Warhammer Quest

Dal tavolo, al tablet al PC
Scritto da @jabberwocky_VGNil 12 gennaio 2015
Warhammer Quest Recensione

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha mai sentito parlare amici o conoscenti di Warhammer. Nato come gioco da tavolo, ha avuto nel corso degli anni mille e mille declinazioni, approdando, ovviamente, anche nel nostro universo preferito, quello dei videogame. Stare ad elencare in questo momento tutte le singole avventure ambientate nel mondo, anzi nei mondi, di Warhammer è pressoché impossibile, dato il numero elevatissimo e vista la duplice natura della saga che, di volta in volta, abbraccia scenari più fantasy piuttosto che ambientazioni prettamente futuristiche. Bene, in questa marea di progetti, ce ne è sicuramente uno che, possiamo scommetterci, difficilmente sarà stato individuato dai radar di molti videogiocatori: stiamo parlando di Warhammer Quest, progetto nato per dispositivi mobile e che ora ha fatto il suo approdo nei nostri PC casalinghi, grazie a quello strumento chiamato Steam. Progetto nato per mobile e convertito per PC: sì, avete letto bene, questo è il percorso compiuto da Warhammer Quest, percorso che, ahi noi, troppo spesso è sinonimo di pessimi porting, giochi realizzati solo per racimolare qualche soldo e, infine, conversioni mal effettuate e che non si adeguano per nulla al sistema di comandi di un classico PC, mouse e tastiera. E’ dunque riuscito Warhammer Quest a sfuggire a queste tre leggi di natura? Assolutamente no, anzi, è riuscito nell’ardua impresa di centrare perfettamente tutti e tre i bersagli!


Tre sole parole: Pay-To Win

Iniziamo dunque la nostra recensione con una domanda retorica: può esistere un gioco esclusivamente single-player basato su un sistema di micro-transazioni in game? O meglio: ha senso e ragion d’essere un titolo, ripetiamo, esclusivamente single-player fondato su una formula pay-to-win? La risposta va da sè ed è assolutamente no. Bene, forse per noi, ma non di certo per Rodeo Games e Twistplay, sviluppatori del gioco e, soprattutto, per Chilled Mouse, produttore di Warhammer Quest. Ci risulta davvero triste constatare come l’intero progetto si fondi quasi esclusivamente sulla volontà di strappare qualche euro, a volte anche tanti euro, a dei poveri giocatori che, ed è questa la cosa grave, per godere pienamente dell’avventura sono quasi costretti ad aprire sovente i loro portafogli, già svuotati dei 15€ di base necessari per acquistare il gioco.

Raramente abbiamo aperto una nostra recensione focalizzandoci su prezzi e costi e non su trama o gameplay, ma qui la situazione è davvero paradossale. A rincarare la dose viene poi in nostro aiuto un’altra “bella” scoperta, cioè il costo del medesimo gioco su piattaforme iOS: 5€. Naturalmente, contenutisticamente parlando, le due esperienze di gioco non sono del tutto identiche, per fortuna la versione PC è un pò più corposa, ma vi assicuriamo che le differenze non valgono di certo quei 10€ in più. Dulcis in fundo, esiste anche una versione deluxe del titolo, che contiene tutti gli sbloccabili a pagamento e che costa ben 30€: davvero una bella somma per un gioco che altro non è se non un mero porting. Proseguendo su questa strada,va però certamente detto cosa viene toccato da questo triste sistema di micro-transazioni: praticamente tutto. Non stiamo infatti parlando di ammennicoli estetici, targhette o abiti extra, bensì di equipaggiamenti rari, potenziamenti e boost. Fosse tutto qua, Warhammer Quest sarebbe solo un’esperienza triste di money grabbing come già se ne sono viste delle altre: non preoccupatevi però, abbiamo appena iniziato. Parlando di striscio del sistema di gioco, in Warhammer Quest si dovrà gestire un party di quattro personaggi alla scoperta dei vari dungeon che compongono il mondo di gioco. Dove sta questa volta l’inghippo? Nel numero dei personaggi. Non serve infatti molto tempo per accorgersi che vi sono altri sette possibili elementi selezionabili per comporre il nostro team ma che, tanto per cambiare, se si vuole godere dei servigi di questi altri personaggi, si è costretti a cacciar di nuovo fuori la grana. Terminate le gabelle? Macché! Anche il level up dei personaggi è pesantemente gravato da perversi meccanismi pay-to-win e se si vuole far avanzare a velocità ragionevole il proprio party non c’è altra via se non quella di pagare, di nuovo, con soldi tutt’altro che fantasy. Badate bene, non abbiamo detto “a velocità ragionevole” a sporposito, perché in Warhammer Quest, sia l’oro sia i punti esperienza che si possono accaparrare in game sono sempre piuttosto esigui e questo spinge l’ignaro e prode giocator a sborsare di continuo. Purtroppo è davvero triste ammetterlo, ma quando il primo punto dal quale si inizia a sviscerare un gioco è collegato al suo, pardon, suoi costi, la faccenda è davvero triste.


Un dungeon dopo l’altro

Dopo esserci tolta questa fastidiosa spina nel fianco, andiamo ad analizzare in concreto le vari sfaccettature che compongono Warhammer Quest. Purtroppo, anche in questa occasione, c’è poco da gioire. Partiamo dunque col dire che si tratta di un titolo che mischia elementi GDR, come la crescita del personaggio, il loot e la gestione dell’equipaggiamento, con un sistema di gioco più vicino ad uno strategico a turni. Immersi nel nostro canonico mondo fantasy composto da orchi, maghi, guerrieri e ranger dovremo condurre il nostro già citato team di quattro eroi senza macchia all’interno di dungeon sempre più zeppi di temibili nemici, ma sempre più ricchi di tesori di alto valore. Ecco, i dungeon e le varie mappe, un’altra nota dolente. Avanzando nella partita e annientando mostri di ogni genere ci siamo rapidamente accorti di come il level design di queste singole aree sia davvero sempre uguale a sé stesso e come sia inficiato da pesanti, quanto evidenti, grossolanità. Iniziamo subito col dire che la varietà, purtroppo, non è il forte di Warhammer Quest e che, passando fra un dungeon pre-renderizzato ed un altro, si è quasi subito vittime della ripetitività, soprattutto a causa di ambienti di gioco che, essendo tutti simili, non lasciano spazio al giocatore per effettuare mosse tattiche in grado di ribaltare gli scontri e che generino qualcosa vicino ad un minimo livello di soddisfazione. Ma parliamo del vero problema legato alla generazione delle stanze: proseguendo fra corridoi e ambienti stretti, la strada ci è indicata da delle frecce presenti sullo schermo e che spesso ci fanno intuire che nel prossimo ambiente ci saranno dei nemici. Peccato però che la disposizione di questi ultimi a noi ci sarà sempre ignota, non potendo in alcun modo esplorare ciò che ci attende. Quasi futile dirlo, ma in tal modo non si può in alcun modo preparare in modo adeguato il proprio team e, dunque, si finirà per utilizzare di continuo, in una sorta di loop tattico, sempre la medesima formazione: unità corpo a corpo in prima linea e, nelle retrovie, maghi e ranger che attaccano dalla distanza. Dopo infiniti impieghi della medesima strategia, possiamo tristemente affermarlo, Warhammer Quest può esser definito uno fra i giochi strategici con meno possibilità di movimenti strategici sul mercato. L’avventura di Warhammer Quest non è solo composta dall’esplorazione di dungeon sempre zeppi di nemici ma, per intervallare magie, attacchi e incantesimi, gli sviluppatori hanno introdotto una seconda fase, vale a dire il viaggio dei nostri eroi lungo una mappa puntellata di città. In questi insediamenti è possibile far livellare i nostri personaggi, scegliere i membri ideali per il nostro party (sempre gli stessi se non avete la versione deluxe) e recarsi al mercato per vendere e comprare oggetti di ogni sorta. Inoltre, sempre una volta giunti in città, vi verranno assegnate svariate quest che faranno da sfondo narrativo agli innumerevoli scontri. Non stiamo certamente parlando di una vera e propria storyline, ma i racconti dei vari personaggi danno comunque un contesto alle nostre azioni e ben ricalcano lo stile di Warhammer. 


Avete sotto mano la vostra tastiera? Bene, dimenticatevene pure.

Durante l’incipit di questa recensione, abbiamo detto che Warhammer Quest altro non è che la conversione di un gioco nato originariamente su mobile e che si tratta di un porting tutt’altro che indimenticabile. A corroborare la nostra tesi, ci viene in “utile” soccorso l’impostazione dei comandi. C’è poco da dire, tutte le azioni che possono essere effettuare durante il gioco, spostamenti, attacchi, visualizzazione della mappa e gestione dell’inventario, vengono fatti esclusivamente con il mouse e non c’è alcun modo di poter inserire comandi con short-cut da tastiera, anche perché di opzioni modificabili ve ne sono davvero poche. Fortunatamente, Warhammer Quest non è tutto qua, ma vi sono anche degli aspetti positivi, come ad esempio un classico ma solido combat system, legato alla gestione del numero delle mosse dei personaggi, al saggio utilizzo di magie, pozioni e brutali fendenti. Insomma, nulla di stravolgente, ma per lo meno l'aver rispettato gli standard imposti da altri giochi ha garantito a Warhammer Quest una più che sufficiente dose di strategia e i giocatori saranno spesso costretti a valutare attentamente le proprie decisioni. L’incertezza e la variabilità negli scontri sono poi garantite da un sistema randomico che permette ai singoli eroi del party di effettuare attacchi speciali, capaci ad esempio di eliminare in un colpo solo un avversario, piuttosto che attaccare nello stesso turno e con una singola mossa più nemici che ci si parano lungo la strada o, ancora, di rispondere immediatamente ad un’offensiva nemica con una contromossa, la quale spesso può cavare dagli impicci il giocatore. Gli scontri hanno sono poi sempre circondati da un alone di incertezza, dato che ci è capitato spesso di vedere gli attacchi dei nostri maghi, guerrieri o ranger andare a vuoto. Per fortuna, questo stratagemma per rendere più equilibrate le battaglie, non ha “colpito” solo i personaggi da noi guidati ma, e speziamo una lancia a favore del bilanciamento di Warhammer Quest, anche i nostri nemici sono spesso andati a vuoto con i loro fendenti. Un altro punto a favore di Warhammer Quest è il buon numero di oggetti reperibili durante l’avventura: abbattendo orchi, pipistrelli, maghi e nemici di ogni tipo abbiamo racimolato svariate armi, pozioni, incantesimi ed equipaggiamenti. Insomma: il sistema di looting è certamente uno degli aspetti più positivi del titolo. Discorso ovviamente opposto per il mero oro, la cui raccolta è sempre piuttosto deficitaria per un semplice motivo: spingerci ad usare denaro vero. Piccola chiosa finale sul livello tecnico del gioco: abbiamo già citato più volte che si tratta solamente di una conversione di un titolo uscito qualche anno fa su dispositivi mobile e abbiamo già fatto capire come questa trasposizione sia stata fatta tutt’altro che in modo ottimale. La poca cura dei dettagli viene a galla anche nell’aspetto grafico, decisamente sotto tono, e nella totale assenza di opzioni per regolare la qualità video, ad esclusione della sola risoluzione. Infine, vi diciamo che Warhammer Quest ha anche la localizzazione dei testi in italiano ma, a meno che non vogliate farvi quattro risate per gli errori grammaticali, andate lisci con l’inglese.

COMMENTO
@jabberwocky_VGN

Come inizio anno, parlando da giocatore e da editor, forse si poteva avere una partenza migliore. Warhammer Quest non verrà certo ricordato negli annali come il miglior gioco ispirato a quel vastissimo universo che prende il nome di Warhammer, e forse non ne aveva nemmeno la pretesa, ma di certo avrebbe potuto lasciar un miglior ricordo ai suoi giocatori se solo non avesse commesso l’errore di aver inserito al suo interno un terribile sistema pay-to-win. Il gioco di per sé, pur essendo una conversione 1:1 di un titolo mobile, resta pur sempre godibile per il suo combat system collaudato e per un buon sistema di looting. Peccato però che questi aspetti passino in secondo piano tutte le volte che Warhammer Quest ci sbatte in faccia la sua voglia di spillarci qualche euro dalle nostre tasche. Ma tralasciando anche questo aspetto, ci sono altri punti che mi hanno fatto giudicare in modo negativo Warhammer Quest. Forse gli sviluppatori non lo sanno o se ne sono dimenticati, ma tra il giocare su un iPad e il giocare con mouse e tastiera, seduti davanti ad uno schermo da 27” ci sono delle belle differenze! Non si può infatti gestire tutto il gameplay attraverso il solo mouse, simulando dei comandi touch e, soprattutto, non è possibile che non via sia una, dico una, opzione video all’infuori della sola risoluzione. Sono sempre stato critico sull’aspetto tecnico dei porting e Warhammer Quest non fa altro che confermare il mio scetticismo. Piccola parentesi sui voti. Il voto totale non sarà la mera media matematica dei singoli punteggi poiché includerà al suo interno anche il peso delle micro-transazioni.

GRAFICA:5E’ solo un porting, ma il vero problema è l’assenza di opzioni video.
SONORO:6.5Le musiche fantasy-epiche ben si sposano con le atmosfere.
GIOCABILITà:6Il solido combat system si merita per lo meno la sufficienza.
LONGEVITà:6Ci sono molti dungeon da esplorare e questa da completare, peccato per l'eccessiva ripetitività.
VOTO FINALE5.5
PRO:- Atmosfere fedeli al mondo Warhammer
- Gli scontri sono ben bilanciati
- C’è una buona varietà di oggetti.
CONTRO:- Dungeon tutti simili fra loro
- Orribile sistema pay to win
- Nessuna opzione per i comandi, grafica o audio.
Divinity: Original SinProbabilmente il GDR fantasy dell’anno (scorso). Da non perdere.
Jagged Alliance: Back in ActionMeccaniche di gioco molto simili, ma questa volta si guida una truppa di mercenari.
SCHEDAGIOCO
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