Scritto da: Giovanni “Guitar Hero” Ormesi | Data: 2006-05-06
Kratos è tornato, le sue spade non hanno la benchè minima pietà!
Il seguito di un capolavoro Il primo episodio di God of War raccolse un grande successo di critica e pubblico, grazie a un comparto tecnico superlativo, a un’azione sfrenata,ma alla portata di tutti, e al protagonista Kratos, forte, brutale e molto carismatico. Si sa, realizzare il sequel di un capolavoro non è facile, giacché, da una parte si rischia di non aggiungere nulla di nuovo alla formula del predecessore deludendo le aspettative, dall’altra di apportare innovazioni della struttura di gioco non gradite poi dai fan. I ragazzi di Santa Monica, senza grandi esitazioni, hanno scelto di realizzare un “more of the same”, in altre parole un seguito fedelissimo all’episodio precedente, con piccoli aggiustamenti e avaro d’innovazioni rilevanti (anzi, probabilmente non ce ne sono proprio), il quale però ha il pregio di non essere inferiore al capostipite.
Mitologia yankee Le nuove avventure di Kratos, cronologicamente successive agli avvenimenti di GoW, prendono nuovamente le mosse da un tradimento degli Dei ai danni del protagonista. L’eroe spartano, tuttavia, è soccorso dai Titani che gli propongono un’alleanza per sconfiggere Zeus, ma prima Kratos dovrà recarsi dalle Parche per cambiare il suo passato e, di conseguenza, il suo destino. Senza soffermarsi sulla discutibile rilettura americana della mitologia e della cultura greca classica (come dimenticare che in GoW le Sirene si trovavano nel deserto?), che in questa sede ci interessa fino a un certo punto, si può comunque dire che la vicenda è appassionante e piuttosto epica, nonché spettacolare (specialmente nel finale!). Dopotutto, in un action, la trama è un pretesto per menare le mani, anche se è meglio che abbia una certa qualità: questo ci porta a parlare del battle system.
La guerra alla portata di tutti Il BS di GoW2 risulta in tutto e per tutto simile a quello del predecessore, con la solita aggiunta (come consuetudine nei seguiti degli action) di nuove mosse, armi e magie; con un leggero miglioramento nella fluidità degli scontri. Le armi sono quattro: oltre alle classiche Spade di Atena, legate alle braccia, ce ne sono altre tre (non voglio rovinarvi la sorpresa dicendovi quali,ndr), non molto utili a dire la verità. Come in Devil May Cry 3, è possibile cambiare al volo l’arma premendo R2 in modo da creare combo più elaborate, anche se qui, a differenza del capolavoro CAPCOM, è incoraggiato il button mashing. È proprio questo uno dei maggiori difetti dei GOW, poiché tutto sommato gli scontri, spesso, si risolvono premendo tasti a caso (quantomeno fino al livello di difficoltà Normal) oppure effettuando le prese, che sono sì spettacolari e brutali, però tendono a spezzare il ritmo dei combattimenti, altro elemento che potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere. Altra caratteristica della saga è la presenza di numerosi Quick Time Event, che sono sequenze ad alto tasso di spettacolarità (spesso si tratta dell’esecuzione di qualche mostro molto potente) in cui l’interazione è ridotta alla pressione di un tasto quando appare l’icona sullo schermo. Tutti questi elementi fanno rientrare GoW2 fra i titoli action destinati al grande pubblico, molto divertenti e spettacolari senza dubbio, ma inferiori a serie più “tecniche” come Devil May Cry o Ninja Gaiden. Tuttavia questo gioco non è solamente un action, bensì presenta anche numerosi elementi tipici del genere adventure, come una (minima ma comunque c’è) esplorazione degli scenari, enigmi non particolarmente complessi ma piacevoli e fasi più tipicamente platform. La formula, comunque, è rimasta invariata dal primo GoW (e questo è tutt’altro che un male!), poche sono le innovazioni, fra cui vale la pena di segnalare le sezioni di volo a cavallo di Pegaso, la possibilità di planare dopo un salto (con un nuovo equipaggiamento, le ali di Icaro) e di eseguire contromosse dopo una parata, se questa è eseguita col giusto tempismo (grazie al Vello d’Oro). Va infine segnalato come quest’ avventura sia più ricca rispetto alla prima, sia per numero di boss, sia per il numero di ore che impiegherete per portare a termine il gioco: queste oscillano dalle 12 alle 15, contro le 8-10 (andando proprio lenti) del primo episodio.
Qualche extra non guasta La longevità è ulteriormente accresciuta dalla presenza di alcuni extra: si possono sbloccare 7 costumi bonus, un nuovo livello di difficoltà, video speciali e due nuove modalità di gioco, ovvero “Sfida dei Titani”, che propone, appunto, 7 nuove sfide, e “Arena delle Parche”, in cui si possono replicare tutti i combattimenti già affrontati durante il gioco. Inoltre, cominciando il gioco una seconda volta si può usufruire di nuovi poteri speciali attivabili grazie alle sei Urne del Potere che avete reperito (se le avete trovate, sono abbastanza ben nascoste) nel corso della prima partita.
La PS2 premuta al massimo Un aspetto su cui il titolo in questione è davvero inappuntabile è quello tecnico: graficamente non si è mai visto, né mai si vedrà, nulla di migliore su PS2, visto che rappresenta il traguardo della vecchia console Sony. I modelli di Kratos, come dei suoi nemici, sono fenomenali, gli scenari ampi ed evocativi, le animazioni fluide e spettacolari; l’unico appunto che si può fare è sul v-sync, difetto ormai “storico “ per la saga, ma comunque trascurabile poiché accade abbastanza raramente (di solito quando la telecamera ruota per offrire un’ampia inquadratura del luogo in cui si è appena entrati). Per il sonoro, invece, nulla da ridire: musiche epiche e maestose che accompagnano alla perfezione l’alternarsi di esplorazione e battaglie, e gli effetti sonori non sono da meno. Ricordiamo, inoltre, che il gioco è addirittura doppiato in Italiano ottimamente (magari un paio di voci non convincono al 100%, però non è il caso di essere così pignoli). Tanto ben di Dio è contenuto in un DVD a doppio strato, che potrebbe risultare un po’ indigesto ad alcune PS2, specialmente le più anziane: incrociate le dita che la vostra console non sia fra queste, perché altrimenti vi perderete un vero capolavoro.
Note finali.
God of War II è quello che un po’ tutti si aspettavano: una degna continuazione della saga, il che non è poco se si tiene conto dell’elevata qualità del capostipite. Tutto è stato migliorato: grafica, Battle System, longevità… ciononostante qualcuno potrebbe trovare l’esperienza meno esaltante rispetto a quella provata con il primo GoW a causa della mancanza di innovazioni che rende il prodotto meno “fresco” di quanto fosse lecito sperare. Ciò non toglie che il titolo in questione sia un capolavoro, degno di essere giocato da tutti i possessori di PS2 che provino un minimo interesse nei confronti dei giochi d’azione/avventura.
Il potere della forza, pur non essendo un capolavoro, riesce a divertire al punto giusto. Ambientazioni varie, buona fisica e vasta gamma di mosse sono condite da un pizzico di ripetitività che però non mina ecessivamente l'esperienza finale.
Da amante degli action più tecnici (Devil May Cry, Ninja Gaiden, God Hand) non ho potuto fare a meno di notare che GoWII ha un approcio più semplicistico al genere risultando, sotto quest'aspetto, (cioè il Battle System) inferiore; tuttavia molti elementi rendono questo gioco non un semplice action, bensì un'avventura, e, sotto questo punto di vista, Kratos centra di nuovo il bersaglio con un titolo non certo innovativo, ma migliorato in tutto rispetto al primo episodio.
Perfetta, se non fosse per il v-sync e, volendo proprio essere pignoli, qualche problemino nelle collisioni.
Su PS2 non c’è di meglio.
9.5
Maestoso, ottimi effetti e musiche e doppiato anche in Italiano.
8.5
Divertentissimo e immediato, soffre solo la mancanza di innovazioni e la tendenza al button mashing. Ottimo mix fra combattimenti, enigmi e fasi più platform.
8
L’avventura principale dura quasi 15 ore, che è molto per un action, ma non per un videogioco in generale. Sono presenti, comunque, alcuni gradevoli extra.
Da amante degli action più tecnici (Devil May Cry, Ninja Gaiden, God Hand) non ho potuto fare a meno di notare che GoWII ha un approcio più semplicistico al genere risultando, sotto quest'aspetto, (cioè il Battle System) inferiore; tuttavia molti elementi rendono questo gioco non un semplice action, bensì un'avventura, e, sotto questo punto di vista, Kratos centra di nuovo il bersaglio con un titolo non certo innovativo, ma migliorato in tutto rispetto al primo episodio.