Disgaea D2: A Brighter Darkness

Buon compleanno a tutti!
Scritto da il 11 ottobre 2013
Disgaea D2: A Brighter Darkness Recensione

Nel 2013, oltre al decimo anniversario di Disgaea, si celebrano anche i primi vent'anni di Nippon Ichi Software: quale occasione migliore per presentare il seguito diretto di Disgaea: Hour of Darkness, il gioco più significativo nella storia della software house? Ma la festa non finisce qui, visto che tra un paio di settimane arriverà pure The Guided Fate Paradox e nel 2014 sarà finalmente la volta di The Witch and the Hundred Knight, senza contare le numerose localizzazioni di NIS America, che andranno a rimpolpare soprattutto la line-up di PlayStation Vita.


Il Neteherworld è... in fiore!

Come abbiamo già avuto modo di dire, Disgaea D2 è il sequel diretto di Hour (o Afternoon, se ci avete giocato su PSP) of Darkness, quindi è raccomandata la conoscenza degli avventimenti e dei personaggi del primo episodio per godere appieno della vicenda.

Divenuto Overlord, Laharl si trova ad affrontare una serie di problemi, non ultimo la sua scarsa notorietà: la maggior parte dei demoni, infatti, ignora chi sia il nuovo sovrano, o, addirittura, lo osteggia, non ritenendolo all'altezza del padre che l'ha preceduto. Come se ciò non bastasse, da Celestia (il regno degli angeli) giunge la sorella Sicily, che reclama il titolo di Overlord. Infine, il Netherworld è letteralmente invaso dai fiori paradisiaci (Yuie Flowers), che non dovrebbero neppure essere in grado di crescere negli inferi.

Questi sono i temi attorno ai quali è stata sviluppata la trama di Disgaea D2, che, nonostante alcuni buoni momenti, risulta una mezza delusione, in quanto non è all'altezza del predecessore e neppure di Disgaea 4, con il quale sembrava che NIS avesse ritrovato l'ispirazione di un tempo. Rivedere Laharl, Etna e Flonne è sì un piacere, ma le loro gag non sono proprio esilaranti e la loro presenza oscura quella di qualsiasi altra new entry ad eccezione di Sicily. Il dipanarsi degli eventi manca di organicità e coesione, e ciò incide negativamente sul ritmo e, di conseguenza, sull'interesse del giocatore.


Gli standard di NIS (e NISA)

Grafica e sonoro rispettano gli standard recenti di Nippon Ichi Software, che di certo non toccano vette di eccellenza, ma non risultano nemmeno così smaccatamente low budget come agli inizi della generazione. In buona sostanza abbiamo un'opera che rispecchia tecnicamente Disgaea 4, caratterizzata quindi da ottimi sprite ad alta risoluzione e da elementi poligonali meno gradevoli, anche se questa volta il connubio risulta più armonioso. Il riciclo è evidente soprattutto nel bestiario (le classi di demoni sono sempre quelle, anche se ne sono state aggiunte alcune), ma caratterizza tutte le serie JRPGistiche, per non scomodare anche gli altri generi. Nel complesso, comunque, ci troviamo di fronte al Disgaea visivamente più gradevole. Anche il sonoro si difende bene, grazie all'OST briosa che i fan non potranno non trovare familiare, anche a causa del riutilizzo di certo materiale, e al solito dual audio, che rappresenta ormai un ottimo standard per NIS America, uno dei publisher che più ha contribuito ad innalzare il livello delle localizzazioni. Come spesso accade, è preferibile il doppiaggio originale, anche perché chi scrive non ha trovato particolarmente gradevoli le voci inglesi.

La continuità sul piano artistico è assicurata dal coinvolgimento dei soliti Takehito Harada per il character design e Tenpei Sato per la colonna sonora. Si tratta di due nomi che i fan di Nippon Ichi conoscono bene: il primo ha iniziato la sua collaborazione con la software house proprio con Hour of Darkness, mentre il secondo addirittura cinque anni prima con Rhapsody: A Musical Adventure, che in Europa è giocabile grazie al porting su Nintendo DS.


Fedele alla linea

Proprio come tutti i suoi predecessori, Disgaea D2 è un JRPG tattico a scacchiera del tipo custom, che pone una certa enfasi sul grinding e sul power playing. Questi ultimi due elementi, in verità, non sono da riferire tanto alla main quest (in cui ho sentito la necessità di grindare solo un paio di volte, NdR), quanto al post-game, che si rivela corposo ad ogni nuova iterazione della serie. A parte qualche piccola modifica, tutte le caratteristiche distintive del gameplay sono al loro posto, dalla possibilità di sollevare e scagliare (non più solo in linea retta) alleati, nemici e oggetti dello scenario ai team attacks e alle combo. Primaria importanza hanno anche Geo Panels e Geo Symbols, che risalgono addirittura ai tempi di La Pucelle: Tactics: i primi sono caselle colorate all'interno delle arene, i secondi sono i cubi che conferiscono e consentono di modificare i colori. Questi elementi possono presentare proprietà particolari, conferendo boost (ad esempio, aumento di livello o della difesa), penalizzazioni o altro ancora (come il teletrasporto) per chi si trova sopra la casella. Le principali attrattive dell'ottimo level design stanno proprio nella disposizione di Geo Panels e Geo Symbols in relazione agli avversari: alcune battaglie, addirittura, non possono essere portate a termine senza un attento studio dell'ambiente, che aggiunge una spruzzatina puzzle game, se vogliamo definirla così. Gli scontri, dunque, godono di una progettazione accurata e di un ritmo piuttosto rapido, grazie all'animation skip, e si rivelano indubbiamente il punto di forza del gioco, come è giusto che sia.

Tra le novità possiamo citare il sistema di cavalcature, che va a sostituire il più complesso Magichange che era stato introdotto da Disgaea 3, e quello di likeability, che ormai piace a quasi tutti gli sviluppatori di tattici. Il primo ci ha convinti perché è semplice e consente di livellare contemporaneamente un'unità mostro e un'unità umanoide. Il secondo è presto detto: l'affinità fra i personaggi può migliorare o peggiorare, a seconda di ciò che avviene in battaglia; ovviamente è preferibile avere un esercito che va d'amore e d'accordo, in modo da godere più ampiamente di attacchi di squadra e di supporto, oltre alla possibilità di proteggere un alleato.


Qualcosa in più, qualcosa in meno

Disgaea non è solo combattimenti tattici, ma anche customizzazione estrema, tanto nella quasi totale assenza di limiti al potenziamento, quanto nelle grandi possibilità di personalizzazione del party, grazie all'opportunità di creare, upgradare(esistono job articolati su più livelli) e reincarnare truppe scelte fra numerose classi. Disgaea D2 non fa eccezione, anche se offre una rosa relativamente più ristretta di meccaniche di contorno; la scelta pare funzionale a sviluppare un titolo più “agile” e “snello” rispetto agli ultimi episodi, potenzialmente spaesanti per i neofiti, ma ciò non significa che il gioco sia in sé povero, se non, appunto, confrontandolo con Disgaea 4, apice della serie sotto questo profilo. È quasi impossibile in questa sede operare un confronto completo e un'analisi diacronica dello sviluppo delle meccaniche di gioco (che implicherebbe anche una memoria di ferro che chi scrive non ha), però possiamo subito notare l'assenza degli elementi gestionali di Disgaea 4, legati al Cam-pain HQ: questa forse è una delle carenze di cui si sente maggiormente la mancanza. Sono stati tagliati fuori anche l'editor di mappe e il Class World, mentre rimane l'Item World, ribattezzato per l'occasione Item Sea e modificato in diversi aspetti. Le nuove introduzioni dovrebbero almeno in parte sopperire ad alcune carenze. Citiamo in particolare il Cheat Shop, che consente di modificare la quantità di Punti Esperienza, denaro e quan'altro, ovviamente a discapito di qualcosa: ad esempio, è possibile settare l'EXP al 150% e il Mana al 50%. A ciò si aggiunge il Demon Dojo, che permette di aumentare il tasso di incremento di singoli parametri.

La gestione delle abilità torna al passato, legando l'apprendimento delle nuove skill al level up e alla dinamica Master-Apprentice (in cui il secondo può apprendere le mosse del primo utilizzandole), una scelta che ci pare azzeccata, un po' perché torna alle dinamiche del primo episodio, e un po' perché garantisce un'ottima flessibilità. Nel complesso, dunque, potete osservare che le opzioni a disposizione del giocatore non sono poche, anche se i veterani potrebbero desiderare qualcosa in più.


Bene ma non benissimo

Alla fine della nostra disamina, possiamo dire che Disgaea D2: A Brighter Darknessè un ottimo tattico, divertente e profondo, ma che ci saremmo aspettati di più dopo l'ottimo quarto capitolo. A deludere non è tanto il gameplay, che è stato deliberatamente un po' snellito senza comunque risultare povero, quanto la trama e tutto ciò che le ruota attorno, che dimostra una certa carenza di buone idee, davvero inopportuna per un seguito dello spumeggiante Disgaea: Hour of Darkness. Non è un caso che per portare a termine la main quest sia sufficiente una trentina scarsa di ore, durata ragionevole ma al di sotto dello standard della serie. Ciò non deve spaventare i fan: come al solito, è possibile dedicarsi al post-game e al power levelling nel rinnovato Item World e nelle side quest che possono essere approvate dalla Dark Assembly; d'altro canto, per i platinatori (a proposito, i Trofei sono tutti segreti) queste sono scelte obbligate. Volendo è anche possibile espandere il gioco con i DLC, contenenti personaggi di numerosi titoli della scuderia di NIS e non solo, ma anche senza contenuti scaricabili ne troveremo parecchi.

COMMENTO

Chiudevo la mia anteprima di Disgaea D2 dicendo che sarebbe stato un ottimo tattico se avesse avuto metà della classe del prequel, e in effetti così sono andate le cose: ci troviamo innanzi ad un tattico divertente e relativamente snello (per essere un Disgaea, ovviamente), ma che non raggiunge il livello qualitativo del primo e del quarto episodio, ritenuti da molti (e da me) i migliori della serie. Vedere Laharl, Etna e Flonne in azione avrebbe dovuto essere motivo di grasse risate, ma la verve non è più la stessa di un tempo.

GRAFICA:7Il comparto tecnico è in sostenza lo stesso che sorregge Disgaea 4. Belli gli sprite, un po' meno gli elementi poligonali, anche se il connubio è più armosioso
SONORO:7.5Tutto molto classico, conforme agli standard della serie, dalla colonna sonora al doppiaggio, che ovviamente è sia in Inglese sia in Giapponese.
GIOCABILITà:8Un ottimo tattico, come al solito. Mancano alcune meccaniche avanzate degli episodi recenti, sicché il gioco è da un lato più snello, dall'altro più povero.
LONGEVITà:8.5La main quest dura un po' meno del solito, essendo sufficiente una trentina di ore per portarla a termine, ma rimangono le ampie possibilità di power playing.
VOTO FINALE8
PRO:- Ancora una volta un ottimo tattico
- Visivamente il miglior Disgaea
- Più snello degli ultimi episodi...
CONTRO:- … ma anche un po' più povero
- Trama sotto tono
- Non è all'altezza del prequel
Disgaea: Hour of DarknessPiù che un'alternativa, un presupposto, dal momento che è il prequel di Disgaea D2.
Disgaea 3: Absence of JusticeIl terzo episodio segnò il debutto della serie su PlayStation 3. Esiste anche un enhanced porting su PS Vita.
SCHEDAGIOCO
Cover Disgaea D2: A Brighter Darkness

Disgaea D2: A Brighter Darkness

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Disgaea D2: A Brighter Darkness2013-10-11 18:12:38http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/disgaea-d2-a-brighter-darkness/Buon compleanno a tutti!1020525VGNetwork.it