VVVVVV

La forza (di gravità) degli 8-bit
Scritto da Gabriele "Kevorex" Toninelliil 09 novembre 2010
VVVVVV Recensione

Nell'era delle produzioni milionarie e dei motori grafici uber-potenti, il sempre più vasto panorama dei giochi free rappresenta una brillante alternativa per tutti coloro i quali ricercano un divertimento immediato, meglio se accessibile via browser e praticamente privo di richieste hardware. Uno dei più prolifici creatori di flashgame degli ultimi anni è Terry Cavanagh, venticinquenne irlandese cultore dei vecchi platform 8-bit che riversa questa sua passione nella programmazione di titoli a forte impronta retro. L'ultima delle sue opere, tuttavia, non è stata distribuita gratuitamente ma è stata messa in vendita lo scorso gennaio sul sito ufficiale ed è approdata, poche settimane fa, anche sui lidi di Steam al prezzo di 5 euro.


Cinque V da salvare

Stiamo parlando di VVVVVV, platform-puzzle game sfacciatamente old style che a colpo d'occhio ricorda da vicino alcuni giochi per NES e Commodore 64, caratterizzato da una grafica e da un gameplay assolutamente minimali ma non per questo poco degni di considerazione (anzi). La storia di VVVVVV ci mette nei panni di uno scienziato interdimensionale, sbalzato fuori dalla sua nave a causa di chissà quale anomalia e intrappolato, insieme ai suoi cinque colleghi (i cui nomi iniziano tutti con la lettera V, ecco il perché del titolo), in un mondo sconosciuto e governato da leggi fisiche insolite. La missione del protagonista, un sorridente ammasso antropomorfo di pochi pixel, è quella di ritrovare i compagni, viaggiando attraverso i pericolosi livelli della nuova dimensione in cerca di un modo per riportare tutti quanti alla base sani e salvi.

Sebbene la trama non sia di quelle che lasciano il segno, la componente narrativa non riveste un ruolo secondario in VVVVVV e, tra una schermata e l'altra, è impossibile non sentirsi in qualche modo partecipi dell'avventura vissuta dai sei omini colorati. A ciò, incredibilmente, contribuisce anche il comparto grafico, che per quanto essenziale e ridotto all'osso riesce a ricreare un'atmosfera palpabile, grazie alle scelte stilistiche e cromatiche dell'autore.


Inversione gravitazionale

Lo schema di gioco, come detto, è assolutamente lineare ed è basato su un unico concetto: quello di inversione della gravità. Ciò basta a schiudere un intero mondo di possibilità per un bravo designer come Cavanagh, che ha progettato una miriade di livelli e situazioni differenti applicando, di volta in volta, alcune varianti all'idea di base. In sostanza, oltre a muoversi avanti e indietro, è possibile “camminare sul soffitto” modificando il campo gravitazionale con la semplice pressione di un tasto, così da superare le insidie nascoste in ogni anfratto del mondo di gioco. Queste si presentano perlopiù sotto forma di punte (altro richiamo alle “V” del titolo), piattaforme semoventi e mostriciattoli in stile Pac-Man, da evitare con evoluzioni più o meno elaborate a seconda del grado di bastardaggine della schermata.

Il tasto Invio consente di salvare, accedere alle statistiche e soprattutto visualizzare la mappa, indispensabile per controllare la posizione attuale e le zone della dimensione aliena non ancora scoperte, nelle quali si possono trovare i cinque dispersi. Da notare che il gioco si svolge all'interno di un unico grande ambiente sandbox: non vi è un vero e proprio avanzamento a livelli come nei platform tradizionali, bensì la navigazione tra i riquadri della mappa (ognuno dei quali rappresenta una schermata distinta) è più o meno libera, tranne in occasioni “particolari”. L'esplorazione consente poi di raggiunge alcune zone chiave, importanti per il proseguimento della storia e contraddistinte da determinate novità di gameplay: vi basti sapere che tra pavimenti rimbalzanti, corse contro il tempo, sezioni à la Braid e una spruzzata di Portal, VVVVVV non vi darà mai un attimo di tregua e avrete decisamente di che divertirvi.

Andando in cerca dei cinque scienziati, ci si può inoltre imbattere nei cosiddetti “trinket”, dei bonus collezionabili inutili ai fini del completamento del gioco e assai difficili da ottenere, l'ideale per chi intende affrontare sfide veramente hardcore al limite della frustrazione. Il titolo di Cavanagh mette infine a disposizione una serie di classiche time trail estrapolate dai livelli più ostici della mappa, anch'esse adatte per coloro i quali non si accontentano delle poche (ma intensissime) ore offerte dalla campagna principale ma vogliono qualcosa di più.


Difficile ma non troppo

Ciò che colpisce maggiormente in VVVVVV è il perfetto bilanciamento che l'autore è riuscito a ottenere tra difficoltà e divertimento, alternando sezioni tranquille a livelli perversi e disseminando la mappa di checkpoint. Mettete pure in conto qualche centinaio di decessi prima della fine del gioco, ma il bello è che ricomparirete sempre vicino al “punto critico” e non vi passerà mai la voglia di provare ad attraversare quella maledetta schermata. Grazie a questi sapienti accorgimenti, il gioiellino 2D di Cavanagh risulta frenetico e avvincente per tutta la sua durata e non scoraggia neppure il più pigro dei giocatori, anche perché solitamente le sfide più ardue non sono indispensabili per portare a termine l'avventura. L'unico problema riscontrato è un lieve lag tra la pressione dei tasti e l'effettivo movimento del personaggio, ma nulla che pregiudichi la bontà del gameplay e a cui non si faccia presto la mano.

Menzione di merito, per concludere, alla colonna sonora del gioco, composta da Magnus Palsson in perfetto stile chiptune music (così come tutti i vari effetti) e formata da brani sorprendentemente graziosi e orecchiabili che, scommettiamo, vi ritroverete a fischiettare tra un livello e l'altro nel giro di qualche minuto.

COMMENTO
Gabriele "Kevorex" Toninelli

Come sempre, la semplicità è l'attributo principale delle idee migliori. Terry Cavanagh conferma questo assioma sfornando un videogame minimalista veramente azzeccato, consigliato non solo ai nostalgici dell'era bidimensionale ma in generale a tutti i giocatori che sono in cerca di un titolo sobrio, immediato e coinvolgente. D'altra parte stiamo parlando del primo classificato nella categoria Fun/Compelling all'IndieCade 2010, mica pizza e fichi!

GRAFICA:7Assolutamente scarna e priva di fronzoli, proprio come dev'essere. A VVVVVV per stupire non serve nulla di più.
SONORO:8Che nostalgia ascoltando i brani retro di Palsson! A parte il fattore “bei vecchi tempi”, comunque, le musiche di gioco sono obiettivamente deliziose.
GIOCABILITà:9Divertente, veloce, frenetico, avvincente e mai troppo difficile. Senza quel minimo di lag meriterebbe forse 10.
LONGEVITà:7Bastano poche ore per ritrovare gli scienziati dispersi e completare il quadro, mentre per raccogliere tutti i trinket e finire le prove a tempo con rank A bisogna sudare sette camicie.
VOTO FINALE8
PRO:- Semplice ed immediato
- Frenetico ed impegnativo
- Difficoltà splendidamente bilanciata
CONTRO:- Leggero lag nella risposta ai comandi
- Campagna principale molto breve
The Misadventures of P.B. Winterbottom (PC)Davvero difficile proporre un'alternativa moderna simile a VVVVVV. Gli amanti dei puzzle game comunque, con Winterbotton si divertiranno un sacco.
Limbo ( X360 )Gemma indie da poco pubblicata su Xbox Live, caratterizzata anch'essa da uno stile minimalista.
SCHEDAGIOCO
Cover VVVVVV

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