Killzone 2

"My people... Sons and daughters of Helghan..."
Scritto da Mail@ Meghar1il 02 marzo 2009
Killzone 2 Recensione
Sentir pronunciare queste parole mi fa ribollire il sangue. Non posso concepire il loro concetto di coraggio, i loro inni alla purezza, il loro grido di furia cieca; non posso in alcun modo tollerare ciò che tutti quelli che amo e conosco sono stati costretti a sopportare, senza poter fuggire, senza poter scappare ed evadere da un'invasione di follia. Ecco, arriva Rico, questo significa che siamo ormai pronti a decidere quello che sarà di noi in questo dannato universo: creature disperse e reiette senza patria e senza onore? Probabile. Corpi inermi sotto una granula di piombo Helghan, vivi fino all'ultimo respiro anche solo per poter urlare vendetta? Urlare di rabbia e disperazione, nella certezza di raggiungere fino all'ultima sinapsi dietro quegli occhi rossi di violenta follia genocida? Questo si, lo faremo. Ma solo dopo avergli bucato l'anima con una scarica di pallottole.

Questo, signore e signori, è Killzone 2.

Atteso, chiacchierato, pagato, quotato e un milione di altre cose. Killzone 2 si presenta al mondo come uno dei giochi della next-gen più desiderati, in primis - ovviamente - dal popolo Playstation, tanto da quei fedelissimi che a occhi chiusi hanno acquistato la nuova creatura di mamma Sony, quanto da quelli che si sono avventurati per la prima volta nel mondo dei videogiochi, scegliendo il nuovo monolite in scocca lucida. Guerrilla ha passato gli ultimi anni sotto l'ala protettrice del colosso nipponico, che ha fornito un budget milionario per il seguito di quello che fu, sicuramente, il re degli FPS su Playstation 2. La storia del primo capitolo non è quella che lascia a bocca aperta per i colpi di scena, pur presentando interessanti particolarità: i terrestri dominano l'universo intero, la ISA è il braccio del governo che gestisce il potere esecutivo, mantenendo l'ordine. Una compagnia di uomini, nel periodo di colonizzazione, fu inviata fin sul lontano pianeta Helghan, dal quale non vollero più staccarsi. L'atmosfera era quasi irrespirabile, le condizioni climatiche avverse, ma i coloni si stabilirono lì e adattarono il loro fisico (ed indossarono una mascherina respiratoria dai rossi occhi...). Sopravvissero a tutte le avversità, mutando ed evolvendo (o involvendo?): non erano più esseri umani, erano ormai Helghast. Il nome fu attribuito alla specie dal loro leader spirituale e governativo, Scolar Visari, lo stesso che ordinò l'invasione della colonia terrestre più vicina. Il pianeta Vekta.Quest'ultimo è il luogo di svolgimento dei fatti narrati nel primo Killzone, dove il protagonista era il Capitano Templar, coadiuvato da altri tre compagni, tra i quali l'artigliere Rico Velasquez. Questa volta, Rico sarà ancora al nostro fianco, ma come personaggio non giocante e come capo della squadra alla quale apparteniamo: il nostro avatar è Sevchenko (qualsiasi persona di fede calcistica noterà più di una particolarità in questo nome), per gli amici "Sev", e sarà impegnato in una bazzecola di poco conto. Invadere e conquistare il pianeta Helghan. Beh, non tutto e non da solo ovviamente, la maggior parte delle volte infatti saremo in quattro a fronteggiare le orde degli Helghast, i quali risultano sicuramente un pizzico infastiditi dalla nostra operazione. Del resto, però, la vendetta - per semantica - non lascia intendere un gesto generoso e nobile, bensì espone proprio ciò che i terrestri desiderano per chi ha invaso (precedentemente) il loro pianeta: la morte e la sottomissione, così da far cessare la minaccia di Helghan e di Visari.
La Squadra Alpha.

"Sev, non centreresti nemmeno il culo di mia nonna"

Queste soavi parole sono uno dei tanti incitamenti del dolce Velasquez, che sprona a migliorare il nostro controllo delle armi. E' difficile, maledizione, con tutta questa roba addosso si sente il passo pesante, ogni ricarica è il potenziale preludio ad una morte precoce, ogni sibilo di proiettile mi fa venire i brividi. Ora, però, non è il momento di sentimentalismi, la nostra missione su Pyrrhus ha avuto inizio. In questa schifosa città, Visari ha costruito il cuore dell'impero Helghast, la sua contraerea ci ha indebolito anche se non è riuscita a fermarci. Siamo nelle vicinanze del porto, adesso, e non ci fermeremo questo è certo. I proiettili sono vicini, alcuni mi colpiscono, per fortuna le nostre facoltà di recupero di energia non sono basate su alcun kit medico; eccolo, ne vedo uno davanti a me, sono inquieto, sparo, lo colpisco a fatica, quest'arma mi sembra più pesante ad ogni colpo. Cade sotto il piombo, una granata mi passa sulla testa, devo correre fino alla prossima copertura per farmi colpire da meno schegge possibili. Un lenzuolo di soldati dagli occhi infernali sono appostati ad attenderci poco più avanti, ci ripariamo dietro ciò che troviamo alla bene e meglio, anche se dopo un po' alcune coperture vengono distrutte dai colpi. Non siamo al sicuro neppure dietro le colonne, che si sgretolano spesso e volentieri, lasciando scoperta l'anima di cemento armato, dura come il cuore di pietra degli Helghast. Non dimenticherò mai quegli occhi, di fronte a me, che non esitano ad estrarre un coltello, poco prima che il mio proiettile faccia saltare il loro caschetto e li conceda alla dolce morte. Dobbiamo prendere Visari.
Scolar Visari.

Basta un poco di blur e la pillola va giù...

Non ce ne voglia Mary Poppins. Il lato grafico di Killzone 2 - più che chiacchierato, dopo il famoso video d'introduzione di qualche anno fa - raggiunge vette elevatissime, che su console (meglio, su PS3) non erano ancora state raggiunte: il lavoro dei Guerrilla è di quelli da applausi. Dopo il filmato che ci conduce sul luogo d'inizio della nostra missione (che per ovvie ragioni non è qualitativamente ai livelli di quello in computer-grafica sopraccitato), ci guardiamo intorno stupiti ed affascinati. L'atmosfera di Pyrrhus è di quelle che trasudano bellico da ogni poro, quelle che ti intimano di andare a salutare i tuoi genitori perché sai che da lì difficilmente uscirai vivo. La guerra nel suo stato più cupo e cruento è ciò che Killzone 2 trasmette sin dal primo minuto di gioco e lo fa in maniera divina. La spettacolarità delle scene offerte durante il nostro "viaggio di piacere" su Helghan è estrema, degna di un film - chi dice Salvate il Soldato Ryan? - e rende il titolo Sony, probabilmente, il gioco più immersivo degli ultimi anni. I "trucchi" usati dal team di sviluppo sono più di uno o due, ma tutti sapientemente improntati ad immedesimare il giocatore in una situazione critica e disperata. L'effetto blur (lo "sfocamento") che si presenta quando ci giriamo o corriamo e quando osserviamo la nostra arma in mano è determinato l'uno da un vero e proprio script, l'altro dalla scelta di inserire delle textures a bassissima risoluzione per riprodurre quell'effetto visivo tanto realistico. Possiamo dire, infine, che sul lato tecnico Killzone 2 non esalta oltre ogni confine, presentando anche qui dei piccoli accorgimenti votati a donare spettacolarità visiva più che reale prestazione tecnica: un esempio? Il sistema di illuminazione non è in tempo reale, ma pre-calcolato (ce ne accorgiamo nel livello del convoglio); lungi da noi lamentarci in maniera particolare, il complesso che offre l'opera videoludica è da "giù il cappello". Passando al sonoro, questo è assolutamente inebriante, specialmente beneficiando di un sistema Surround 7.1, col quale potreste realmente essere portati a girarvi di spalle per capire se una pallottola ha la rotto la finestra di camera vostra o un Helghast sta per venire fuori dalla cucina. Il rumore delle armi ha una resa eccezionale, nonostante tutti gli attrezzi bellici a vostra disposizione siano inventati (nessun arma è chiamata col suo nome reale, anche se molte sono somiglianti a controparti realmente esistite), gli spari, le esplosioni e le musiche riescono a donare una sensazione di "pericolo" davvero poco comune. E' doveroso dirlo: Killzone 2 non è "realistico", ma è di un'immersività senza pari. Il passo pesante, la difficoltà nel mirare e nello sparare, la sensazione di pericolo ad ogni ricarica dell'arma, le animazioni superlative di cui godono compagni e, soprattutto, nemici. Il "balletto di morte" Helghast è una feature della quale godere come ricci ingrifati, ogni soldato dai vitrei occhi rossi cade in maniera diversa, rotola su sé stesso, casca con una piroetta o sbatte con la faccia per terra. In fondo lo sappiamo: è un'altra tattica per spronarci a farne secchi a milioni.

Da dove traggono la loro energia?

Le fonti energetiche di Helghan sono un mistero. Come diavolo fanno ad alimentare quelle maledette torri anti-aeree? Quello che c'è dietro tutta questa storia puzza, e non è puzza di Helghast. Sarebbe interessante scoprire che cosa lega quei fasci di energia alle miniere di questi vermi, dovremmo fare qualche ricerca in più. Riusciremo ad averne il tempo? L'odore del sangue degli altri mi ritorna alla mente ogni secondo. Spero che della nostra squadra non ci lasci nessuno. Odio quegli occhi rossi, mi ripugnano. In certi momenti, però, non posso fare a meno di pensarci... Una volta erano come noi.Ora basta, non ho tempo da dedicare a reminiscenze, abbiamo una capitale da conquistare. L'Accademia di Radec sarà il nostro ostacolo più grosso, poi il Palazzo di Visari sarà in mano nostra. Dobbiamo solo pregare che la fortuna ci assista... Gli Helghast devono capire chi comanda nell'universo.
Invasione.

Modalità, trama e gameplay.

E' chiaro fin da subito: il single player di Killzone 2 ci immergerà in un conflitto che difficilmente dimenticheremo in fretta. La modalità principale è la Campagna, dove l'invasione di Helghan sarà affar nostro, affiancata dalla modalità Schermaglia che ci offre di far pratica con le mappe multigiocatore senza però collegarci alla grande rete. La pratica, del resto, è tutto quando si è in guerra. Appena iniziata la Campagna, ne verremo fuori solo a notte fonda o se sottratti da un genitore che ci parrà essere un fottuto Helghast che trama contro la nostra salute. Dopo una breve flebo di morfina, potremo renderci conto che il gameplay del capolavoro di Guerrilla non ha fronzoli di sorta, ma anzi cerca di rendersi un po' più "crudo" dei suoi parenti (come Call Of Duty, ad esempio), inserendo la pesantezza del passo, la sensazione dell'arma e l'atmosfera di totale bordello bellico e devastazione che troneggia sulla città di Visari. Abbiamo la possibilità di portare con noi tre armi, una pistola con munizioni infinite (scelta sicuramente poco realistica, ma molto utile in situazioni disperate), l'arma principale - che di base è il fido M-82G in dotazione agli ISA, con il mirino verde - che può essere cambiata raccogliendo quelle dei nostri amati parassiti (sono poco meno di 20, vi lasciamo il gusto di scoprirle), ed il coltello militare, sempre utile quando si è in grossi guai e gli Helghast sembrano volerci baciare con foga. In aggiunta, abbiamo a disposizione le granate, esplosive ed elettriche. La varietà ed il design dei livelli sono esplicitamente cupi, senza sentimento ed atti a trasportare il giocatore in un mondo senza alcuna fede se non quella della milizia. Il sapore di regime totalitario (chi dice Nazismo?) che rimane sulla punta della lingua quando si attraversano gli ultimi livelli di gioco è un misto tra l'inquietante e l'affascinante, che emoziona e coinvolge in maniera estrema. La colonna sonora che accompagna le nostre missioni è ispirata ed azzeccata, un misto di esaltazione e paura della morte, con punte di note alte e pompose che ci faranno pensare di essere dei veri corpi speciali con uno scopo di importanza fondamentale. Un'ultima nota va all'utilizzo del Sixaxis, non abusato nè utilizzato impropriamente: con il fucile da cecchino dovremo avere le mani più ferme possibile perché esso reagirà alle inclinazioni (se siamo bravi possiamo anche mirare solo con i movimenti delle mani), dovremo attivare le bombe da piazzare su obiettivi importanti o girare manovelle arrugginite. Poco utilizzato, si, ma in maniera sapiente per incrementare ulteriormente l'immedesimazione. Non vi basta ancora? Arriva l'Online...

Nella rete.

Killzone 2 è superbo in single player ed incrementa ulteriormente nella modalità online. Sfidare le altre persone è stimolante e divertente: esistono anche qui i Clan, le possibilità di trovare la partite dove stanno giocando i nostri amici ed i Tornei con le classifiche generali e periodiche. I servers (anche in questi primi giorni di massiccio utilizzo, con relativamente poco collaudo) si sono già dimostrati eccellenti, tranne qualche sporadico caso di crollo della partita. Non esiste lag, per il momento, e questo non può che farci piacere, specie in un titolo dove l'azione è così concitata. Ogni partita vede una o più missioni svolgersi, la squadra che completa prima la missione si aggiudica il punto (in ogni partita ci sono un massimo di 5 missioni differenti) e così via; ogni giocatore sale di livello quando guadagna punti esperienza, arrivando a promozioni di grado e sblocco di numerose opzioni in grado di aumentare la longevità, come la scelta della classe, che porta ognuno di noi ad impersonare un tipo determinato di militare e guadagnare esperienza con le azioni proprie di quel ruolo. Le classi disponibili vanno dal soldato semplice, per poi poter diventare Geniere, Medico, Ricognitore, Assaltatore, Fuciliere, Tattico e Sabotatore, sia per le forze ISA che per quelle Helghast, impersonabili nella Zona di Guerra (la modalità online si chiama così). La varietà di abilità aumenterà di volta in volta, rendendo il gioco più variegato e longevo. Le mappe possono contenere fino a 32 giocatori contemporaneamente e danno ampio spazio (e focus) al gioco di squadra, il quale diventa letale se fatto bene. Che altro dire, se non fosse che vi vogliamo un bene dell'anima non avremmo mai smesso di giocare per "perdere tempo" a scrivere questo articolo.
Le classi ISA.
Le classi Helghast.

Ultimo, ma non ultimo.

Dobbiamo assolutamente aggiungere alcune cose. Sadismo? No, dovere di cronaca! Abbiamo tanto sentito (s)parlare della Intelligenza Artificiale di Killzone 2. Com'è realmente? La verità è una sola: non esiste una vera Intelligenza Artificiale senza che vi sia un ossimoro a far da padrone in questa definizione. L'IA di Killzone 2, come molte altre, è scriptata, ma è fatta in maniera davvero eccezionale: la difficoltà Recluta presenta degli Helghast remissivi, quasi, a Soldato si è già un pizzico più soddisfatti, ma se volete un consiglio spassionato, cominciate dalla modalità Veterano (a fine gioco si sbloccherà la modalità Elite, un vero inferno); l'IA dei soldati nemici, qui, si mostra in un'ottima veste, i quali corrono e si riparano dai nostri colpi, estraendo il coltello se avvicinati nel corpo a corpo, cambiando riparo se cambiamo posizione di tiro. Insomma, i dannati Helghast sembrano addestrati realmente. Un risultato incredibile, che nella modalità Elite (fate una preghiera a qualche divinità prima di cominciarla) si scatena in tutta la sua potenza e maestosità, rivelando un'interazione eccezionale tra gli script che compongono l'Intelligenza Artificiale, la quale vi assale, vi aggira e vi attacca in massa (e con granate) per stanarvi, se ne ha la minima occasione. Ci sono tante altre cose da dire su Killzone 2 (ad esempio, Trofei pienamente supportati, ma ci pareva ovvio), ulteriori piccole chicche che contribuiscono a rendere il prodotto Sony un "must-buy" ed un esponente dei più validi nel panorama mondiale degli FPS, ma preferiamo lasciarvi il gusto della scoperta, che è sempre una cosa da non sottovalutare.Le innovazioni sono poche, davvero, ma Killzone 2 ha tutto quello che uno sparatutto deve possedere per coinvolgere ogni giocatore che abbia anche solo un minimo desiderio di provare quel genere. Immersività, grafica ad alto livello, azione a non finire, una trama che è calcolata al dettaglio (pur presentando, comunque, parecchi clichè bellici) e un nemico carismatico più che mai: il buon Helghast. Certo, i primi tre o quattro livelli paiono essere molto simili, ma rendono in maniera impeccabile l'idea di continuità che il team di sviluppo voleva dare fino ad una certa svolta nella trama (tranquilli, non vi sveliamo nulla), che ci porterà poi a visitare anche il villaggio di Suljeva e la raffineria di Tharsis. Il level design, dal quinto in poi, si modifica e pare evolversi insieme alla trama e alle nostre emozioni. Un senso di connubio che non si vede spesso.

"Occhio, ERREPIGI!"

E' questo l'effetto che il lavoro del team Guerrilla genera: un allarmismo puro, come se un RPG fosse stato caricato di fronte a noi. L'esclusiva più attesa degli ultimi anni dal popolo Playstation è ormai su tutte le console del mondo, pronta ad essere consumata dai videogiocatori del globo. Killzone 2 si presenta come una conferma assoluta di (quasi) tutte le promesse fatte da mamma Sony, e pazienza se qualche texture è assolutamente scarsa a confronto con molte altre, se i livelli di difficoltà più bassi presentano un'IA quasi idiota, se non c'è una modalità cooperativa, se la tecnica del titolo è un po' coperta dai "trucchi" del team o se la trama non è degna di un Metal Gear Solid. Il sequel tanto atteso si fa sviscerare in maniera più che prepotente e dona un'esperienza che ha tutto il sapore del cinema d'azione. Killzone 2, infatti, è l'anello mancante tra la cinematografia hollywoodiana e la spettacolarità videoludica.
COMMENTO
Mail@ Meghar1

Non mi sono divertito a giocare Killzone 2: mi sono immedesimato, nel farlo. Un titolo creato in maniera sopraffina in una generazione che stenta quasi a decollare, che risente il peso delle pietre miliari del passato. Killzone 2 non ha (purtroppo) gli elementi per divenire una di queste, più per questioni di scelte che di tentativo mancato. Il lavoro dei Guerrilla non vuole innovare, rivoluzionare, ma semplicemente essere un FPS, soltanto che riesce nella grande impresa di farlo meglio di tanti altri. A dir la verità, di quasi tutti, al momento.

GRAFICA:9.5Un tasso grafico sopra la media, abili "tricks" per donare al titolo un'immersività degna di un cinema. Gran lavoro, Guerrilla.
SONORO:9Impagabile un 7.1 che fa sibilare i proiettili sopra le nostre teste, che fa esplodere il divano dietro di noi... Ed un buon doppiaggio in italiano!
GIOCABILITà:9Gameplay facile ed immediato, modalità di gioco chiare e controllo intuitivo, dopo le prime volte.
LONGEVITà:9Le difficoltà più alte offrono ore di divertimento e le sfide online allungano prepotentemente la longevità del titolo. Senza considerare l'alta rigiocabilità...
VOTO FINALE9.5
PRO:- I.A. che sa come farvi arrivare all'imprecazione.
- Immerge totalmente in un clima bellico.
- Tasso grafico eccellente e online longevo.
CONTRO:- Alcune textures sono decisamente fuori luogo, confronto a molte altre.
- Lo scenario pareva essere molto più distruttibile.
Call of Duty: World at War ( PS3 )Call Of Duty 5 è un tipo differente di FPS, ma comunque un più che valido esponente del genere.
BioShock ( PS3 )Il capolavoro che più si avvicina ad immergere quanto Killzone 2 nel gioco. Trama ed atmosfera rendono Bioshock un "must-have".
SCHEDAGIOCO
Cover Killzone 2

Killzone 2

Scheda completa...
Killzone 22009-03-02 22:35:17http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/killzone-2/"My people... Sons and daughters of Helghan..."1020525VGNetwork.it