Non si contano più i capitoli di Buzz, marchio di proprietà Sony che accomuna un insieme di titoli indirizzati verso un target di mercato vasto e ben definito: quello caratterizzato dai cosiddetti casual gamers. La serie Buzz Junior ha come target di mercato un sottoinsieme della categoria casual, costituito dai più piccini. Titoli che fanno uso dei famosi pulsanti colorati, vari nelle premesse ma dalle meccaniche di gioco sostanzialmente simili.
Questa volta si corre, e sono corse matte quelle del team di sviluppo Cohort Studios, alle prese con questo nuovo capitolo dalle scarse pretese, ma con il fine di allargare la portata dei giochi sparati a zero su un mercato avido di titoli poco impegnativi, ma in grado di avvicinare più amici davanti a uno schermo per qualche ora di spensierato divertimento.
Il solito concentrato mix di divertimento
Gli elementi che stanno alla base dei titoli marchiati Buzz, e ancora di più per quelli che riportano il nome “Junior” nel titolo, sono sostanzialmente sempre gli stessi: l’uso dei pulsanti colorati, poche ma efficaci modalità di gioco, concorrenti identici ma diversi nel colore, scenari di gioco dal sapore cartoon ma dalle scarse pretese. Se la maggior parte dei videogiocatori “seri” prenderebbe tali informazioni come utili per decidere l’acquisto o meno del titolo, non c’è alcun dubbio che la lettura di questa recensione si fermerebbe all’ultimo elemento da me indicato, e proprio perché queste righe non verranno mai lette (dai videogiocatori “seri”) posso senza alcun timore dire che ogni tanto, tra una sessione e l’altra dell’ultimo sparatutto di turno, concedersi un’ora di sano divertimento con gli amici senza badare troppo alle texture, alle sfumature della palette colori, alla complessità dei modelli poligonali dei personaggi, non fa mai male, a meno che non siate proprio dei videogiocatori solitari, considerato che questo Buzz, come tutti gli altri appartenenti al marchio di proprietà Sony, diventano praticamente una nullità se giocati in singolo. Del resto la fortuna della Nintendo non è proprio questa? Il gioco di gruppo, con il solo fine di divertire rendendo il concetto di sfida un elemento che sta alla base dei titoli, ma che si esprime attraverso prodotti poco impegnativi del tipo “una partita e vado via”. La Nintendo, con questa idea di videogioco, ha messo in crisi un mostro dell’elettronica come Sony, costretta a rincorrere la concorrenza sparando di tanto in tanto qualche pezzo da novanta che possa attirare le attenzioni di tutti sulla lucida e luccicante console, ancora per molti proibitiva. E non è un caso che nasce il marchio Buzz, come non è un caso la nascita del marchio Junior, che si propone in un mercato sempre più difficilmente prevedibile, attraverso una console intramontabile come la PlayStation 2.
Cosa offre il titolo Sony?
Sono corse matte, dicevamo, e in effetti è così, considerato che tutte le modalità di gioco, o la maggior parte di queste, si basano sull’uso dei pulsanti colorati per far sfrecciare piccole automobili, barche e aerei lungo percorsi differenti. Ciò che sta alla base del titolo, quindi, sono delle gare di velocità con tanto di podio finale che permette, lungo l’intera “stagione” nella modalità di gioco denominata “Gran Prix”, di scalare la vetta del successo accumulando i punti necessari per la vittoria finale. Niente di complicato, è tutto immediato, talmente tanto da essere quasi banale nelle sue componenti principali, considerato che nelle gare non si deve far altro che premere e rilasciare il pulsante rosso del Buzzers per accelerare e decelerare: le curve sono impostate in automatico e l’unica preoccupazione sarà quella di non esagerare con la spinta onde evitare spiacevoli testacoda. Indipendentemente dalla tipologia di gara, che sia a bordo di automobili, barche o aerei, il sistema di controllo rimane praticamente lo stesso, e la scelta di non affidare, come alternativa, il tutto a un comodo pad è una cosa di cui non ne veniamo proprio a capo. Questa forzatura all’uso dei Buzzers è presente in ogni capitolo della serie, e in Corse Matte è più evidente che mai.
Ma perché vincere le gare? Ovviamente ci sarà la possibilità di sbloccare differenti tipologie di vetture, barche e aerei, dalle prestazioni differenti, ma che in un contesto “omogeneo” come questo si rivela praticamente inutile.
Dal punto di vista tecnico il titolo made in Sony è semplice e senza pretese: scenari cartoon dai colori pastello accesi, modelli poligonali poveri, il tutto accompagnato da piacevoli motivi musicali ma alla lunga ripetitivi.
Del resto il fine del titolo è quello di divertire un gruppo di amici nel pomeriggio dopo la scuola, e Buzz Juniors Corse Matte, così come tutti gli altri titoli appartenenti alla serie, riesce nel suo intento, ma non nel superare la prova.