Zone of The Enders: The 2nd Runner

Jehuty torna in azione in questo spettacolare seguito
Scritto da il 17 novembre 2011
Zone of The Enders: The 2nd Runner Recensione

Nel 2001, quando tutto il mondo era ancora in attesa trepidante per Metal Gear Solid 2, Konami se ne uscì con una nuova saga, destinata a un successo perlopiù di nicchia, inaugurata dal primo Zone Of The Enders per PS2, seguito a breve distanza (nello stesso anno) da uno spin-off su GBA, un OAV e una serie anime. L’ultimo esponente uscito è, appunto, Zone of The Enders 2: The 2nd Runner, risalente all’ormai lontano 2003; recentemente Hideo Kojima ha annunciato che è in fase di sviluppo un nuovo capitolo su Nintendo 3DS, scelta abbastanza strana tutto sommato. Vedremo seil gioco uscirà mai.


Nuovo protagonista, vecchio mecha

Come da tradizione per il noto game designer giapponese, le vicende narrate nei vari episodi sono minuziosamente inserite in una ricca timeline, in modo da permettere una totale immersione nella storia raccontata (chi ha giocato i vari MGS lo sa); il rischio, però, è quello di “spaventare” i neofiti che vogliano avvicinarsi alla serie, i quali potrebbero trovarsi spaesati e non sapere da dove cominciare.

Facciamo, dunque, un po’ di chiarezza: gli eventi narrati nel gioco che ci apprestiamo ad analizzare sono collegati soprattutto a quelli del capostipite, di cui costituisce un sequel, mentre l’OAV racconta degli antefatti interessanti ma non indispensabili. Il titolo per GBA, invece, è uno spin-off, e la serie anime, peraltro mai tradotta, si colloca in parte prima e in parte dopo gli eventi del primo Zone of The Enders. Ad ogni modo, il nucleo principale è costituito proprio dai due titoli per PlayStation2, che è consigliabile giocare in ordine d’uscita, dal momento che rispecchia anche l’ordine cronologico degli eventi; inoltre, torneranno diversi personaggi, tra cui Leo (protagonista nel primo episodio, ma non nel secondo), Elena e ADA, l’intelligenza artificiale del Jehuty, che sarà nuovamente il mecha da noi pilotato. Certo che se non avete voglia di procurarvi il capostipite, potete sempre accontentarvi del riassuntino disponibile tra le voci della prima schermata. Meglio che niente.

Il protagonista. Dingo Egret, è una new entry, anche se il suo background si incastra nelle vicende di BAHRAM, l’organizzazione in mano allo spietato Nohman, che, chiaramente, è il nemico giurato di Dingo oltre ad essere un folle distruttore, come spesso succede in produzioni di questo tipo. La trama, pur godendo della cura e della regia di Kojima, è (fortunatamente, direbbe qualcuno) abbastanza distante dalle infinite complicazioni della saga che ha reso famoso il game designer, ma svolge il suo compito molto bene, grazie anche a un’ottima caratterizzazione dei personaggi principali, tra i quali spicca ovviamente il protagonista, ma anche ADA, forte del ruolo importante che già aveva nella precedente avventura.


Le migliorie…

Se ad un’occhiata distratta, ZOE e ZOE2 sembrano fin troppo simili, chi li ha giocati entrambi può accorgersi dei vari cambiamenti, che costituiscono passi in avanti nella maggior parte dei casi (se non in tutti). Innanzitutto, la grafica: all’uscita del primo episodio, a molti sembrava pressoché perfetta (me compreso, ma ero piccolo…ndr), però gli osservatori più attenti, pur encomiando la realizzazione degli Orbital Frame - così si chiamano i mech in questa saga - non poterono fare a meno di notare un’eccessiva cupezza della palette cromatica e qualche texture non eccellente; ebbene, il secondo capitolo risolve questi problemi e moltiplica il numero di nemici su schermo, con minimi cali di frame rate solo nei momenti più concitati. Interessante l’uso del cel shading, affiancato a gouraud e phong shading, molto in voga in quel periodo (si pensi a Dark Cloud 2, o Dark Chronicle che dir si voglia, a Sly Raccoon e ad Auto Modellista; lo stesso Kojima ne aveva già fatto uso con Metal Gear Solid 2: Substance in alcune missioni VR); esso conferisce un look ben più anime rispetto al predecessore. Anche le nuove cut-scene raggiungono lo stesso scopo, annoverando pure veri e propri spezzoni anime, ottimamente doppiati in Inglese. Gli effetti speciali e l’illuminazione sono fuori parametro, ancor di più tenendo conto del fatto che si parla di un gioco di quasi nove anni fa.

Il tutto è ancora una volta accompagnato dall'ottimo mecha design di Yoji Shinkawa, a cui si è affiancato pure Kaneko, già apprezzato nella serie Shin Megami Tensei. La coerenza stilistica rispetto all'episodio precedente è notevole ed è ravvisabile anche nell'ottima OST, realizzata dagli stessi artisti (Kirioka, Hibino, Kakuta e Honda; manca solo Kobori, che aveva avuto un ruolo marginale).


… e le cose rimaste (quasi) invariate

La struttura del gioco ha subito delle modifiche in meglio rispetto al primo episodio: abbandonata quella per aree, in cui il giocatore poteva scegliere che zona visitare, si è scelto uno sviluppo lineare e meno dispersivo, condito da una serie di situazioni sempre diverse, in modo da non dare la sensazione di pigiare solo Quadrato senza saper né leggere né scrivere. Ci sono molte boss fights, ciascuna con la sua particolare strategia, un numero maggiore di nemici semplici, assalti, difese (per fortuna, questa volta le missioni di protezione sono solo due) e altro ancora, anche da un punto di vista di level design (evito di scendere nel dettaglio, siccome rischio solo di dilungarmi e spoilerare qualcosa, NdR). Alla Konami, insomma, non si sono risparmiati sulle idee, tanto che Zone of The Enders: The 2nd Runner è un gioco “densissimo”, anche per via della sua durata…

Nel gameplay, invece, qualcosa si è mosso, ma il battle system è rimasto pressoché invariato, nel bene e nel male. Vediamolo velocemente: con gli stick analogici si spostano Jehuty e telecamera (un po’ pigra, in realtà), con Triangolo e X l’Orbital Frame salirà e scenderà di quota, mentre con Quadrato attaccherà l’avversario e con Cerchio effettuerà una presa o utilizzerà un’arma secondaria; ai tasti dorsali sono imputati parata, scatto, switch delle armi secondarie, lock-on e colpo caricato (congiuntamente a Quadrato quest’ultimo). Rispetto al primoZone of The Enders non è cambiato nulla, se non la gestione delle armi secondarie, che ora consumano tutte la stessa barra, posta appena sotto a quella dell’energia.

La peculiarità di questo sistema consiste nel fatto che il giocatore non può decidere se il suo attacco sarà effettuato con un'arma da fuoco o con un'arma bianca: ciò dipenderà unicamente dalla distanza che si frappone fra il Jehuty e il suo avversario. Questa e altre piccole scelte possono dare l’impressione di duelli sì coreografici ed esaltanti, ma anche un po’ automatizzati, non sotto il totale controllo del giocatore. Alcuni potrebbero pensare - non a torto probabilmente - che la forma sia stata preferita alla sostanza, ma non bisogna dimenticare che l’esperienza di gioco è molto divertente a prescindere da ciò, e anche piuttosto galvanizzante. Insomma, non ce la sentiamo di bocciare la scelta di Konami.

Un video è decisamente più eloquente delle parole:

IFrame


We Want More!

Anche per essere un action, infatti, la longevità è troppo ridotta: chi scrive ha finito la prima giocata in Easy a 5 ore e 17 minuti, e la seconda (a distanza di anni) in Normal a 5 ore e 34 minuti, al lordo delle cut-scene, della durata complessiva di almeno un’ora. Kojima, dunque, ha pensato bene di inserire molti livelli di difficoltà e un buon numero di Missioni Extra, le quali non possono comunque colmare il “vuoto” lasciato dalla Storia, anzi, probabilmente vi verranno a noia in poco tempo. Si tratta, principalmente, di prove di abilità divise per categoria (uccidi tutti i nemici entro un determinato tempo, combatti utilizzando solo le prese o le armi secondarie e così via), che però tendono a ripetersi un po’ troppo, senza contare che non propongono nessun nuovo elemento, né a livello narrativo, ovviamente, né sotto il profilo di ambientazioni e nemici.

Anche per il discorso di rigiocare il titolo a difficoltà maggiori, non si tratta di una sfida particolarmente stimolante, dal momento che, conosciuta la trama, ZOE 2 perde molto del suo appeal, come tutti i videogames plot-oriented. Probabilmente è la Modalità Versus in split-screen a dare un po’ di linfa vitale in più, a patto di avere qualche amico con cui giocare, siccome scontrarsi contro la CPU stanca in fretta. Sono selezionabili molti Orbital Frame incontrati e sconfitti lungo il dipanarsi della Storia.

COMMENTO

Zone of The Enders: The 2nd Runner va giocato, a meno che non detestiate i mech dal profondo del cuore: non è perfetto ma è assolutamente avvincente, grazie alla grande spettacolarità dei combattimenti, alla molteplicità di situazioni e ad una vicenda che porta il marchio di Kojima. Peccato che duri davvero poco e che le Missioni Extra non aggiungano granchè… ma per queste cose aspettiamo con trepidazione il terzo episodio, sperando che si decidano finalmente a realizzarlo (no roba handheld, grazie!). Vediamo se la Collection smuoverà qualcosa...

GRAFICA:9Spettacolare come pochi altri all'epoca: effetti speciali come se piovesse, buona fluidità e ottimo mech design. C'è bisogno di altro?
SONORO:9Colonna sonora, effetti e doppiaggio in Inglese di qualità. Alcuni potrebbero lamentare l'assenza del Dual Audio, ma all'epoca non era assolutamente in voga.
GIOCABILITà:7.5Molto user friendly e spettacolarizzato rispetto ad altri giochi che ospitano mech, ma i controlli rimangono un po' legnosi. Buona la varietà di situazioni.
LONGEVITà:6.5Il tallone d'Achille della produzione: in sei ore si vede un po' tutto, o quasi. Gli stimoli che provengono dalle Missioni Extra non sono poi molti, mentre il multiplayer può divertire.
VOTO FINALE8
PRO:- Spettacolare come poco altro
- Migliora in tutto il primo episodio
- Combattimenti coreografici…
CONTRO:- … ma controlli un po’ legnosi
- La Storia dura fra le 5 e le 6 ore
- Le Missioni Extra aggiungono poco
Zone Of The EndersIl primo episodio, uscito anch'esso su Playstation 2.
Mobile Suit Gundam: Federation vs. ZeonAltri robottoni su PlayStation 2, in uno dei relativamente pochi titoli di Gundam arrivato in Europa in quell'epoca.
SCHEDAGIOCO
Cover Zone Of The Enders: The 2nd Runner

Zone Of The Enders: The 2nd Runner

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Zone of The Enders: The 2nd Runner2011-11-17 15:03:46http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-2/zone-of-the-enders-the-2nd-runner/Jehuty torna in azione in questo spettacolare seguito 1020525VGNetwork.it