Motorstorm: Apocalypse

Evolution Studios ci mostra la fine del mondo
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 30 marzo 2011
Motorstorm: Apocalypse Recensione

Il tema dell'Apocalisse non può che essere uno dei più chiacchierati al momento, tra terribili maremoti in terra nipponica e quel 2012 che sempre di più si avvicina a noi. E cosa c'entra tutto questo con Motorstorm, rally game dallo stampo smaccatamente arcade che ha visto la luce su PlayStation 3 nel lontano 2007? Non molto all'apparenza. Ma evidentemente i ragazzi di Evolution Studios la pensando diversamente. Dopo i polverosi (e monotoni) deserti del primo Motorstorm, e dopo la grande (e piacevole) varietà di Pacific Rift, cosa inventarsi? Semplice: il Festival dei motori si sposta nel bel mezzo dell'Apocalisse. Non ne vedete il passaggio logico? Nemmeno noi, ma questo non ci impedisce di gustarci il titolo in questione.


I Quattro (o meglio tre) Cavalieri di Apocalypse

Motorstorm Apocalypse segna una svolta importante nella serie, sia come ambientazione che come “trama”. Sì esatto, proprio trama. Il terzo capitolo della serie introduce infatti una storia a far da base alla modalità single player. Dite addio al precedente Festival, dove le gare si sbloccavano, una in fila all'altra, con ticket conquistati a suon di vittorie; dite addio alla selezione della vostra vettura preferita tra quelle ammesse alla gara; dite addio alla possibilità di poter scegliere quali gare disputare, o in che ordine farle. Ora è tutto molto più lineare, e le gare vengono proposte una di fila all'altra, inframezzate da brevi filmati, realizzati in stile fumetto, i quali portano avanti il tutto. Il giocatore, in poche parole, non può più scegliersi un anonimo e inutile pilota e gettarsi subito nella terribile mischia offerta da sempre da Motorstorm. Bisogna per forza utilizzare tutti e tre i protagonisti, in serie, in gare progressivamente più ostiche. Il risultato non è granchè: la trama si può tranquillamente abbandonare, dato che lascia il tempo che trova e non riesce sostanzialmente a coinvolgere il giocatore, che invece vorrebbe gettarsi a capofitto tra sgommate e botte da orbi (ed esplosioni, tante esplosioni, ma ne parliamo tra poco) senza tante parole. Lo stile fumettoso, inoltre, non si adatta molto bene a Motorstorm, e sicuramente non è curato (e/o giustificato da scelte stilistiche) come quello usato in inFamous, giusto per fare un nome. I vari personaggi - compresi quelli principali - sono anch'essi abbastanza privi di carattere, cadendo spesso nei soliti clichè del “ragazzino scatenato” o del “barbone buzzurro”, per non parlare de “la bionda prosperosa”.


“Qua vien giù tutto!” (cit.)

Motorstorm è nato come gioco di rally assolutamente casinaro e con poche pretese simulative. Pacific Rift non ha fatto altro che ampliare la variabilità del primo episodio, aggiungendo diverse ambientazioni su cui gareggiare. Apocalpyse, invece, prova a cambiare strada, almeno in parte. Il titolo infatti è ambientato pressoché in toto in una città, una enorme città, svuotata (o quasi) dei suoi cittadini per l'arrivo di un potentissimo e catastrofico terremoto. Se la storia vi sembra abbastanza attuale, non sbagliate di certo: non a caso, il titolo in questione è stato rinviato sia in Giappone che in diversi paesi Europei. Ciononostante, gli intrepidi partecipanti al festival non si tirano indietro, anzi decidono di fare della città in rovina (o meglio, della rovina della città) il loro nuovo parco giochi.

Ciò che offre Motorstorm Apocalypse è davvero incredibile, sia come ritmo che come impatto visivo. Difatti, la distruzione della città avviene proprio nel mentre delle gare. Esplosioni, terremoti, smottamenti, tornado, fulmini e saette, tombini in fiamme, crolli di grattacieli, barche che sfondano gli argini del porto. Tutto succede “in diretta”, mentre il giocatore tenta di mantenere la concentrazione e di comprendere gli effetti che tali calamità hanno sul gameplay. Infatti, i tracciati, oltre a presentare le solite diverse strade, di solito favorenti un mezzo piuttosto che un altro, ora vengono modificati “in corso d'opera” dalle terribili calamità che colpiscono la malcapitata città. Può così capitare che il crollo di un palazzo apra una nuova via, oppure che una gigantesca esplosione spazzi via diversi avversari, bloccando una strada precedentemente aperta. Le variabili sono tante, e la fantasia degli sviluppatori va davvero premiata (anche se l'inspirazione ottenuta da Split/Second è spesso evidente). Giocando la modalità storia, difatti, quasi mai si ha la sensazione di dejavù: praticamente ogni gara che vi viene proposta è “nuova”, realizzata magari su un tracciato o una ambientazione già visti, seppure in parte, ma con sezioni aggiunte che richiedono ogni volta una buona dose di inventiva, oltre che di riflessi fulminei per evitare l'ennesimo cataclisma. Sarà difficile dire “Questo l'ho già visto”, mentre sarà facile pensare “Qua vien giù tutto!”. ​Ogni gara sarà così una sfida unica, e ciò non fa che aumentare l'adrenalina che vi ritroverete presto in circolo. Il tutto è davvero ridondante nella sua spettacolarità, anche grazie ad una telecamera particolarmente generosa nei movimenti al fine di sottolineare la confusione dell'azione. E come se non bastassero i danni offerti da madre Natura, ecco che la città si presenta come non del tutto disabitata. Per le desolate (e devastate) strade, difatti, non sarà raro trovare banditi o militari di qualche genere, armati con molotov, fucili e, perchè no, elicotteri da combattimento o addirittura un Harrier, pronti ad infastidirvi per qualche ragione (probabilmente spiegata nella trama, ma di sicuro non molto interessante). Un'altra variabile, dunque, che si va aggiungendo a quelle offerte dall'ambientazione, dalle diverse classi di veicoli e da una I.A mai tanto aggressiva e cattiva.


E il rally dov'è?

Per utilizzare la nuova fantastica ambientazione, qualcosa è andato sicuramente sacrificato, e in particolare proprio la definizione di “rally game” inizia a traballare. La città infatti offre prevalentemente asfalto, di certo non sempre bello regolare, ma sempre asfalto è, e in queste condizioni le varie tipologie di veicolo tendono ad avere comportamenti un po' più simili tra loro che in passato, anche perchè grazie alle numerose new entry, tra potenti superbike e supercar, tra agili supermini e devastanti muscle car, ormai la variabilità è talmente elevata che si è andati a coprire ogni possibile tipologia di vettura (per un totale di 13) e, di conseguenza, di stile di guida. Il tutto quindi è più sfumato, mentre in passato c'era molta più differenza (anche perchè le categorie erano appunto minori). Ma non disperate, perchè qualche pista presenta comunque fasi da rally, e lì la differenza si fa decisamente più evidente. Ciononostante, il sistema del turbo è stato ulteriormente migliorato e aggiornato, anche visivamente. Oltre ad elementi ambientali come fuoco e acqua, che rispettivamente riscaldano o raffreddano la temperatura del motore, ora entra anche in campo l'aria, utilizzabile nei salti più lunghi (ma solo a motore “spento”) ovviamente con un effetto benefico sulle temperature, e una particolare icona “esplosione”, che si attiva (riscaldando il motore) quando il veicolo viene colpito dai proiettili sparati dalla milizia locale.


Catastrofe in movimento

Dal punto di vista tecnico, Motorstorm Apocalypse colpisce in modo incredibile. Non sarà di certo il dettaglio più fino a risaltare, ma la qualità generale di ciò che appare a schermo. E di cose, spesso, ne appaiono tante, tutte assieme, e la maggior parte delle volte... esplodono. Apocalypse è un vero tripudio per gli occhi, tra grattacieli che crollano, barche che si disintegrano, strade che cedono, aerei che sputano missili prima di schiantarsi al suolo, tempeste, fuoco e fiamme e terremoti di ogni tipo (anche i tornado, sì ci sono anche i tornado). Ovviamente tutta questa catastrofe non ha alcun senso logico, ma è drammaticamente spettacolare alla vista, ed unita alla estrema variabilità di ogni gara, trasporta con successo il giocatore all'interno di un mondo al collasso, non in modo dissimile da quanto visto nel film 2012. Se ci si sofferma a guardare meglio i dettagli più minuti, come i modelli poligonali dei "civili" (per modo di dire) o alcune texture, ci si accorge che non tutto è perfetto, ma dato che la velocità è nel cuore di Motorstorm, questa analisi minuta lascia il tempo che trova, davanti al tripudio audiovisivo messo in moto da Evolution Studios. Le immagini (la maggior parte di quelle che vedete nella nostra gallery e nel corpo dell'articolo sono state realizzate con l'intuitivo photo mode del gioco) davvero non rendono giustizia al titolo, dato che in movimento è tutt'altra cosa. E come se non bastasse, è disponibile anche la visione stereoscopica tridimensionale, per i fortunati possessori di una nuova fiammante TV 3D, che potranno gustarsi la devastazione ancora più in prima persona.

La catastrofe motoristica di Apocalypse è mossa da un convincente motore fisico, che stavolta ha a che fare, oltre che con le 16 vetture e i loro rispettivi comportamenti su strada, anche con un ingente numero di ostacoli o oggetti sparsi per i tracciati, da temerari soldati a blocchi di cemento, passando per cartelli stradali e lampioni. In confronto, Pacific Rift era un posto desolato, per non parlare del deserto del primo capitolo. In tutto questo, PlayStation 3 non soffre mai, rappresentando l'Apocalisse in piena fluidità, senza il minimo scatto. Il comparto sonoro è buono, dividendosi tra effetti sonori convincenti, doppiaggi buoni e colonna sonora trascurabile (remix di canzoni a caso), lontana anni luce dagli ottimi livelli del primo Motorstorm (ma ora si possono selezionare la playlist presenti su disco rigido, quindi poco male).


Distruzione online

Oltre alla modalità single player, che si affianca ad una serie di sfide “hardcore” (veramente toste) da sbloccare vincendo le gare della storia, il terzo capitolo della serie di Motorstorm offre anche la solita modalità multiplayer online per un massimo di 16 giocatori (quella offline si limita a quattro), compresa la possibilità di giocare in split-screen su internet. Se dunque nella modalità single player si è fatto qualche passo indietro in termini proprio di “concept”, sotto il profilo della modalità multigiocatore le cose sono nettamente migliorate rispetto all'ultimo episodio. Ora infatti esiste tutto un sistema di livelli, associati a punti esperienza accumulabili non solo con posizionamenti sul podio, ma anche per tempo trascorso in aria, sportellate, derapate e tanto altro. In più, prima di una gara è sempre possibile scommettere dei punti su un avversario da battere, così da potersi concentrare su un determinato giocatore da sconfiggere per vincere un bel gruzzoletto. Infine, altra grande novità è un sistema di perks, che da quando è nato Call of Duty: Modern Warfare si è ormai diffuso a qualsiasi genere. I giocatori hanno a disposizione diversi potenziamenti, riguardanti la gestione della vettura, del turbo o delle sportellate con i numerosi avversari, da combinare a proprio piacimento e secondo la tipologia di veicolo scelto. I potenziamenti non sono mai eccessivamente determinanti, e l'esito della gara è spesso comunque appannaggio del più abile al volante. A parte qualche defiance tecnica all'inizio (che ora pare risolta con la prima patch) Apocalypse si lascia gustare anche online con la stessa piacevolezza che offre la modalità single player. Preparatevi però ad un livello di sfida davvero impegnativo: gli altri utenti non scherzano. Per finire, sottolineiamo la possibilità di modificare i veicoli cambiando colori, adesivi, pezzi e quant'altro, oltre che una grande varietà di opzioni per la customizzazione delle gare offline.


Una Apocalisse da vivere con i propri occhi

Motorstorm Apocalypse si allontana molto dall'ideale “gioco di rally arcade” che era il primo (ed anche il secondo) capitolo: sacrificando in parte le velleità rallistiche, ma dotando il tutto di una ambientazione a dir poco esplosiva, il risultato è uno degli arcade racing game più adrenalinici degli ultimi tempi. Snaturato? No, semplicemente Motorstorm ha trovato un nuovo modo di esprimere il suo stile chiassoso ed elettrizzante. Il tempo extra di sviluppo dopo il rinvio dalla fine del 2010 a Marzo 2011 non può che aver portato benefici al titolo, regalandoci una variabilità incredibile. Sarà interessante vedere quali saranno i prossimi obiettivi di Evolution Studios, dato che sarà difficile bissare la genuina spettacolarità di gare motoristiche per le strade (e i tetti) di una città sconvolta da una autentica Apocalisse. Un titolo imperdibile per gli amanti del genere.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Ho seguito la serie di Motorstorm sia dal giorno di lancio di PlayStation 3, ed ero alquanto preoccupato per questo terzo episodio. Un cambio di ambientazione del genere era pericoloso. Fortunatamente il risultato mi ha sorpreso, regalandomi tante ore di sano divertimento e adrenalina, grazie al suo carattere imprevedibile e alla variabilità quasi istantanea, che obbliga a tenere sempre i nervi saldi per evitare il prossimo disastro. D'impatto alla vista, Apocalypse cade soltanto sull'inserimento assolutamente non necessario di una trama traballante fine a sé stessa. Se ne poteva fare tranquillamente a meno.

GRAFICA:9Magnifici effetti speciali di esplosioni, crolli e terremoti, che fanno di Apocalypse un titolo assolutamente d'impatto. Ma se si guarda nello specifico...
SONORO:8Buoni gli effetti sonori di ogni tipo (catastrofici o motoristici che siano), e sufficiente il doppiaggio in italiano. La colonna sonora? Il vostro disco rigido è sicuramente meglio.
GIOCABILITà:9Meno rally ma più reattività richiesta in situazioni costantemente variabili. Il multiplayer potenziato renderà felici i motoristi più scatenati.
LONGEVITà:8.5La modalità storia dura abbastanza a lungo, anche saltando a piè pari la trama. L'online migliorato e le sfide hardcore terranno impegnato il giocatore per diverso tempo.
VOTO FINALE9
PRO:-Spettacolare Apocalisse in movimento
-Alta variabilità di tracciati
-Modalità online aggiornata
CONTRO:-Velleità rallistiche diminuite
-La trama in un racing game?!
-Modalità single player troppo lineare
Split Second: Velocity ( PS3 )Il titolo più vicino ad Apocalypse come “idea”, un buon gioco di corse arcade, ma senza la stessa varietà di Motorstorm.
Need for Speed: Hot Pursuit ( PS3 )Criterion è sinonimo di qualità, e nell'attesa del prossimo Burnout, il NFS rinnovato diverte un sacco.
SCHEDAGIOCO
Cover Motorstorm: Apocalypse

Motorstorm: Apocalypse

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