Warlock 2: The Exiled

Che il ritorno a casa abbia inizio
Scritto da @jabberwocky_VGNil 21 aprile 2014
Warlock 2: The Exiled Recensione
Ino-Co Plus forse suonerà nuova a molti come casa di sviluppo, ma non appena si scopre che spesso i suoi titoli sono stati prodotti da Paradox subito si capisce quanto le sue produzioni abbiano degli elevati standard qualitativi. E se invece vi diciamo Warlock: Master of the Arcane a qualcuno viene in mente qualcosa? Probabilmente il pubblico mainstream rimarrà un pò interdetto e sconcertato ascoltando certi nomi e certi titoli, ma siamo certi che tutti gli stimatori del genere strategico sanno benissimo di cosa stiamo parlando e noi, da buoni divulgatori del videogiochismo (esiste ‘sta parola?) ci teniamo molto a raggiungere le orecchie anche di chi crede che gli strategici siano giochi solo per nerdoni. Warlock è una serie di titoli strategici a turni sviluppato, appunto, da Ino-Co Plus ambientanto in un mondo fantasy, ma con un pizzico di steampunk, popolato da maghi, draghi, non morti, elfi in cui il vostro compito sarà quello di gestire i vari insediamenti accumulando risorse, fabbricando eserciti per poi infine come al solito sconfiggere tutti i vostri rivali. Il primo capitolo, Warlock: Master of the Arcane aveva riscosso un discreto successo ricevendo buoni riscontri dalla critica specializzata; forti della loro esperienza nel campo, i ragazzi di Ino-Co Plus hano deciso di rituffarsi negli ambienti fantasy sviluppando il secondo titolo: Warlock 2: The Exiled. Come tutti sappiamo il sequel, anche se non diretto come in questo caso, corre sempre alcuni rischi come ad esempio l’apparire un “brodo riscaldato”: Warlock 2: The Exiled sarà sfuggito a questa pericolosa trappola o soffrirà anche lui di vari sensi di dejà-vù? Le premesse senza dubbio lasciano ben sperare e qualcosa ci dice che se il gioco è prodotto da Paradox una buona garanzia di partenza c’è di certo.

Un mondo in frantumi

Ma partiamo dalla storia e del mondo in cui è ambientato Warlock 2. Come ogni titolo fantasy che si rispetti, al di là del gameplay, le vicissitudini dei personaggi devono infatti esser al centro delle attenzioni per farci appassionare al titolo. Il magico mondo di Ardania è stato frantumento in mille pezzi dopo le guerre che hanno invaso il regno, nonostante la sconfitta di Dremagor, leader della fazioni dei Dremers e il Warlock, il vostro alter-ego, uno dei più potenti maghi della galassia è stato esiliato su uno di questi frammenti. Il vostro compito è dunque quello di dar battaglia a tutte le creature e agli altri potenti maghi che popolano le varie schegge del reame fino ad arrivare allo scontro finale per riportare la pace nel regno. La sfida finale vi vedrà scontrarvi in un epica battaglia contro i “The Four Vicars of the United One”. Premettiamo che non siamo dei pigri che non hanno voglia di tradurre i nomi presenti nel gioco, ma questo è solo un esempio per farvi capire che tutto Warlock 2 è interamente in inglese e questa potrebbe essere una barriera per alcuni giocatori. Nonostante alcuni clichés che sanno un pò di già visto la storia di Warlock 2 calza a pennello per un gioco fantasy: c’è un eroe buono e senza macchia, uno scopo all’apparenza irraggiungibile da completare e alla fine, come al solito, c’è il cattivo finale da sconfiggere per riportare la pace e riunificare il regno di Ardania. Tutto molto bello no? Peccato però che questa narrazione faccia solo da contorno alla campagna principale di Warlock 2 visto che voi non sarete IL Warlock, unico gande mago, ma serete UN Warlock, vale a dire uno dei tanti presenti nel gioco fra cui potrete scegliere all’inizio campagna. Non per fare un paragone, ma una storia del genere avrebbe meritato un pò più di approfondimento magari con dei colpi di scena o dei voltafaccia, insomma una pò più simile a quanto visto in Warcraft III giusto per intenderci. Ino-Co Plus ha, invece, deciso di intraprendere una strada differente, lasciando maggiore libertà di scelta al videogiocatore, forse anche a causa della struttura di gioco molto più open di Warlock 2. In conclusione, la scelta effettuata dagli sviluppatori sul come integrare la storia col gameplay è più che comprensibile e non si può ci certo gridare allo scandalo, ma d’altra parte non ci avrebbe fatto di certo dispiacere la presenza di un’ulteriore campagna più articolata che ci raccontasse le avventure di un unico Warlock. 

Un mago in cerca di gloria

Come avrete intuito leggendo il paragrafo precedente la modalità di gioco (all’apparenza) centrale è sicuramente la modalità singleplayer chiamata The Exiled nella quale dovrete condurre il vostro alter-ego nella conquista dei vari mondi che sono nati dopo la frattura del regno di Ardania e che sono collegati tra loro da portali dimensionali. Nonstante questa sia la campagna che dovrebbe rappresentare la story-mode, The Exiled gode di un elevato tasso di personalizzazione: infatti oltre a poter scegliere quale mago sarà il vostro alter-ego, potrete anche decidere le dimensioni della mappa, le strutture dei vari mondi e il numero di maghi da affrontare. Infine, se possiamo permetterci di darvi un consiglio, suggeriamo ai novelli giocatori di strategici (ma non solo) di iniziare da un livello di difficoltà non molto elevato, perché molte meccaniche all’inizio saranno un pò ostiche da maneggiare e potreste così correre il rischio di esser sconfitti in men che non si dica. Affiancata alla campagna The Exiled c’è poi l’altra modalità singleplayer, chiamata Sandbox mode , sorta di mappa casuale in cui potrete veramente decidere ogni singolo elemento del gioco: dalla vostra fazione al numero di Warlock avversari, dalle dimensioni della mappa alla conformazione del terreno. Per movimentare il gameplay i ragazzi di Ino-Co Plus hanno deciso anche di introdurre delle quest casuali che vi porranno davanti a delle scelte e sfide che, se portate a termine, vi riforniranno di bonus e importanti risorse. Questa scelta appare particolarmente azzeccata a spezza decisamente i momenti morti che potrebbero sorgere in un gioco riflessivo come Warlock 2. Dulcis in fundo la modalità multiplayer, vero fiore all’occhiello di Warlock 2: The Exiled. A differenza di quanto possa pensare la maggioranza dei videogiocatori, il multiplayer nei giochi strategici può risultare davvero la parte migliore poiché è cosa ben diversa giocare contro un’intelligenza artificiale che segue pattern e schemi precisi rispetto a giocare contro un avversario umano, molto più imprevedibile, tattico e a volte, scusate il “francesismo” bastardo dentro! Insomma, se di mezzo c’è la diplomazia non c’è paragone tra AI e cervello umano...almeno per ancora un pò di tempo.

Strategia profonda

Ma dedichiamoci ora al cuore del gameplay di Warlock 2, strategico a turni, che in tre semplici parole potrebbe esser descitto come profondo, complicato e riflessivo. Chi non avesse giocato al primo titolo potrebbe infatti scontrarsi come un tir contro un muro al primo impatto con Warlock 2 che di sicuro non è uno tra i titoli più facili da affrontare. Inutile dire però che, una volta superate queste prime difficoltà, il gioco potra esser apprezzato in tutta la sua profondità e bellezza. Come in ogni buon strategico che si rispetti e che meriti questo titolo ci sono molte statistiche da tenere sotto occhio e sono molte le variabili da prendere in considerazione quando si decide di fare una scelta. Dovrete infatti gestire accuratamente ogni vostro insediamento, quali edifici costruire, dove costruirli sui vari esagoni in cui è divisa la mappa soprattutto badando alla disponibilità e alle vostre necessità per le singole risorse. Volendo fare una piccola critica a questo lato del gioco, durante le nostre sessioni abbiamo notato un pò di penuria per alcune risorse con una conseguente lentezza nello sviluppo delle città: niente di drammatico, ma di certo questo non avvicinerà al mondo di Warlock 2 i videogiocatori più mordi e fuggi con la smania della crescita rapida. Medesimo discorso vale per la gestione delle unità, legate all’avanzamento della vostra fazione e agli edifici che avrete costruito: più andrete avanti nel gioco più il vostro esercito sarà forte e resistente. Ma non sperate di certo di creare ammassi senza senso di unità a casaccio da utilizzare come carne da macello perché questa strategia non vi porterà di da nessuna parte...ah no, forse giusto alla sconfitta! In sostanza bisogna fare molta attenzione a creare il giusto mix di truppe con attacchi ravvicinati, da distanza, maghi e così via altrimenti anche la sola mancanza di una di queste unità potrà causarvi parecchi danni. Per fare un esempio, se non avete infatti truppe “da lancio” non potrete attaccare gli avversari volanti che così saranno ben liberi da abbattere tutti i vostri edifici ed eserciti.  

Cento contro uno

Come avrete già intuito Warlock 2 è uno strategico duro e puro, senza fronzoli e facilitazioni, ma, soprattutto, punisce chi lo volesse affrontare in modo leggero e non badando a tutte le variabili. Soprattutto nella campagna The Exiled l’errore più grosso che potreste fare è sicuramente quello di attivare in modo frettoloso uno dei portali sugli altri mondi, abitati spesso da terribili nemici. Infatti fino a quando starete a farvi i “fatti vostri” i nemici generati casualmente sulla mappa saranno abbastanza facili da sconfiggere e anzi ci aiuteranno droppando una volta morti qualche utile risorsa. La situazione però precipita non appena ci si affaccia in qualche altra zona dove spesso i nemici sono “misteriosamente” molto più forti delle vostre unità e non passerà molto tempo prima che vi troviate i vostri insediamenti saccheggiati, devastati e conquistati dai vostri avversarsi. I portali sono quindi bi-direzionali: come voi potrete invadere il territorio di un’altra fazione così potrà fare anche lei nei vostri confronti. La parola guista è hardcore ma forse, a tratti sembra quasi più sbilanciamento: la generazione casuale di mappe e mondi differenti genera, appunto, alle volte dei nemici eccessivamente ostici già dalle prime battute e spesso le vostre truppe verranno spazzate via in poco tempo. Inoltre se sperate di poter risolvere questa mancanza attraverso la via diplomatica, magari stipulando accorsi e trattati, scordatevi tutto questo perché Warlock 2 è un gioco dove si fa la guerra punto e basta e tutti i vostri tentativi di mediazioni potranno al massimo solo ritardare una scontro certo. Infine, la complessità del titolo sviluppato da Ino-Co Plus è ben visibile anche dalla morfologia dei terreni poiché ogni casella avrà dei bonus e dei malus legati alle risorse. Unica piccola pecca è il mancato sfruttamento dei mari e dei laghi che essendo spesso poco più che delle piccole pozze rendono del tutto inutili costruzioni come i porti e le navi.

Il lato GDR

Già quanto sopra descritto fa di Warlock 2 un titolo completo e dai molti contenuti che potrebbero causare il mal di testa ai giocatori meno avvezzi al genere. Ma gli sviluppatori di Ino-Co Plus hanno rincarato la dose, farcendo il gioco con molti contenuti presi a prestito dal mondo RPG come sistemi di crescita, personalizzazioni e magie a profusione. Non appena avviata una partita ci si rende subito conto di quanto appena detto, dato che scegliendo il nostro Warlock dovremo anche decidere i campi in cui sarà specializzato. Potremo decidere se puntare tutto sulle magie elementali capaci da far piovere saette e palle di fuoco sulla testa dei nemici oppure potremo optare per la magia bianca diventando sepcialisti nelle cure e nelle guarigioni. Oltre a queste “classiche” magie, Ino-Co Plus ha sfruttato alla perfezione la natura strategica del titolo introducendo anche quelle capaci di modificare la morfologia del terreno rendendo così disponibili più risorse oppure creando dei veri e propri ponti sull’acqua. Insomma, puntare solo su magie offensive all’apparenza potrebbe anche apparire la scelta migliore e più rapida per vincere ma in realtà questo vantaggio iniziale finisce presto con lo sparire. La già citata “lentezza” del gioco è però un pò presente anche in queste meccaniche: le prime magie che potrete utilizzare avranno infatti un potere offensivo o difensivo molto limitato che, seppur giustificato visto il basso costo di mana necessario per evocarle, a volte fanno un pò sorridere quando ci si accorge che tolgono circa 2 punti vita agli avversari. Insomma una palla di fuoco che toglie 2 PV, forse il mio accendino poteva far meglio! Tralasciando però queste piccole pecche abbiamo notato un punto di forza decisamente superiore e che fa sparire le critiche. In molti GDR infatti si rischia di arrivare ad un punto abbastanza avanzato del gioco, dopo aver sviluppato molte abilità, e ci si rende conto di aver fatto molti errori a cui oramai non si può più porre rimedio se non spendendo magari molti ipotetici punti. Ino-Co Plus ha deciso di evitare questo rischio lasciando molte più opzioni aperte al giocatore che può tranquillamente saltare da un ramo all’altro dell’albero di crescita delle magie: insomma non c’è un’unica via percorribile per la crescita del vostro Warlock ma le strade disponibili sono molte. Oltre a questa mole di contenuti GDR dovrete infine badare alla crescita delle vostre unità che crescendo di livello avranno dei perk sbloccabili molto utili. Anche su questo punto è consigliata un’attenta riflessione perché sbloccare perk a caso senza un collegamento logico porterà ad avere truppe specializzate “in tutto e nulla” che di certo non saranno molto utili.

Una lunga strada di ritorno

Anche dal punto di vista della longevità Warlock 2 risulta essere in perfetta linea con le migliori produzioni strategiche: se anche voi fate parte di quella schiera di videogiocatori che si lamentano tanto dei giochi moderni che durano al massimo 4-5 ore, la durata media di una partita a Warlock 2 potrà solo farvi piacere. Soprattutto la campagna The Exiled richiede molte ore per esser portata a termine anche perché se farete l’errore di volerla completare nel minore tempo possibile correrete solo il rischio di una morte prematura e dovrete dunque ricominciare da capo. Anche questo lato del gioco soffre però a volte di un eccessivo allungamento: soprattutto verso la fine della campagna i nemici da sconfiggere sono davvero molti e magari, anche se la vostra vittoria fosse già scontata, dovrete comunque impiegare molto tempo per sbarazzarvi di loro. Parlando però di longevità non possono non esser citati l’editor delle mappe e il supporto a Steam Workshop. Il primo permette di creare con pochissimi click ambienti e mappe del tutto nuove ovviamente da poter condividere con i propri amici. Steam Workshop è invece uno strumento fondamentale che può far sentire ognuno di noi un piccolo game designer e ci da appunto la possbilità di poter “disegnare” truppe, unità ed edifici tutti nuovi e da personalizzare. Se per caso pensiate possa esser un tool difficile da maneggiare c’è comunque un comodissimo e semplice manuale reperibile dalla pagina del gioco di Steam. Infine il lato tecnico è forse l’unica vera debolezza del gioco, anche se di certo non è questo il motivo per cui un player si avvicina a titoli come Warlock 2. Già i requisiti di sistema parlano chiaro visto che sia dal punto di vista CPU sia per la GPU non sono richieste risorse eccessive: bastano infatti un Intel I-3 3240 o un Phenom II X4 955 e una nVidia Geforce 550Ti o una Radeon HD 6850 per mettere al massimo tutti i dettagli di Warlock 2. Al di là dei meri requisti però la cosa che ci ha fatto storcere maggiormente il naso sono stati i mancati passi avanti fatti da questo punto di vista rispetto al primo capitolo della serie. Il comparto audio non è di certo di primissimo ordine, ma le musiche che accompagnano i vostri scontri si sposano comunque bene con le atmosfere fantasy ed epiche di Warlock 2. 
COMMENTO
@jabberwocky_VGN
Ammetto che fino a poco tempo fa non conoscevo il team di sviluppo Ino-Co Plus e il loro progetto Warlock, ma il fatto che fosse prodotto da Paradox mi faceva comunque sentire al sicuro e dopo aver giocato a Warlock 2 posso dire con tranquillità che si tratta di un ottimo strategico condito da non pochi elementi GDR. Pur non rappresentando la mia ambientazione preferita, non sono un amante del fantasy, Warlock 2 mi ha comunque fatto ricredere sui mondi popolati da maghi, elfi e non morti che mi sono sempre sembrate dei classici clichés. Ma il punto di forza del titolo rimane senza dubbio la sua complessità strategica e il numero elevato di variabili da dover tener continuamente in conto. Piccola riflessione finale: sono sempre stato un appassionato degli strategici e il mio motto può essere “più è complicato più è bello” ma dall’altra parte mi rendo conto delle difficoltà che un novello stratega potrebbe incontrare davanti a certe produzioni che non fanno nulla per semplificarsi e rendersi accessabili ad un pubblico più ampio. Insomma l’eterno dilemma: semplificare scontentando i puristi della tattica oppure rimanere ermetici col rischio di diventare “solo” un gioco di nicchia? Impossibile rispondere. 
GRAFICA:6.5Non è certo il cardine per cui viene comprato il gioco. Il motore grafico è lo stesso del primo Warlock.
SONORO:7Effetti non di primissimo ordine. Sicuramente meglio le musiche che ben rispecchiano l’ambientazione del titolo.
GIOCABILITà:9Strategia allo stato puro. Magari non adattissimo ai neofiti, ma i puristi del genere apprezzano di sicuro.
LONGEVITà:9Sono richieste parecchie ore per la campagna e il multiplayer garantisce ancora tanto divertimento.
VOTO FINALE8
PRO:- Richiesta un’accurata pianificazione strategica
- Ottimo comparto multiplayer
- Molta libertà di crescità e vari perk da sbloccare.
CONTRO:- Storia appena abbozzata
- La diplomazia non è una via per la vittoria
- A volte ha ritmi un pò lenti.
Civilization VLa serie Civilization creata da Sid Meier è una dei padri di tutti gli strategici a turni, un sicuro benchmark.
WarCraft III: The Frozen ThroneWarcraft III, pur essendo un RTS ricorda sicuramente molto negli ambienti Warlock 2: consigliato a tutti gli amanti del fantasy.
SCHEDAGIOCO
Cover Warlock 2: The Exiled

Warlock 2: The Exiled

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Warlock 2: The Exiled2014-04-21 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/warlock-2-the-exiled/Che il ritorno a casa abbia inizio1020525VGNetwork.it