Sorcery

Quando il Move diventa una bacchetta magicaScritto da Mail@ VinVincasil 15 Giugno 2012
Sorcery Recensione

Move è ancora alla ricerca di un titolo di assoluta qualità che consenta di mettere in mostra tutte le sue potenzialità. Ma fin dalla sua prima apparizione all’E3 2010, Sorcery, titolo sviluppato dal team di The Workshop, si è segnalato al pubblico, sia a livello estetico grazie ad ambientazioni fantasy piuttosto ispirate, sia per un gameplay che prometteva di utilizzare il Move in maniera innovativa: come una bacchetta magica, in pratica.

Previsto inizialmente nel corso del 2011, l’abbiamo atteso fino ad oggi, per essere finalmente testato, Move alla mano: forte è stata la volontà degli sviluppatori di offrire un prodotto di maggiore qualità, anche al costo di ritardare l’uscita – come di fatto è avvenuto - e cambiare in corso d'opera l'impostazione: da titolo pensato prettamente per il pubblico dei più piccoli, ad un prodotto dedicato anche a quello dei più grandi. I ragazzi di The Workshop saranno riusciti ad eseguire un perfetto incantesimo?


Il “mago” e la “gatta”

A fare da canovaccio narrativo ai vari scontri da ingaggiare armati dei nostri Move, troviamo una trama che pesca a piene mani dai soliti topoi del genere fantasy. Flinn, questo il nome del protagonista, è un giovane apprendista di magia, scapestrato, ma dal quale d’oro, irrequieto come sarebbero tutti gli adolescenti se – come Flinn – un giorno si trovassero una bacchetta magica in mano (in realtà, il giovanotto in questione la ruba dalla casa del proprio maestro, ma son ragazzi…, ndr.); inutile dire che ingenuità + magia difficilmente da risultati tranquilli; desideroso di mostrare le sue capacità – più a se stesso che al mondo – si inoltra nelle oscurità di una caverna di un’isola magica, alla ricerca di un prezioso ingrediente alchemico da riportare necessariamente alla Torre del maestro per non destare sospetti.A seguire Flinn e a venire in suo soccorso, dimostrando fin da subito più senno del giovane scavezzacollo, è Erline, sinuosa gatta bianca parlante – niente preamboli o presentazioni: la gatta è fin dall’inizio al nostro fianco, senza apparenti domande sul perché ci sia una gatta bianca parlate e quale ruolo rivista nella coppia maestro-apprendista.Si procede rapidi all’interno della caverna (esperienza che funge da tutorial iniziale), nonostante sia infestata da "graziosi" guerrieri non-morti, fin quando l’esito dello scontro con una temibile Banshee cambia le carte in tavola e fa prendere alla storia una piega diversa: raccogliendo l’occhio del mostro, residuo lasciato a terra dopo la sconfitta, Flinn e Erline vengono investiti da una strana luce magica che rivela la gatta per quello è in realtà è: un’avvenente fanciulla, di chiara stirpe reale (immancabile in un’ambientazione del genere, no?). Durante la rocambolesca fuga che ne segue, Erline – ritornata sotto forma di gatta – racconta finalmente a Flinn la sue vera storia: il giovane si è sempre trovato dinanzi, seppur sotto forme animalesche, la figlia della Regina dell’Oscurità, fuggita di casa e in incognito ormai da tempo, fino ad allora, appunto. Non c'è tempo per ulteriori domande: scoperto l'inganno, la Regina, che reclama a sé sua figlia, ha già sguinzagliato il suo esercito di orchi e troll giganti e, cosa ancora più inquietante, il suo manipolo scelto di elfi guerrieri per prendere Erline per la coda (o per la sottana?) .La trama prosegue in maniera spedita (impreziosita da sequenza in stile cartoon), ma un troppo lineare, quasi prevedibile: le 7-8 ore di cui si compone la storyline, complici modalità di storytelling scialbe, offrono poco mordente e pochi stimoli per i videogiocatori che, nel 2012, sono abituati a storyline di ben altro spessore.Meno male, almeno, che c'è il Move...

Una colonna di fuoco è proprio quello che ci vuole!


Una bacchetta versatile

Sorcery è, molto schematicamente, un third person shooter con un fulcro ben preciso, attorno al quale ruota l’intero gameplay: il Move. Di shooter con la funzionalità Move ne abbiamo già visti: titoli che utilizzano il Dualshock (o il Navigation Controller – soluzione più comoda, ma più costosa, ndr.) per guidare il personaggio e relegano la piattaforma Sony alla gestione della telecamera/mirino della propria arma. In Sorcery, invece, il Move è da utilizzare alla stregua di una bacchetta magica: è prettamente adibito, infatti, all’eseguimento di diversi incantesimi di combattimento (ma non solo) attraverso ghirigori e volteggi in aria che chi ha visto un qualunque film di Harry Potter avrà sicuramente notato. Se l’accoppiata Dualshock/Navigation Controller & Move viene utilizzata per i movimenti nelle ambientazioni di gioco degli arti di Flinn (piedi per correre e schivare gli attacchi nemici, braccia per lanciare incantesimi), si è reso necessario implementare una telecamera indipendente, chiamata a seguire le imprese del maghetto in maniera autonoma; il risultato non è deprecabile, ma in alcuni frangenti (durante le battaglie più concitate, ad esempio, o contro i mostri più grossi) non è impeccabile, arrecando qualche fastidio di troppo all'impostazione dell'azione.Piuttosto preciso, invece, il rilevamento dei movimenti del Move per eseguire gli incantesimi in dotazione di Flinn: semplici dardi, inizialmente, ma ben presto potremo padroneggiare un po' tutti gli elementi, dal fuoco, al ghiaccio, al vento - senza dimenticare, poi, un utile strumento difensivo come uno scudo invisibile, facilmente utilizzabile con la pressione del grilletto sinistro.Utilissima e spettacolare la possibilità di combinare più incantesimi per scagliare, ad esempi, muri di fuoco in grado di incenerire vaste zone intorno al mago, o tornadi di vento che guidano le saette che ruotano al loro interno. Il gameplay è generalmente solido e divertente, ma presenta alcuni limiti nelle battaglie più concitate e affollate, quando i prati e le sale davanti a noi sono disseminati di nemici vicini e lontani; in questi frangenti, infatti, l'azione diventa assai caotica, portando il videogiocatore a scuotere velocemente il Move per aumentare la velocità di fuoco, senza preoccuparsi di quale strategia adottare o di quale incantesimo utilizzare.


Shakera, shakera!

Sorcery, però, non si esaurisce nel semplice andar gironzolando con la propria bacchetta-Move in alto sulla testa; feature piuttosto carina è data dal piccolo laboratorio alchemico di cui può disporre il nostro Flinn, adibito alla gestione dei power up acquisibili con il proseguire della storyline. I videogiocatori, infatti, sono chiamati a miscelare gli ingredienti che raccoglieranno nei vari ambienti di gioco (per lo più distruggendo casse e barili, ma anche acquistandoli dal simpatico mercante che incontreremo più volte lungo il cammino), per creare potenti pozioni che andranno a rinvigorire il maghetto con potenziamenti alle sue statistiche e ai parametri di combattimento quali potenza e velocità di fuoco.Tutto da eseguire con il Move, ovvio, ma nulla di troppo complicato: un manciata di questo, una goccia di quest'altro, ed ecco che qualcosa di utile sicuramente verrà fuori. Prima di bere la pozione (sia essa frutto del laboratorio alchemico che una "di guarigione" da recuperare in giro) è sempre meglio agitare: si è così chiamati a muovere il Move a mo' di shaker, per poi "alzare il gomito", letteralmente, e vedere Flinn riprodurre a schermo esattamente i nostri movimenti, assumendo così il prezioso intruglio. Se il tavolo alchemico, inizialmente, colpisce per la freschezza che dona - un simpatico diversivo alle concitate sessioni di battaglia - alla lunga si notano alcuni limiti, derivanti da un’estrema semplicità che degenera in mancanza di profondità: la creazione delle varie pozioni diventa ben presto un mero fatto meccanico da sbrigare al più presto; non riesce ad offrire, purtroppo, un livello di sfida adeguato, dal momento che non è prevista l'eventualità di sbagliare nel corso della creazione.In questo senso, sarebbe stato decisamente più profondo ed esaltante un sistema più simile a quello di un Pottermore (la piattaforma online sul mondo di Harry Potter, ndr.), nel quale per creare una pozione è richiesta accortezza sia per la quantità di ingredienti che per i tempi di cottura.

Salutate il nostro simpatico amichetto...


Note folkloristiche

Se l’atmosfera del gioco risulta suggestiva e ispirata (sicuramente non mancherà di affascinare tutti i fan del genere fantasy), purtroppo non possiamo spendere parole di elogio per il comparto grafico di Sorcery, che in ben più di un’occasione denota limiti tecnici che non ci aspetteremmo da una produzione per PS3 – per di più con una gestazione più lunga del previsto, come segnalato in apertura.Modelli e ambientazioni sono coloratissimi, certo, ma textures scialbe, rallentamenti e vistosi cali di frame-rate non mancano di infastidire l’esperienza, specie nelle fasi più concitate di gioco.Di ben altro tenore, invece, il comparto sonoro: effetti audio molto ispirati accompagnano in maniera egregia le fasi di azione, senza dimenticare musiche suggestive e che si sposano in maniera magistrale con le ambientazioni. A tanta bontà si aggiunge un doppiaggio (completamente in italiano) che, sorprendentemente, stupisce e si fa apprezzare per ottime interpretazioni, espressive e mai fuori luogo.


Un incantesimo riuscito a metà

Un titolo come Sorcery sicuramente si eleva sulla pletora di titoli sviluppati per Move che rasentano la mediocrità, ma non riesce a raggiungere la bontà assoluta. Limiti tecnici, conditi da una certa ripetitività di fondo - che si nota sul lungo periodo - e una gestione della trama poco convincente, in definitiva, inficiano il giudizio finale. Ma l'idea di base è assai carina, e non mancherà di dare soddisfazioni, per una manciata di ore, agli appassionati del genere. Con la speranza che in futuro venga sviluppato in maniera più accurata, magari nelle sale di Hogwarts o da qualche parte lì vicino... 

COMMENTO
Mail@ VinVincas

Fin da quando ho visto il Move per la prima volta, attendevo qualche gioco che utilizzasse la piattaforma Sony a mo’ di bacchetta magica. Sorcery viene in aiuto, in questo senso, ma non è abbastanza: gli appassionati ameranno l’ambientazione e, soprattutto, le musiche, ma la scarsa rigiocabilità, purtroppo, va ad inficiare la bontà generale del titolo. Ma dategli un’occasione: vi farà passare una manciata di ore davvero magiche.

GRAFICA:6.5Il comparto grafico denota alcuni limiti tecnici (rallentamenti e cali di frame-rate, per lo più) che pregiudicano il voto finale.
SONORO:8Comparto sonoro di assoluta qualità, con musiche di accompagnamento magistrali e azzeccatissime all'atmosfera del titolo. Il tutto impreziosito da un ottimo doppiaggio (completamente in italiano)
GIOCABILITà:7.5Il Move, adibito all'esecuzione degli incantesimi, diventa una vera e propria bacchetta magica. Si notano solo alcune imprecisioni nelle battaglie più concitate.
LONGEVITà:6.5Una storyline che non raggiunge le 10 ore di gioco (e con una trama che non vi terrà attaccati alla console), e poco altro. Una volta finito, non invoglia a rigiocarlo.
VOTO FINALE7
PRO:- Ambientazione suggestiva
- Comparto sonoro di elevata qualità
- Il Move fa il suo dovere
CONTRO:- Telecamera a volte fastidiosa
- Comparto grafico non sempre all'altezza
- Scarsa rigiocabilità
Medieval Moves: Deadmund's QuestUn altro titolo dall'ambientazione medioevale, in esclusiva per i nostri Move!
SCHEDAGIOCO
Cover Sorcery

Sorcery

  • Anno:
  • Genere: Azione RPG
  • Autore:
  • Regia:
  • Musiche:
  • Studi coinvolti:
  • Tipologia:
  • Disponibilità:
  • Durata:
  • Genere: Azione RPG
  • Autore:
  • Disegnatore:
  • Casa editrice:
  • Editore italiano:
  • Tipologia pubblicazione:
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