War of the Vikings

Odin, guide our ships...
Scritto da @jabberwocky_VGNil 30 aprile 2014
War of the Vikings Recensione

Forse non tutti ne sono a conoscenza, soprattutto chi gioca quasi esclusivamente su console, ma negli ultimi anni si è sviluppato un genere prettamente PC piuttosto particolare, cioè i giochi a forte caratterizzazione storica che tentano di simulare guerre medioevali promettendo di riportare il giocatore indietro nel tempo facendoli rivivere la vita del soldato in armatura. Fra questi titoli possono essere di certo annoverati Chivalry Medieval Warfare oppure War of The Roses, questo ultimo sviluppato dai ragazzi di Fatshark, aiutati dai produttori Paradox. Grazie al successo e ai feedback positivi ricevuti dalla critica gli sviluppatori di Fatshark hanno deciso di far diventare “War of The” una vera e propria serie e questa volta hanno voluto ambientare la loro creazione ai tempi dei vichinghi.

Per esser più precisi War of The Vikings, secondo titolo della serie, cerca di far rivivere il drammatico scontro che ha visto contrapposti vichinghi da una parte e sassoni dall’altra per il predominio di quella che poi sarebbe diventata l’Inghilterra. Certo non ci sarebbe potuta essere scelta migliore per far scannare tra di loro i giocatori di tutto il mondo in continue battaglie multiplayer medioevali, ma al di là dell’ottima ambientazione, War of The Vikings correva comunque il rischio di diventare un “more of the same” del primo capitolo: sarà così oppure no? Per scoprirlo non resta dunque che armarvi delle vostre asce bipenne, mettere a palla gli Amon Amarth nel vostro mp3, aprire la Jomsvikinga Saga e tuffarvi nello scontro.


...Our axes,spears and swords...

Ma andiamo subito a raccontarvi la peculiarità di War of the Vikings. Chiunque abbia giocato a questo genere di titoli sa perfettamente che questi ultimi sono esclusivamente online e non è prevista in nessun modo una sorta di campagna single player. Di conseguenza tutta la struttura di gioco verte sulle classiche meccaniche online, in salsa medioevale. Non ci sentiamo nè biasimare nè lodare Fatshark per questa decisione che viene portata avanti dall’inizio della serie e che, visti i server ancora popolati di War of The Roses appare comunque esser vincente. D’altro canto però questa natura prettamente multiplayer rischia comunque di spaventare un pò alcuni tipi di giocatori old-style ancora un pò restii nell’avvicinarsi a questa formula che oramai sta prendendo sempre più piede.

Non essendoci dunque alcuna story mode, tutta la valutazione di War of The Vikings verte solo sul comparto multiplayer che vista oramai la crescente importanza nel panorama videoludico, deve rispondere per forza a certi criteri. Innanzitutto la numerosità, la diversificazione e la struttura delle mappe. Da questo punto di vista War of The Vikings ha sia dei pregi sia dei difetti, lo diciamo subito. Il numero di mappe disponibile è più che sufficiente e ognuna di esse cerca di ricalcare il quanto più verosimilmente possibile uno scenario dell’Inghilterra del VIII – IX secolo: abbiamo ad esempio delle foreste incolte disseminate di alberi, ci sono vari villaggi e anche porti. Ognuna di esse poi, vista la diversa conformazione, porta con sé delle variabili strategiche che le rendono più adatte di volta in volta a fanti pesanti o schermagliatori.

Inoltre i territori sono anche ben sviluppati verticalmente con punti sopraelevati che li rendono perfetti per bersagliare di frecce e asce da lancio i nemici sottostanti e sono anche presenti dei passaggi nascosti o alternativi che permettono approcci strategici come accerchiamenti e imboscate. Insomma, ogni mappa rende vario l’approccio alla partita ma putroppo tutte quante sono piuttosto piccole e già alla seconda o terza partita praticamente si conosce ogni anfratto ed angolo. Questa ristrettezza dei territori poi può portare a delle situazioni caotiche se si gioca partite ad esempio da 24 giocatori in su.


...Guide us through storms that whip...

La seconda cosa fondamentale in tutti i giochi basati esclusivamente sul multiplayer è la varietà delle modalità di gioco e da questo punto di vista War of The Vikings non propone molte novità rispetto agli altri titoli, cosa che ci ha un pò lasciati con l’amaro in bocca dato che l’ambientazione medioevale apriva praticamente infinite e nuove possibilità. Abbiamo così ad esempio la classica modalità conquista dove viene richiesto appunto di impossessarsi di alcuni punti strategici disposti sulla mappa oppure la modalità arena, una sorta di tutti contro tutti, molto hardcore ma anche molto caotico a tratti. Ovviamente poi non può mancare il classico deathmatch in cui per vincere bisogna eliminare tutti i componenti della fazione avversaria: per fortuna, in quesa modalità i singoli round durano poco poiché vista la facilità con cui si muore avrebbe potuto causare lunghe attese e “modalità spettatore” non troppo piacevoli. Ci ha invece fatto molto piacere notare che sono disponibili partite da 8, 16, 24 o 32 giocatori e di conseguenza ognuno potrà scegliere la modalità che più gli aggrada: sicuramente noi abbiamo preferito gli scontri a 32, molto più tattici e profondi, anche se con l’avvicinarsi della fine della partita a volta diventavano uno “sciame di vichinghi impazziti”. Oltre a questi scontri online sono fornite al giocatore altre due modalità molto utili: il tutorial e il “How to Play”, che ovviamente hanno la stessa finalità ma che sono strutturati in modo differente. Questi due elementi sono molto utili, se non indispensabili, per tutti i novelli giocatori di War of The Vikings che dal punto di vista dei controlli come vedremo più avanti è tutt’altro che immediato e semplice. Possiamo quindi tranquillamente affermare che la curva di apprendimento del gioco è piuttosto alta e all’inizio si tende a morire facilmente. Infine il terzo elemento che contraddistingue i giochi online è la personalizzazione del proprio giocatore e la disponibilità delle classi. War of The Vikings sotto questo punto di vista non fa certamente dei miracoli ma riesce comunque a difendersi egregiamente proponendo svariate armi e scudi fra cui scegliere e introducendo anche numerosi perks sbloccabili. All’inizio avrete a disposizione solo una classe, il guerriero standard, ma si livella abbastanza velocemente e già dopo poche ore avrete già sbloccato le altre classi come il campione e lo schermagliatore. La cosa che un pò ci ha lasciati delusi è la scarsa caratterizzazione delle due fazioni, vichinghi e sassoni, che propongono poche differenze fra di loro e si assomigliano molto per le armi disponibili. Leggermente migliore il discorso per l’outfit.


...And in brutal WAR!!!

Ma eccoci finalmente al cuore di War of The Vikings, cioè le meccaniche di gioco e gli scontri. Iniziamo subito col dire che non sono affatto immediati e richiedono di certo molta pratica e pazienza, tanto è che all’inizio penserete che tutti gli altri giocatori siano dei cheaters vista la frequenza con cui morirete. Ma non è così, semplicemente hanno fatto pratica con mouse e tastiera, oppure sono dei veri vichinghi. Inoltre ogni classe richiede un approccio diverso e un uso diverso soprattutto del mouse. Ma iniziamo con i comandi base di attacco e difesa, cioè quelli del guerriero standard. Per tirare un fendente dovrete fare pressione sul taso sinistro del vostro mouse per poi rilasciarlo, tutto questo però unito ad un leggero spostamento per indirizzare il vostro colpo dall’alto, destra o sinistra. Questa scelta, del tutto uguale a quella di War of The Roses non è affatto semplice le prime volte soprattutto perché richiede una buona coordinazione e tempismo fra caricamento, rilascio e spostamento per evitare di ruotare la visuale. Molto più facile la difesa, almeno finché sia ha uno scudo, poiché basta tener premuto il tasto destro del mouse per parare i colpi nemici. Il discorso cambia del tutto se userete armi a due mani, molto più forti e pesanti ma anche molto più lente e macchinose. Dal punto di vista dell’attacco non cambia nulla e i colpi si tirano esattamente allo stesso modo solo che i punti vita che toglierete all’avversario saranno esponenzialmente più alti. Difendersi risulterà invece molto più complesso, se non impossibile nelle situazioni più concitate poichè per parare i colpi non basterà più far pressione sul tasto destro del mouse ma dovrete anche direzionare la parata: questo risulta però infattibile quando arrivano fendenti da più parti. War of The Vikings infine propone anche due tipi da armi da lancio utilizzabili o come armi principali, arco e frecce, oppure come armi secondarie, piccole accette e coltelli da lancio. Ovviamente le meccaniche cambiano di molto a seconda dell’arma: per scoccare le vostre frecce dovrete quindi caricare e prendere la mira (a questo punto passa ad una visuale in prima persona) tenendo premuto il tasto destro, mentre schiacciando quello sinistro rilascerete il colpo. Più immediato invece il lancio di accette e coltelli che avverrà solo con la pressione e il rilascio del tasto sinistro.


Un'orda tattica

Vichinghi=orda=caos. Se pensiate che questa equazione possa esser tranquillamente applicata a War of The Vikings siete decisamente sulla strada sbagliata perché il gioco è molto più tattico e profondo di quanto si possa pensare all’inizio. Inoltre il vostro approccio allo scontro dovrà necessariamente variare a seconda delle armi che deciderete di utilizzare. Possiamo quindi assicurarvi che gettarsi nella mischia da soli in cerca di glorie personali non porta di certo a nulla se non forse a qualche colpo d’ascia sul cranio. Sensazione non molto piacevole. L’approccio migliore è quindi quello di “seguire la massa” e muovervi in gruppo per evitare di essere immediatamente accerchiati e per raggiungere il punto dello scontro che nella maggior parte degli scontri è uno solo per tutta la partita anche a causa della ristrettezza degli scenari. In realtà una volta al centro dell’azione molte delle sfide si trasformano in un 1 vs 1 in cui l’abilità del giocatore la fa da padrone e cliccare come dei forsennati sul mouse non serve assolutamente a niente. Ma non pensate che sia tutto qui perché non basta stare attenti alla fanteria nemica, ma dovrete anche dare costantemente un occhio alle truppe avversarie da lancio che saranno appostate su posizione elevate o nascoste pronte a farvi piovere sul capo una pioggia di frecce. Ovviamente se deciderete di optare per uno schermagliatore dovrete stare ben attenti ad evitare gli scontri ravvicinati poichè basta un singolo colpo per staccarvi la testa dal collo. Letteralmente. Cercate quindi postazioni adatte e fatevi proteggere da qualche vostro alleato per evitare anche di esser attaccati alle spalle. Inutile dirlo, ma non si sa mai, ma in War of The Vikings per fortuna non esistono posizioni da camperaggio e quindi non potrete mai starvene fermi scoccando frecce. Anche la barra della stamina conferisce ulteriore tatticità al gioco dato che non potrete continuare a colpire, scorrare, correre e saltare altrimenti la vostra energia si esaurisce abbastanza in fretta e sarete in balia degli avversari. Cocludendo si può quindi affermare che War of The Vikings è un gioco decisamente tecnico ma purtroppo non abbiamo notato quel quid in più rispetto ai suoi predecessori o simili: tutte le meccaniche sono rimaste pressoché le stesse e non c’è stata nessuna evoluzione.


Motore leggero e versatile

War of The Vikings 2 è mosso dal Bitsquad, definito il “The creative engine” dagli stessi sviluppatori e di certo le prime cose che si notano sono la sua versatilità e leggerezza, cosa molto importante in un titolo multiplayer. Perfettamente scalabile inoltre ci permette di scegliere fra varie opzioni fra cui anche a che frame rate far girare il titolo: chiunque abbia un minimo di confidenza con i titoli online sa bene quanto ciò sia importante, perché avere un frame rate ballerino o inchiodato sui 30 FPS può causare non pochi svantaggi. Questa versatilità è anche ben visibile negli scontri più numerosi che, a prescidere da lag o “sfighe” varie, non subiscono rallentamenti di alcun genere. Ovviamente però questa leggerezza ha un impatto sui dettagli e sulla qualità delle texture che non sono sempre di primo ordine soprattutto per quanto riguarda le ombre e la vegetazione in molti casi troppo pixelosa. Infine la linea d’orizzonte è piuttosto vasta ma gli elementi sullo sfondo appaiono un pò sfocati e sbiaditi. Insomma il Bitsquad è un perfetto motore per il multiplayer e di certo non gli si può chiedere di far miracoli. Un ultimo appunto però: durante i nostri match ci siamo purtroppo imbattutti in alcuni bug e glitch piuttosto tragicomici. Ad esempio ci siamo trovati a dover combattere con lance conficcate nelle ginocchia come se nulla fosse (questo faceva piuttosto ridere) oppure con accette proprio in mezzo alla fronte che ci impedivano di prendere la mira con l’arco...vabbè provateci voi con un’ascia conficcata fra i vostri occhi! Anche il sonoro viaggia su due binari paralleli perché se da un lato le musiche del menù sono veramente azzeccate dall’altro gli effetti sonori degli scontri sono piuttosto scadenti e il cozzare delle armi non è di certo epico e galvanizzante. Questo è davvero un peccato perché, quando accolti da una musica che sembrava veramente uscita da un album dei Wardruna fatta di corni, percussioni e cori che gasavano molto ci aspettavamo la stessa accoglienza anche all’interno delle battaglie che invece risultano piuttosto mute e vengono solo spezzate da qualche frase in inglese o norvegese (??!?!).

COMMENTO
@jabberwocky_VGN

War of The Vikings è di certo un ottimo prodotto: non c’è ombra di dubbio che le basi da cui sono partiti gli sviluppatori di Fatshark erano già ben salde e collaudate ma forse proprio queste certezze e la paura di stravolgere le meccaniche hanno un pò frenato le possibili novità. Il gioco risulta quindi essere divertente, studiato e ben bilanciato ma purtroppo rimane un pò un more of the same rispetto al suo predecessore, War of The Roses. Al di là di questa considerazione non si può però non consigliare l’acquisto del gioco (soprattutto se non avete mai provato nulla del genere) anche in virtù dell’ottimo prezzo a cui viene venduto sulla piattaforma di distribuzione. Insomma, per nemmeno 25 euro vi potete portare a casa molte ore di divertimento e di scontri fra vichinghi e sassoni. Pur sapendo che War of The Vikings rimane comunque un titolo di nicchia e che non verrà capito da tutti siamo stati comunque piacevolmente impressionati dalla popolosità dei server.

GRAFICA:7Il Bitsquad è azzeccato come motore per un multiplayer, peccato per qualche bug e interpolazione
SONORO:6.5Ottime le musiche del menù ma gli scontri sono troppo silenziosi e gli effetti sonori mancano di epicità
GIOCABILITà:9Davvero tecnico, profondo e tattico. Richiede molta pratica per esser appreso
LONGEVITà:7.5Si tratta di un multiplayer e tutto dipende da quanto verrà sostenuto, per ora i contenuti sono già buoni
VOTO FINALE7.5
PRO:-Ogni scontro deve esser affrontato in modo differente
-Buona personalizzazione di armi e scudi
-Le meccaniche di gioco sono ben collaudate...
CONTRO:-Ma non inventano nulla di nuovo
-Qualche bug e glitch di troppo
-Alcune mappe sono troppo piccole
War of the Roses ( PC )Fratello di War of The Vikings, War of The Roses promette di farci rivivere lo scontro tra Lancaster e York nell’Inghilterra del XV secolo.
The Elder Scrolls V: Skyrim ( PC )L'ultimo episodio della famosa serie Bethesda dal sapore decisamente nordico.
SCHEDAGIOCO
Cover War of the Vikings

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