Diciamoci la verità : la serie Tekken, che raggiunse il massimo grado di popolarità a cavallo tra l'era PSOne e quella PS2, ha rivestito, nel corso della sua storia, una certa importanza nell'ambito dei picchiaduro 3D. Un genere, questo, che tuttavia non ha saputo prendere piede dopo l'avvento delle nuove generazioni di console (nonostante titoli come Street Fighter IV abbiano raccolto buoni consensi da parte di critica e pubblico, con la sola eccezione di qualche purista pignolo). Purtroppo, il tempo si è dimostrato inflessibile nei confronti della serie prodotta da Namco Bandai, che oggi non più rinomata come una volta. Sorprende dunque l'uscita nei negozi di Tekken Hybrid, strano pacchetto contenente un'offerta davvero singolare: Tekken Tag Tournament (uno dei titoli di lancio di PlayStation 2) rimasterizzato in alta definizione, la demo del sequel di quest'ultimo ed il film Tekken Blood Vengeance. Esamineremo i vari contenuti nei prossimi paragrafi.
Tag Tournament. E' lotta di squadra
Tekken Tag Tournament fu sicuramente uno dei titoli di lancio per PS2 più discussi. Da un lato, venne aggiunta la possibilità di avere in campo, simultaneamente, due diversi combattenti (la modalità TAG per l'appunto). Switchando da un personaggio all'altro nel bel mezzo della battaglia, si potevano mettere in atto strategie di volta in volta diversificate, dato che le tecniche a disposizione e la forza dei singoli lottatori erano differenti. Ovviamente anche gli avversari potevano usufruire di questa abilità , rendendo così ogni scontro dinamico e variegato (le combinazioni permesse erano quasi infinite). D'altro canto, Tekken Tag Tournament non si dimostrava così diverso dal suo predecessore, il celeberrimo e osannato Tekken 3. Certo, il gioco metteva a disposizione una mole di personaggi piuttosto ampia, ognuno di essi dotato di particolari capacità e mosse speciali. Ma la sensazione di essere di fronte a un more of the same restava piuttosto forte. Come se non bastasse, l'assenza di una modalità storia influì ancor più negativamente sulla valutazione generale del prodotto, nonostante chi vi sta parlando sia convinto che in un picchiaduro la trama non sia di fondamentale importanza.
Ora, se questi "difetti" erano ben evidenti già allora, figurarsi oggi. Giocare a Tekken Tag Tournament HD, soprattutto dopo l'uscita del sestocapitolo, non fa altro che ingigantire tutti i vari aspetti negativi del titolo. Soprattutto perché la rimasterizzazione, più che giovare al prodotto, ne ha messo in luce tutti i vari difetti. Stiamo infatti parlando di un'opera vecchiotta, tecnicamente impressionante per l'epoca d'uscita, ma limitatissima per gli standard moderni. Sarebbe stata necessaria qualche rifinitura in più; gli sfondi piatti, i modelli poligonali grezzi, le texture sciatte affaticano lo sguardo del giocatore, abituato ad effetti grafici di ben altro livello. La recente abitudine di immettere sul mercato delle collection di vecchi titoli rimasterizzati, ha anche spinto gli sviluppatori a migliorare, per quanto possibile, le vecchie glorie del passato. La cosa non sembra avvenuta con Tekken Tag Tournament HD.

Erano i primi tempi di PS2, dopotutto...
Chiudendo un occhio si può comunque ancora apprezzare un gioco fluido e frenetico come questo, pieno di combo difficili da mettere in atto ed avversari agguerriti da abbattere. Ogni giocatore potrà prendere un pad in mano e divertirsi immediatamente senza impazzire dietro tecnicismi troppo elaborati (anche se una certa padronanza tecnica sarà indispensabile qualora volessimo mettere in atto le mosse più lunghe). E questo, fortunatamente, è sempre stato un pregio della serie Tekken, un po' semplice e un po' complessa allo stesso tempo, ma soprattutto folle e varia quanto basta ad un picchiaduro ben equilibrato.
Appena sfiorato
Ovviamente, i più curiosi tra voi vorranno come prima cosa provare la demo di Tekken Tag Tournament 2 contenuta nel pacchetto. Ebbene, sappiate che si tratta di un assaggino che si manda giù troppo in fretta, e che non lascia alcun retrogusto in bocca.
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