Rochard

Rock is Hard. John Rochard is harder
Scritto da Mail@ mattscannail 24 ottobre 2011
Rochard Recensione

Immaginate di vivere la vostra tranquilla, seppur dura, vita tra le stelle, trivellando asteroidi in cerca di minerali pregiati da riportare sulla Terra. Tutto fila ok, se non fosse che sono ben quattro anni che la vostra squadra non trova nulla e l'azienda per la quale lavorate – di nome Skyrig – vi dà un ultimatum: ottenete qualcosa entro sette giorni o potete fare le valigie. Ebbene, ora sieteJohn Rochard, corpulento minatore interstellare che, messo davanti a questo limite di consegna, decide di tentare il tutto per tutto su di un asteroide particolarmente invitante per evitare il licenziamento. Assieme ai compagni di nave Skyler (una ragazza con la quale ha un rapporto particolare) e Zander (un esperto meccanico attempato) finalmente il rischio pagherà, ma l'ombra della scoperta di un antico sito alieno al di sotto del giacimento vi metterà contro forze che non potevate neanche immaginare e ora in gioco ci sarà la vita, non solo il conto in banca.

Bene, questa è più o meno la premessa di Rochard, gioco per PlayStation 3 distribuito tramite digital delivery e realizzato dagli esordienti ragazzi finlandesi di Recoil Games. Rochard ci vede appunto impersonare il buon John, all'interno di un gioco di piattaforme che prende in prestito da altri generi come i puzzle games e gli sparatutto buona parte del suo gameplay.


Un mix anti-gravitazionale.

Come abbiamo già accennato, Rochard prende in prestito da più generi e giochi differenti per creare la sua particolare miscela. Scendendo nei particolari, la visuale sarà simile a quella di un Metroid o Castlevania che si rispetti e tutte le vicende si svolgeranno in ambienti chiusi e avveniristici, come succedeva nelle prime avventure di Samus Aran appunto; l'agilità di John nel muoversi attraverso i paesaggi però è ben limitata nei confronti di quella della cacciatrice di taglie di casa Nintendo, visto che sarà solo in grado di saltare circa un metro, senza altre acrobazie nel suo arsenale. In aiuto al panzuto minatore qui arriva la bassa gravità, attivabile tramite il tasto L1, la quale ci permetterà di raggiungere vette più alte, in pratica rallentando il tempo e la fisica e aumentando la capacità di salto.

Per farci largo tra i livelli e svelare la cospirazione che sta dietro a Skyrig e all'antico tempio scoperto sotto la miniera, saranno poi principalmente due gli utensili che ci aiuteranno: il Sollevatore G e lo Spaccaroccia. Mentre il secondo è meramente una sorta di fucile potenziabile con granate adesive e non, utile a sbarazzarsi degli scagnozzi che ci daranno la caccia, è il Sollevatore G a fungere da punto focale del gioco ed è protagonista delle fasi puzzle (lo stile è quello di Portal), le meglio riuscite e più interessanti del lotto. Con utilizzo simile ad una Gravity Gun di Half Life 2 a lungo raggio, gestendo la gravità questo strumento porrà nelle mani di John un potere unico: quello di sollevare, spostare e ricollocare oggetti in ogni luogo, indirizzandoli con l'analogico destro. Spesso e volentieri quindi, per arrivare alla porta verso una nuova area e un nuovo sospirato check-point, dovremo spostare casse leggere o pesanti (qui il Sollevatore andrà utilizzato in combo con L1), cambiare la posizione di fonti di energia per attivare macchinari, muovere piattaforme, qualsiasi cosa vi possa venire in mente. Il problema qui sta nella varietà: benché ci siano altri potenziamenti e gadget da scoprire, i quali interagiscono differentemente con l'ambiente circostante, le stanze che compongono gli stages si assomigliano tutte e sovente la sfida sarà solamente interpretare la differente locazione dei soliti quattro o cinque ostacoli (laser, vortici, blocchi giganti, per fare degli esempi), piazzare il globo di energia lanciandolo con il sollevatore e superare un baratro.

La varietà di gioco ne risente parecchio: pare quasi come se almeno metà dei livelli di Rochard sia semplicemente un remix di altre zone già superate in precedenza, messo lì per aumentare la longevità. E tutto ciò è un peccato, visto che quando ci si trova davanti a quelle poche parti originali, tutto funziona alla grande. Dove i controlli invece non eccellono per nulla sono le fasi di combattimento: i movimenti impacciati del protagonista non costruiscono un sistema efficace e a volte vi capiterà di morire senza ragione alcuna o di poter battere in altri casi i nemici (la cui IA è pari a quella di un'arachide) senza colpo ferire. Lo Spaccaroccia è oltretutto un'arma senza carattere, che userete solo in quanto obbligati, mentre vi divertirete quando userete la gravità per far cadere oggetti sopra ai vostri avversari. Mal bilanciate, banali e troppo frequenti, ecco le battaglie di Rochard. Una chicca: poco prima del termine del gioco vi verrà però donato un aggiornamento per il Sollevatore G davvero geniale, in grado di rivitalizzare sia i movimenti sia le sparatorie...peccato non esserselo potuto godere per più tempo.


Un corridoio spaziale con qualche sorpresa

Graficamente non si potrà gridare al miracolo: il motore grafico Unity 3D comunque porta in dote un comparto visivo gradevole e un ottimo engine fisico, più che sufficienti per la piattaforma PSN. Il punto debole anche qui sta nella ripetitività, dato che, a parte qualche location ispirata, la banalità farà da padrona, sia nelle ambientazioni tutte simili tra loro, sia nei modelli dei nemici, che si contano sulle dita di una mano. Una nota di merito va spesa però per il sonoro, sia per la OST ricca di pezzi evocativi di tanti film d'azione statunitensi, sia per il doppiaggio (in Inglese), ricco di belle voci con accenti molto marcati che donano profondità ai personaggi.

Rochard è in ogni caso un buon gioco, considerando il suo basso prezzo (€ 10) e anche la relativa inesperienza del team di sviluppo. Il suo problema principale sta però nel ritmo che vi accompagnerà per le circa 6 ore della confusa storia, troppo blando e senza il minimo pathos, mal suddiviso tra sezioni action e altre più riflessive. Oltre a ciò, la mancanza di alternative rispetto alla non infinita modalità singolo giocatore, lascerà poco spazio al fattore rigiocabilità, tristemente legato a insignificanti collectibles (non sbloccano nessun bonus) e ai trofei. Non fraintendete: il buono c'è. E anche tanto sotto certi punti di vista, anche solo perchè Rochard ci ricorda tanti giochi che amiamo come Portal 2, Shadow Complex, Metroid e Team Fortress (per lo stile grafico quantomeno), ma è forse proprio questo melting pot di ispirazioni che non gli riserva ulteriori allori e un'identità più marcata.

COMMENTO
Mail@ mattscanna

Non conoscevo per nulla Rochard prima di giocarlo e posso dire sia stata una buona sorpresa. Manca però di quei momenti geniali, quelle scene ricche di azione o colpi di scena per appassionare più di quanto le meccaniche della gravità riescano a fare già da sole. C'è talento comunque in questi sviluppatori finnici, avanti così.

GRAFICA:7.5Modelli poligonali neanche malaccio, ma ambientazioni scialbe e ripetitive.
SONORO:7.5Alcune tracce sono davvero belle, ma la OST in generale si dimentica in fretta
GIOCABILITà:6.5Illuminate le parti puzzle, fastidiose quelle di combattimento.
LONGEVITà:6.56 ore circa per finirlo, rigiocherete forse solo per unlockables e trofei. Nessun'altra modalità.
VOTO FINALE7
PRO:-La fisica della gravità
-Ottimo doppiaggio inglese
-Elementi da puzzle game come in Portal
CONTRO:-Ripetitivo
-Nessuna modalità extra
-Le sparatorie sono troppe e mal realizzate
Shadow ComplexSu XBLA uno dei giochi più riusciti, dello stesso genere di Rochard.
Portal 2 ( PC )Qualcosa di Rochard ricorda Portal, ma troppo poco per farlo diventare un capolavoro come il gioco Valve.
SCHEDAGIOCO
Cover Rochard

Rochard

Scheda completa...
Rochard2011-10-24 08:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/rochard/Rock is Hard. John Rochard is harder1020525VGNetwork.it