A 11 anni di distanza Creative Assembly torna alle origini di una delle serie di RTS più apprezzate dello scenario videoludico, Total War. Il primo capitolo fu un certo Shogun: Total War che introdusse elementi mai visti prima di allora in uno strategico, un gioco che combinava un gameplay a turni con battaglie in tempo reale su vasta scala. Oggi Total War: Shogun 2 non ha il compito di innovare ulteriormente, ma di affinare un sistema ormai collaudato che tanto ha fatto divertire i videogiocatori di questi anni. La serie torna dunque nel luogo dove è nata, il Giappone, offrendo un nuovo livello di sfida e tutto ciò che abbiamo imparato a conoscere in questi lunghi anni di militanza tra i fan di Total War, ma complessivamente migliore sotto ogni aspetto.
Alla conquista dello shogunato
Come tradizione per i titoli di Total War il gioco è caratterizzato da un comparto single player veramente imponente. Prima di iniziare una nuova campagna potremo avvalerci dell’esaustivo tutorial che ci introduce alle nuove funzionalità di Shogun 2 e che ben ci avvia verso la nostra gloriosa carriera di Generali. Dovremo scegliere una dinastia tra quelle disponibili (non tutti i clan che incontreremo saranno giocabili, solamente quelli più grandi), ognuna di queste avrà , come al solito, dei vantaggi che la caratterizzeranno rispetto alle altre, ma questa volta nessuna presenta degli svantaggi, come succedeva nei titoli precedenti. Cominceremo la nostra avventura in una singola regione delle tante in cui è stato diviso tutto il territorio giapponese e il compito che ci si parerà davanti sarà più arduo di quanto potessimo ricordare dalle precedenti esperienze. La prima cosa da sottolineare è sicuramente il nuovo sistema di gestione delle proprie province, che in Shogun 2 segue la linea delle scorte di cibo: ogni città -castello ha un valore (che può essere, positivo, negativo o neutro) che determina le scorte di cibo e quindi il sostentamento di tutta la popolazione. La felicità degli abitanti sarà molto più influenzata da ciò che dagli edifici di svago o dalla prevalenza religiosa, anche se quest’ultima alle volte creerà qualche grattacapo. Le città -castello possono essere aggiornate con nuovi edifici di governo che faranno diventare la città sempre più grande e quindi con maggiori necessità di cibo. Per sopperire a ciò bisognerà costruire piantagioni sempre più grandi ed evitare di creare edifici eccessivamente consumatori (come i mercati).
Il sistema di costruzione si è snellito rispetto al passato ma allo stesso tempo richiede maggiore attenzione nella scelta degli edifici da costruire in base alle necessità del momento. Con la crescita delle città -castello appariranno nuovi slot nei quali inserire nuovi edifici. In Shogun 2 potenziare ogni costruzione al massimo delle sue possibilità non è sempre giusto o utile, come succedeva nei capitoli precedenti, alle volte bisognerà capire cosa aggiornare prima o cosa lasciare così com’è. Il sistema economico ricalca all’incirca quello visto nei titoli precedenti, i guadagni di un regno si basano principalmente sulle risorse di una regione e sui commerci conle altre, le tasse si faranno più pesanti nel momento in cui le città si ingrandiranno. I commerci possono essere stipulati, come al solito, attraverso la diplomazia e potranno essere allacciati anche con altre zone non visibili (come la Cina) attraverso degli slot ai margini della mappa che se occupati con delle navi commerciali ci faranno ottenere soldi e beni di importazione, utili per spingere altre famiglie a stipulare accordi con noi per ottenere quei beni che loro non possono raggiungere. Per quanto riguarda l’aspetto bellico, in Shogun 2 gli eserciti si costruiranno come al solito attraverso gli edifici di reclutamento per fanteria (divisi in Scuola di Spada e Campo d’addestramento Yari), per gli arcieri, per la cavalleria e per le unità d’artiglieria che però in Shogun 2 rivestono un ruolo molto meno importante rispetto al passato. Gli eserciti reclutabili sono più grandi numericamente (si può arrivare anche a 2200-2500 uomini per esercito) ma possono contare su una varietà sicuramente minore di unità rispetto al passato, in accordo con le truppe dell’epoca.
Le campagne in singolo partono dal 1545 ed ogni turno rappresenta una stagione, cosicché ogni anno equivale a 4 turni. Lo scopo generale di ogni campagna è quello di espandere i propri possedimenti fino a conquistare Kyoto, sede dello shogunato, dalla quale poi potremo far valere la nostra potenza in tutto il Giappone. Se sceglierete la campagna breve, lunga o dominio, le province richieste saranno in numero diverso e di conseguenza anche il limite di tempo.
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