e del sonoro 5.1. Aggiunta frizzante è sicuramente il completo doppiaggio dei diversi personaggi." Maggiori informazioni a
questo indirizzo.