The Sly Trilogy

Il ladro-procione torna sugli schermi, rimasterizzato in alta definizione!
Scritto da @ Dagheloril 10 marzo 2011
The Sly Trilogy Recensione

Se ci sono delle cose che le software house ed i produttori videoludici non fanno mancare alla propria utenza in questi ultimi tempi, queste sono sicuramente i titoli sportivi, gli sparatutto ed i remake in alta definizione di glorie del passato. Dopo aver avuto la possibilità di riscoprire (o scoprire, per tutti quelli che nel passato se l’erano persi), nei mesi scorsi, i due capitoli per PlayStation 2 della serie God of War (manovra commerciale ottimamente orchestrata però anche in vista dell’uscita, all’epoca, di God of War 3, NdR), Sony torna a ripercorcorrere le sue stesse tracce, ripescando dal cilindro questa volta un fiero appartenente al genere dei Platform che, assieme ai vari Ratchet & Clank e Jak and Dexter ha dettato negli anni passati il “ritmo” per quanto riguarda il genere: stiamo ovviamente parlando del ladro gentiluomo Sly!


Chi non ruba in compagnia…

Quella che ci si trova dinanzi, una volta lanciato il Blu-ray dal menù, è un trilogia bella e buona, che ripropone quindi in toto, senza alcuna variazione di sorta, tutta l’azione e l’ilarità dei capitoli originali. Per non rovinare l’esperienza di tutti coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo si Sly Cooper, cercheremo di evitare quanto più possibile di svelare dettagli sulla trama che inficino il regolare “decorso” narrativo (tutti gli altri già sapranno il dipanarsi degli intrecci della sceneggiatura, ndr), concentrandoci dunque solo sull’aspetto pratico dei tre titoli (in uno) che abbiamo avuto modo di testare con mano.

Il primo capitolo della serie, Sly Raccoon, vede un giovane Sly Cooper, procione/ladro dalla innate doti acrobatiche e furfantesche, andare alla ricerca del libro di famiglia, il Thievius Racconus, rubato alla sua stirpe dopo il brutale massacro che ha visto il solo Sly, allora giusto un ragazzetto pronto a seguire le orme dei propri familiari (ladri che rubavano ad altri ladri, ed in questo sta la particolarità della famiglia), uscirne vivo. Autore di tale brutalità sarà il nemico di sempre della stirpe Cooper, tale Clockwerk che, assieme ad altri quattro degni compari, che formeranno con lui il Quintetto Diabolico, ha pensato bene di dividere il Thievius Racconus in cinque parti, per poi sparpagliarle in giro per il globo, ognuna nella zona di competenza di ciascuno dei membri dell’allegra combriccola. La missione del giocatore, nei panni di Sly, sarà quindi quella di recuperare tutti i pezzi del libro di famiglia, per impararne progressivamente le abilità e rendere quindi la fuga da eventi spiacevoli più agevole possibile. Dal punto di vista tecnico il primo capitolo si presenta molto performante, se si contano gli anni che si porta nobilmente sul groppone, con un cel shading sempre apprezzabile, con contorni molto marcati che accentuano l’effetto fumetto che permea l’intera produzione, ed un doppiaggio di pregevolissima fattura, merito anche di gag ad effetto miscelate ottimamente e mai fuori tempo. Tutto questo in un’avventura che, di per se non offre tantissime ore di gioco, ma che grazie ai numerosi oggetti sparsi per i vari stage, come bottiglie che conterranno pezzi di comibinazione della cassaforte che, a fine livello, darà la possibilità di apprendere una nuova tecnica, permetteranno di estendere ulteriormente le ore in compagnia della prima avventura di Sly Cooper.


Chi non muore si rivede.

Dopo aver portato a compimento la propria missione, arriverà dunque il momento di far partire il secondo capitolo della trilogia, Sly 2: La banda dei Ladri: questa volta, Sly cercherà, localizzate alcune parti di Clockwerk – situate all’interno del Museo del Cairo – tenterà di portare a segno l’ennesimo colpo, trovando però questa volta il luogo del crimine già razziato da altri criminali, capaci di battere sul tempo l’astuto procione. Inseguito quindi dall’inossidabile Ispettrice Fox, Sly giungerà alla cloncusione che a precederlo nel furto sia stata la banda Klaww, e non perde tempo a lanciarsi all’inseguimento, ancora una volta in giro per il globo, nel tentativo di rintracciare separatamente tutti i partecipanti al colpo. Questo secondo capitolo della serie vedrà una maggiore partecipazione da parte dei co-protagonisti della serie, Bentley e Murray: già presenti nel primo capitolo, questa volta saranno però parte integrante del gameplay, con la possibilità dunque di gestirli nel corso delle numerose missioni che costituiranno una storia molto più longeva del capostipite e molto meno lineare, con le caratteristiche tecniche che hanno fatto la fortuna del predecessore in questa occasione maggiormente migliorate.


E’ la fine!

Il terzo capitolo della serie, Sly 3: L'onore dei ladri riporta purtroppo il brand con i piedi per terra, dopo le mirabolanti peripezie che si erano riuscite a riprodurre con una cura certosina nel secondo capitolo: dopo essersi accattivato la simpatia di un bacino d’utenza molto ampio, infatti, gli sviluppatori pensarono bene di creare un prodotto molto user friendly, per tirare dalla propria parte anche una fitta schiera di giovani leve video ludiche: questo però ha fatto si che il livello di sfida complessivo dell’avventura si abbassasse drasticamente, perdendo mordente per chi con i videogiochi aveva già da tempo un certo feeling. A nulla serve dunque una realizzazione tecnica discreta, che si attesta sui livelli del primo episodio però e non su quelli del secondo, contando anche la solo sufficiente longevità del titolo, che viene praticamente “affossato” dalla scarsa rigiocabilità dettata dall’assenza della varietà di elementi collezionabili, eccezion fatta per alcuni gioielli sparsi per i livelli, e nulla possono nemmeno i nuovi componenti dell'allegra combriccola, che chi giocherà avrà modo di scoprire in tutta tranquillità.

Tirando dunque le somme questa trilogia dedicata alle vicissitudini di Sly rappresenta un ottimo mezzo per trascorrere numerosissime ore di sano intrallazzo videoludico all’insegna del divertimento, scoprendo (o riscoprendo, per chi avesse avuto l’opportunità di apprezzarlo non appena uscì nei negozi) alcune perle che hanno fatto la storia del genere platform, nell’attesa spasmodica che il quarto capitolo, annunciato da tempo, giunga tra le avide mani di fan vecchi e nuovi.

COMMENTO
@ Daghelor

Riscoprire in alta definizione una gloria del passato è stata una vera sorpresa: ad essere sincero, su Playstation 2 ho avuto il piacere di giocare solo il secondo capitolo, quello meglio riuscito, ed avere la possibilità di scoprire anche i due mancanti - non eccelsi tecnicamente, certo, ma pur sempre godibilissimi - è stato di sicuro molto utile, anche in vista del quarto episodio, in uscita prossimamente. Spassionatamente consigliato ai Trophy Hunter, vista la grandissima mole di premi per "tutte le età" che questa trilogia è in grado di dare.

GRAFICA:7.5Cel shading di altissima qualità, con effetto fumetto davvero ben ricreato
SONORO:8Doppiaggio finemente curato, con gag mai fuori luogo ed effetti "ambientali" ben riprodotti
GIOCABILITà:8Il fascino di Sly sta anche nella sua agilità, e questa è ben riprodotta su schermo e nei controlli
LONGEVITà:9Di sicuro completare i tre capitoli che compongono questa collection richiederà parecchie ore
VOTO FINALE8
PRO:- Personaggi carismatici
- Ottima rimasterizzazione in HD...
CONTRO:- ... Che comunque non può correggere i difetti di gameplay originali
Ratchet & Clank: A spasso nel tempoUn altro fiero esponente del genere Platform, l'unico della vecchia guardia fin ora giunto pienamente sui lidi dell'HD.
Jak and Daxter: Una Sfida Senza Confini ( PS2 )Un'altra vecchia gloria delle piattaforme, nell'ultimo episodio uscito.
SCHEDAGIOCO
Cover The Sly Trilogy

The Sly Trilogy

Scheda completa...
The Sly Trilogy2011-03-10 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/the-sly-trilogy/Il ladro-procione torna sugli schermi, rimasterizzato in alta definizione!1020525VGNetwork.it