Hyperdimension Neptunia Victory

L’ultradimensione a portata di mano
Scritto da il 15 aprile 2013
Hyperdimension Neptunia Victory Recensione

Benvenuti a Gamindustri, o meglio, bentornati nel nuovo e gustoso capitolo della dea Neptune! Hyperdimension Neptunia è un JRPG a forti tinte manga, creato dalla Idea Factory in collaborazione con Compile Heart, e distribuito niente poco di meno che dalla Namco Bandai, già curatrice di serie da brividi come Dragon Ball, One Piece e Tekken, e si appresta a invadere i il mondo virtuale in un modo del tutto inusuale, qual è l’attacco, ovviamente satirico, rivolto alla guerra tra console di settima generazione, rievocata dal titolo sin dal primo capitolo nel 2010.


Accendiamo il controller e… che guerra sia!

In una terra costituita da quattro nazioni come Lastation, Leanbox, Lowee e Planetune, che rappresentano ipoteticamente le 4 principali console in ordine Playstation 3, Xbox 360, Nintendo Wii e SEGA, la nostra eroina Neptune, Dea protettrice alquanto formosa di Planetunesi, ritrova in una dimensione diversa dalla sua ma familiare alla Gamindustri degli anni '80. E’ passato un bel po’ di tempo da quando il dio criminale Arfoire è stato sconfitto, ma ora tutta quella realtà è scomparsa per lasciare il posto ad una nuova minaccia, una misteriosa organizzazione nota come I Sette Saggi, che mira all’indipendenza dai CPU,ovvero le rispettive dee protettrici delle suddette nazioni. Neptune dovrà quindi lottare per salvare questa dimensione dalla catastrofe e riuscire a tornare indietro. Come ogni JRPG che si rispetti, il gioco è basato su un sistema d’attacco e difesa a turni, durante i quali avremo la possibilità di camminare o correre verso il nostro avversario, azione alquanto necessaria se vogliamo iniziare un vero attacco! Una volta vicini compariranno quattro opzioni, quali un attacco semplice , una serie d’attacchi in combo decisamente più potenti, la possibilità di utilizzare oggetti o semplicemente difendersi, operazione questa che potremo all’inizio eseguire con la sola protagonista ma che, in seguito, vedrà l’apparire di compagni d’avventura che potremo sfruttare per abbattere i nemici sempre più rapidamente. Neptune in principio non riuscirà a trasformarsi e diventare la Dea che ha contraddistinto i primi due capitoli della saga,elemento questo che relativamente presto nella progressione del gioco sarà uno dei punti cardine e la chiave per affrontare e battere i boss sul nostro cammino; il tutto in un sistema d’attacco nettamente migliorato e velocizzato, che permette al giocatore di personalizzare l'aspetto della forma trasformata di Neptune, aumentandone i parametri quando è nella suddetta forma tramite chip diversi; tutte le mosse e le combo di ciascun personaggio possono essere personalizzate fin nel più piccolo dettaglio.


Un mondo di gioco dinamico

Ad aiutarci durante l’esplorazione dei Dungeon(che appare un po’ ingessata, a giudicare dalla fluidità dei movimenti del nostro personaggio,ndr) saranno equipaggiamenti che troveremo nei Dungeon e che influenzeranno i nostri poteri quali armi, armature, costumi, ma non solo!L’estetica qui gioca un ruolo non certamente secondario dandoci la possibilità per la prima volta di personalizzare i costumi delle protagoniste addirittura caricando immagini adatte dai noi scaricate appositamente per il titolo, scegliendo anche tra una moltitudine di accessori. Tra le novità inserite per distinguere Neptunia Victory dalle sue sorelle troviamo una nuova funzione chiamata Nep Station , che informa sullo sviluppo e gli avvenimenti di Gamindustri e Neptune, ed avrà il potere di cambiare la storia, ereditando il potere delle altre dee e trasformandolo in armi facendo sprigionare delle mosse finali super devastanti, mentre l’esperienza di gioco risulta notevolmente arricchita dal System scout, un sistema in cui personaggi secondari conosciuti come osservatori sono distribuiti su tutta Gamindustri grazie alla raccolta di informazioni riguardo le missioni. Le informazioni collezionate dagli osservatori possono far apparire nuovi dungeons, decidere il tipo di strumenti che potete ottenere e cambiare Gamindustri a poco a poco. Inoltre, la peculiarità di questo sistema è che il giocatore può decidere se credere o non credere alle informazioni, le cui preferenze possono causare variazioni su ciò che è possibile cambiare. Le scelte del giocatore creeranno una dimensione divina che in seguito potremo esplorare. Il comparto audio decisamente ben si addice al ritmo scandito dai turni d’attacco e rende il tutto molto dinamico, evitando di appesantire o costringere il giocatore a modificare il livello del sound, stilisticamente rockeggiante; le musiche sono quelle composte da Nobuo Uematsu e dal suo gruppo, gli Earthbound Papas. Come guest-star dovrebbero comparire anche Masanobu Endō e Sakura Tamakichi, note cantanti del sol levante.Ma cosa vedono i nostri occhi (e qui casca l’asino, ndr)? Ciò che si para dinanzi a noi è una grafica decisamente al di sotto del livello medio dedicato a titoli del genere,non ultimo come termine di paragone, un Final Fantasy XIII con 3 anni d’anzianità che possiamo tranquillamente collocare 3 o 4 spanne al di sopra del titolo che stiamo esaminando, dotato di pixel di scenografia nettamente in evidenza, con una profondità dello spazio appena percettibile e texture dei personaggi nelle poche, pochissime animazioni(la maggior parte dello sviluppo della storyline avverrà in finestre di dialogo in 2D),nettamente al di sotto delle attese.


Che bei vestitini…

Ci troviamo dunque di fronte ad un gioco (uscito il 15 marzo in europa,ndr) molto divertente, satirico, burlesco, che sa avvolgerti con la dinamicità del gameplay ma che scade se siamo tipi esigenti riguardo a grafiche nextgen, dal momento che qui, siatene certi, non ne troverete l’ombra. Una scelta sbagliata questa degli sviluppatori, che certo non dà gloria alla trama che possiamo tranquillamente definire molto originale, e che trova ulteriori conferme se ci soffermiamo all’attenzione da loro dedicata al mercato extrasiatico: gioco esclusivamente in inglese e custodia disco alquanto scarna per quanto riguarda le informazioni sui contenuti del titolo (come un accenno di trama), e che si limita a descrivere - e non certo in maniera esauriente - le novità del titolo in questione. Ma vediamo il bicchiere mezzo pieno, almeno le ragazze in copertina sono ben disegnate!

COMMENTO

Un autentico diletto, se siamo stanchi delle solite trame da jrpg e vogliamo buttarci in una spensierata avventura, ma che potenzialmente può rappresentare una vera spina nel fianco nella nostra collezione di giochi di ruolo se siamo attenti ai dettagli.

GRAFICA:6.5Al di sotto della concorrenza.
SONORO:8Gradevole e non invadente.
GIOCABILITà:8.5veloce, ottime ne combinazioni e trasformazioni, pecca nell’esplorazione degli scenari.
LONGEVITà:8.525-30 ore di gioco sono assicurate.
VOTO FINALE8
PRO:- Velocità, dinamicità e brio del sistema di combattimento
- System scout, che aggiunge alla consueta esperienza di gioco, l’ulteriore influenza del giocatore nei suoi progressi
- Trama original
CONTRO:- Grafica di medio/basso livello
- Animazione 3D quasi assente
Final Fantasy XIII-2 ( PS3 )Parlando di RPG, non si può non citare un esponente (nella fattispecie, l'ultimo) della serie targata Square Enix.
Disgaea 4: A Promise UnforgottenAltra serie famosa in oriente, con uno stile decisamente unico!
SCHEDAGIOCO
Cover Hyperdimension Neptunia Victory

Hyperdimension Neptunia Victory

Scheda completa...
Hyperdimension Neptunia Victory2013-04-15 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/hyperdimension-neptunia-victory/L’ultradimensione a portata di mano1020525VGNetwork.it