Tales of Graces f

La redenzione di Namco Bandai
Scritto da il 08 settembre 2012
Tales of Graces f Recensione

Per i JRPGisti europei Namco (e poi anche Bandai) nella scorsa generazione era il male, perché trascurava quasi completamente il Vecchio Continente: così, mentre gli amici americani hanno visto uscire le trilogie di Xenosaga e di .hack//G.U., noi siamo stati costretti a puntare sul costoso mercato dell'importazione; stesso discorso per Tales of the Abyss e Tales of Legendia (ma per quest'ultimo nessuno si dispera) e per altri titoli.

All'inizio di questa generazione le cose non parevano andare meglio, anzi, la software house giapponese, come tante altre, si è fatta prendere dalla mania di riempire la sua line-up di titoli occidentali dalla qualità altalenante, fra cui Enslaved e Splatterhouse. Fortunatamente la situazione sta cambiando, e Tales of Graces f è solo lo step one del percorso di redenzione di Namco Bandai, che ci porterà al tanto atteso Tales of Xillia. Intanto, però, concentriamoci sul presente, perché Graces f merita l'attenzione di tutti, grazie alle sue innegabili qualità.


Mamoru tsuyosa wo shiru RPG

Tales of Graces F, dodicesimo mothership (non sapete cosa sia un “mothership”? Date un'occhiata al nostro Speciale!) non ha certo l'obiettivo di stravolgere i canoni della serie, che poi sono gli stessi della produzione anime shounen nel suo amplissimo filone fantasy: nel mondo di Ephinea il giovane Asbel Lhant sogna di diventare un cavaliere per proteggere le persone a cui vuole bene. Il tema centrale del gioco infatti è proprio questo: la scoperta della forza di proteggere, che è più o meno quello che sta scritto in cima al paragrafo. Non si tratta certamente di una rivoluzione all'interno del genere, ma non disperate, perché Asbel non è fesso come Snow di Final Fantasy XIII.

La trama, assolutamente scollegata a qualunque precedente episodio, si articola lungo tre archi narrativi di ampiezza variabile: se quello dell'infanzia è fortunatamente molto breve (quattro ore circa), il secondo, che prende luogo sette anni dopo, è sicuramente il più corposo; il terzo è una novità del porting per PlayStation 3 e aggiunge un'altra dozzina di ore, per una durata complessiva che supera le cinquanta ore, a cui se ne possono aggiungere diverse decine per completare tutte le subquest e magari ottenere anche tutti i Trofei. Per queste prodezze, però, avrete bisogno di una guida, siccome alcune missioni secondarie sono missable e molti Trofei sono nascosti.

È chiaro che in un JRPG così lungo la trama non possa mantenere sempre la stessa intensità, per cui ci saranno anche dei momenti di “stanca”, senza contare che raramente Tales of stupisce per intrecci fuori dal comune: diciamo che Graces f si colloca su buoni livelli, rivelandosi migliore degli episodi meno entusiasmanti, come potrebbero essere Symphonia ed Eternia, ma non tocca le vette raggiunte a suo tempo da Abyss.

Il vero punto di forza del comparto narrativo è la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo lo sviluppo dei rapporti all'interno del party, grazie alla pletora di dialoghi opzionali (si chiamano skit) attivabili in determinati momenti con la pressione del tasto Select. Nessun dettaglio fondamentale o colpo di scena viene rivelato in questi frangenti, che spesso aggiungono semplicemente un elemento di comic relief. Come detto sopra, si tratta di materiale extra, opzionale, sicché i più “smanettoni”, che magari giocano quasi esclusivamente per il divertentissimo battle system, non saranno appesantiti da ulteriori chiacchiere, che invece interesseranno a quanti vogliano entrare in sintonia con Asbel e i suoi compagni.


Ancora una (battaglia) e poi smetto!

Il gameplay costituisce l'aspetto migliore di Tales of Graces f, proiettandolo nell'Olimpo degli A-JRPG. Per il suo debutto nelle tre dimensioni (pare strano da dire, nel 2012, non pensate? NdR) il Team Destiny non ha abbandonato gli elementi chiave della serie, quindi ci troviamo dinanzi ad un JRPG con una struttura assolutamente tradizionale, caratterizzata dalla transizione fra fasi esplorative e combattimenti, che fortunatamente non sono casuali. Al posto della World Map è stata utilizzata una formula in tutto e per tutto analoga a quella diTrails in the Sky, in cui città e dungeon sono collegati da strade e sentieri; forse i nostalgici degli Anni Novanta che si sono fatti le ossa sui vari Final Fantasy avrebbero preferito il mappamondo, ma questa soluzione ha perlomeno il pregio di far sfoggio di ambienti maggiormente diversificati.

Il battle system è frenetico e profondo al tempo stesso, rendendo una gioia pratiche come il grinding (non che ce ne sia un vero e proprio bisogno, in realtà), che in altri titoli risultano ben poco entusiasmanti. Il moveset di ciascun personaggio si basa su due tipi diversi di attacchi, detti Artes: le Assault Artes costituiscono gli attacchi fisici, e sono variamente concatenabili per ottenere articolate combo; le Burst Artes, invece, sono paragonabili agli attacchi speciali. Entrambe le tecniche consumano punti CC (Chain Capacity), ma, a differenza dei più tradizionali MP, SP, TP e altre sigle, si ricaricano nel corso del combattimento piuttosto rapidamente. I movimenti, per quanto si combatta in arene tridimensionali, non sono liberi, ma vengono influenzati dal proprio target, liberamente switchabile; ciò, però, non deve indurre a pensare ad un sistema poco dinamico ed eccessivamente “impostato”, perché i combattimenti di Graces f sono molto rapidi e frenetici, grazie ad un praticissimo sistema di schivate che non sarebbe altrimenti stato possibile implementare con gli stessi risultati. Molte altre dinamiche corredano lo Style Shift Linear Motion Battle System, ma il principiante non deve spaventarsi per almeno due motivi: innanzitutto, è possibile regolare in ogni momento la difficoltà accedendo alla schermata delle opzioni; secondariamente, tutti questi elementi non vengono presentati tutti in un momento (scelta che avrebbe potuto sopraffare il giocatore), bensì sono spiegati di combattimento in combattimento, consentendo un approccio graduale e assolutamente indolore.

Le lodi intessute fino ad ora per il battle system non devono mettere in ombra gli altri pregi del gameplay. In particolare, il crafting raggiunge nuove vette per la serie: l'inedito sistema Dualize è molto versatile, in quanto consente di fabbricare oggetti, cucinare e potenziare equipaggiamenti, ma è anche semplice, basandosi sulla combinazione di due “ingredienti” e sulla spendita di qualche Gald, la valuta storica di Tales of. Un altro modo per creare oggetti è quello di moltiplicarli collocandoli nell'Eleth Mixer, un nuovo strumento che si rivela utilissimo anche in battaglia e contribuisce ad arricchire il quadro delle meccaniche del gameplay. Il sistema di crescita affianca all'ovvio Level up il sistema dei Titles: ogni personaggio ha una grande quantità (si ottengono in vari modi: ad esempio proseguendo nel gioco, oppure soddisfando alcuni requisiti in battaglia) di Titles (potremmo compararli alle classi, per rendere l'idea, anche se sono qualcosa di più semplice) equipaggiabili, ciascuno dei quali conferisce cinque abilità che si apprendono accumulando SP con i combattimenti.


Un'eredità “scomoda”

Come già accennato, Graces f non nasce su PlayStation 3, bensì è un porting. Il problema è che la versione originale non è uscita su Xbox 360 (come Vesperia), ma sullo scassatissimo Nintendo Wii, e si vede: nonostante una fluidità e una pulizia dell'immagine soddisfacenti, non si può certo dire che il comparto tecnico sia al passo con i tempi. C'è da dire, comunque, che in un panorama come quello JRPGistico, che oramai conta soprattutto titoli low budget come i vari Agarest e Neptunia, Graces f non sfigura di certo, rivelandosi ben al di sopra di Rune Factory Oceans, altro titolo nato sull'ammiraglia Nintendo. Il character design è stato affidato alla solita Mutsumi Inomata, che si è occupata di tutti i precedenti lavori del Team Destiny, quindi i fan non saranno certo disorientati. Bisogna comunque constatare come più di qualcuno abbia criticato alcune scelte stilistiche, soprattutto legate ad Asbel e al suo vestiario; come al solito, in quest'ambito è difficile non sconfinare nel puro soggettivismo, per cui lasciamo queste considerazioni al lettore, che potrà farsi un'idea già consultando la gallery.

All'OST troviamo l'onnipresente Sakuraba, che ha curato quasi tutti i mothership usciti fino ad ora, oltre ad altre decine di giochi, JRPG e non, fra cui il recente Kid Icarus Uprising. Non deve essere facile produrre decine e decine di colonne sonore mantenendo una vena artistica vivace, e comunque non è il caso di Graces f, che non appare particolarmente ispirato, bensì piuttosto “generico”. Un'altra lamentela sul versante audio è dovuta all'assenza del doppiaggio originale giapponese, offerta da altri esponenti del genere, fra cui Xenoblade Chronicles. Si tratta di una mancanza non gravissima, che probabilmente affliggerà solo una platea ristretta, dal momento che la gran parte del pubblico si accontenterà del buon doppiaggio in Inglese. Inutile, invece, stracciarsi le vesti per l'assenza dei sottotitoli in Italiano: Tales of, adesso come adesso, è una serie minore nei mercati occidentali, a livello della line-up di NISA, ma nessuno si stupisce se un Disgaea non viene tradotto nella nostra lingua. Bisogna infine notare come l'Inglese utilizzato sia piuttosto semplice, più accessibile rispetto ad altre pur ottime localizzazioni, fra cui quella di Fate/EXTRA.


Must buy

In una generazione come questa, avara di JRPG di grosso calibro su home console, Tales of Graces f è un acquisto obbligato per gli appassionati del genere, nonché per tutti coloro i quali non disprezzino il gaming nipponico: grazie ad un battle system rapido e divertente, a meccaniche ricche ma non contorte, e alla possibilità di scegliere in ogni momento il livello di difficoltà più consono, il testamento del Namco Tales Studio (ora assorbito in Namco Bandai) è forse il miglior JRPG classico uscito su console in alta definizione, nonché uno dei più abbordabili per i neofiti. Se la gioca in un derby con il fratello Tales of Vesperia, il quale però nella sua versione per Xbox 360 (l'unica localizzata) non può vantare la stessa mole di contenuti. Speriamo in un futuro roseo per la serie anche in Europa, attendendo con (im)pazienza l'uscita di Tales of Xillia.

COMMENTO

Sono molto soddisfatto da Tales of Graces f e molto felice di questo rilancio della serie in Occidente. Spero che esista ancora qualcuno interessato ai JRPG pure dalle nostre parti, in modo che si consolidi una fanbase che spinga Namco Bandai a localizzare i titoli futuri.Se siete fan del genere, sappiate che su PlayStation 3, che pur conta ottimi titoli nella sua line-up, non esiste probabilmente un JRPG dalla struttura tradizionale migliore di questo.

GRAFICA:7In questa generazione i JRPG non eccellono da un punto di vista tecnico, e Graces f non fa certo eccezione, a maggior ragione se pensiamo al fatto che si tratta di un porting migliorato da Wii.
SONORO:7Abbiamo il solito Sakuraba all'OST, non al massimo della sua ispirazione. Alcuni fan risentiranno della mancanza del doppiaggio originale, sostituito da quello americano, comunque di buona fattura.
GIOCABILITà:9Sicuramente il piatto forte è il battle system, forse il migliore nel suo genere. Ciò però non deve mettere in secondo piano altri aspetti di eccellenza, tra cui il crafting.
LONGEVITà:9.5Ad un gioco già corposo si aggiunge un terzo scenario, esclusivo della versione PS3. Volendo far tutto, il gioco dura una vita; facendo solo la main quest dura “solo” tantissimo.
VOTO FINALE8.5
PRO:-Battle system superbo...
-... ma anche le altre meccaniche del gameplay non scherzano!
-Densissimo di contenuti
CONTRO:-Tecnicamente risente del fatto di essere un porting da Wii
-Trama non stellare
-Niente doppiaggio giapponese
Star Ocean First DepartureIl “cugino” della serie di Namco Bandai, nel suo remake tridimensionale.
Tales of the Abyss ( 3DS )L'episodio con la miglior trama.
SCHEDAGIOCO
Cover Tales of Graces F

Tales of Graces F

Scheda completa...
Tales of Graces f2012-09-08 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/tales-of-graces-f/La redenzione di Namco Bandai1020525VGNetwork.it