The Talos Principle

Cosa fa di noi degli esseri umani?
Scritto da @jabberwocky_VGNil 20 dicembre 2014
The Talos Principle Recensione

Di certo sarà capitato anche a voi di trovarvi invischiati in sterili discussioni con amici, scarsamente conoscitori del medium videoludico, tentando di convincerli come oramai i videogiochi siano una forma d’arte moderna, al pari del cinema e della letteratura. Avete provato a far capire ai vostri amici profani che oramai i tempi del “salva la principessa e salta su delle casse” sono superati e che, da qualche anno a questa parte, sono usciti titoli molto più maturi, che fanno della componente narrativa la loro vera ragion d’essere. Niente da fare, loro non si smuovono dalle proprie posizione, certi che il gaming sia una cosa solo per bambini e voi, a quel punto, siete costretti a citare una serie di giochi fuori dai canoni classici e che certamente lascerebbero un segno profondo in ogni giocatore che li provasse. Da oggi, a sostenere la vostra giusta battaglia, vi è anche The Talos Principle, raffinatissimo puzzle game metafisico, creato dal team di sviluppo di Croteam. Sì, avete letto bene, proprio Croteam, vale a dire gli stessi sviluppatori di Serious Sam, sparatutto super esagerato per antonomasia. Inutile dire che il percorso di maturazione avvenuto nel team ha quasi dell’incredibile, soprattutto se si pensa al fatto che il team di sviluppo sia passato da un gioco in cui la trama è solo un pretesto per usare armi sempre più enormi, ad un gioco in cui i ritmi sono decisamente rallentati e che poggia principalmente sul porre dei quesiti etici ed ontologici ai propri giocatori. In realtà il mistero è presto svelato: ad affiancare gli sviluppatori di Croteam vi sono Tom Jubert, creatore di The Swapper , e Jonas Kyratzes, mente alle spalle di The Sea Will Claim Everything. Insomma, i presupposti per metter in scena una esperienza che si distaccasse dal comune vi erano tutte e le tematiche trattate sono di certo d'impatto.


Talos ed Elohim, mitologia e religione

Avviato The Talos Principle, non passa molto tempo prima di accorgersi di avere fra le mani più che un gioco una vera e propria opera narrativa. Aperti gli occhi, ci troviamo nel bel mezzo di un Eden, un paradiso terrestre, dove l’erba cresce rigogliosa, il sole splende e gli alberi sono verdi. Ma un attimo. Chi siamo noi? Cosa ci facciamo in questo posto? Chi ci ha creati? Queste sono le domande che The Talos Principle ci costringe a porci di continuo e che spesso non hanno delle risposte certe ed univoche. Non vi è mai il bianco o il nero, ma solo il grigio. Dopo pochi istanti ci accorgiamo di essere un androide, Talos, un intelligenza artificiale, creata dal nostro padre e padrone Elohim, una voce tonante fuori campo che presto ci dirà cosa fare e, soprattutto, cosa non fare. Talos, Elohim...dicono nulla? Per chi fosse meno avvezzo di mitologia o religione, spieghiamo chi sono queste due figure prese a prestito da The Talos Principle. La prima, Talos, riporta alla mente il mitico automa creato da Zeus in difesa dell’isola di Creta. Esso non era però un comune “robot”, composto solo da ingranaggi, meccanismi e bulloni, bensì aveva anche una vena che gli passava per la caviglia, pensava ed aveva una autocoscienza...era dunque un automa o un essere umano? Cosa fa di noi un essere umano in fondo? Se estrapolassimo tutte le nostre caratteristiche ontologiche e le mettessimo all’interno di un’intelligenza artificiale, essa non sarebbe del tutto uguale a noi e quindi un esser umano? Sono queste le riflessioni verso le quali siamo spinti avanzando in The Talos Principle e sono questi i quesiti che Elohim (ma non solo) ci costringe a fronteggiare. Dicevamo quindi del secondo personaggio: Elohim. A chi suonasse nuovo questo nome, esso altro non è che la parola ebraica usata per descrivere Dio e anche in The Talos Principle, Elohim ricopre esattamente il medesimo ruolo. La sua voce tonate risuonerà costantemente e ci ricorderà di continuo che noi siamo una sua creazione, il suo bambino e che come tale abbiamo la più assoluta libertà, eccetto un unico, inquietante divieto: vietato accedere alla torre. Questa struttura imponente, posta al centro della mappa, è l’unico punto a noi teoricamente vietato ma, al contempo, è anche il nostro obiettivo finale. Avanzando nel gioco, prendendo coscienza di sé, è inevitabile affrontare i piani della torre, contenenti arcani segreti e il senso stesso della nostra esistenza. Anche la torre stessa rimanda direttamente alle Sacre Scritture, e il parallelo in questo caso va fatto con Adamo e la mela proibita. Anche il primo uomo creato era un esser totalmente libero, il cui unico divieto era quello di non poter mangiare la mela dall’albero proibito. Contravvenendo a questo divieto, Adamo, è diventato un uomo malvagio? Assolutamente no, ha solo preso coscienza di cosa fossero il bene ed il male. Naturalmente, noi siamo costretti a bloccarci a questo punto per evitare di fornire eccessive informazioni che penalizzerebbero la corretta fruzione di The Talos Principle e di spoilerare il finale. Anzi, i finali, dato che lo vostre scelte morali potranno generare degli epiloghi diversi tra loro. Quello che vi serve sapere, è che se siete in cerca di forti stimoli su alcune delle domande esistenziali che noi stessi, in quanto esseri pensati, ci poniamo, The Talos Principle vi fornirà molti spunti davvero interessanti.


Noi, il silenzio, le rovine e i computer...

Elohim ci ha dato la vita ma, esattamente, dove ci troviamo? Ciò non è dato sapersi, per lo meno fino alle fasi finali del gioco. Sappiamo solo che al nostro risveglio ci troviamo in un luogo lussureggiante, rigoglioso, splendente ma....morto. Tutto ciò che ci circonda è in rovina, eppure sembra tutto così vivo. Come mai? Cosa è successo? Sono molti gli interrogativi, persino sull’ambiente, che assillano ad ogni passo il giocatore. Dal punto di vista puramente contenutistico, The Talos Principle si divide in tre macro aree, a loro volta divise in stanze più piccole, nelle quali sono ambientati i vari enigmi. La prima, creata ad hoc per fornirci le basi del gameplay, rassomiglia da vicino ad una nostrana Pompei e le decorazioni, gli edifici e lo stile sono un mix fra arte ellenistica e latina. La seconda zona, è ideata sulla base dell’antico Egitto, con tanto di piramidi, sfingi ed obelischi. Infine, l’ultima regione, forse quella artisticamente più scarna, verte su uno stile tardo mediovale, tipico delle zone centro e nord europee. Il comune denominatore fra queste tre aree è uno e uno soltanto: rovine. Sia che ci si trovi nella nostrana Roma, oppure in Egitto o, ancora, nell’Europa Medioevale, ovunque ci giriamo possiamo solo ammirare rovine, splendide rovine. Impossibile non rimanere affascinati davanti alla direzione artistica con la quale sono state ricostruite gli ambienti ma, allo stesso tempo, il giocatore sarà pervaso da un senso di inquitudine, un senso di caducità delle cose e, ancor di più, di finzione. Il luogo in cui troviamo, è vero oppure è del tutto fittizio, creato ad hoc da Elohim? Questa domanda non è una nostra esagerazione, un nostro voler per forza trovare dei misteri laddove non ce ne sono. È The Talos Principle, con i suoi dettagli, a costringerci a continue riflessioni. Perchè, alle volte, pare vi siano delle interferenze, quasi come una sintonizzazione mal riuscita di alberi, edifici o rocce? Ma, in fin dei conti, esiste un mondo reale al di fuori del nostro percepito? A rendere ancora più straniante il luogo in cui ci troviamo, sono le varie contaminazioni tecnologiche sparse nelle varie stanze: presenze fisse sono i terminali, veri e propri computer, all’interno dei quali è apparentemente contenuto tutto il conosciuto della razza umana. Interfacciandoci con l’IA dei terminali, altra figura centrale di The Talos Principle, riceveremo alcune informazioni frammantarie sul perché della nostra esistenza, sul nostro scopo finale, vi saranno racconti mitologici, poetici e, soprattutto, dialoghi interrotti su un misterioso esperimento. Stop, spoiler allert. Proprio durante la nostra prova, è stata introdotta in The Talos Principle la localizzazione italiana, strumento sicuramente utile per fruire al pieno delle migliaia di righe di testo presenti nel gioco, peccato però che la traduzione nella lingua nostrana sia fatta tutt’altro che bene e siano molti gli errori/orrori grammaticali. La conseguenza di tutto ciò è il ritorno fulmineo alla lingua originale che sì, costringe ad impegnarsi un pò di più nella lettura, ma almeno non fa crollare l’atmosfera a causa di vere e proprie castronerie ortografiche. Ci è davvero dispiaciuto constatare questo limite perché è davvero uno dei pochi nei dell’opera di Croteam.


Sì...ma il gameplay?

Se dal lato narrativo sono veramente poche, se non nessuna, le critiche che possono esser portate a The Talos Principle, il nostro titolo come si comporta mouse e tastiera alla mano? Capita sovente infatti di imbattersi in giochi profondi, dalle tematiche complesse, ma che poi, dovendoli comunque giocare, si rivelano del tutto vuoti, quasi privi di un vero e proprio gameplay. Non allarmatevi, The Talos Principle, non rientra affatto in questo genere di progetti e Croteam è riuscito ad affiancare una narrazione di primissimo ordine, un sistema di gioco altrettanto apprezzabile. Se dalle prime i puzzle e gli enigmi ambientali ricordano in qualche modo l’esperienza dei due Portal, avanzando nel gioco se ne percepiscono anche le diffenze e i molti pregi. Proprio come nei progetti di Valve, i puzzle sono ambientati in aree circoscritte, ma, a differenza di quanto accade in Portal, il focus non è incentrato sull tridimensionalità dell’ambiente, bensì nell’esplorazione della zona e nel padroneggiare i vari strumenti che, avanzando nell’esperienza, ci verranno forniti. Entrati nell’ambiente, se ne dovranno esplorare tutti gli anfratti, capire dove e come far passare i raggi, dove e come aprire le porte e, infine, come accedere all’ultima parte, dove è contenuto il Sigillo, vero e proprio pezzo di un tetris, utile sia per sbloccare tutte le zone di The Talos Principle (torre compresa), sia per avere a disposizione tutti gli arnesi del mestiere. Arnesi come i jammer, utili per sbloccare le pareti laser, ventole, necessarie per far “volare” gli strumenti nelle varie parti nella mappa, connettori laser, indispensabili per collegare tra di loro i vari interruttori, e, infine, i cubi, utilizzabili in molti modi. La sapiente ammalgama di tutti questi ingredienti, rende gli enigmi di The Talos Principle una vera a propria sfida per i nostri neuroni, costretti a lavorare di continuo per capire come sbloccare l’ultima barriera. Fortunatamente sono pochi i puzzle che ci hanno messo alle corde nella nostra prova e sono stati rari i casi in cui abbiamo dovuto fare svariati tentativi prima di raggiungere il nostro tanto agoniato sigillo. Diciamo fortunatamente per un semplice motivo: enigmi troppo ardui avrebbero spezzettato eccessivamente il flusso nella narrazione causando in tal modo la perdita del filo conduttore dell’esperienza di gioco. Sono veramente pochi i giochi nei quali gameplay e narrazione sono uniti in modo così azzeccato dagli sviluppatori e sono ancora meno i casi nei quali le meccaniche di gioco sono anche alla base di questioni sul nostro essere. Ce lo dice una delle voci all’interno dei The Talos Principle: non è forse il giocare, il risolvere enigmi, la curiosità a renderci esseri umani pensanti?


Rovine, ma in alta definizione

Anche sul nostro ultimo punto di analisi, la componente tecnica, The Talos Principle può esser promosso quasi a pieni voti. Mosso dal nuovo motore proprietario di Croteam, l’ultima versione del Serious Engine che muoverà anche il prossimo Serious Sam, il gioco riesce a bloccare il giocatore davanti a delle scene e panorami capaci quasi di emozionare. Soprattutto sotto il piano della direzione artistica, il lavoro svolto dal team di sviluppo è davvero ottimo, le rovine, soprattutto quelle greco-romane, sono bellissime, ricreate veramente tenendo a mente le nostrane Pompei, Ercolano o la parte dei Fori Imperiali di Roma. Il mix di rovine e natura rigogliosa è poi tanto affascinante quanto inquitante, i panorami riescono ad essere allo stesso tempo tanto utopici quanto distopici. Per quanto riguarda invece la parte più puramente tecnica, possiamo dire che The Talos Principle si difende in maniera più che egregia, senza comunque far graidare al miracolo. L’utilizzo delle librerie DX 11 garantisce effetti di luce e riflessi di primissimo ordine ma, a livello di texture, il gioco presenta alcune debolezze, soprattutto nella vegetazione. Anche le ombre non sono sempre impeccabili e alle volte sono ballerine oppure soffrono di eccessivo aliasing. Infine, il comparto audio, calza veramente a pennello con l’esperienza di gioco e la voce di Elohim è tanto profonda quanto inquietante, degna di una vera e propria divinità. Applausi anche per la colonna sonora che accompagna la nostra avventura e che, con le sue note calde, tocca nel profondo qualsiasi giocatore.

COMMENTO
@jabberwocky_VGN

Se c’era proprio una cosa che non mi sarei mai aspettato era quella di trovare un gioco tanto profondo, unico e fuori dai canoni, creato da un team di sviluppo come Croteam. Famosi per Serious Sam, gli sviluppatori hanno abbandonato del tutto pistole e fucili, per abbracciare uno stile del tutto diverso, ritmi molto più lenti e una linea narrativa fuori dal consueto. Raramente in altri giochi sono stato spinto ad andare avanti dalla mera curiosità, dal volere scoprire il perché e il come mai di tutto ciò che ci circonda in The Talos Principle. Persino la percezione del tempo è del tutto distorta dall’esperienza di gioco: leggere tutte le righe di testo richiede molto tempo, ma le tematiche sono così di alto livello che quasi non ci si accorge dell’avanzare delle lancette. Naturalmente potete fregarvene dei testi e delle voci, prendendo The Talos Principle esclusivamente per un puzzle game, ma che senso avrebbe? Il consiglio è dunque quello di prendervi tutto il tempo necessario per affrontare con calma l’opera di Croteam.

GRAFICA:8Artisticamente perfetto, tecnicamente un pò meno.
SONORO:9Poche altre volte si sono viste colonne sonore tanto adeguate.
GIOCABILITà:9Gli enigmi sono tanti e ottimi; la narrazione non è per tutti.
LONGEVITà:8.5Tutto dipende dal vostro approccio.
VOTO FINALE9
PRO:- I temi toccati sono elevatissimi
- Il gameplay si sposa perfettamente con la narrazione
- Design level e direzione artisitica più che ottimi.
CONTRO:- Ritmi non adatti a tutti
-Tecnicamente c’è qualche passo falso.
Portal 2 ( PC )Creato dalla Valve, Portal 2 è a tutt’oggi uno dei migliori puzzle game mai creati
Full BoreNon fatevi ingannare dai cinghiali, anche qua i temi trattati sono di altissimo livello
SCHEDAGIOCO
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