Jak and Daxter: The Lost Frontier

L'ultima avventura di Jak non brilla come le precedenti, ma è un must per i fan.
Scritto da il 24 gennaio 2010
Jak and Daxter: The Lost Frontier Recensione

Un’anteprima, datata 9 Novembre esprimeva già i dubbi della redazione in merito alla qualità effettiva del lavoro di High Impact Games; dubbi che, purtroppo, diventano conferme in sede di recensione: l’ultima iterazione della saga non è all’altezza degli antichi fasti, pur risultando comunque un gioco gradevole, che siamo prontissimi a sviscerare nel dettaglio.


Eco, amato Eco

Ancora una volta, vuoi per la trama, vuoi per il gameplay, l’Eco svolgerà un ruolo di primaria importanza: sotto il primo profilo, esso costituisce lo scopo di quest’ultimo viaggio; Jak, Daxter e Keira sono alla ricerca di nuove fonti di Eco per salvare il mondo un’altra volta, ma, come è ovvio, non tutto filerà liscio… Le vicende sono interessanti e, grazie anche a ottime cut-scene, costituiscono un gradevolissimo intermezzo fra una missione all’altra, ritagliandosi uno spazio ben commisurato al genere di appartenenza del gioco, come già Naughty Dog aveva insegnato, a partire almeno da Jak II.

Sotto il secondo profilo invece, quelli di High Impact Games si sono trovati dinanzi a una bella gatta da pelare: se, da un lato, non era opportuno riproporre Dark/Light Jak, dall’altro non si poteva lasciare un “buco” nel gameplay causato dall’assenza di questi elementi. La soluzione è duplice:

  1. Jak non si trasforma più, ma ha a disposizione nuovi poteri donati dai Precursor (come lo scudo o lo scontatissimo tempo rallentato) e utilizza l’Eco Oscuro raccolto per potenziare, grazie all’aiuto di Keira, in grado di convertire l’Eco, le proprie abilità, suddivise in quattro categorie corrispondenti ai quattro colori originari dell’Eco: le abilità “Eco Rosso” riguardano la forza fisica, quelle “Eco Verde” la salute, quelle “Eco Blu” e “Eco Giallo” conferiscono diversi piccoli power up. Sistema non originalissimo, ma molto efficace nella personalizzazione;
  2. A questo giro, sarà Daxter a trasformarsi: queste particolari fasi di gioco, che servono a dare maggiore varietà, sono in realtà poco riuscite, sia in merito al design di Dark Daxter, sia in merito al gameplay. Trattasi di sequenze d’azione votate al più becero button mashing e condite da semplici enigmi basati sulla pressione di alcuni bottoni.

Prospettive scomode

Fortunatamente, però, le fasi con Dark Daxter non sono molte, anzi, sono solo un diversivo tra le varie missioni, e queste funzionano ancora bene grazie a una formula originale (o meglio, originaria siccome sempre quella è da Jak II) che mischia azione- che si tratti di menare le mani, o di usare le armi- e fasi platform. Queste ultime, tuttavia, sono afflitte da telecamere mal regolate, come succede in buona parte dei giochi di questo genere su PSP. Questo difetto era già stato segnalato in fase di anteprima, ed è sicuramente rimasto; fortunatamente, però, grazie alla presenza dell’analogico destro in luogo dei dorsali utilizzati sul portatile Sony, è possibile aggiustare la visuale- non senza qualche difficoltà- ma in modo abbastanza efficiente, seppur questo rappresenti comunque un deciso passo indietro per la serie. Altra pecca sono le armi, non tanto perché sono solo quattro come al solito, ma perché sono sempre le stesse: certo, vi troverete subito a vostro agio con l’arsenale, però forse avreste gradito qualche aggiunta (almeno, se sono sempre quelle, perché Jak non se le porta dietro? Cioè, parte in missione disarmato? Mah…, NdR). Quantomeno, presentano molti upgrade (aumento di munizioni, capacità di fuoco, miglioramento della ripetizione) sparsi in forzieri per i vari livelli: un buon motivo, assieme alla ricerca dei globi Precursor, per esplorare attentamente le aree di gioco, riflettendo sempre sui possibili usi dei diversi poteri.


Dogfight

L’ultima “faccia” del gameplay è costituita dall’aggiunta delle sezioni aeree, inedite nella saga. Nel corso dell’avventura, Jak avrà a disposizione cinque velivoli in totale, ampiamente personalizzabili in armamentario e altre caratteristiche, dimostrando continuità con le scelte in merito alla customizzazione delle abilità di cui abbiamo testè parlato. Pad alla mano, volare si rivela abbastanza divertente, nonostante una scarsa sensazione di velocità e controlli un po’ pigri; Daxter, in questo caso, giocherà un ruolo attivo: potrete infatti scagliare contro gli avversari l’Ottsel (dall’Inglese “otter” = ”lontra” + “weasel” = ”donnola”, “furetto”), il quale si produrrà in vere e proprie azioni di sabotaggio tramite gli ormai abusati QTE (Quick Time Events), permettendovi anche di guadagnare nuovi pezzi per il vostro aereo. Sceglietelo bene fra quelli disponibili, e equipaggiatelo con attenzione, perché alcune dogfight nella seconda parte del gioco potrebbero rivelarsi inutilmente impegnative, se affrontate senza la giusta preparazione.

Quanti di voi stiano già inneggiando alla grande ventata d’aria fresca che le sezioni di volo dovrebbero comportare, devono comunque tener conto del fatto che esse sostituiscono semplicemente quelle di guida, qui assenti. D’altronde, senza il free roaming dei capitoli secondo e terzo, che avevano città e vaste estensioni di territorio a disposizione, la struttura si è leggermente linearizzata: ora Jak si reca con il suo velivolo nel luogo della missione, la svolge e torna all’aeronave principale, dove spesso avrà luogo una scena di intermezzo per lo svolgimento della trama. Questi piccoli spostamenti in aereo daranno frequentemente luogo ad imprevisti, come attacchi/ assedi da parte della corazzata del cattivone, scatenando le battaglie.

Constatazioni di rito

Prima di lasciarvi al verdetto finale, è giusto spendere le solite due parole su elementi importanti ancora non considerati. Partiamo dal lato tecnico: il gioco, lo sapete ormai, è un porting da PSP, quindi sicuramente non al top delle capacità di PS2. Peccato però che, anche per la PSP , il lavoro svolto non sfrutti pienamente le potenzialità della console, come, ad esempio, God of War: Chains of Olympus o anche il precedente Daxter. Il comparto grafico, dunque, non è eccellente, ma neanche pessimo, e trova i suoi punti di forza nei modelli poligonali e nelle cut-scene, le quali soffrono solo del cambio di doppiatori per quanto riguarda Jak e Keira, mentre è penalizzato da ambienti un po’ ripetitivi e spogli, quest’ultimo difetto condiviso pure dal sonoro. A migliorare la situazione ci pensa una colonna sonora adeguata e in linea con la serie e il solito Daxter, adorabile/ detestabile - come è giusto che sia - a seconda delle vostre inclinazioni (ma suppongo che la maggior parte di voi lo ami! ndr).

La longevità è in linea con la maggior parte degli action/adventure/platform: 8 ore vi saranno sufficienti per vedere i titoli di coda, ma potreste spenderne qualcuna in più alla ricerca dei Globi Precursor, i quali sbloccano i soliti simpatici trucchi, svolgendo incarichi secondari o smanettando con la personalizzazione dei velivoli. Assente qualsiasi modalità multiplayer, anche se forse le dogfight ne avrebbero beneficiato. Tirando le somme, Jak & Daxter: The Lost Frontier vede il ritorno (oltre che di Daxter nel titolo, ingiustamente estromesso nel secondo e nel terzo episodio) di una coppia che ha fatto la storia di PS2 e che molti , senza nulla togliere ovviamente alla maestosità di Uncharted, sia chiaro, aspettavano anche nella nuova generazione. Purtroppo, questi ultimi devono accontentarsi del canto del cigno di PS2 per giocare ancora nei panni di Jak, che purtroppo non è in forma smagliante, ma che, tutto sommato, si conserva discretamente.

COMMENTO
Fresco fresco della mia giocata a Daxter, ho accettato con piacere di recensire l’ultimo nato della saga, anche se non mi aspettavo un titolone: proprio così è stato, infatti. Come avrete già intuito dalla recensione, il gioco è abbastanza sollazzante, ma non mi ha convinto sotto alcuni aspetti, in parte prevedibili- grafica, telecamere, ecc. vista la derivazione da PSP- in parte un po’ meno, come il cambio di doppiaggio e di look di Jak e Keira, che ho trovato di gran lunga preferibili negli episodi Naughty Dog. I fan di vecchia data, però, possono tranquillamente apprezzare anche questo capitolo.
GRAFICA:7Porting da PSP e si vede. Inoltre, anche sulla console natia non è al top del top (pur essendo un buon prodotto). Insomma, peggio dei vecchi episodi su PS2, ma peggio pure di Daxter.
SONORO:7Salta subito all’orecchio il cambio di doppiatori di Jak e Keira, scelta piuttosto infelice. Almeno Daxter è sempre lo stesso, per fortuna! Musiche nella media e effetti sonori scarsucci.
GIOCABILITà:7.5Sostanzialmente, ripropone quanto già visto nei giochi per PS2, con alcune aggiunte, non tutte riuscite ( Dark Daxter), e alcune perdite. Telecamera decisamente migliorabile.
LONGEVITà:7.5L’avventura dura 8 ore o poco più. L’aggiunta di extra -i soliti globi Precursor e qualche missioncina- non è di sicuro corposa.
VOTO FINALE7
PRO:- torna il dinamico duo
- abbastanza varietà, seppur senza originalità
- personalizzazione di mezzi e personaggio
CONTRO:- telecamere insoddisfacenti
- Dark Daxter dimenticabile
- non aggiunge molto alla saga, anzi…
Ratchet & Clank: A spasso nel tempoA differenza di Naughty Dog, Insomniac non ha (ancora?) abbandonato i suoi beniamini, e si vede. Anche questa volta, il divertimento è assicurato. Sempre su PS3, sono presenti altri due episodi, “Armi di Distruzione” e “Alla Ricerca del Tesoro”.
Banjo e Kazooie: Nuts and BoltsUn’ altra coppia platform, un’ altra grande saga. Dopo i primi due episodi su Nintendo 64, Banjo e Kazooie si spostano su X-Box 360, dal momento che Rare è ormai da tempo nelle file di Microsoft. Nuove meccaniche di gioco, ma esperimento riuscito!
SCHEDAGIOCO
Cover Jak and Daxter: Una Sfida Senza Confini

Jak and Daxter: Una Sfida Senza Confini

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Jak and Daxter: The Lost Frontier2010-01-24 10:50:20http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-2/jak-and-daxter-the-lost-frontier/L'ultima avventura di Jak non brilla come le precedenti, ma è un must per i fan.1020525VGNetwork.it