Gran Turismo 5

Amanti del mondo automobilistico, la Bibbia è tornata.
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 29 novembre 2010
Gran Turismo 5 Recensione

Si è fatto attendere, ma finalmente è qui tra noi: sua maestà Gran Turismo 5 è ufficialmente disponibile, solo su PS3. Tanto tempo è passato da quel timido annuncio del 2005: un breve teaser che ci presentava “Vision Gran Turismo”, un progetto nuovo, moderno, che si sarebbe dovuto basare unicamente su microtransazioni tramite PSN per acquistare le macchine e i circuiti che si voleva, rendendo di fatto il costo del gioco singolo irrisorio. Erano tempi talmente precoci che mancavano ancora quasi due anni all’uscita di PS3 (almeno per quanto riguarda noi europei). Da allora, Polyphony Digital, storica sviluppatrice di una delle serie più vendute di tutti i tempi, e che ha caratterizzato in modo netto la positiva avventura di Playstation prima e Playstation 2 dopo, è stata impegnata in diversi titoli: prima Tourist Trophy per PS2, poi Gran Turismo 5: Prologue per PS3, e poi ancora il tanto atteso Gran Turismo su PSP. Ma nel frattempo, lo sviluppo del vero GT5 era già iniziato, e si è protratto per tantissimo tempo. Come chi conosce (non di persona, ovviamente) la persona di Kazunori Yamauchi ben sa, il perfezionismo è sempre un obiettivo primario per Polyphony e per il suo carismatico capo. Con un budget stellare, con tutto il tempo (e forse anche un po’ di più) che serviva, Gran Turismo 5 doveva, nelle intenzioni del produttore giapponese, rappresentare un salto generazionale almeno pari a quello visto da GT2 a GT3, da Playstation a Playstation 2. Ma ora non perdiamoci in ulteriori chiacchiere: GT5, ve lo diciamo subito, è un titolo incredibilmente pieno di contenuti, e approfondirli tutti è quasi impossibile. Andremo quindi ad analizzare le caratteristiche più importanti, oltre che introdurre le novità aggiunte alla storica formula.


Enciclopedia dell’auto. Punto.

Premessa: il titolo è stato giocato interamente tramite volante, in particolare un Logitech Driving Force GT. L’uso di una periferica del genere è assolutamente consigliato per godere al meglio il titolo.

Gran Turismo 5 vuole veramente essere un immenso, spettacolare panorama sulla totalità del mondo automobilistico in ogni sua parte. Già dal video iniziale (che vi riportiamo poco sotto) l’intenzione è evidente: una musica tranquilla accompagna una serie di immagini che ci mostrano tutti i passaggi, dall’estrazione dei metalli alla loro trasformazione in telaio, necessari per la creazione di quello che oggi ci sembra un oggetto scontato: la macchina. Una volta avviato (ed eventualmente effettuata la lunga installazione parziale, caldamente consigliata per ridurre i tempi di caricamento), Gran Turismo 5 non investe il giocatore con miliardi di feature: tutto ha un suo tempo, e piano piano il gioco rivelerà ciò di cui è fatto, senza soffocare subito il neo-acquirente con menù incomprensibili e infinite possibilità. La schermata principale offre quindi la Modalità GT (della quale parleremo più estesamente dopo), la classica modalità Arcade, l’Editor di tracciati e la GTTV, ripresa direttamente da GT5P. La modalità Arcade offre una buona varietà di vetture (tutte Premium) tra le quali scegliere, per partecipare a semplici gare, sfide a tempo, gare di derapata o scontri in split-screen. Una volta scelta la vostra vettura tra quelle proposte (oppure tra le preferite del vostro Garage, o ancora tra le auto eventualmente importate tramite GT PSP), sarà il momento di scegliere il tracciato: la lista inizialmente non li contempla tutti, ma presto ne verranno sbloccati di nuovi. Ciononostante, la varietà di base, seppur forse un tantino inferiore ai soliti canoni di Gran Turismo, è comunque di ottimo livello. Peccato per l’assenza di qualche vecchia gloria del passato: ci mancheranno sicuramente Seattle, Infineon Raceway, El Capitan, Opera de Paris e tanti altri. Fortunatamente, le new entry non sono da meno: Madrid, Roma, Monza, solo per citarne alcuni, sono tracciati davvero superbi e molto caratteristici, e si accompagnano a graditi ritorni come le piste notturne di Special Stage e gli ormai intramontabili classici di Deep Forest e Trial Mountain. In sostanza, la modalità Arcade permette di testare subito tutti i tipi di vetture su tutti i principali tracciati, fornendo una buona possibilità di divertimento, anche se fine a se stessa, dato che non verranno guadagnati crediti per le vostre vittorie in questa modalità.


GT Life, la vita del pilota, e non solo!

Modalità GT è il nuovo nome della modalità Carriera tipica di ogni episodio della serie di Polyphony. Dite pure addio alla classica mappa con le varie opzioni sparse in giro, presente sin dai primi episodi, e date il benvenuto ad una serie di menù inizialmente un tantino complessi. In alto, spuntano le due modalità principali di questo quinto episodio, ovvero la A-Spec e la B-Spec. Per chi non è familiare con la serie, la prima vi vede vestire i panni del vero e proprio pilota e avversari virtuali in tutta una serie di gare, spesso a tema o con precise restrizioni. Per fare un esempio, ci sarà una competizione aperta unicamente alle Muscle Car precedenti gli anni ’80, oppure un’altra dedicata alle auto del nostro Bel Paese. B-Spec invece denota la modalità manageriale di GT5, ancora più raffinata che nel quarto episodio. Stavolta, infatti, bisogna creare da zero il proprio pilota, sceglierne le caratteristiche, come lo stile di guida, se più o meno aggressivo, la bravura in frenata e la precisione in curva. Comandarlo tramite i menù in-game è ancora più facile che in passato, e tramite tutte le visuali (anche telemetriche) disponibili, questa modalità B-Spec diventa un gioco nel gioco, piacevole da alternare, magari tramite joypad, dopo le intense sessioni al volante. Una interessante novità riguarda una svolta “gdr” al tutto: in pratica, sono stati aggiunti dei punti esperienza, accumulabili separatamente per A-Spec e B-Spec, completando sfide, conquistando vittorie o piazzamenti sul podio, superando le – immancabili – patenti, e così via. In questo modo, non tutte le competizioni saranno disponibili da subito, ma per partecipare ad eventi sempre più impegnativi (e per sbloccare importanti feature) bisognerà conquistare anche gran parte di quelli più semplici, così da imporre al giocatore l’uso di più veicoli differenti e, di conseguenza, di stili di guida diversi. Stessa cosa vale per le auto presenti nei concessionari, che richiederanno, oltre al solito gruzzolo di crediti sudatamente guadagnati, anche un livello sufficiente per possedere la data vettura. Questo nuovo sistema bilancia il tutto, impedendo al giocatore di utilizzare da subito solo e soltanto una manciata di vetture e vincere solo le sfide più semplici.

Come in ogni GT che si rispetti, inizialmente avrete a disposizione una piccola somma, da spendere in una vettura con la quale iniziare a gareggiare. I concessionari, come al solito, sono due, ma in questo GT5 presentano alcune interessanti differenze: il Concessionario vero e proprio vi propone le vetture di tutte le più importanti case automobilistiche e, in particolare, tutte auto Premium, mentre le macchine Standard sono relegate al Concessionario delle Auto Usate. Della differenza tra Premium e Standard parleremo ampiamente in seguito, ma questa divisione netta ha un senso, e da alle Standard quel fascino unicamente da collezione, mentre lascia le Premium, come è giusto che sia, al centro dell’attenzione. A fianco di tutto ciò fanno il loro ritorno il Negozio di Elaborazione e il GT Auto, dove poter rispettivamente andare a sostituire le varie componenti della vettura, dal motore alla trasmissione, e prendersi cura della propria vettura, cambiando olio o modificando i cerchioni e, perché no, anche dando una riverniciata alla carrozzeria.

Oltre alle solite sfide-patenti, GT5 introduce anche una serie di Sfide Speciali, divise in 7 categorie, tutte molto diverse tra loro. Tra gare di Go-Kart, Nascar, WRC e le assurde Sfide di Top Gear (per citarne solo alcune), la varietà è davvero impressionante. Una menzione d’onore merita il bellissimo Grand Tour, che vi porterà, tappa dopo tappa, dalle Alpi svizzere, passando per Monza, Siena, la Toscana per finire nella Capitale, in un bellissimo viaggio virtuale negli splendidi panorami del nostro paese, sempre a bordo di stupende vetture. Come se non bastasse, ecco rispuntare il Photo Mode (denominato Viaggio Fotografico), che meriterebbe da solo un’approfondita analisi, ma dato che lo spazio è tiranno, ci limitiamo a dire che le foto realizzabili sono assolutamente fantastiche e, andando a modificare ogni singolo parametro della foto, come tempo di esposizione, distanza focale, apertura del diaframma (e tante altre cose che solo i più nerd della fotografia capiscono), si possono produrre scatti (anche da replay salvati) davvero al limite del fotorealismo. Il risultato è ovviamente condivisibile online e salvabile su HDD.

(le foto che vedete nel corpo dell’articolo sono state realizzate dall’autore dell’articolo stesso tramite il Photo Mode, riprendendo le vetture direttamente dal replay di gara, NdR).

Gran Turismo 5 è talmente pieno di contenuti, come già accennato sopra, che risulta difficile catalogarli tutti. La longevità (e la varietà), con tutto questo ben di Dio, si attesta assolutamente su altissimi livelli, tanto da giustificare abbondantemente il prezzo del titolo.

 


Sensazioni al volante.

Senza dubbio, ciò che più importa in un titolo del genere non è tanto il parco macchine, o le varie modalità, o il numero di eventi. E’ la sensazione che si prova alla guida del bolide di turno, nel prendere le curve alla massima velocità e sentire la macchina faticare sotto la spinta della forza G, nelle frenate al limite per superare l’avversario di turno. Gran Turismo 5, sotto il profilo della fisica, fa evidenti passi in avanti rispetto ai vecchi episodi della serie. I fan del genere hanno da sempre chiesto un comportamento delle vetture sempre più realistico, sempre più simulativo. Polyphony sa bene di non poter trasformare in toto il suo titolo in un simulativo nudo e crudo, altrimenti una buona fetta di pubblico, non così paziente nel rispettare al millimetro traiettorie e accelerazioni, presa dalla frustrazione avrebbe presto rinunciato al gioco. Abbandonata la suddivisione di fisica “Standard” o “Professionale”, il motore fisico di GT5 riprende solo in parte quello del Prologue, che non era poi tanto piaciuto ai più bacchettoni. Stavolta, le auto hanno ancora di più ognuna il suo comportamento, e risulta necessario capire la meccanica della vettura e la sua dinamica per sfruttarla al meglio. La sensazione di pesantezza è aumentata, così come la sensazione di velocità, finalmente resa in modo ottimale con vibrazioni e scossoni. Il tutto, ovviamente, rimuovendo la maggior parte degli aiuti, specialmente il fattore “antipattinamento” che se attivato da una gran mano nel controllo della vettura. Il feeling al volante è migliorato, e viene costantemente trasmessa una sensazione reale sul grip della macchina in quel preciso istante, permettendo un controllo il più possibile efficace. Migliorati anche gli impatti con le altre vetture e con i guard-rail: l’effetto “saponetta” tanto criticato è praticamente sparito, e ora appoggiarsi ad un avversario in curva o ad un guard-rail può avere forti effetti sullo sterzo, tanto da far perdere spesso il controllo del mezzo (soprattutto nelle auto con maggiore potenza); in questo modo, le gare risultano più avvincenti e rischiose che in passato. L’intelligenza artificiale, inizialmente quasi addormentata, sembra risvegliarsi andando avanti nel gioco, raggiungendo un buon livello. 

Se il discorso vale bene per le gare su asfalto, vale ancora meglio per le altre categorie: i Go-Kart, ad esempio, si devono guidare in tutt’altro modo rispetto alle vetture stradali, e tenere alto il numero di giri diventa fondamentale per mantenere velocità; la serie Nascar mette il giocatore al volante di pesantissime, ma potentissime, stock-car americane, lanciate in ovali a folli velocità: controllare un’auto del genere richiede concentrazione e precisione tutte sue; anche il Rally è un mondo a parte, e oltre a dover imparare a gestire la vettura in sovrasterzo e in derapata (oltre che controllare lo spostamento del peso della vettura) in diverse condizioni climatiche (anche variabili) e di terreno, diventa anche fondamentale capire le indicazioni del copilota per percorrere nel minor tempo possibile la tappa prestabilita. Perfettamente realizzata anche l’integrazione delle varie aggiunte acquistate nel negozio di elaborazione: il rombo del motore cambia a seconda di quali componenti vengono installate, la guidabilità varia a seconda delle sospensioni, dell’altezza da terra, delle gomme montate, dei settaggi sul ripartitore di frenata (attivabili anche in game).

Questi sono solo alcuni esempi per far capire quanto GT5 sia un’esperienza varia non solo per la quantità, ma anche per la qualità del gameplay. Ciò non vuol dire che Gran Turismo sia diventato un gioco “d’elite”: difatti, attivando alcuni aiuti anche i meno familiari con le alte velocità riusciranno tranquillamente a divertirsi. Il passo in avanti, quindi, c’è stato, ma probabilmente non basta a collocare GT5 nell’olimpo dei racing game simulativi, ma ora il paragone con il più diretto avversario in campo console, ovvero il Forza Motorsport 3 di Microsoft, è decisamente più fattibile.


Premium e Standard: qualità o quantità?

Una delle caratteristiche più peculiari di questo GT5 è proprio il parco macchine. Per la prima volta, esso è stato diviso in due categorie di vetture ben distinte: da una parte abbiamo le Premium, bellissime, curatissime in ogni dettaglio; dall’altra abbiamo le Standard, più grezze se vogliamo. Delle 1031 vetture presenti in questo nuovo episodio (record per la serie e…di qualsiasi racing game, direi, NdR), la suddivisione è quella seguente: circa 210 Premium contro 820 Standard, macchina più macchina meno. Delle 200 ovviamente fanno parte le vetture più importanti e moderne dei giorni nostri (Alfa Romeo 8C Competizione, Audi R8, Nissan GT-R Spec V…), tranne qualche inspiegata defezione (qualcuno ha detto “Bugatti Veyron”?!). Partiamo con l’analisi delle differenze. Prima di tutto, occorre dire che le Premium sono state fatte totalmente da zero per GT5 (oppure ottimizzate dai già splendidi modelli di GT5 Prologue), con interni meravigliosamente realizzati (anche se con qualche altalenanza) e una cura per il dettaglio impressionante (clacson e tergicristalli attivabili compresi). Tutte le marche più famose hanno dei loro modelli premium, e fa piacere vedere come finalmente Ferrari, Lamborghini e Maserati abbiano collaborato con Polyphony inserendo le loro stupende vetture nel parco macchine. Le numerose standard, invece, derivano da GT4 o da GT PSP: sono quindi auto già modellate, alle quali sono state applicate texture in alta definizione per non farle risaltare troppo (in negativo ovviamente) rispetto alle altre vetture. Purtroppo però, non è disponibile la visuale dall’interno dell’abitacolo per le suddette auto. In più, i danni estetici (di cui parliamo meglio successivamente) sono limitati nelle standard a semplici ammaccamenti, mentre nelle premium si può avere la dislocazione di diversi elementi del telaio.

Si potrebbe stare a discutere indeterminatamente sulla scelta di includere questa tipologia di vetture, o se Polyphony avesse fatto meglio ad usare solo premium, magari concentrandosi su di loro per aumentarne il numero totale. Questa decisione, di fatto, è un bene o un male? Per come la vediamo noi, è un bene, dato che le standard vengono gestite in maniera leggermente diversa. Come già accennato, le famose 800 sono rilegate al ruolo di “vetture usate”, acquistabili solamente nel concessionario apposito. Sono pezzi da collezione, auto per far numero o da utilizzare solamente in qualche evento particolare. Una volta su strada, poi, la differenza non si sente più di tanto: certo scoccia il fatto di non poter utilizzare la visuale dall’interno dell’abitacolo, ma, per quanto riguarda le altre vetture in pista, spesso farete fatica a capire al volo se sono dell’una o dell’altra categoria. Certo, fermandosi a guardarle meglio i difetti si notano, ma il risultato “in moto” è comunque soddisfacente, tale da rendere preferibile avere una assurda varietà di vetture (più di 1000) con le quali gareggiare piuttosto che un numero più limitato. Speriamo poi che Polyphony introduca in futuro dei DLC, magari dei pacchetti vetture-tracciati, così da aumentare il numero delle premium.

Per quanto riguarda l’argomento danni estetici, abbiamo già citato la principale differenza tra le due tipologie di veicoli, ma c’è un’ulteriore precisazione da fare: inizialmente, i suddetti danni, anche sulle premium, sono alquanto limitati. A quanto pare, più si progredisce nella modalità A-Spec, più suddetti danni vengono “sbloccati”. Nelle prime gare, quindi, un impatto violento contro un muro, a velocità elevata, quasi non scalfirà la vostra vettura, premium o meno che sia. Successivamente, invece, il sistema di danni prende piede e, pur non permettendo di ridurre a rottami il veicolo di turno, fa il suo lavoro, deformando la carrozzeria (delle Premium) a seconda degli impatti con effetti convincenti, seppur non esagerati, e tutti calcolati in real-time seguendo il motore fisico del gioco. Non possiamo che rimanere interdetti davanti a tale scelta: se i danni estetici esistono, perché limitarli unicamente alle gare più difficili, lasciando di fatto privi i neo-acquirenti di una feature presente sul disco e non determinante ai fini della guida (nel senso che essendo solamente estetici, non comportano variazioni dell’assetto della vettura)? Discorso simile per i danni meccanici, più interessanti agli occhi degli appassionati di motori: nelle fasi iniziali, nonostante siano stati confermati da Polyphony, non ce n’è traccia. Dobbiamo forse finire il gioco per poter godere appieno del gioco stesso? Speriamo che il tutto venga risolto tramite una patch, e la cosa più logica sarebbe dare al giocatore la possibilità di inserire o meno eventuali danni, estetici o meccanici che siano.


La Comunità di Gran Turismo.

Affianco alla infinita modalità GT, ecco fare il suo ritorno la possibilità di sfidare amici o sconosciuti sui tracciati online. Il sistema è stato leggermente cambiato da GT5 Prologue, e con tutta probabilità, come quest’ultimo, verrà continuamente aggiornato e modificato (proprio qualche giorno fa è uscita una patch per aggiungere feature alle gare online). In sostanza, è stato abolito il matchmaking visto nel Prologue (almeno per ora) e il sistema di “punti prestazione”, due funzioni che andavano tutto sommato bene. E’ stato invece creato un sistema di stanze, ognuna legata ad un host, nelle quali si possono sviluppare dei veri e propri “Track Day”, ovvero giornate in pista in compagnia di amici. Fino a 16 giocatori possono partecipare, e se non avete auto sufficientemente potenti per sfidare i vostri avversari, Polyphony ne mette a disposizione alcune di base. L’ospite può quindi decidere il tracciato, il numero di giri, ma anche tutto il regolamento di gara: livello di penalità, aiuti consentiti, potenza/peso massimi, griglia di partenza. Prima della gara si può anche effettuare una prova libera sul tracciato, per scoprire tutti i suoi segreti, prendere confidenza e equilibrare la vettura come meglio si può. Il risultato è variabile, e dipende molto dal tipo di giocatore con cui avete a che fare. Scremando con attenzione, si possono trovare utenti davvero interessati a gare corrette e leali, mentre altri puntano a divertirsi e poco più. Il sistema di stanze, però, se da un lato permette a un gruppo di amici di partecipare assieme a giornate di gara, dall’altro è troppo chiuso per poter permettere un divertimento rapido alla portata di tutti. Spesso, trovare la stanza più appropriata alle proprie esigenze può essere difficile, e la voglia svanisce in fretta. In più, non c’è alcuna ricompensa: paradossalmente, è stato introdotto un sistema di livelli in GT5, ma esso viene usato solo offline, mentre online non ci saranno premi di nessun tipo, nemmeno monetari. In più, il sistema di livelli poteva essere applicato alla stanza, così da identificare "da fuori" i piloti più seri ed esperti. Sommiamo a tutto ciò un codice di rete ancora non perfetto, ed è evidente che c’è bisogno di qualche sistemata. Ma siamo altrettanto sicuri che Polyphony è già al lavoro per migliorare l’esperienza online del suo nuovo prodotto.


Editor, o meglio Generatore, di Tracciati.

Avevamo accennato in apertura a questo interessante Editor di tracciati. In sostanza, è un’opzione che permette al giocatore di creare semplici circuiti basandosi su temi predefiniti (Toscana, Alaska…) andando non a determinare metro per metro la nuova pista (come succede ad esempio in ModNation Racers), ma semplicemente “generando” il tracciato selezionando il numero di settori e la loro rispettiva complessità. Il risultato è semplice, veloce ma divertente, e grazie alla possibilità di salvarli e scambiarli online, potremmo presto vedere dei circuiti particolarmente interessanti. Di certo più che un editor è un generatore di piste, quindi non aspettatevi assolutamente di poter ricreare, ad esempio, Spa-Francoshamps o Silverstone.


Reality Simulator?

La serie di Gran Turismo è sempre stata famosa per settare standard generazionali in quanto a resa grafica e cura nei dettagli. Il termine “pornografia automobilistica” è quello che più di ogni altro si addice al titolo in questione: la “macchina”, in quanto tale, è sempre al centro dell’attenzione, e le vetture premium sono costituite da un’abbondante mole di poligoni, “baciate” da stupendi effetti di luce (il ciclo giorno-notte è davvero superbo) e rese vive da una palette cromatica veramente realistica e piacevole. Il Photo Mode, che ritrae le vetture inondandole di ulteriori effetti, sembra davvero reale.

Ma il risultato è all’altezza delle aspettative? Sì. E no. 

Il grave problema di Gran Turismo è che forse si è voluto fare troppo e troppo bene. Abbiamo già ampiamente parlato delle vetture standard, e tutto sommato fanno il loro dovere. Non abbiamo però discusso dei circuiti, e della realizzazione tecnica di tutto ciò che circonda le vetture. Per carità, i circuiti di nuova generazione (Madrid, Toscana, Roma, Special Route in notturna, ma anche il Nurburgring) sono dei capolavori, e correre da dentro l’abitacolo di una supercar premium in una delle suddette piste è uno spettacolo tale che non se ne vedranno probabilmente più in questa generazione. Avete sempre sognato una gara con ciclo giorno-notte al già citato Nurburgring o al Circuit de la Sarthe (Le Mans)? L’avrete, e sarà un’esperienza unica, statene certi.

Ma, come per una vettura vera, per valutare la quale non ci si può affidare solo alla “velocità massima”, ma bisogna anche considerare la costanza in ogni situazione, così Gran Turismo 5 raggiunge delle vette graficamente impressionanti, ma non è costante. Alcuni tracciati, infatti, non godono dello stesso livello di dettaglio di quelli più nuovi, con modelli poligonali più semplici, texture meno convincenti, anche se il risultato è comunque ottimo. Anche gli spettatori a bordo pista non hanno ricevuto una cura esasperata, così come alcuni alberi palesemente in due dimensioni. Nulla di orribile, assolutamente, ma è ovvio che nel generale splendore di GT5, certi difetti risaltino all’occhio, e dopo tutti questi anni di attesa, forse era preferibile e auspicabile una maggiore cura generale. Ci sono alcune differenze anche tra le varie premium, paradossalmente: alcuni interni sono magnifici (guidare una Ferrari 458 Italia è da lacrime agli occhi), mentre altri sembrano antecedenti nello sviluppo, con ombre seghettate come si vedevano nel Prologue.

Il frame-rate è piuttosto stabile, anche con 16 vetture in pista, e molto raramente si hanno cali di fluidità, ma è invece presente qualche problema di tearing (per esempio azionando i tergicristalli), di pop-up di oggetti in lontananza e qualche difetto di aliasing (come nelle già dette ombre interne di alcune premium). La pioggia e la neve sono rese piuttosto bene, ma dalla visuale interna sembra tutto molto sgranato, anche se è apprezzabile la dinamica delle gocce che varia a seconda di dove si trovi il parabrezza rispetto alla sorgente della perturbazione. In più, la carrozzeria delle vetture non sembra bagnarsi per niente. Ma a fianco di tutto ciò ci sono anche fumi e polveroni volumetrici convincenti, oltre a sassolini di ghiaia o fili d’erba alzati dalle ruote che scaricano a terra tutta la loro potenza, o scintille nei contatti. Il tutto a 1080p di definizione e, se mai aveste comprato una TV HD 3D, anche in 3D. Da sottolineare il supporto al PSEye, che permette di tracciare i movimenti del capo del giocatore così da muovere la visuale all’interno dell’abitacolo.

Il comparto sonoro fa il suo dovere ma non raggiunge vette di eccellenza: i diversi rombi delle vetture sono tutti riprodotti con fedeltà, anche se una maggiore grinta dei propulsori sarebbe stata preferibile. Lo stridio delle gomme è stato parzialmente eliminato, o quantomeno reso meno fastidioso. Il rumore degli impatti tra vetture o con i muri, invece, fa sorridere, in quanto rammenta più delle barche in vetroresina che delle auto di acciaio. La colonna sonora delude un po’, dividendosi in buone tracce Jazz o Lounge per i menù e pezzi rock/elettronici più aggressivi, ma piuttosto anonimi, nelle gare. Utilizzerete volentieri la funzione che permette di importare le vostre playlist dal disco fisso di PS3, ve lo assicuriamo.

In definitiva, anche per il fattore “vetture standard”, Gran Turismo 5 non rappresenta quel mostro di grafica che ci si aspettava, o meglio lo è, ma non in tutte le situazioni.


Il balzo in avanti (?).

Come detto in apertura, Gran Turismo 5 doveva, nelle intenzioni di Yamauchi, rappresentare un salto generazionale per la serie e per il genere. Il risultato, purtroppo, non è quello aspettato: GT5 è più un passo in avanti per la serie, ma non riscrive la storia dei racing game, e questo anche a causa di scelte discutibili, come un’online un tantino sottotono e feature inspiegabilmente bloccate ad inizio gioco. Per il resto, Gran Turismo 5 rappresenta l’apice della “filosofia” della serie. La macchina è sempre al centro dell’attenzione, la cura per i dettagli è maniacale, la quantità di contenuti è impressionante. E’ senza dubbio il racing game più completo mai visto, ma da cinque anni di sviluppo, ci si aspettava un prodotto più completo non solo per i contenuti, ma sotto ogni punto di vista. Come disse Myamoto: “Un gioco rimandato può ancora essere buono, un brutto gioco rimane un brutto gioco”: l’attesa sicuramente non ha fatto altro che aumentare le aspettative, e il risultato è comunque un racing game di altissimo livello, molto migliorato dai precedenti. Per gli amanti dei racing game, un acquisto imperdibile, mentre per i fan della serie è assolutamente imprescindibile. Ma ora basta con le parole, è arrivata l’ora di calarsi nell’abitacolo e accendere il motore. Finalmente.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

E’ stato molto difficile recensire GT5, proprio a causa della sua struttura: un titolo infinito già in partenza, ma che piano piano continua a migliorare sotto ogni aspetto, a svelarsi ancora di più. Inoltre, sono cresciuto con la serie sin dai primi episodi, quindi ogni Gran Turismo è un tuffo al cuore, un viaggio nell’infanzia. Tramite il volante le sensazioni di guida sono splendide, e grazie al suo parco macchine infinito e comprensivo di qualsiasi periodo/nazione, ci sono i presupposti per continuare a giocare a questo quinto episodio per molti mesi (se non anni) a venire. Alcune scelte non possono che far storcere il naso, e le competizioni online necessitano di un’aggiustata, ma raramente mi sono trovato davanti ad un titolo così completo. Un sogno fatto realtà per gli amanti dell’automobile.

GRAFICA:9Non sempre regolare, ma sa regalare spettacoli mai visti: in alcune situazioni, è da 10, in altre no. Peccato per il tearing spesso presente.
SONORO:8Buoni i rumori meccanici, meno quelli di “impatto”. La colonna sonora di gara è un tantino anonima, mentre il jazz dei menù ci sta a pennello.
GIOCABILITà:9.5Con un volante, trasmette emozioni, anche grazie al motore fisico migliorato rispetto ai vecchi episodi. L’aggiunta di WRC, Nascar e Go-Kart aumenta il divertimento e la varietà: qualità e quantità. Peccato per la gestione non ottimale dei danni, almeno inizialmente.
LONGEVITà:10Probabilmente non lo finirete mai, tante sono le gare a cui partecipare, le sfide da superare, le vetture da comprare. Eterno anche grazie al multiplayer, seppur migliorabile.
VOTO FINALE9
PRO:-Completo di ogni tipo di vettura e di sfida.
-Motore fisico migliorato.
-Grafica splendida...
CONTRO:-...ma non sempre su altissimi livelli.
-Danni limitati nelle prime fasi di gioco.
-Online migliorabile.
F1 2010 ( PS3 )Se preferite i ritmi forsennati della Formula 1, il gioco ufficiale è sicuramente la migliore scelta.
Forza Motorsport 3Il più diretto rivale di Gran Turismo da qualche anno a questa parte. Provatelo e non ne resterete delusi.
SCHEDAGIOCO
Cover Gran Turismo 5

Gran Turismo 5

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