Nippon Ichi Software, si sa, è uno sviluppatore che ha fatto grandi giochi con pochi soldi: andando a scavare nell'era 128 bit, si trova una mezza dozzina di tattici che vanno dal buono all'ottimo, tutti caratterizzati da una grafica degna della prima PlayStation(infatti andavano a nozze con i porting PSP). Al momento della grande transizione su PlayStation 3 con Disgaea 3: Absence of Justice la situazione non era cambiata, ma ormai anche la fanbase si dimostrava insofferente, sia a causa del fatto che nonostante il salto generazionale non era cambiato nulla, sia a causa della pessima resa dei vecchi sprite sugli schermi ad alta definizione, sempre più diffusi.
Per il quarto episodio della sua serie di punta, Nippon Ichi non se ne è stata certo con le mani in mano e ha confezionato un comparto tecnico finalmente degno, caratterizzato da nuovi e bellissimi sprite ad alta risoluzione, che rendono totalmente diverso l'impatto con il gioco. Si suol dire che in generi di nicchia come questo la grafica sia un aspetto secondario e ciò è indubbiamente vero, però è altrettanto pacifico che questa non deve essere una scusa per le software house per non profondere energie in questa direzione. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno iniziare il nostro lungo discorso su Disgaea 4: A Promise Unforgotten proprio dalla grafica, elogiando il risultato ottenuto: intendiamoci, non siamo di fronte ad un prodigio della tecnica, e lo si nota soprattutto negli elementi tridimensionali degli scenari e nelle animazioni, ma chi in questi anni abbia masticato il precedente episodio e i due Agarest rimarrà estasiato.

Il salto di qualità nel comparto grafico è notevole
I fan sono stati ascoltati, insomma, e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che le piccole realtà si appoggiano sempre ad un ristretto bacino di utenza fedele negli anni. E sono stati accontentati anche gli appassionati occidentali, che godono dell'opzione fra parlato originale in Giapponese e nuovo doppiaggio in Inglese, anch'esso di buona qualità, anche se sappiamo già cosa sceglieranno a "orecchie chiuse" gli otaku.
Una feature di questo tipo ormai è lo standard nel settore e ha un grande peso sulla valutazione del sonoro, accanto evidentemente alla colonna sonora, realizzata dal solito Tenpei Sato, che collabora da sempre con Nippon Ichi Software mettendo la firma sulle OST di quasi tutti i giochi del developer.
A Promise Unforgotten
Le vicende sono caratterizzate dalla solita verve demenziale che pervade le produzioni Nippon Ichi: il nostro protagonista risponde al nome di Valvatorez e svolge l'umile incarico di istruttore di Prinny. E pensare che solo quattrocento anni fa era un potente tiranno del Netherworld... tutta colpa di quella fatale promessa, quella di non bere mai più sangue umano: da quel momento,Valvatorez ha perso buona parte dei suoi poteri, ma il suo encomiabile senso dell'onore non gli permetterà mai di infrangere la sua promessa, così ha trovato nuova fonte di nutrimento nelle... sardine. Questi sono due elementi ricorrenti nello humour del gioco: le sardine e le promesse assurde. E le promesse riguardanti le sardine.
La sua spalla (anche comica) è il fedele servitore Fenrich, che fra i due è quello scaltro, ma che è anche legato al padrone da una profonda ammirazione, che lo porta ad obbedire ciecamente ad ogni ordine, pure il più strampalato.
Rispetto ad alcuni risvolti seriosi del secondo e del terzo capitolo, Disgaea 4 recupera pienamente lo spirito del capostipite, ma resta narrativamente autonomo, come da tradizione: in questo modo i neofiti si perderanno solo alcuni riferimenti e qualche cameo. A proposito di cameo: gli appassionati di manga e anime potranno scovarne più di qualcuno fra le mosse speciali!
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