Shin Megami Tensei: Persona 4

Il capolavoro di Atlus arriva in Europa. Un capolavoro che diverte e commuove.
Scritto da Vincenzo "Vinz" Petrassiil 09 aprile 2009
Shin Megami Tensei: Persona 4 Recensione
Aprile 2011. Una tranquilla località rurale viene sconvolta da brutali omicidi. Una strana leggenda metropolitana comincia a circolare tra i giovani e il destino di diversi ragazzi sta per essere segnato da una serie di eventi che li porterà a conoscere se stessi, a combattere le proprie debolezze e accettarle.Persona 4, il nuovo capolavoro di Atlus, arriva finalmente in Europa e, dopo aver fatto impazzire i nostri amici d’oltreoceano, tocca ora a noi “vivere” una delle esperienze più intense e toccanti che possano capitare ad un appassionato del genere Jrpg e possessore di una playstation 2 .Dopo la novità portata con Persona 3, risultata vincente, la Atlus riprende lo schema precedente potenziandolo ulteriormente, regalando al suo pubblico un prodotto dalla formula collaudata e opportunamente rivisitata.Infatti, Persona 3 presentò l’interessante connubio di Dungeon Crawling e simulatore di appuntamento che permetteva di gestire rapporti con diversi compagni del party o della scuola frequentata dal protagonista e di combattere in dungeon nelle apposite sessioni.Il risultato è un grandissimo passo avanti, che fa della caratterizzazione dei personaggi e della trama in generale uno dei suoi punti di forza, classificandosi come uno dei prodotti migliori della storia Playstation 2 e del gioco di ruolo giapponese.

Welcome to the limousine

Un’automobile sfreccia diritta per la sua strada verso una destinazione sconosciuta, percorrendo un sentiero pieno di nebbia che impossibilità la visibilità. D’un tratto la scena si sposta all’interno, dove una donna fa da compagnia a una misteriosa figura che sembra attendere qualcuno e, d’un tratto, sentiamo dirci:
“Welcome to the velvet room!”
L’anziano signore ci da il benvenuto nella sua “dimora”. Il suo nome è Igor ed è felice di accogliere un invitato dal destino intrigante. Gentilmente c’è chiesto il nostro nome e, a quanto pare, Igor pare poter prevedere il futuro e predice il nostro.Dopo aver posizionato le carte come in un gioco di prestigio, l’indovino scopre dapprima la carta della torre che predice che un imminente catastrofe sta per accadere e la carta della luna informa che un grande mistero sta per presentarsi dinanzi a noi. L’anno che verrà sarà un punto importante della nostra vita e, se il mistero rimarrà irrisolto, il nostro futuro sarà perso per sempre. Il suo compito e quello della sua assistente, Margaret, è dare assistenza ai suoi ospiti affinché ciò non succeda. Dopo ciò, la scena si chiude per dare inizio alla storia.
 

 

E voi riuscireste a fidarvi di uno simile?


New days

Il treno percorre la sua strada, dal finestrino vediamo scorrere via i paesaggi e, con essi, i nostri ricordi. Riecheggiano gli ultimi momenti tra amici e cari, mentre il nostro protagonista, dall’aria matura e lo sguardo di ghiaccio, si prepara a lasciare la grande città per trasferirsi nella piccola cittadina giapponese di Inaba. Nel durante, le televisioni intrattengono le genti con gossip e pubblicità e, quando stiamo per raggiungere la destinazione, strane visioni ci turbano e la figura di Igor continua a tormentarci.Dall’altra parte un uomo e sua figlia aspettano l’arrivo di qualcuno e, giunta la fatidica ora, si preparano per accoglierlo.Il treno è appena arrivato, nostro zio, Ryotaro Dojima, il più giovane dei fratelli di nostra madre, ci da il benvenuto insieme alla figlioletta Nanako. La nostra permanenza durerà un anno, poiché i nostri genitori si son trasferiti per affari lavorativi oltre l’oceano, e il giorno successivo ci trasferiamo nella nuova scuola.Frequentiamo il secondo anno di scuola superiore, presso la Yosogami High school, e al nostro arrivo riceviamo l’accoglienza di tutti i nostri compagni; in particolare da Yosuke, un ragazzo dall’aria allegra e strampalata, e le due ragazze Chie e Yukiko, la prima un amante delle arti marziali e la seconda timida e riservata.L’atmosfera goliardica, risaltata da elementi come chiacchiere tra scolari e un professore di filosofia pazzo e sboccato (amerete totalmente il prof. Marooka! ndrVinz), e tranquilla dei primi momenti fa da prologo a tutto il gioco e ricrea un atmosfera studentesca ben realizzata.

Il nostro arrivo alla nostra scuola. Cosa ci aspetta?

 

 La prima reazione dei nostri compagni, ma..ma.. Yosuke così segue le lezioni?

Quando tutto sembra andare nel migliore dei modi, tutta la calma iniziale è sconvolta, in un giorndo di fitta nebbia, da un terribile omicidio. La profezia di Igor prende forma; la vittima sembra essere una giovane VIP, di nome Mayumi Yamano, la quale è ritrovata appesa a un’antenna, uccisa in circostanze misteriose. La brutalità dell’assassinio traumatizza l’intera città e, mentre la polizia comincia le indagini (in cui è coinvolto lo zio poiché detective), tra gli studenti comincia a circolare una strana leggenda metropolitana, secondo la quale nella mezzanotte dei giorni di pioggia un misterioso canale visualizza individui e sembra che la Yamano sia stata mostrata. Nel pieno dello sgomento una seconda vittima è uccisa nei giorni seguenti e, stavolta, si tratta di Saki Konishi, amica di Yosuke, la quale assistette al ritrovamento del cadavere e, anch’essa, pare sia comparsa nella misteriosa trasmissione.Che cosa lega tutto ciò? Qual è il segreto dietro il misterioso canale?Quasi per caso, il nostro protagonista scopre di possedere l’abilità di entrare all’interno della televisione e riesce a infilarsi per intero, insieme a Yosuke e Chie, tramite un grosso televisore esposto al reparto d’elettronica di Junes, di proprietà di Yosuke, durante uno sfortunato “incidente”. Questo incidente segna il passaggio fondamentale in tutta la storia.

Backside of the TV

Eccoci nel punto focale del gioco, l’entrata nel “TV World”. Il luogo, che ricorda una sorta di palcoscenico, è pieno di nebbia che rende difficile la visibilità e dopo aver girovagato abbastanza, incontriamo una presenza molto particolare, Teddie. Il buffo personaggio, il quale sembra essere un enorme pupazzo dalle fattezze di orsacchiotto, è l’unico abitante del TV World. Ci spiega che le due vittime sono state spinte nel suo mondo e poi uccise dalle Shadows, particolari demoni che rappresentano le debolezze represse delle persone che emergono quando nel mondo reale è presente la nebbia.Cosa spinge a compiere questi omicidi? Chi c’è dietro tutto questo? La caccia alla soluzione è appena iniziata!
 

Dopo l'arrivo, un po' "rocambolesco" nel TV World, Chie si guarda attorno attonita.

Infatti, nel momento in cui i nostri protagonisti sembrano aver trovato una pista verso la soluzione, a dispetto delle forze dell’ordine esenti da indizi, Yosuke vuole sapere la verità e decide di rientrare nel TV World, insieme al nostro protagonista, per scoprire cosa c’è dietro l’assassinio dell’amica Saki. Qui Teddie ci risaluta e ci equipaggia con delle lenti che filtrano la nebbia, permettendo di vedere il sentiero in modo chiaro.

Esso, dopo, ci guida verso il luogo dove ha avvertito la presenza di Saki e, a nostra sorpresa, si tratta di una riproduzione del distretto commerciale della città. L’azione piena di mistero diventa frenetica, sul posto delle shadow sembrano avvertire la nostra presenza e son pronte ad attaccarci.È un momento di paura, siamo soli e non sappiamo come difenderci, ma una strana voce ci sussurra di aprire gli occhi e di richiamare ciò che abbiamo dentro. Nelle nostre mani compare una carta, sentiamo un enorme potere provenire da essa…
<<..per..so…na…>>
Il nostro persona è comparso. Izanagi, in tutta la sua potenza, è pronto per darci appoggio in battaglia.

Borderline of Madness

Eccoci alle prese con la prima battaglia di gioco, che rappresenta una sorta di tutorial, in cui è lo stesso Teddie a guidarci. I nemici hanno delle debolezze, le quali li rendono vulnerabili e facili da sistemare. Richiamiamo il potere di Izanagi durante lo scontro per batterle e, in seguito, addentriamoci dentro il negozio appartenente alla famiglia di Saki.Qui Yosuke si ritrova faccia a faccia con la realtà: i veri sentimenti di Saki nei suoi confronti, ben diversi da come si aspettava, lo turbano e, allo stesso tempo, affronta la sua ombra, incarnazione delle sue debolezze. In un momento di rifiuto, l’oscura copia, prende il controllo di se stessa, divenendo il primo boss di gioco da battere. Dopo l’estenuante combattimento scopriamo di aver aiutato Yosuke nell’accettare il suo lato nascosto, consentendogli di ottenere il suo persona, Jiraya. Adesso Yosuke è un membro del party a tutti gli effetti e potrà dare il suo contributo in battaglia, soprattutto ora che ce ne sarà bisogno…

La Shadow di Yosuke sembra davvero un osso duro, ma i tuoni di Izanagi lo faranno calmare!

Sfortunatamente, la nostra compagna Yukiko compare sul Midnight Channel la successiva notte di pioggia e, assillati da una Chie preoccupatissima e dalla paura per la sua incolumità, ci addentriamo di nuovo nel TV World, pronti a salvare la ragazza e affrontare il primo Dungeon di gioco, il Yukiko Castle.

Long Way

Da questo punto in avanti entriamo nel vivo del gioco. Per salvare Yukiko, e tutti coloro che vengono intrappolati al’interno del TV World, dobbiamo percorrere tutto il suo dungeon percorrendo i diversi piani che lo compongono.L’esplorazione di Persona 4 si differenzia dal terzo. Infatti, non è presente un solo dungeon per tutto il gioco, ma molti di più che caratterizzano i personaggi cui sono legati. Questi sono suddivisi in diversi piani da percorrere e hanno una struttura labirintica in cui si distinguono porte che conducono a stanze contenenti tesori o altre vie.La componente esplorativa di persona 4 si propone semplice e immediata. Controlliamo il protagonista, che è seguito dai compagni, tramite la levetta analogica e interagiamo ove necessario con il tasto X. In alto a destra è presente un radar che mostra il sentiero fin ora percorso e la presenza di nemici nelle vicinanze. Inoltre, l’interazione è anche bassa e si agisce solo su porte o zone in cui si cambia l’area.In fondo, lo scopo è solo seguire il percorso e talvolta fermarsi a combattere i boss minori. Infatti, per procedere nell’esplorazione si è obbligati a procurarsi la chiave che apra la porta desiderata; questa si ottiene combattendo i boss secondari del dungeon.In tutto sono presenti circa dieci piani per ogni dungeon, alla fine dei quali è presente la camera del boss preceduta da un punto di salvataggio.In caso si debba abbandonare il dungeon per bisogno di salvare la partita o diminuzione di HP ed MP è consentito usare oggetti consumabili chiamati Go-H che ci riportano all’entrata, oppure rifare tutta la strada in senso contrario. Differentemente da Persona 3, la salute dei protagonisti non viene ripristinata, ma bisogna ricorrere unicamente a oggetti di recupero o l’aiuto di un “personaggio” secondario che richiederà ingenti somme di denaro. Quando bisogna rientrare nel dungeon si può ritornare all’ultimo piano raggiunto o ricominciare dal primo.

Eccoci all'entrata del TV World: Da qui decidiamo il da farsi.

Per esigenze di trama, i dungeon vanno affrontati e terminati prima dei giorni di pioggia prolungati (due giorni di pioggia cui sussegue la nebbia), i quali avvengono circa dopo due settimane dall’apparizione del luogo. In caso non si riesce a terminarli, il gioco finisce in Game Over e si deve riprendere dall’ultimo salvataggio. In questi giorni bisogna saper gestire il tempo a disposizione tra relazioni con altri personaggi da mandare avanti e dungeon crawling. Fortunatamente, i dungeon di gioco non richiedono molto tempo per essere completati e si possono sbrigare in circa tre o quattro giorni, avendo così il resto del mese, fino all’evento successivo, a propria disposizione.Le sostanziali differenze nell’esplorazione con il terzo episodio sono molto evidenti e citiamo, in primis, la rimozione del fattore stanchezza. I personaggi potevano affaticarsi per i colpi ricevuti o per i combattimenti sostenuti, obbligandoci ad abbandonare l’area per quel giorno. Inoltre, l’esplorazione era possibile durante la sera, mentre qui occupa il tempo da dedicare alle faccende extra scolastiche (il pomeriggio insomma), le condizioni climatiche determinano lo svolgersi degli eventi, e la sera il nostro protagonista è stanco per studiare, leggere libri o fare lavori. Aggiungiamo che, purtroppo, il quarto episodio ha in comune col terzo anche una certa difficoltà nella gestione della telecamera che, talvolta, non permette di centrare perfettamente l’obiettivo di turno ma, dopo ore di gioco, comincia a dare meno fastidio, ma rimane sempre d’impiccio.
 

Una rappresentazione di Inaba con la lista delle locazioni accessibili. è la nostra world map!

Dunque, possiamo ammettere che è la semplicità a fare qui da padrona, ma non neghiamo che avremmo desiderato la presenza di enigmi complessi, una gestione della telecamera riveduta e un’interazione maggiore.D’altra parte il gameplay conta un altro elemento fondamentale…

I’ll Face Myself

Le battaglie di persona 4 occupano gran parte dell’esperienza di gioco e riguardano l’uso dei persona. Innanzitutto, informiamo che il gioco permette, ad inizio partita, di scegliere un livello di difficoltà tra facile, normale e difficile (noi raccomandiamo il normal che propone un livello di sfida ben bilanciato), il quale va ad influire sulla potenza dei mostri nemici negli scontri.Gli scontri avvengono dopo il contatto con i nemici disposti nei vari dungeon. Questi hanno la tendenza a rincorrere l’avatar del protagonista che può colpire la shadow con la sua spada, in modo tale da fermarne l’iniziativa oppure ottenerla se si centra alle spalle.Il BS impiegato è a turni rigidi, con a destra gli avatar dei componenti del party dove sono riportate le informazioni su HP, MP e status anomali.Il cambiamento fondamentale rispetto al terzo sta nel fatto che ora gli altri personaggi sono gestibili. Prima era il solo protagonista a essere controllato dal giocatore, mentre adesso tutti i membri del party possono ricevere ordini scegliendo l’ultima opzione del menù “tactics”.La parte del leone è giocata dal dover trovare le debolezze, le resistenze dei nemici e gli attacchi che possono riflettere contro. La maggior parte degli avversari ha debolezze nei confronti di differenti elementi.
 

Ecco qui il nemico inquadrato con la lista delle sue deboleze (Wk), resistenze (Str) e elementi che può rifletere (Rpl).

Se l’avversario è debole all’elemento tuono questo si accascerà al suolo fornendo dopo il colpo e, quando tutti gli avversari sono atterrati, si può effettuare un attacco di mischia che coinvolge tutti i membri del party e aiuta a terminare velocemente le battaglie, ed è rappresentato da un umoristica rissa con tanto di effetto polverone e onomatopeico (in caso l’avversario sopravvive o resiste agli attacchi fisici, i protagonisti vengono sbattuti fuori dal polverone).Quando una debolezza viene centrata si guadagna un turno extra per il combattente che ha attaccato e ciò consente di fare attacchi a catena contro più avversari per metterli tutti ko, oppure stordirli. Infatti, lo status “dizzy”, ottenibili centrando due volte la debolezza, fa perdere il turno successivo, mentre il normale atterramento è annullato immediatamente.Nemici a parte, anche i personaggi del party soffrono di debolezze e giovano di resistenze. Nei casi in cui il nemico o boss di turno sta per lanciare un attacco nocivo a uno specifico membro del party, bisogna usare il comando difesa, “guard”, che impedisce alla debolezza di avere effetto.Parlando di boss di fine dungeon, questi offrono talvolta una buona sfida, ma hanno il pessimo vizio di durare troppo, anche venti-trenta minuti!

Yukiko ha richiamato il suo persona per centrare una debolezza nemica!

L'attacco di massa contro gli avversari atterrati è pronto!

Ecco un attacco elementale infuocato.

Da notare la buona realizzazione.

Yukiko ci incita a finire gli avversari atterrati.

L’uso delle magie e attacchi speciali è affidato ai persona. Questi “spiriti” crescono insieme ai protagonisti, determinandone le statistiche e le abilità speciali. Infatti, avanzando di livello, i vari persona acquisiscono nuove magie e attacchi speciali che vanno dalla proprietà elementale all’aumento di parametri fondamentali o annullamento di supporti. Ogni spirito ha otto slot da riempire e, quando si supera il numero massimo, tocca decidere se dimenticarne uno oppure rinunciare all’apprendimento della nuova abilità.Dopotutto, il battle system di Persona 4 è una riproposizione del precedente, ma accogliamo volentieri la possibilità di poter controllare tutti i membri del party, i quali possono usare anche tattiche predefinite, ma si consiglia caldamente di controllarli turno per turno.

The poem of everyone’s soul

Come si è già detto prima, I persona determinano l’uso di abilità e statistiche. Ogni personaggio ha un proprio persona, ma il protagonista è capace di averne in numero diverso e possiede la capacità di farli combinare con loro.Alla fine delle battaglie compare talvolta un minigioco, detto Shuffle Time, nel quale tre tipi di carte sono mostrate per essere pescate dal giocatore in diverso modo. Queste possono roteare continuamente, essere disposte in stile “memory”, oppure come una slot machine in cui tener conto degli allineamenti proposti.I tre tipi di carte si suddividono in carte persona, che contengono lo spirito che può interessare, carte vuote che non causano effetti negativi, o carte nulle che eliminano esperienza e soldi guadagnati. Dopo la pesca un’ulteriore opzione viene proposta: le carte Arcana compaiono in ordine variabile e possono causare stati benefici o penalità, come la diminuzione delle ombre potenti oppure la presenza di mostri all’interno dei forzieri.

Il persona di Yosuke, Jiraya è avanzato di livello.

Alla fine dello scontro abbiamo ottenuto, con il Time Shuffle, un nuovo persona.

Salendo di livello, aumenta il numero di carte che si possono avere nel proprio deck. Durante le battaglie il protagonista è in grado di cambiare un persona a turno, in modo tale da usare magie elementali o di supporto utili alla situazione, tenendo conto che le sue statistiche cambiano in relazione al persona equipaggiato.Per quanto riguarda la creazione dei nuovi persona, bisogna accedere alla Velvet Room ove Igor ci aspetta per darci il suo aiuto. Egli è capace di incrociare gruppi di persona di due o tre (successivamente fino a sei!) mentre Margaret tiene aggiornato il compendio col numero di persona fin ora sbloccati (ne esistono moltissimi), che può essere usato per rievocare un persona precedentemente posseduto da utilizzare in fusioni dove è necessario. Il costo per la rievocazione dei persona può sembrare elevato agli inizi, ma sbloccandone sempre di più si ottengono bonus sconto su di essi.Inoltre, la fusione dei persona va a creare esemplari più potenti, i quali hanno un livello sempre maggiore o minore (in fondo dipende dallo stato dei persona fusi) e noi possiamo crearne solo di livello pari al nostro.Infine, la creazione dei persona trova contatto con quella che è l’altra “faccia” del gioco…

Signs of love

Nominammo un altro aspetto che caratterizza in modo fondamentale l’opera di Atlus. Se da una parte il percorrere i dungeon e combattere i boss lo rende uno dei più comuni JRPG, dall’altra il relazionarsi con altri personaggi e gestire socialità, con diversi benefici, immette nel gioco una sprizzata di simulatore di appuntamento che lo fa distinguere da altri esponenti.Come in persona 3, il gioco offre la gestione dei social links con altri personaggi di gioco, che vanno dai propri compagni di squadra a quelli di scuola o dei lavori part time.Atlus ha cercato di costruire un’atmosfera convincente e in questo comparto c’è riuscita benissimo. Ogni personaggio di gioco vanta una propria caratterizzazione, una propria storia da seguire e commentare. Vedere i propri amici crescere interiormente aumenta esponenzialmente l’enfasi della storia e, pur non influendo in modo particolare sul plot principale, aiuta ad affezionarsi a tutte le figure presenti. In particolar modo rimangono impressi personaggi come Yosuke, in preda all’odio/amore verso la città in cui si trasferì (proprio come noi) e i rimorsi per la perdita dell’amica uccisa; Yukiko che vive nell’oppressione familiare che la vede come successiva proprietaria della lodata locanda della città, facendola sentire incatenata ad una tradizione a cui non può sottrarsi; Kanji che vive tra i dubbi personali e la sua sessualità dagli strani orizzonti o, ancora meglio, la famiglia Dojima a cui il nostro protagonista si lega inizia gioco, aiutando padre e figlia a capirsi e essere accettato nella famiglia tramite una serie di eventi ottimamente costruiti.

Tra i social link interessanti spicca quello con questa strana volpe che ci cura, dietro onerosi pagamenti, nei dungeons.

La grande novità rispetto il precedente Persona sta nei benefici dei Social Link dei personaggi del party. I compagni di squadra imparano abilità secondarie fondamentali: il nostro compagno si beccherà un attacco mortale per noi, effettua mosse speciali, sopravvive ad un colpo fatale oppure aiuta gli altri a rialzarsi se atterrati. Ciò è molto utile in diverse battaglie e si rivela un’aggiunta molto utile

Il corrente stato del social Link con Chie.
Una vista generale dei SocialLink in corso.
Oltre ciò, viene rivisitato anche il concetto di “romance” con i personaggi femminili. Infatti, mente in Persona 3 le ragazze del party si legavano automaticamente al protagonista una volta raggiunto il decimo livello di Social Rank, adesso viene permesso di effettuare diverse scelte che determinano se queste si innamoreranno di noi oppure restano grandissime amiche legate a noi da un legame sincero e pieno di affezione.Il tutto ricrea un’atmosfera romantica, molto palpabile e, sebbene non tocchi molto la trama e riguardi solo alcuni avvenimenti particolari, risulta molto bello e, quasi, toccante (i momenti con Yukiko li ho personalmente adorati ndr Vinz) portando il livello di enfasi ad alti livelli. Un piccolo contro può essere che il gioco propone di potersi legare romanticamente a tutte le ragazze con cui raggiungiamo il massimo SR, ma essendo una cosa soggettiva sta a voi decidere a quante legarvi e come “immaginare” tutto ciò che ne consegue (avvisiamo che frequentare una ragazza legata al protagonista non porta a nessun aumento di SC e bisogna piuttosto concentrarsi sugli altri personaggi).Quando un nostro membro del party acquisisce il massimo Social Rank nei nostri confronti, il suo persona evolve con esso in una nuova forma ben più potente, esente pure da debolezze.

The power of the heart

Tuttavia, il principale scopo dei Social Link è legato alle differenti classi di “Arcana” che li riguardano. L’Arcana è l’insieme di classi che contraddistinguono i vari persona creabili (Magician, Sun, Star, Tower, Emperor, Pristeness, ecc.), i quali acquisiscono ammonti di esperienza extra alla loro fusione, permettendoci di averli ben potenziati da subito, risparmiandoci ore di Level Up.In definitiva, i social link di Persona 4 sono un ottimo mezzo usato per creare una atmosfera adolescenziale ben ricreata, con dei personaggi molto buoni e una crescita interiore ben marcata, che ci porta ad affezionarsi ad alcuni di essi facilmente!A volte, il distacco tra realtà e videogioco non si sente e il voler continuare a gestire la relazione con alcuni personaggi rapisce e, talvolta, distrae molto dalla componente dungeon crawler da rispettare (ricordiamo che abbiamo i giorni contati!), determinando anche il voler terminare nel migliore dei modi le romance con i personaggi femminili per cui si può provare affezione (a momenti mi son detto “ma stò impazzendo?” ndr Vinz).Dispiace solo che il gioco propone, solamente, circa un anno di tempo e non tutti i Social Links (circa venti!) si possono alzare al massimo, perciò consigliamo di concentrarsi dapprima sui membri del party del protagonista e successivamente ad amici esterni di vari club o lavori part-time.

Reach out to the truth

Persona 4 vuole mostrarci qualcosa d’importante. Ognuno di noi ha una debolezza, un lato che non riesce ad accettare e mostrare alla gente, un qualche problema che non si riesce a risolvere e che ci tormenta, che diventa come un’ombra che perseguita, che anche con la più fioca luce riesce a seguirci ed essere vista come per ricordarci che essa c’è e che non possiamo fare nulla per liberarcene.Persona 4 è come une metafora in alcuni momenti, sia negli avvenimenti della trama e sia nelle varie relazioni con i personaggi. Al di là dei semplici poligoni e dei filmati anime nasconde un aura di mistero che strizza l’occhio alle produzioni thriller, con una tinta di noir, e una vivacità che pochi altri videogiochi sono capaci di trasmettere.Una leggenda metropolitana si rivela essere terribile realtà: i nostri amici e compagni di scuola rischiano la vita e tocca a noi salvarli, aiutarli ad accettare le loro paure, le debolezze, regalando alcuni momenti toccanti, ottimamente realizzati. Il gioco va a ricreare sapientemente l’atmosfera adolescenziale giapponese, all’interno di un paesaggio urbano rurale e lontano dal caos cittadino (come Shenmue che si ambientava in Yokosuka e Dobuita), dove rumor come questi sono all’ordine del giorno, ma lo scoprire che tutto è vero e che porta a tragiche conseguenze fa scaturire qualcosa di più profondo. Proprio con questo semplice intermediario, Atlus, è riuscita a creare un’opera curata nei particolari che partendo da basi semplici arriva a stupire per i colpi di scena e i vari temi che affronta.Molta cura è dedicata ai personaggi che rimangono nel cuore del giocatore. Non si può fare a meno di citare lo Zio Dojima e la cuginetta, che si aiutano nel comprendersi e legarsi con sincero affetto; o Yosuke che nella sua stramberia risulta una personalità profonda; Yukiko che nella sua timidezza e raffinatezza racchiude uno spirito libero che vuole andare contro i limiti imposti per farsi valere e Kanji che non riesce a relazionarsi con gli altri per via della sua persona vista male dai più, ma mostra di possedere passioni e abilità che difficilmente si trovano in un ragazzo.Altro punto in cui Persona 4 raggiunge spettacolari vette sono i momenti “commedia” che ruotano attorno a tutti i protagonisti della storia, che tanto ricordano commedie scolastiche come Great Teacher Onizuka (anche se un po’ alla lontana), ricreando l’atmosfera di un perfetto anime; anche perché Persona 4 è un vero anime interattivo, fatto di bellissimi personaggi e momenti goliardici memorabili.Rimangono storiche le litigate tra Yosuke e Chie, Teddie e le varie ragazze, oppure situazioni come l’avventura del campeggio della scuola, durante il quale, tra ragazze che cucinano del curry che quasi manda in ospedale il nostro Yosuke, Kanji che nelle sue indecisioni sessuali fa figure terribili con le ragazze e nelle tende, bagni nell’acqua gelida e professori dalla dubbia sanità mentale (sì, parlo sempre del Prof. Marooka! Ndr Vinz), molti dei nostri amici lettori rischiano di rovinarsi la mascella dalle risate.Anche qui possiamo notare una bella differenza col predecessore, dove l’oppressione e cupezza generale regnavano sovrane, mentre qui tutti i personaggi esprimono voglia di vivere da tutti i pori, mostrando storie più interessanti e un grado di affezione assai maggiore.

Momenti della giornata insieme alla cuginetta (che si congratula persino con noi!).

Chie e Yosuke sono impegnati in una allegra discussione (non capita tutti i giorni di ricevere spese a proprio carico...), come sottolinea Yukiko.

 

Rise ha il vizio di starci troppo attaccata...

 

Nostro zio torna a casa dopo una stressante giornata di lavoro.

 Parlando della narrazione, questa ha uno svolgimento lento, che parte con un prologo di oltre due ore e propone eventi importanti circa una volta al mese, nel quale si percorre un dungeon da completare entro tempo limite che porta ad avanzamenti della storia. Nel frattempo, il giocatore gestisce le sue relazioni e fortifica le sue statistiche: Conoscenza, Espressione, Coraggio ecc. poiché il loro livello determina diverse scelte.Infatti, si ha una libertà d’interpretazione di avvenimenti che possono modificare statistiche, oppure sono presenti azioni che richiedono un particolare punteggio per essere attuate. L’alter ego, studiando, guadagna conoscenza, frequentando i club aumenta la diligenza, leggendo particolari libri prima di dormire potenzia altri parametri e, tutto ciò fa riecheggiare molto il senso di RPG tradizionale, dove noi abbiamo la libertà di scegliere differente approccio nelle situazioni, dove i nostri parametri permettono come agire. Sebbene la libertà non sia totale o decisiva come in un Planescape: Torment, il senso di padronanza e d’interpretazione del protagonista si fa sentire, elevando la caratterizzazione del gioco ad un livello più elevato, rendendolo originale e vario (ci son Social Links che richiedono particolari livello in una statistica).Parlando del protagonista, come da tradizione della serie, questo è “muto” e siamo noi a dargli un nome e deciderne le scelte. A differenza di altri, il nostro avatar gesticola, simula comportamenti e ha doppiaggio nelle scene animate e di battaglia, ma si limita a pronunciare i nomi di persona o emettere suoni di acconsentimento a frasi altrui. Tramite questi piccoli espedienti, però, l’interpretazione risulta tangibile.Infine, la trama prevede diversi finali che si dividono tra bad endings, normal ending e true ending. Tutto è deciso in una particolare scena che il giocatore più attento riesce a individuare. In quel momento vengono presentati diversi quesiti la cui risposta determina il finale che si ottiene. Il problema non è tanto l’alto numero di finali, ma la facilità su come si possa fallire poiché, pur consentendo di ripetere la scena e ottenere il finale normale.si tratta di un alto numero di domande su cui prendere una decisione giusta e ciò porta a dover ripetere l’intera giornata piena di altri dialoghi precedenti alla scena chiave. Inoltre, il True ending, è anche arduo da ottenere, ma si rivela essere un ottimo ampliamento che da quel tocco in più che rende il finale completo qualcosa di grandioso e toccante, anche perché chiarisce tutti i dubbi riguardo la trama ma, soprattutto, lascia un certo senso di malinconia mista a misticità che non guasta mai, rendendo il tutto perfetto e appetibile (personalmente è tra i finali più meravigliosi che abbia mai vissuto ndr Vinz). In fin dei conti, il comparto narrativo di Persona 4 è da lodare poiché il capolavoro di atlus diverte, immerge in una storia fatta di ottimi protagonisti, situazioni e , persino, commuove come altri pochi videogiochi sanno fare.

How much

Ora viene spontaneo chiedersi:” e dal punto di vista grafico e tecnico com’è messo Persona 4?”“Abbastanza bene” rispondiamo noi. Rispetto al precedente episodio il gioco vanta poche implementazioni grafiche, presentando alcuni modelli riciclati e, per il resto, una buona qualità generale.Lo stile di gioco, spiccatamente anime, vanta un motore grafico 3d che anima degli ambienti ben dettagliati e arricchiti da numerosi oggetti. Si va dalla stanza del protagonista alla propria classe, oppure dal distretto commerciale di Inaba a sentiero vicino al fiume Somegawa.Le ambientazioni sono ben caratterizzate e creano l’atmosfera giapponese che si respira per la cittadina. Inoltre, il gioco vanta anche delle buone texture e modelli di oggetti 3D ben realizzati.Fuori da Inaba, o meglio, dentro il TV World, la situazione cambia radicalmente. Da una parte bisogna ricordare che, a differenza di Persona 3, il nuovo capitolo sfoggia una nuova serie di dungeon caratterizzati tutti da un proprio design che non ricade nell’estenuante ripetitività del vecchio Tartarus, dove ogni piano e texture era una fotocopia della precedente. Qui i nuovi dungeon hanno il loro stile che li contraddistingue gli uni dagli altri, ma anch’essi soffrono di riciclaggio delle differenti zone. Infatti, tutti i piani che li compongono hanno gli stessi elementi, stesse pareti e stesse porte e si salva la diversità che corre tra tutti.Dobbiamo ammettere, comunque, che alcune ambientazioni hanno uno stile davvero particolare che ben si abbina ai personaggi a cui sono legati, partendo dal castello iniziale ad un incredibile dungeon, con texture che rispecchiano lo stile dei videogiochi in grafica 16-bit, che pare proprio un omaggio ai tempi passati, con fiamme animate da pixel giganti e porte composte da mattoncini che si scompongono.Dobbiamo tener conto che lo stile è un elemento fondamentale che aiuta a sopportare la poca varietà dei singoli labirinti, ma che rappresenta il passo avanti fondamentale rispetto alla vecchia incarnazione.

 

Notiamo qui la buona cura negli effetti visivi delle battaglie.

Dal punto di vista del character design è stato svolto un buon lavoro, poichè, lo stile anime risulta molto appetibiile e, cosa curiosa,l'idea di fornire i personaggi di occhiali da vista per intravedere nella nebbia dà un certo senso di "nerd", seriamente! un piccolo colpo di genio che risalta subito all'occhio, insieme a tutto il resto che caratterizza i protagonisti molto bene.Infatti, tutti i personaggi hanno tratti particolari che li contraddistinguono, che vanno dal loro abbigliamento ad altre piccole cose come espressioni o caratteristiche fisiche. Una Yukiko raffinata si differenzia da una Chie dallo stile maschiaccio, così come Kanji, con il suo aspetto da duro,si differenzia molto da un Yosuke che rende l'idea di ragazzo strambo e precipitoso.
Parlando dei modelli 3D, i vari personaggi di gioco vantano modellazioni caratterizzate da differenti vestiti che contraddistinguono le giornate scolastiche a quelle festive, e una serie di animazioni non troppo legnose ma nemmeno ultrarealistiche. La cura nei dettagli è abbastanza buona e, specialmente in battaglia, i modelli mostrano il meglio.
Difatti, le animazioni di evocazione dei persona, caratterizzano i personaggi in modo diverso l’uno dall’altro e mostrano altre animazioni come quelle di attacco, o uso di abilità speciali, ben riuscite.Continuando, i modelli dei persona sono anche buoni, mostrando un design che raffigura divinità indiane e mostri mitologici rivisitati, così come figure demoniache e sacre stilizzate. Per il resto, sono sempre i soliti demoni tipici della serie, ma non neghiamo che danno quel tocco di caratterizzazione in più al gioco.Dopotutto, molti modelli sono ripresi da Persona 3 e il gioco generale presenta poche differenze grafiche, mantenendosi sulla buona qualità.Infine dedichiamo un’ultima nota agli effetti visivi e ai filmati anime. I primi vantano una buona cura, le magie elementali sono ben animate, insieme con altre abilità come magie di supporto e attacchi fisici. A contornare il tutto troviamo una schermata di battaglia che ricorda molto lo schermo di una televisione che ben rispecchia il mondo in cui queste si svolgono.I filmati anime, dal canto loro, meritano una lode per il design davvero riuscito e una qualità dell’animazione di cui non ci si può lamentare. Gli stessi text boxes dei dialoghi raffigurano i personaggi con diverse espressioni, le quali aiutano ad immergere meglio il giocatore nelle discussioni. I filmati ricalcano i momenti più clue della storia e, senza puntare alla spettacolarizzazione come un filmato CG del Final Fantasy di turno (non che sia un male, intendiamoci!), vanno ad aumentare l’atmosfera da anime interattivo che impregna tutta l’opera.Chiudendo il discorso grafica, affermiamo che persona 4, pur riciclando diverse shadows e riprendendo vecchi art work dei persona, sprizza stile e immerge nel suo mondo fittizio, senza eccellere ma limitandosi a compiacere.

Heartbeat, Heartbeat!

Shoji meguro, come di tradizione, sforna la sua ennesima colonna sonora impreziosita dalle sue varie influenze rock e Jpop. Con il precedente Persona, Meguro, seppe dare dimostrazione di maestria oltre alla composizione di musiche piene di soliste schitarrate, allargandosi al Jpop e Hip Hop.Anche in Persona 4, il maestro, riesce a dare una buona impressione di se, offrendo una OST che spazia tra le battle theme frenetiche, piene di percussioni e influenze dance, spaziando poi tra canzoni pop.Se da una parte il compositore non pare si sia “rinnovato” tanto nelle tracce di battaglia (per cui ha uno stile che si riconosce facilmente, ma non è un male), da un'altra non si può negare come tutto il lavoro si lega benissimo all’atmosfera di gioco e le varie ambientazioni.Vanno citati i brani cantati, come Your Affection, Signs of Love, Backside of the TV e la sigla, Pursuing my true self.In seguito nominiamo le diverse battle theme: Reach out to the truth (presente in differenti versioni) I’ll Face myself, di cui esiste anche una versione strumentale per moment particolari tra I personaggi, e The Almighty, un’ottima last battle theme che da quella carica giusta per uno scontro che non si scorda facilmente.Un po’ meno efficaci sono le BGM dei dungeons. Queste si adattano sì bene allo stile e “il tema” in essi contenuto, ma non tutte rimangono impresse. Fortunatamente ne figurano alcune davvero riuscite come Long Way, o la bellissima Heaven (forse il mio brano preferito. Ndr Vinz), presente in uno dei dungeon più belli (se non il più bello)di tutto il gioco.Per finire, rimangono altre tracce di accompagnamento ben musicate come SMILE (presente nei momenti clue dei social links), Like a Dream come True, Borderline of Madness, New Days, Specialist, A Corners of Memories e, infine, la bellissima canzone dei crediti finali: Never More.Purtroppo, il gioco contiene “solamente” una cinquantina di tracce che con l’andare avanti delle ore sembrano un poco ripetitive e la composizione di temi musicali inerenti ad altri personaggi non sarebbe stata una cattiva idea e avrebbe contribuito alla caratterizzazione di essi.Gli effetti sonori, sia dentro le battaglie sia durante l’esplorazione di città e dungeons, sono di buona fattura, niente di più. Né eccellono né fanno brutta figura, immergendo nel’ambientazione quel poco di più quanto basta. Le magie elementali sono convincenti, i colpi inferti, e altri piccoli suoni che sottolineano azioni minori, pure. Non ci lamentiamo, anche se una cura maggiore si poteva attuare.Riguardo il voice acting, l'opera presenta tutti i dialoghi delle scene riguardanti svolgimenti di trama e eventi tra personaggi ben recitati. Sebbene qualcuno possa preferire un doppiaggio giapponese in un atmosfera studentesca e di ambientazione nipponica, assicuriamo che il doppiaggio inglese di gioco non presenta pecche gravi. Qualche volta un’espressione può sembrare non recitata con l’enfasi voluta, oppure si sarebbe preferito un altro doppiatore. In fondo è una questione di gusti e, certamente, il poter selezionare l’audio giapponese avrebbe giovato ai cultori delle voci originali in anime e videogiochi, ma, in fondo, si tratta di un ottimo lavoro dove spiccano personaggi come Yosuke, Kanji, lo zio Dojima e lo scapestrato collega Adachi.Tutto sommato, il lavoro sull’audio di Persona 4 non delude, grazie ad una colonna sonora che immerge e che rispecchia perfettamente l’atmosfera anime e l’ambientazione; un campionario di effetti sonori senza infamia e senza lode (anche se i giorni di pioggia presentano uno scroscio che copre troppo il resto) e un doppiaggio ben recitato.Avremmo voluto il selettore della lingua originali e brani in più, ma il lavoro generale riesce a soddisfare lo stesso.

ZONE TIME

Quasi un anno di vita alternativa tra dungeon crawling, relazioni tra personaggi e risoluzione di misteri, porta via moltissimo tempo. Infatti, il capolavoro di Atlus può vantare una longevità superiore alle sessanta ore di gioco, cosa non rara nel genere ma elevatissima rispetto all’andazzo generale dei videogiochi odierni. Purtroppo, il gioco divide le giornate in momenti diversi nei quali la libertà del giocatore d’agire è limitata ad alcuni momenti della giornata, specialmente nell’after school. Sarebbe piaciuto compiere più delle solite due azioni giornaliere, ma tutto sarebbe stato più semplice. Inoltre, il tempo limitato porta a decidere quali Social Links gestire con priorità maggiore,oppure non si riescono ad alzare al massimo tutte le statistiche del protagonista.Continuando, il titolo presenta anche un altissimo numero di subquest che vengono assegnate da compagni di scuola e abitanti della città, i quali possono richiedere particolari oggetti ottenibili da nemici nei dungeon, recapitare oggetti e ritrovare altre persone, con ricompense che vanno dal denaro a oggetti utili.La longevità è anche impreziosita dal New Game+ che il gioco concede una volta ottenuto il True o il Normal ending, permettendo di massimizzare tutti i Social Links, terminare ogni subquest e battere boss opzionali, regalando altre sessanta ore di gioco per un titolo che, se appassiona, è capace di non stancare.

Una localizzazione che…

…potrebbe scoraggiare i più. Purtroppo, Persona 4 arriva da noi completamente in inglese, portando i poco avvezzi alla lingua shakespeariana a non invogliarsi all’acquisto.Il gioco presenta un lessico abbastanza ricco, anche più di Persona 3, e uno script davvero immenso che racchiude una grande quantità di dialoghi e descrizioni. Inoltre, i filmati d’intermezzo mancano di sottotitoli, il che compromette ancora di più la comprensione della storia per chi non ha l’orecchio per la lingua.Si potrebbe anche chiudere un occhio sulla mancata traduzione italiana, visto che la conoscenza dell’inglese almeno minima non dovrebbe essere un optional, ma la mancanza di sottotitoli durante i filmati si può considerare una pecca , però, tenendo conto che la recitazione è su alti livelli, c’è da ribadire che i dialoghi sono abbastanza esigui rispetto ad uno Xenosaga.Insomma, passi la mancata traduzione italiana, ma la mancanza di sottotitoli dei filmati può infastidire chi è più portato alla lettura che l’ascolto.


Never more

Eccoci dunque alle conclusioni. Dopo un’analisi così profonda ed esaustiva in molti vi aspetterete una qualche esaltazione, un voto molto alto ecc.In fin dei conti, Persona 4, è uno degli ultimi capolavori della generazione Playstation 2 ad arrivare qui in Europa, oltre ad essere un completo potenziamento del precedente episodio.L’atmosfera studentesca risulta molto palabile, la sensazione di “seconda vita” che il gioco fa provare, grazie all’ottima interpretazione offerta del protagonista, e i tanti elementi alla GDR lo rendono un titolo che differisce molto dal solito e che si cataloga tra i migliori esponenti di un genere che continua a stupire e, soprattuto, come eccellente titolo che chiude un ciclo di vita che sembra ormai alla fine.Persona 4 è il modo migliore per salutare il vecchio monolite nero, poiché, partendo dai suoi presupposti semplici, riesce a raggiungere picchi di enfasi e immedesimazioni altissimi. Atlus ha voluto creare un vero anime interattivo che, con i suoi momenti da commedia e intermezzi intriganti che strizzano l’occhio ai thriller, rapisce il giocatore stesso che sembra finire in un TV World simile a quello affrontabile nel gioco.A noi il titolo ha divertito ed emozionato molto, grazie soprattutto ad un cast di personaggi carismatici, una serie di relazioni ben riuscite che mostrano un evoluzione psicologica delle comparse molto marcata, con le romance che danno una “libera” interpretazione alla nostra fantasia, e il vivere una storia che sembra una metafora in grado di ispirare gli spettatori e farli rendere conto della propria persona.Il tutto è risaltato alla fine dai diversi finali, tra cui il True Ening, il cui ottenimento può essere di difficile comprensione, riesce a rendere le battute finali emozionanti, tappando ogni buco della storia, rendendo omaggio tutti i personaggi a cui ci siamo legati di più e applicando un tocco di amarezza e un certo senso di malinconia per una bellissima storia terminata.
Concludiamo dicendo che Persona 4 è un capolavoro, uno dei picchi massimi che il genere abbia mai raggiunto, spaziando tra difetti come dungeon dal design un po’ ripetitivo (ma sempre un passo avanti rispetto a prima) o la mancanza di sottotitoli nei filmati, riuscendo a regalare ore condite dal massimo divertimento e spensieratezza.
COMMENTO
Vincenzo "Vinz" Petrassi

Persona 4 è un titolo che ha superato le mie aspettative come non avrei mai immaginato. Un’opera che non me la sento di nominare come semplice “videogioco”, poiché essa trascende il termine, grazie ad una serie di eventi e personaggi che colpiscono, che commuovono e fanno ridere. Una storia dalle basi semplici che risulta molto profonda, centrano l’obiettivo che molti videogiochi tentano di raggiungere: immergere il giocatore in una vera realtà alternativa, trascinandolo in un TV World da cui è difficile staccarsi. Se siete persone romantiche, o sensibili, amerete le romance e vi lascerete trasportare totalmente in una esperienza che lascia il segno, soprattutto nell’incantevole True Ending. Il voto finale è un omaggio a queste persone, come il sottoscritto, che amano lasciarsi trascinare dalle emozioni e, in questi casi, potete anche alzare il voto finale di un mezzo voto.

GRAFICA:8Buone le ambientazioni, i modelli e i persona. peccato per qualche riciclaggio e il design dei dungeon che risultano sempre un passo avanti rispetto al precedente epsidio.
SONORO:9.5Molto buona la colonna sonora di Shoji Meguro e ottima la recitazione del doppiaggio.
GIOCABILITà:9Ottimo il bilanciamento tra Dungeon Crawling e simulazione di appuntamento, anche grazie ai livelli di difficoltà selezionabili. Ci spiace per le poche azioni compibili durantela giornata.
LONGEVITà:9.5Quasi un anno di storia da vivere con oltre sessanta ore di gioco impreziosite da subquest e New Game+ che propone boss opzionali e completamento di compendio e social links.
VOTO FINALE9.5
PRO:- Storia affascinante con ottimi personaggi
- Ottimo equilibrio nel gameplay
- Un finale completo meraviglioso…
CONTRO:- …un po’ ostico da ottenere
- Qualche brano in più non avrebbe guastato
- Mancanza di sottotitoli nei filmati
Chrono TriggerUn capolavoro del passato riproposto, dalla Square Enix, in un porting dai gustosi extra.Da non perdere!
SCHEDAGIOCO
Cover Persona 4

Persona 4

Scheda completa...
Shin Megami Tensei: Persona 42009-04-09 20:50:20http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-2/shin-megami-tensei-persona-4/Il capolavoro di Atlus arriva in Europa. Un capolavoro che diverte e commuove.1020525VGNetwork.it