Motorstorm Pacific Rift

Il seguito di uno dei migliori titoli al lancio di PS3 torna alla riscossa!
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 16 dicembre 2008
Motorstorm Pacific Rift Recensione

Il lancio di PlayStation 3 sarà ricordato, nel bene o nel male, per molto tempo. Insieme alle ripetute file chilometriche davanti ai negozi la sera prima del “day one” e al generale entusiasmo figlio del successo della PlayStation 2, la terza nata in casa Sony era per così dire “offuscata” da un’aura di diffidenza: prezzo esorbitante, se paragonato alla concorrenza, e pochi titoli validi al lancio. Nonostante tutto, due piccole gemme brillarono al primo vagito della console in questione: Resistance: Fall of Man e Motorstorm. Tra i due, il compito più importante, ovvero quello di convincere gli acquirenti della reale potenza grafica di PS3, toccò al secondo. Motorstorm, con le sue corse su terreni accidentati in una suggestiva ambientazione desertica, fu il primo titolo a dimostrare che PS3 era una macchina potente, se si imparava ad utilizzarla al meglio.

Dopo più di un anno dall’uscita del primo episodio, Sony ed Evolution Studio hanno finalmente realizzato il seguito di uno dei titoli più giocati nei primi mesi di vita di PS3. Gli errori da correggere erano tanti, e la concorrenza di altri validi titoli si fa ora molto più ostica. Riuscirà Motorstorm: Pacific Rift a imporsi in una situazione di mercato completamente diversa da quella incontrata dal suo buon predecessore?


Addio Monumental Valley... (non) ci mancherai

Una delle peculiarità del primo Motorstorm era sicuramente l’ambientazione: la Monumental Valley, ovvero un insieme di canyon, grotte, deserti che offrivano corse adrenaliniche in un panorama tutto sommato nuovo per i racing game. In questo tipo di ambiente naturale, Evolution Studio si era concentrata sul ricreare ottimi effetti di luce, accompagnati dalla perfetta simulazione degli effetti del fango, sia in termini di fisica e delle collisioni, sia in termini grafici, con convincenti risultati sulle vetture. Nonostante tutto il suo splendore tecnico e stilistico, la Monumental Valley diventò però subito ripetitiva, soprattutto a causa delle penuria di circuiti inseriti nell’originale. Evolution Studio ha ben pensato di rivitalizzare un po’ l’ambiente, per questo secondo episodio.Il titolo in questione, infatti, prende piede su un’isola dislocata da qualche parte nell’Oceano Pacifico - da qui il nome al titolo, Pacific Rift.

Di fatto, un’isola permette molte più varianti - in termini di ambientazione dei tracciati - di un monotono deserto roccioso. Il Festival di Motorstorm, infatti, vedrà i piloti combattere per la vittoria in quattro ben distinte aree, ognuna rappresentata da un ben definito elemento: Earth, Water, Air, Fire. La prima zona, quella della Terra per noi italiani, è ricca di vegetazione e terreni fangosi, con fitte foreste che rendono arduo al pilota il compito di destreggiarsi nelle curve, a causa della scarsissima visibilità offerta dalla rigogliosa giungla. Nella seconda zona, caratterizzata dall’elemento Acqua, le gare sono ambientate spesso in riva al mare o vicino a delle poderose cascate, che ha permesso al team di sviluppo di inserire una importante aggiunta al gameplay del primo episodio (ma di questo parliamo dopo). La zona Aria è la più simile, come scenografia e meccaniche di gioco, ai canyon del primo episodio, e vede i partecipanti sfidarsi lungo percorsi costellati di scogliere, ripide discese e poderosi salti. Infine, la zona del Fuoco, introduce un altro elemento con il quale gli aspiranti piloti dovranno avere a che fare: la lava, e tutto ciò che essa comporta a livello di gameplay.

Il cambio di ambientazione non ha fatto che bene a Motostorm: l’isola è più cattiva, più pericolosa, più adrenalinica, ma anche più varia, più ricca di dettagli e più bella da vedere e da vivere, preservando in pieno lo stile scanzonato e leggermente “tamarro” del precedente episodio (un mix che caratterizza il titolo firmato Sony sin dalla sua nascita.


Non è questione di quante ruote hai… ma di come le usi!

Motorstorm è un racing game un po’ particolare. Per vincere non basta essere i più veloci, ma bisogna saper interpretare il terreno, con le sue sconnessioni, i suoi dossi, i suoi dislivelli, soprattutto in relazione alla tipologia di veicolo scelto. Le classi di veicoli disponibili in questo pacific(o) seguito sono praticamente le stesse del primo episodio: moto, quad, buggy, auto da rally, fuoristrada di tutti i tipi fino ad arrivare ai pesantissimi tir. I veicoli si guidano in sostanza allo stesso modo del precedente episodio, con l’unica differenza che la nuova ambientazione comporta un maggior rischio di incidente a causa delle imprevedibilità dovute alla rigogliosa flora.

Lo stile di guida è sicuramente arcade, ma fino ad un certo punto: in Motorstorm è sempre presente un pizzico di strategia, che consiste nello scegliere il veicolo giusto nel tracciato giusto e, qualora ciò non vi fosse permesso, sfruttare al massimo le peculiarità della vettura scegliendo i percorsi migliori e padroneggiando uno stile di guida consono al veicolo, evidentemente differente e peculiare per ogni mezzo di locomozione. L’aggiunta degli enormi Monster Truck non fa altro che vitalizzare ulteriormente gare già di per sé combattute e vivaci, grazie ad un’intelligenza artificiale che non delude ma, anzi, sorprende in quanto a inventiva. Una delle più grandi pecche dell’originale capitolo era la penuria di circuiti. Penuria alla quale Evolution Studio ha messo decisamente la parola “fine” inserendo 16 nuovi tracciati. Oltre al mero numero, bisogna però guardare anche alla qualità degli stessi, che sono decisamente più vari e divertenti da percorrere dei precedenti polverosi tracciati, grazie ad un level design più “evoluto”.

Come accennato in precedenza, Evolution Studio ha anche introdotto alcune modifiche al gameplay in base alla diversa ambientazione: in questo secondo episodio, infatti, avrete a che fare non solo con fango, terra e sassi, ma anche con acqua e fuoco. La prima, ovviamente assente nei deserti della Monumental Valley, viene presentata sotto diverse forme: pozze, fiumi, piccolo laghi, cascate; i suoi influssi sul gameplay sono abbastanza prevedibili, e ricordano da vicino Exite Truck di Nintendo: basta infatti passare su uno specchio d’acqua per raffreddare con decisione la barra del - fin troppo incandescente - turbo. C’è però una importante differenza rispetto al titolo Wii citato: l’acqua, in Motorstorm: Pacific Rift, non è sempre vostra alleata, in quanto si comporta in modi differenti a seconda del vostro veicolo. I motociclisti, infatti, verranno scoraggiati dall’entrare in un’enorme pozza d’acqua, laddove i veicoli più pesanti passeranno senza troppi patemi. Ecco così che una piccola aggiunta va di fatto a modificare ulteriormente un gameplay già di per sè vario e imprevedibile sotto ogni aspetto. La lava si comporta esattamente in modo opposto all’acqua. Eh no, non ci potete passare in mezzo, ma la semplice vicinanza ad essa causerà un incremento della temperatura del motore, con le inevitabili conseguenze “esplosive”.

Un’altra piccola modifica fatta al gameplay riguarda la telecamera, non più abbastanza statica come nel primo episodio, ma al contrario molto dinamica: il veicolo non sarà sempre necessariamente al centro dello schermo, e in determinate circostanze sarà inquadrato da più vicino o da più lontano, oltre che subire decisi tremolii durante l’uso del turbo a elevate velocità.

Il tutto conferisce a Motostorm: Pacific Rift una connotazione ancora più spettacolare, ancora più adrenalinica del precedente. Ciò grazie alla nuova ambientazione, grazie alle piccole aggiunte al gameplay, grazie a un sistema di guida divertente quanto profondo, grazie alla maggiore varietà di percorsi e grazie ad una telecamera più dinamica e “moderna”.


Festival di motori…e non solo

La modalità principale di Motorstorm Pacific Rift è del tutto identica a quella del precedente episodio. Il Festival si compone di numerose gare in ordine crescente di difficoltà, alle quali è possibile partecipare soltanto vincendo le gare precedenti. È un sistema semplice quanto efficace, in quanto permette al giocatore di adattarsi al sistema di guida, di far pratica con i circuiti e i loro numerosi sotto-percorsi e di imparare a scegliere sempre il veicolo adatto, in vista delle gare più difficili che lo attenderanno alla fine del Festival stesso. Inoltre, il Festival è diviso nelle quattro “zone” già citate in precedenza, Earth, Wind, Water, Fire, cosicché il giocatore può scegliere se concentrarsi di più su una zona in particolare o se andare di pari passo in tutte e quattro. Infine, sono stati inseriti anche nuovi tipi di gare, basate su percorsi a checkpoint da completare nel minor tempo possibile o su gare ad eliminazione, nelle quali l’ultimo concorrente in gara viene eliminato ogni dieci secondi. Queste gare “alternative” vanno però sbloccate all’interno delle corse stesse, ad esempio, completando la gara entro un certo tempo o facendo esplodere il proprio veicolo solo un numero limitato di volte. Ciò spinge il giocatore a rigiocare gare che magari aveva vinto ma nelle quali non aveva rispettato gli obiettivi sopracitati.

Oltre al Festival, però, Evolution Studio ha giustamente pensato di introdurre altre modalità, praticamente assenti nel primo episodio. Troviamo così una nuova modalità a schermo condiviso, nella quale fino a quattro amici seduti sullo stesso divano si possono sfidare in combattute gare in uno qualsiasi dei circuiti presenti nel titolo. È presente anche una modalità Prove a Tempo, per cercare di ottenere il miglior tempo in ogni circuito o sfidare i “ghost” degli sviluppatori; inoltre, la modalità Gara Libera vi permetterà di rigiocare qualsiasi circuito in qualsiasi situazione. L’online, molto simile a quello del primo episodio, è stato anch’esso migliorato grazie a un migliore sistema di crescita di livello, ora molto più chiaro che in precedenza. Tutto sommato, Evolution Studio ha messo una pezza alle mancanze del primo episodio, senza inventarsi nulla di eccezionale, ma semplicemente andando ad inserire ciò che mancava nel prequel.


Fango, Acqua, Fuoco… la potenza della Natura

Il comparto tecnico di Motorstorm Pacific Rift soffre di alti e bassi. Come già detto, il primo episodio serviva a dimostrare la potenza computazionale della console. Ma due anni sono passati ormai dal lancio della PlayStation 3, e la situazione è radicalmente cambiata. Evolution Studio e Sony stessa hanno quindi probabilmente deciso di lasciare a bel altri titoli il compito di spingere in avanti l’evoluzione grafica. Per questo motivo Pacific Rift non sembra molto diverso dal suo predecessore, ad una prima occhiata. Ma, se si osserva il gioco in movimento, dopo un po’ ci si accorge di come esso sia lo stesso una potenza grafica davvero eccezionale. I modelli delle vetture saranno rimasti pressoché inalterati da Motorstorm, ma tutto ciò che è cambiato è l’ambientazione: il motore grafico, infatti, muove - quasi sempre - senza problemi una quantità di oggetti decisamente superiore, in particolare nelle zone stracolme di flora. Un discorso a parte va fatto per gli effetti di luce, davvero straordinari, capaci di regalare paesaggi di eccezionale bellezza evocativa, riflettendosi su ogni superficie possibile, dal fango all’acqua. I circuiti, inoltre, sono molto più vari e complessi dei precedenti, e quindi permettono di sfoderare una differenzazione stilistica e di level design decisamente superiore al primo, monotono, episodio. Certo, qualche texture che non va c’è, ma data la velocità e la concentrazione richiesta alla guida, sfido voi a trovarle ad una prima occhiata. Ottima anche l’acqua, che si comporta realisticamente e reagisce fedelmente agli effetti di luce. Un po’ meno la lava, un po’ troppo statica e con evidenti compenetrazioni poligonali. Gli spettacolari incidenti del primo episodio sono qui presenti e, grazie ad una telecamera migliorata, ancora più spettacolari. Ottima anche la fisica applicata ai veicoli e a tutto ciò che li circonda. Il gioco, visto in movimento, è davvero ottimo, specialmente su un poderoso schermo in alta definizione.

Il comparto sonoro è buono, proponendo una colonna sonora adatta alle rocambolesche gare, anche se, spesso, il convincente rumore dei rombanti motori sovrasterà praticamente qualsiasi altro suono. Semmai non vi garbasse la scelta musicale effettuata da Evolution Studio, potrete senza problemi caricare qualsiasi album o traccia audio presente sul vostro disco rigido, direttamente tramite la XMB in game.


La concorrenza mangia la polvere?

Motorstorm Pacific Rift è la diretta evoluzione del primo episodio. Evolution Studio ha corretto ogni singolo errore dell’originale, andando a cambiare l’ambientazione, ad aumentare il numero di circuiti, ad inserire altre modalità, raffinando al tempo stesso il gameplay, il tutto per rendere le gare ancora più adrenaliniche e più belle da vedere. Pacific Rift è un ottimo prodotto, completo e realizzato seguendo uno stile ben preciso. Purtroppo non sorprende più come il primo episodio, ma si appoggia su di esso per offrire una esperienza ancora più intensa. Nonostante la concorrenza sia aumentata (in particolare quella offerta da PURE, che prende molte caratteristiche di Motostorm e ne aggiunge di altre), la serie di Evolution Studio si conferma come uno dei migliori racer arcade attualmente disponibili. Se invece che la neve, a Natale preferite sfrenate corse tra fango, foreste, cascate e fiumi di lava, allora fatevi un bellissimo regalo. Non ve ne pentirete di certo. E per la neve, magari aspettiamo il prossimo, inevitabile, seguito.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Motorstorm Pacific Rift è quello che i fan del primo episodio hanno chiesto: un titolo più fresco e moderno, pur mantenendo il suo stile “cattivo” ed aggressivo. Emozionante come pochi altri racing game, va assolutamente provato. Se siete fan o appassionati di corse, non fatevelo sfuggire, in attesa del prossimo capitolo.

GRAFICA:9Un gioiello visto in movimento, graziato da ottimi effetti di luce. Peccato per alcune texture.
SONORO:8.5La colonna sonora, pur non presentando grandi nomi, fa il suo dovere. Ottimi gli effetti sonori dei motori e la possibilità di inserire le proprie tracce audio.
GIOCABILITà:9Il sistema di guida richiede pratica, in quanto ogni vettura si guida in modo decisamente diverso, ma sa regalare grandi emozioni.
LONGEVITà:8.5La modalità Festival è lunga a sufficienza. Le altre competizioni non sono male, ma la maggior parte del tempo lo dedicherete alla modalità online. Trofei presenti.
VOTO FINALE9
PRO:- Nuova ambientazione e ottimi effetti di luce
- Gameplay semplice e profondo
- Level design migliorato
CONTRO:- Qualche texture fuori posto
- Nessuna modalità innovativa
PURE ( PS3 )Titolo che riprende molto da vicino Motorstorm, aggiungendoci spettacolari acrobazie da effettuare (soltanto) alla guida di potenti quad.
Race Driver GRID ( PS3 )Il capitolo Codemasters si adatta perfettamente sia a chi ama lo stile arcade, sia a chi preferisce una maggiore simulazione. Grafica ad altissimi livelli.
SCHEDAGIOCO
Cover Motorstorm Pacific Rift

Motorstorm Pacific Rift

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