La fine arriva per tutti e così è stato anche per la longeva serie di X3 giunta, con il suo ultimo capitolo rilasciato sino ad ora, ossia X3: Albion Prelude, alla conclusione di una serie cominciata ben sei anni or sono. La fine di X3 coinciderà però con l’inizio di una nuova serie sempre made in Egosoft e i fan già sono in trepidante attesa per il nuovo X: Rebirth, titolo destinato ad uscire a 2012 inoltrato. X3: Albion Prelude chiuderà quindi un cerchio, ma sarà anche l’anello di collegamento tra il vecchio ed il nuovo, essendo il capitolo che delineerà lo scenario che farà poi da sfondo a tutte le storie che prenderanno piede in Rebirth e tutti i capitoli ad esso successivo.
Traffico nell’universo
Il titolo è un add-on del capitolo principale X3: Terran Conflict e quindi necessita della sua presenza sul vostro disco fisso per essere scaricato; inoltre è meglio chiarire sin da subito che, oltre ad un paio di missioni e qualche filmato in CG, aggiunge davvero poco e nulla al già immenso universo della serie X. Il filo narrativo che viene sciolto nel corso delle decine ore di gioco necessarie al suo completamento si basa sulle tensioni scaturite da alcuni profitti provenienti dalle nuove tecnologie scoperte nell’universo e che porteranno inesorabilmente ad un conflitto di dimensioni galattiche, con la razza umana ovviamente al centro di queste tensioni.
La trama non è certo uno dei punti di forza di questa produzione, ma sarà utilissima per definire al meglio gli scenari che ci ritroveremo dinanzi in X: Rebirth dato che, proprio dalla conclusione di Albion Prelude, ripartirà la nuova serie di Egosoft.
Lavorare con lentezza
Le poche novità introdotte non fanno clamore e la struttura ludica è rimasta pressoché immutata, salvo uno snellimento dell’interfaccia di gioco che adesso consente anche un rapido accesso alle varie opzioni di gioco tramite l’utilizzo del mouse, cosa forse non comodissima ma gradita senz’altro.
Questo piccolo accorgimento è una cortesia che gli sviluppatori hanno voluto fare ai propri seguaci, infatti per il resto troviamo quel caro, vecchio e granitico sistema di gioco prettamente hardcore che rende la serie di X, forse, una delle più di nicchia e complicate di questa generazione che, nonostante un notevole successo di critica e pubblico, tiene lontane le masse per via della sua innata lentezza e difficoltà, soprattutto nel riuscire ad entrare nei delicati e complessi automatismi che lo sostengono.
Porsi al comando della propria navicella spaziale, creare il proprio impero, divenire un pirata dello spazio oppure un abile mercante non sarà un gioco da ragazzi e le sessioni “una botta e via” servono praticamente a nulla: il titolo richiede al giocatore la totale immersione nello spazio profondo, immedesimandosi in esso e vivendo in simbiosi con i delicati meccanismi che governano il gioco, dalle credibile quanto lunghe manovre di attracco alle stazioni spaziali, passando radenti a degli enormi meteoriti, alle innumerevoli statistiche e ai lunghissimi viaggi necessari a raggiungere destinazioni, a volte, sperdute negli angoli più remoti della galassia.

Il solo avvicinarsi ad una simile nave sarà un'impresa
Tutto è minuzioso e tutto richiederà un’enorme pazienza, qualità primaria di un giocatore che desideri avvicinarsi al mondo di X3: seguire passo passo le quotazioni dinamiche delle merci per approfittare di particolari vantaggi quando ci si troverà a trivellare specifici minerali è soltanto uno dei perversi e minuziosi procedimenti da tenere in conto se si vorrà cavare il cosiddetto ragno dal buco e sopravvivere in un mondo così ostile.
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