Victory and Glory: Napoleon

"Tutta la mia ascesa si è svolta sotto il segno della guerra: uomini come me tengono in poco conto le vite di un milione di uomini"
Scritto da @jabberwocky_VGNil 28 marzo 2016
Victory and Glory: Napoleon Recensione

Napolene Bonaparte è una tra le figure storiche più affascinanti e discusse di sempre. C'è chi ha visto in lui il liberatore dei popoli europei dal giogo della aristocrazia e della nobiltà, ma spesso è stato all'opposto dipinto come un dittatore, assetato di potere e senza scrupoli. Il suo carisma e il suo genio militare gli hanno garantito memoria e gloria perpetua, e queste doti gli sono valse molte apparizioni in svariati videogiochi, i quali hanno sfruttato il generale corso e gli anni del Primo Impero Francese come contesto storico nel quale ambientare un bel titolo, ovviamente strategico. Solo per citarne alcuni, March of The Eagles, Napoleon: Total War e Scourge of War: Waterloo, ai quali va aggiunto ora anche Victory and Glory: Napoleon, ultimo wargame nato dal sodalizio tra Matrix Corporation e Slitherine Ltd., due nomi ben noti agli appassionati della strategia più dura e pura. 


Board Game 2.0

Se avviando una partita veloce, aveste la forte impressione di trovarvi davanti ad un board game, ci avete preso in pieno. Victory and Glory: Napoleon è infatti la versione virtuale dell'omonimo gioco da tavola, alla cui regia troviamo Glenn Drover, che gli appassionati del genere conosceranno per essere il designer dei vari Age of Empires III: the Age of Discovery, Age of Mythology: The Board Game ed The American Civil War. Proprio come in un gioco da tavola, dove è necessario leggersi tutte le regole e le meccaniche, anche in Victory and Glory: Napoleon è necessaria una fase iniziale di apprendimento. Purtroppo il tutorial non è proprio la parte meglio realizzata del titolo, ed al posto di partite rapide nelle quali capire lo spostamento delle pedine, le regole della battaglia e la gestione della diplomazia, gli sviluppatori hanno preferito inserire una manciata di filmati - caricati direttamente su YouTube - nei quali Glenn Drover in persona spiega come giocare a Victory and Glory: Napoleon. Non ci è restato quindi altro da fare che metterci comodi e "goderci" più di un ora di filmati in inglese ma, cosa che abbiamo capito solo avviando una partita, le lezioni di Drover non facevano altro che scalfire la superficie del gioco. Come capire dunque tutte le meccaniche? Naturalmente leggendosi l'infinità di testi presenti nel titolo che, basandosi su un gioco da tavola, fa uso di numeri ed equazioni per capire se una nostra mossa possa essere una buona scelta oppure un azzardo. Lo avete capito: Victory and Glory: Napoleon non è un gioco adatto a tutti e la curva di apprendimento è piuttosto ripida. Come sempre accade in questi casi, superato lo scoglio iniziale, non sono poche le soddisfazioni che ci si toglie una volta che si padroneggiando tutte le strategie e le tattiche di guerra e, quando si invade la Prussia e si sconfigge anche il Generale Inverno, viene quasi naturale infilarsi una mano dentro la giacca e pretendere un quadro con noi in sella ad un cavallo bianco.


Tutta la storia delle guerre napoleoniche 

Victory and Glory: Napoleon racconta l'ascesa del generale corso, la sua conquista dell'Europa e la sua caduta, e lo fa attraverso ben sei scenari di gioco, con situazioni ed obiettivi ricostruiti con molta attenzione verso la storia. La campagna principale prende il via nel 1805, con l'impero francese alle prese con la coalizione austriaca, russa e britannica, e con la Prussia pronta ad approfittare della superiorità numerica per attaccare da est le truppe napoleonica. In questo scenario sfavorevole, proprio come fece la Grande Armée, l'unica soluzione è quella di un attacco rapido alle capitali europee per costringere gli ambasciatori stranieri a sedersi al tavolo delle trattative e stipulare una pace favorevole alla Francia. Le altre 5 campagne raccontano particolari situazioni che Napoleone Bonaparte si trovò costretto a fronteggiare, con una difficoltà crescente in ogni scenario. Si può così impostare la data al 1800, vale a dire ai tempi della Seconda Coalizione, dopo che le truppe francesi sono riuscite a sconfiggere l'oramai decadente impero ottomano nelle dune sabbiose dell'Egitto, oppure, se preferite un livello di sfida degno del vero Generale, l'ultima campagna presente in Victory and Glory: Napoleon è quella sfortunata in Russia, per la precisione dopo che il Generale Inverno ha decimato l'esercito francese e quest'ultimo, oramai ridotto a brandelli, è costretto ad una rischiosa fuga attraverso la Polonia e la Germania, nel disperato tentativo di ricongiungersi alle nuove leve a Parigi. Il tutto mentre le rinate forze russe e britanniche pianificano l'invasione della Francia. Grazie a queste sei campagne, Victory and Glory: Napoleon gode di una ottima longevità, anche se va detto che, escludendo la situazione di partenza, tutti gli scenari percorrono poi spesso il medesimo tragitto, soprattutto per il fatto che l'obiettivo finale rimane sempre quello di occupare la capitale del paese avversario. 


L'apparenza di un grand strategy

A prescindere dalla data di inizio, una volta avviata la partita, quello che il giocatore si trova davanti è la tipica mappa di un grand strategy, con l'Europa divisa in provincie - non moltissime per la verità - e con le truppe che, turno dopo turno, possono essere divise, riunite e spostate lungo le regioni. La parola grand strategy in realtà non si addice alla perfezione a Victory and Glory: Napoleon, visto che Matrix Corpration ha preferito sbilanciare di molto il gioco verso l'aspetto militare, ma tralasciando così del tutto gli altri settori che hanno fatto la fortuna dei titoli Paradox ad esempio: il reclutamento delle truppe è appena abbozzato, ed avviene solo a Parigi alla fine di ogni anno, non vi è alcun albero tecnologico per far progredire la propria fazione, così come non sono presenti nuovi edifici da costruire. I rapporti tra le potenze continentali sono gestibili attraverso il pannello della diplomazia, ma anche questo aspetto appare appena abbozzato e si riduce nello spendere dei punti per cercare di ingraziarsi le altre fazioni, evitando così che esse possano pugnalarci alle spalle e preparare un'invasione lungo un fronte rimasto scoperto. Anche le fazioni meritano un approfondimento a sé stante. Innanzittuto va detto che il solo stato utilizzabile è la Francia. Inoltre, nonostante l'Europa del 1800 fosse un guazzabuglio di stati e staterelli - soprattutto fra Germania, Svizzera e Italia - in Victory and Glory: Napoleon tutto il focus è rivolto alle super-potenze, vale a dire Francia, Gran Bretagna, Spagna, Russia, Prussia e impero Ottomano, mentre tutte le provincie restanti hanno un ruolo esclusivamente passivo e di volta in volta vengono annesse ai vari imperi o comunque finiscono sotto la sfera di influenza di qualche altro stato. A questo va poi aggiunto che la diplomazia non funziona con tutte le fazioni, ed infatti la Gran Bretagna sarà costantemente ostile alla Francia, mentre per l'impero di Costantinopoli non vi è modo di spendere punti, ed esso può diventare alleato o nemico solo grazie ad eventi speciali. Trattandosi di uno strategico a turni, la gestione delle alleanze è forse l'aspetto che ci ha meno convinto, dato che i punti azione, spendibili di volta in volta, vengono condivisi tra la Francia e lo stato alleato, gestito non come sarebbe lecito aspettarsi dalla IA, bensì guidato direttamente dal giocatore. Avere gli ottomani al proprio fianco è un utile diversivo per impegnare le forze russe nelle provincie moldave ed ucraine, mentre la Grane Armée pianifica l'invasione da est, solo che il vantaggio che deriva da questo attacco a tenaglia viene azzoppato dal basso numero di mosse attivabili per le due fazioni comandate simultaneamente. 


Il fuoco è tutto... Il resto non ha importanza

Avendo giocato a titoli più blasonati di questo genere, il giocatore potrebbe imputare a Victory and Glory: Napoleon di essere per molti verso limitato, ma non scordiamoci comunque che il titolo viene venduto ad un prezzo budget e che, se da un lato vi sono aspetti meno curati, dall'altra la gestione degli eserciti e la pianificazione delle battaglie raggiunge un livello strategico molto avanzato. Non potendo reclutare truppe su truppe in ogni dove, il giocatore è costretto a ponderare ogni minima mossa, chiedendosi fino a che punto spingere in avanti un esercito, creando magari sì una testa di ponte per un offensiva più massiccia, ma esponendo l'armata ad un accerchiamento delle più numerose forze nemiche. 

Ma come dice Carl von Clausewitz nel suo Vom Kriege, qualsiasi sia la vostra strategia generale, "Non è pensabile una guerra senza una battaglia" e l'apice dell'azione di Victory and Glory: Napoleon consiste proprio nello scontro fra due eserciti che si trovano nella stessa provincia, e della mappa europea si passa al più ristretto campo di battaglia. Esse possono essere di due tipi , più ristrette o su larga scala, a seconda della numerosità degli eserciti: nelle prime le unità vengono disposte esclusivamente su un unica fila, mentre nelle battaglie maggiori, lo scenario è suddiviso su tre linee ed in tre sezioni: destra, centrale e sinistra. Inutile dire come la seconda tipologia di duello abbia molti più risvolti tattici. Parlando proprio di tattica, la presenza di solo tre tipologie di unità - fanti, cavalleria e cannoni - potrebbe indurre a pensare che gli scontri si riducano ad un semplice rock, paper & scissor: nulla di più falso. Ogni unità possiede anche un valore numerico che indica il suo livello, ed inoltre sono innumerevoli le varianti da tenere in considerazione in ogni battaglia, e che possono determinare l'esito dello scontro. Così, ogni batteria di artiglieria va adeguatamente difesa con delle truppe a cavallo e dalla fanteria, quest'ultima ha alle volte al suo interno delle divisioni di schermagliatori, mentre l'artiglieria può essere potenziata in Regiment d'Artillerie a Cheval de la Garde Imperiale che, grazie alla sua maggiore mobilità, riesce a compiere due attacchi in successione. A tutto questo, vanno poi aggiunti altri fattori, determinati dal grado dei generali presenti nell'esercito e dalle carte che si possiedono, perché, non dimentichiamocelo, Victory and Glory: Napoleon deriva pur sempre da un gioco da tavola, ed un gioco da tavola non è tale senza delle carte! Tramite esse, il teatro di battaglia subisce importanti variazioni, e le unità ricevono un buff a seconda che si trovino in un bosco o difese da dei ripari naturali. Dulcis in fundo, vi sono poi delle carte speciali esclusive per Napoleone, in grado di dar dei vantaggi consistenti alle truppe.

Se tutto questo vi spaventa, vi rassicuriamo dicendovi che, pur essendo molte le cose da sapare per avere la meglio, Matrix ha inserito delle comode schermate che indicano l'effetto di un vostro attacco, necessarie per capire se una scarica di fucile o un assalto con la cavalleria riescano a disperdere l'unità avversaria, a mandarla in rotta o, meglio ancora, ad eliminarla definitivamente. Naturalmente, i valori espressi non sempre corrispondono poi ai fatti - altrimenti addio incertezze - ma alle volte ci è parso proprio che l'IA barasse, specie nelle battaglie decisive, dove anche attacchi all'apparenza decisivi si risolvevano con un nulla di fatto. Le battaglie terminano infine o con l'annientamento di tutte le truppe, o con la ritirata di uno dei due eserciti, innescando così la pericolosa fase di "inseguimento", nel quale le unità in rotta possono essere definitivamente eliminate. 


Una firma d'autore

Abbiamo citato poco sopra di come le carte intervengano nelle battaglie, ma ne esistono anche di un secondo tipo, da utilizzare mentre si guidano le armate lungo i confini europei. Grazie ad esse, le provincie occupate da un esercito vengono integrate ad un impero, garantiscono truppe ausiliarie provenienti dagli stati satellite e potenziano le unità dei vari schieramenti, trasformando dei semplici fanti in guardie imperiali o, ancora, dotando di cavalli le batterie di cannoni. Oltre a queste carte "base" ve ne sono altre più rare, ispirate anche a fatti storici e che richiedono particolari situazioni diplomatiche: giusto per fare un esempio, eliminata la resistenza prussiana, il ducato di Varsavia, un fantoccio nelle mani di Parigi, può sorgere alle porte della Russia, diventando un'importante base prima dell'attacco finale. Immancabili anche questa fase poi le carte dove il protagonista è Napoleone Bonaparte in persona. 

Oltre alla profondità tattica che esse garantiscono, le carte di Victory and Glory: Napoleon spiccano anche per la loro realizzazione artistica, affidata alla sapiente mano di Keith Rocco, rinomato artista per le sue opere ispirate all'era napoleonica. Inoltre, di pregevole fattura anche la rappresentazione della cartina europea, impreziosita da decori e cornici finemente realizzate, tali da farla apparire una versa stampa dell'inizio del XIX secolo. Dal punto di vista prettamente tecnico, in Victory and Glory: Napoleon non vi sono invece praticamente né animazioni né veri effetti grafici. Infine, la colonna sonora è composta in prevalenza da tracce di musica classica, alcune facilmente riconoscibili, come la Sinfonia N.3 di Beethoven, conosciuta come L'Eroica - presente già in Scourge of Waterloo però - ed altre create appositamente per Victory and Glory: Napoleon, ed ovviamente meno ispirate.

Facendo un rapido riassunto, Victory and Glory: Napoleon si contraddistingue certamente più per i suoi pregi che per i suoi difetti e, nonostante non presenti fasi di micro-gestione degne di un grand strategy, può contare su una sezione bellica ottimamente realizzata, che, cosa che veramente sancisce la qualità di uno strategico a turni, fa dire al giocatore la famosa frase: "Dai, solo un altro turno e poi stacco". Mai parole possono essere più false.  

PRO:- Sei campagne come garanzia di longevità
- Complesso, ma non ermetico
- Le battaglie sono il trionfo della tattica
- Causa dipendenza e alterazioni della personalità: ora sono Napoleone
CONTRO:- Diplomazia ridotta all'osso
- Non adatto a tutti i palati
- Assenza di un vero tutorial
March of the EaglesParadox Interactive è sempre una certezza quando si tratta di strategici.
Napoleon: Total WarSe alla strategia a turni volete aggiungerci anche un pizzico di real-time.
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
Cover Victory and Glory: Napoleon

Victory and Glory: Napoleon

  • data d'uscita: 17 marzo 2016
  • produttore: Slitherine Software
  • sviluppatore: Matrix Corp.
  • Genere: Strategia
  • Multiplayer: No
  • Supporto: Steam
Scheda completa...
Victory and Glory: Napoleon2016-03-28 15:00:07http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/victory-and-glory-napoleon-53089/"Tutta la mia ascesa si è svolta sotto il segno della guerra: uomini come me tengono in poco conto le vite di un milione di uomini"1020525VGNetwork.it