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Demon's Souls

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Recensione Demon's Souls  Scritto da: Edoardo "Black Duke" Rasciti | Data: 2010-07-23

Demoni e anime, anime e demoni. E game over, tanti game over.

E’ strano pensare che sulla copertina di questo gioco ci sia il marchio Atlus (anche se nella versione europea è Namco Bandai). Mai avrei pensato che un gioco del genere fosse stato realizzato da una software house giapponese.
Demon’s Souls ha una storia lunga. Uscito inizialmente solo in Giappone, portato poi dopo qualche tempo in America, è stato soggetto qui in Europa di una massiccia operazione di import, tanto era alto l’interesse per questo titolo. Non era raro, nei mesi scorsi, trovare (magari nei negozietti più specializzati) copie americane di Demon’s Souls, tranquillamente giocabili grazie all’assenza del blocco territoriale su PS3.
E finalmente, da questo Giugno, anche noi europei abbiamo potuto mettere le mani sull’ultima opera From Software, grazie alle pressioni dei fan che hanno continuamente chiesto una conversione per i territori PAL.
Senza tenervi troppo sulle spine, diciamo subito che Demon’s Souls è un titolo assolutamente massiccio, un gdr dallo stampo incredibilmente occidentale almeno quanto graziato da una maniacale cura tipica delle produzioni orientali. E segna anche una importante svolta di intenzioni: addio gdr sempre più casual-oriented. Addio Final Fantasy XIII, addio Oblivion, addio Fallout 3. Con Demon’s Souls non si scherza affatto: invece che il PEGI, forse sarebbe stato meglio scrivere sulla copertina “astenersi giocatori di deboli intenzioni: solo per tipi tosti”.


Benvenuti nelle nebbie di Boletaria.

A dir la verità, la storia non rappresenta un aspetto fondamentale del gioco, ma ciò non vuol dire che non sia presente un background di assoluto spessore. Il regno di Boletaria, dove è ambientato il titolo, è una terra in rovina, circondata da una fitta nebbia, dalla quale nessuno dei coraggiosi avventurieri che hanno osato varcarla ha mai fatto ritorno. Un tale Antico è stato risvegliato dal Re di Boletaria, e con esso orde di demoni, affamati, manco a farlo apposta, di anime umane.
Ovviamente il giocatore impersona l’ennesimo eroe pronto a mettere a rischio la sua vita attraversando la spessa nebbia, anche se non viene data una motivazione ben precisa per questo insano gesto. La stessa identità del protagonista viene scelta tramite un lungo editor iniziale, che permette al giocatore di creare il proprio guerriero come più desidera, oltre ovviamente di scegliere la sua classe di appartenenza. Come il più esemplare degli avatar, anche l’eroe del titolo Atlus non spiccicherà alcuna parola con i npc (Non Player Character) incontrati nell’avventura.

Demon’s Souls è ambientato nel più classico periodo temporale del Medioevo, con castelli, fortezze, dungeon, cavalieri e quant’altro. Tutti i mondi che visiterete, cinque in totale, sono differenti come stile, ma sostanzialmente sono tranquillamente inquadrabili nella stessa ambientazione, pur fornendo una piacevole varietà.
Cambiano i mondi e cambiano i demoni: tra soldati maledetti, cavalieri dagli occhi blu, enormi draghi sputa fuoco, orrendi scheletri, Demons’s Souls offre una buona varietà di nemici, alcuni dei quali davvero giganteschi e impressionanti. L’accoppiata Medioevo-demoni funziona decisamente bene, e il tutto è amalgamato alla perfezione a creare un mondo veramente in rovina pieno di ogni tipo di creatura demoniaca immaginabile.
E la struttura dei livelli non è da meno: sono davvero enormi, e lasciano ampio spazio di manovra al giocatore, che può scegliere come preferisce il metodo migliore per esplorare il mondo in questione. Il backtracking (o forse sarebbe meglio dire il re-tracking, come capirete tra poco) gioca un ruolo fondamentale (a tratti esasperante), ma l’immensità dei livelli favorisce una esplorazione sempre entusiasmante.
In definitiva, art design e level design assolutamente da premiare a pieni voti, anche e soprattutto perché integrati l’uno nell’altro senza soluzione di continuità. Un titolo davvero curato nella sua immensità, pur rimanendo tutto sommato nel clichè dei gdr.


Un gameplay per veri duri.


Demon’s Soul è un gioco all’antica: non perdona. E presto, che lo vogliate o meno, dovrete fare i conti con innumerevoli schermate di morte.
Il titolo sviluppato da From Software è un action-gdr in terza persona, nel quale il giocatore ha pieno controllo sia sul personaggio che sulla telecamera che lo inquadra. Essendo un action-gdr, sarà il giocatore stesso a dover attaccare, parare e schivare gli attacchi nemici. I combattimenti non sono mai affrettati, in stile hack and slash, ma anzi necessitano di una incredibile dose di strategia: calcolare il tempismo giusto, schivare con cura gli attacchi nemici e dosare i fendenti determineranno la vita o la morte del vostro personaggio. Il sistema di controllo è tutto sommato semplice, e fa affidamento sui tasti dorsali per la gestione dei vari tipi di attacco e delle parate. Fondamentale diventa il sistema di lock on manuale del nemico, che funziona a tratti bene, mentre a volte crea dei piccoli problemi. I combattimenti, in definitiva, risultano sempre estremamente godibili ed eccitanti, e la materia grigia dovrà spesso lavorare per risolvere situazioni critiche.
Le classi tra cui scegliere all’inizio dell’avventura forniscono una notevole varietà di possibilità al giocatore, senza realmente precluderne alcuna, dato che è poi possibile indirizzare a piacimento lo sviluppo del personaggio: così facendo, un potente cavaliere può tranquillamente sviluppare abilità di un mago, e viceversa (anche se, ovviamente, con qualche difficoltà in più). Al giocatore è lasciata libertà assoluta in questo senso. Come è lasciata totale autonomia nella scelta degli equipaggiamenti e delle armi, acquistati nei negozi o lasciati dai nemici, anche se ovviamente esistono limitazioni imposte dalle statistiche, per cui un mago non potrà, almeno all’inizio, usare armi esageratamente grandi. Una fattore da rimarcare è l’incapacità, francamente assurda e fastidiosa, di non poter vendere gli oggetti: questo aspetto, di solito piuttosto fondamentale nei gdr, è totalmente assente in DS, che permette unicamente di “depositare” i suddetti oggetti presso un personaggio del gioco, andandoli poi a ritirare quando più si preferisce. Niente baratto nel mondo dei demoni, insomma.

Demon’s Souls è un titolo costantemente in bilico tra la vita e la morte. E il concetto di vita e morte è proprio alla base del gameplay. Il giocatore ha un’unica “vita”, e se perisce nei combattimenti può continuare a giocare sotto forma di “anima”, con la differenza che in questo secondo stato si ha una frazione dei punti ferita rispetto al totale.
Per riottenere la propria condizione di vivo, è necessario uccidere un demone maggiore oppure utilizzare specifici oggetti. Come se non bastasse, la condizione in cui si trova il personaggio influisce anche sul tipo di aiuto che può ricevere da altri giocatori online contemporaneamente connessi, ma di questo aspetto ne parliamo dopo.
Il punto cruciale è che, in definitiva, Demon’s Souls è un gioco difficile. Non è quel tipo di difficoltà esasperata ed esasperante pensata appositamente dagli sviluppatori, ma anzi è una difficoltà di “sfida”, causata piuttosto da errori del giocatore, errori di esperienza o di scelta dell’equipaggiamento non adatto alla situazione, o un sopravvalutare le proprie possibilità. “Avrei dovuto attaccare così.” “Avrei dovuto equipaggiare questo oggetto.” “Avrei dovuto vedere quel nemico.” sono frasi che spesso ripeterete nella vostra mente. Il giocatore, in questo modo, se sufficientemente tenace da ostinarsi nell’avventura, verrà ricompensato dalla pura e semplice gratificazione conseguente il completamento dell’arduo livello. Demon’s Souls è un perfetto esempio di gioco che in inglese si direbbe “rewarding”, ovvero che fa sudare sette camicie, pone in continua difficoltà il giocatore, ma da una soddisfazione semplicemente incredibile, che crea senza ombra di dubbio una certa assuefazione.

DS è difficile in quanto i nemici non lasciano spesso scampo. La maggior parte di essi sono letali, e con pochi colpi ben assestati riescono a diminuire drasticamente l’energia del giocatore. L’I.A. è su buoni livelli: se in sovrannumero i nemici tenderanno a circondare il vostro eroe, se armati pesantemente tenteranno di rompere le vostre difese, affondando poi il colpo senza lasciare scampo. E no, non attaccano uno alla volta.
La cosa forse più drammatica di tutto questo è che ad ogni “game over” si sarà costretti a ripartire dall’inizio del livello. Sì esatto, è terribile, anche considerando il fatto che, come già accennato, i livelli sono decisamente spaziosi. Questo continuo re-tracking, con i nemici di nuovo ai loro posti e le anime raccolte fino ad allora (in pratica la moneta di scambio per qualsiasi cosa nel mondo di DS) perse, il giocatore poco convinto abbandonerà il titolo dopo una decina di tentativi.
Fortunatamente, From Software ci ha concesso la possibilità, una volta in forma di anima, di ritornare sul luogo dove il protagonista è stato brutalmente massacrato e di riappropriarsi delle anime perse.
Come se non bastasse un gameplay ostico almeno quanto gratificante, si aggiunge anche l’impossibilità di mettere il gioco in pausa. In effetti, forse questo è un tantino eccessivo, quasi crudele. Si può capire l’impossibilità di fermare il gioco per modificare l’equipaggiamento, così da aggiungere un grado di sfida aggiuntivo (come visto ad esempio in Dead Space o Resident Evil 5, dai quali Demon’s Souls prende in prestito parte del carattere survival), ma proprio non poter mettere in pausa il gioco in alcun modo ci sembra esagerato. Fortuna che esiste un sistema di salvataggio automatico praticamente continuo a sostegno del giocatore.

Per quanto riguarda la parte da gdr, c’è poco da dire, dato che prende a piene mani dalla maggior parte dei gdr occidentali. Un aspetto da sottolineare è il non livellamento dei nemici. In poche parole, il player ha accesso sin da subito a tutti e cinque i mondi di gioco, ma troverà nemici spesso al di sopra (e di molto, solitamente) delle proprie possibilità. Questo pone un importante incentivo sul “leveling” del personaggio, così da poter poi affrontare sfide sempre più ostiche. A proposito di livellamento, c’è da dire che il passaggio di livello avviene di nascosto, senza informare il giocatore, e non è presente alcun classico sistema di esperienza: più semplicemente, le anime che si raccolgono uccidendo i demoni, oltre che come moneta di scambio per armi e oggetti, vengono anche usate per potenziare le statistiche del personaggio, sempre a discrezione del giocatore. Interessante è anche il sistema del “World Tendency”, ovvero della tendenza di un determinato mondo ad essere più o meno “bianco” (in quanto libero da demoni), a seconda dei nemici uccisi e di altre variabili. A seconda che il mondo sia “pure white” o “pure black”, nuovi nemici, sfide e oggetti saranno presenti nei livelli stessi.
Il menù con il quale si gestisce l’equipaggiamento, l’inventario e lo stato del personaggio è semplice quanto funzionale, e tutti gli oggetti sono spiegati in modo sufficientemente approfondito. Ma forse più che l’esperienza “statistica” raccolta uccidendo i mostri, è l’esperienza “giocata”, soprattutto nel tempismo degli attacchi e delle parate, che fa la differenza tra un giocatore vivo ed uno morto.
In definitiva, Demon’s Souls è un gioco cattivo e difficile, ma unico nel suo saper regalare soddisfazione e gratificazione. Ve ne innamorerete o lo odierete con tutti voi stessi, ci potete giurare.


Due (ma anche tre) cavalieri sono (sicuramente) meglio di uno.

Una interessante feature innovativa di DS è la sua modalità online. O meglio, le sue modalità online, perché non di solo co-op si vive, nel mondo multigiocatore di Demon’s Souls. Senza stare a spiegare come funzioni di preciso il meccanismo di ricerca dei giocatori (basato su particolari pietre raccoglibili nel gioco), ci limiteremo a descrivere le varie differenti funzioni online. Prima di tutto, la modalità cooperativa “classica”, che vede un giocatore “vivo” evocare un massimo di due giocatori in forma “anima” per sconfiggere assieme un Demone Maggiore. Se il mostro viene abbattuto, i giocatori in forma di spirito riacquistano la loro forma corporea. In secondo luogo, è anche possibile, una volta in forma “anima”, invadere il mondo di un altro giocatore in forma “viva”, sconfiggendo demoni e combattendo il giocatore proprietario, per così dire, del mondo stesso. Il premio, in caso di successo, è anche in questo caso il ritorno alla vita.
Ma non finisce qui: è infatti anche possibile sfidare direttamente un giocatore con livello di anima compatibile in un duello all’ultimo sangue, dove il vincitore guadagna esperienza mentre lo sconfitto ne perde.
Infine, è presente una sorta di multiplayer indiretto: in pratica, mentre il giocatore esplora con tutta calma (si fa per dire, dato che in Demon’s Souls la tensione è sempre alta) i livelli, potrà vedere spettri vaganti di altri giocatori, che possono dargli indicazioni su come affrontare una particolare situazione; oppure, si potranno trovare macchie di sangue di altri giocatori, che mostreranno come e dove il malcapitato è stato eliminato, mettendo in guardia il player (se vi recate in una zona piena di queste macchie di sangue, qualche sospetto che si nasconda un mostro terribile ve lo fate); infine, è possibile lasciare per terra dei suggerimenti sotto forma di messaggi, visibili agli altri giocatori. Se si ritiene l’aiuto utile, si può raccomandarlo, ricaricando i punti ferita del guerriero che l’ha lasciato.
Insomma, la modalità online di Demon’s Souls è perfettamente integrata nel mondo di gioco, senza assolutamente spezzarne la continuità. Davvero divertente ed intrigante, oltre che utile per andare avanti nel gioco. Fortunatamente, il gioco è godibile anche senza alcuna connessione alla rete, quindi per i “cavalieri solitari” andrà più che bene la modalità offline e basta.


Arte demoniaca.


Sotto il punto di vista tecnico, il gioco si attesta su ottimi livelli. Ogni mondo ha il suo stile ed è realizzato con una sua logica. I nemici e il protagonista sono graziati da un buon numero di poligoni, e le texture in generale paiono più che buone. Insomma, nulla di stratosferico, su PS3 abbiamo visto di meglio, ma è comunque estremamente d’impatto, soprattutto per gli enormi mostri che il nostro eroe dovrà affrontare. Ogni tanto il motore grafico non ce la fa, e si può notare qualche scatto di troppo, soprattutto in situazioni concitate, ma nulla di drammatico.
La fisica del gioco è interamente gestita dall’ormai celebre Havok, che però, se riesce a gestire in modo convincente gli oggetti distruttibili, rende i cadaveri dei nemici dei corpi molli e davvero troppo leggeri da spostare. Un effetto brutto, che stona con la cura delle ambientazioni.
La colonna sonora serve più da accompagnamento che ad altro, ma è comunque ricercata, tanto che la troverete inclusa nella Phantom Edition come CD a sé stante. Buoni gli effetti sonori, così come il doppiaggio, anche se veramente saltuario. Vale la pena ricordare che il gioco è tutto in inglese, ma ampiamente sottotitolato in italiano. Ma, essendo i dialoghi davvero limitati, non ve ne accorgerete nemmeno.


L’avventura che stavamo aspettando.

Demon’s Souls è un titolo incredibilmente curato e ben realizzato. Con tutta probabilità, se siete fan dei gdr dallo stampo occidentale, questo è il titolo che stavate aspettando da molto tempo. E’ un’avventura come poche se ne vedono in giro, tosta come i giochi di una volta, ma incredibilmente accattivante e affascinante. Non è però un titolo per tutti, ma solo per giocatori che vogliono veramente metterci le proverbiali anima e corpo. Demon’s Souls, se siete dei veri lottatori, vi prenderà come pochi altri titoli riescono a fare, senza bisogno di alcun intreccio narrativo: vi catturerà con il suo gameplay difficile ma appagante, con il suo sistema di potenziamento del personaggio, profondo quanto chiaro, con il suo stile medioevale e con i suoi mostri demoniaci.
Senza che ve ne accorgiate, presto diventerete dei veri cacciatori di demoni.


In alternativa a Demon's Souls
Dragon Age: Origins ( PS3 ) Dragon Age: Origins ( PS3 )

Dragon Age: Ottimo gdr, leggermente diverso da DS, che fa della trama e delle decisioni del giocatore in merito un elemento essenziale del titolo.
The Elder Scrolls IV: Oblivion ( X360 ) The Elder Scrolls IV: Oblivion ( X360 )

un altro buonissimo esponente del genere, che lascia al giocatore tantissima libertà di creazione ed esplorazione.
Il commento dell'autore su Demon's Souls
Avatar di Edoardo
 
Edoardo "Black Duke" Rasciti
Demon’s Souls mi ha preso da subito e come pochi titoli hanno mai fatto. Con tutta probabilità ora ne sono dipendente, e potrei anche soffrire di crisi d’astinenza. Sì, perché una volta iniziato, una volta visto crescere il proprio personaggio come più piace, una volta vista la vastità dei mondi, i nemici enormi, ma soprattutto, un livello di sfida così elevato, che tiene alta la tensione per tutta la partita, che fa realmente pesare ogni singolo passo e mossa del giocatore, diventa difficile spegnere la console. Senz’ombra di dubbio, uno dei migliori gdr occidentali degli ultimi anni.

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Pregi del gioco

Gameplay che regala soddisfazioni.

Mondo affascinante tutto da esplorare.

Modalità online perfettamente integrata.
Difetti del gioco

Difficile, molto difficile.

Motore fisico non sempre al top.

Un titolo non per tutti.

Pagella del gioco
Voto grafica
9
Non fa cose eccezionali, ma riesce a creare un’ambientazione credibile e interessante da esplorare. Qualche problema per il motore fisico. In definitiva, è tutto estremamente funzionale e d’impatto.
Voto sonoro
8,5
Buona la colonna sonora e un doppiaggio di buon livello. Ottimi effetti sonori. Insomma, è tutto lì dove dovrebbe essere, senza particolari alti e bassi.
Voto giocabilit
9,5
I controlli funzionano alla grande, e il gameplay regala soddisfazioni “sudate”. Non è però un gioco per tutti, dato che può facilmente spaventare sin da subito, con la sua curva di apprendimento piuttosto ripida e brutale. Un GDR da avere per tutti i fan del genere.
Voto longevit
10
C’è davvero tanto da esplorare, una moltitudine di nemici da abbattere e una marea di oggetti da recuperare. La modalità online è solo la ciliegina sulla torta, per un gioco già infinito di per sé.

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