Domandiamoci: cosa ha reso grande il primo
Uncharted, tanto da fargli guadagnare la prima posizione tra le esclusive
PS3 (e non solo)?
Probabilmente non troveremo la risposta soltanto nella qualità del gioco (che si manteneva comunque su livelli altissimi), perché in ultima istanza si è trattato di una commistione di vari generi, a partire dagli sparatutto in terza persona, fino ad arrivare agli action-adventure in stile
Tomb Raider.
In verità,
Uncharted deve la sua fama all’abilità dei programmatori nell’amalgamare sapientemente tutti gli ingredienti che avevano a disposizione, riuscendo a creare un prodotto che si può definire, senza ombra di dubbio, “cinematografico”. A differenza però di
MGS4, che propende per l’aspetto narrativo a discapito di quello puramente ludico (servendosi, come sappiamo, di lunghissime cut-scenes), i ragazzi di
Naughty Dog hanno preferito un approccio diverso. Senza abusare di sequenze non interattive, nel primo
Uncharted (e ancor di più nel secondo), gli eventi venivano vissuti in prima persona dal giocatore. In pratica era possibile “interagire con la storia”, farne parte tramite le nostre azioni, per quanto le stesse risultassero guidate. Questa non è altro che l’evoluzione ultima del concetto di “cinematografico”: far vivere al giocatore la moltitudine di eventi che si susseguono, adattando il gameplay al contesto di riferimento.
Tuttavia, se il primo episodio appare oggi soltanto come un esperimento diretto in questo senso,
Uncharted 2 va ben oltre, proponendoci un’esperienza più completa e divertente.
Il tesoro di Marco Polo. Stavolta Nathan Drake dovrà svelare il mistero che si cela dietro la scomparsa di 13 navi (ah beh, "solo"?
NdMeghar), avvenuta secoli or sono.
Nel
1292, quando
Marco Polo lasciò
Khubilai Khan e l'
Oriente per dirigersi a
Venezia, trasportando un tesoro di inestimabile valore, l'intera flotta del giovane italiano venne inghiottita da una “forza sconosciuta” e il suo equipaggio decimato. Il famoso esploratore, temendo di esser preso per pazzo, non ha mai rivelato quale sciagura si sia abbattuta su di lui e su chi lo seguiva. Toccherà a
Nathan Drake risolvere il rompicapo: chiamato a partecipare al furto di una antica lampada a olio, custodita in un museo a
Istanbul, il nostro eroe si vedrà affiancato da un vecchio amico e una ex fidanzata molto…
accaldata. Ovviamente, dietro l’angolo lo aspetta un’avventura ricca d’azione, colpi di scena, tradimenti, doppi giochi e pericoli d’ogni genere.
Riuscirà a sopravvivere? Sebbene la trama non sia il massimo dell’originalità, i dialoghi divertenti, la splendida caratterizzazione dei personaggi e il modo in cui si snoda l’intreccio narrativo, renderanno ogni sequenza filmata degna di essere vista e ricordata. Complici anche delle inquadrature ricercate che rendono l’esperienza, come dicevamo all’inizio, squisitamente cinematografica. Intendiamoci, spesso saremo noi ad agire direttamente, costruendo la scena con le nostre stesse mani, ma per ovvi motivi non era possibile evitare scene di intermezzo dialogate.
Non che sia un problema, anzi: poggerete il pad a terra molto spesso nell’arco di una partita, ma non vi infastidirà farlo. Un plauso anche alla colonna sonora, che offre una serie di brani orecchiabili e perfettamente integrati con le varie scene animate.
Un gran bel tesoro. Questo paragrafo è dedicato al comparto grafico...
… … … È sorprendente che continuiate a leggere. Quali dubbi potreste mai avere in merito? E soprattutto, oltre a una sequela di elogi a non finire, cosa mai potremmo dirvi per descrivere al meglio la bontà visiva ed estetica di Uncharted 2? Possiamo soltanto farci investire dalla pioggia di effetti grafici che inondano lo schermo fino a rendere l’immagine quasi palpabile, “tridimensionale” in senso stretto. Possiamo spalancare gli occhi di fronte alle texture di altissima qualità. Possiamo metterci a contare uno ad uno i poligoni, fino a renderci conto che per farlo non basterebbe una settimana. Possiamo provare a ricordare un titolo che sia anche lontanamente paragonabile al gioiello Naughty Dog, senza tuttavia riuscirci.
A parte qualche animazione da ritoccare, non s’intravede alcun difetto; ogni singolo fotogramma è un inno alla vitalità, ai colori, alla bellezza…
Il level design, poi, è qualcosa di ineccepibile. Gli ambienti di gioco vantano una cura per i dettagli che definir maniacale è riduttivo, oltre che scontato. Ogni angolo è ricolmo di dettagli che si ammassano a tonnellate l’uno sull’altro, e nei momenti in cui è possibile avere una vista panoramica del livello, potrete ammirare la vastità e la magnificenza del paesaggio: fin dove l’occhio arriva a posarsi è un tripudio di particolari che non si perdono neanche dopo chilometri e chilometri di distanza.
C’è forse altro da aggiungere che non sia una pura e semplice ovvietà? Siamo alle solite… Veniamo adesso al nocciolo dell’intera questione:
Uncharted 2 vale il prezzo a cui viene venduto? Prima di darvi la risposta, sappiate che se avete provato, a suo tempo, il primo episodio (in caso contrario vi consigliamo vivamente di farlo), non troverete in questo sequel niente di nuovo. A parte qualche nuova “acrobazia”, lo schema di base è rimasto sostanzialmente invariato. Direte voi “allora
Uncharted 2 non è altro che un more of the same”. Esatto, ma questo non deve essere motivo di sdegno, perché ogni singolo aspetto del gameplay è stato migliorato, fino a perfezionare tutto quanto già funzionava a meraviglia in passato. Adesso c’è molta più varietà nelle situazioni, le sparatorie sono più bilanciate, la difficoltà è ben calibrata, gli enigmi ambientali e le sezioni platform non si riducono più a banali passaggi da una zona all’altra.
Uncharted 2 è un breve (la longevità è il vero tallone d’Achille dell’opera) viaggio, carico d’azione e avventura, alla scoperta di un tesoro dimenticato. Tutto ciò che ci aspetteremmo da un titolo del genere, anche se pochi altri giochi possono dire di aver saputo rendere l’esperienza così intensa e divertente.
Com’è stato possibile raggiungere vette così alte? Semplicità e immediatezza, due parole di cui non si sente quasi più parlare.
Uncharted 2 si gioca con estremo piacere, senza alcun tipo di rallentamento, senza mai perdersi dietro a lunghe sequenze filmate o a livelli intricati (la complessità spesso uccide il divertimento; questo significa che non è necessario buttare nella mischia una serie di elementi difficilmente amalgamabili, solo per rendere il titolo più originale ed elaborato possibile). Tutto quello che dobbiamo fare è correre, sparare, saltare… ma tutto è realizzato con estrema cura, e alla fine vi sentirete pienamente soddisfatti del vostro acquisto. Per ritornare dunque alla domanda iniziale: si,
Uncharted 2 vale i vostri soldi.
Abbiamo già accennato alla brevità del titolo: ebbene, i simpaticoni di Naughty Dog devono essersi resi conto del problema, e hanno cercato di rimediarvi. Durante l’avventura, disseminate in giro per i livelli, troveremo delle reliquie, ognuna delle quali sarà valutata in termini monetari. Queste non servono soltanto a conquistare dei trofei, ma anche come merce di scambio: armi ed equipaggiamento, una volta completata l’avventura principale, potranno acquistarsi comodamente al negozio (raggiungibile dal menù).
Come se non bastasse, è stata aggiunta una modalità multiplayer, che prevede una sfilza di classiche sfide, come il deathmatch o il capture the… treasure (una sorta di cattura la bandiera, solo che dovremo trasportare un forziere in giro), oltre a una succosissima campagna cooperativa: insieme ad altri due giocatori, dovremmo affrontare fasi platform e risolvere enigmi ambientali, il tutto secondo le regole del gioco di squadra. Non vi basta?
C’è un po’ di Nathan in ognuno di noi. È vero, quanti di voi non hanno mai sognato di essere protagonisti di un’avventura simile? Aria aperta, bellissimi paesaggi, donne disponibili a farsi tastare le zone erogene (date un occhiata ad uno dei primi filmati del gioco…) e un tesoro che promette ricchezza e gloria. Ovviamente, sarebbe meglio evitare tutti quei pericoli mortali e gli uomini armati fino ai denti che rischiano di porre fine alla nostra vita in modo violento. E quale mezzo è più sicuro della nostre console? Bene, nessun’altro gioco riesce ad avvicinarsi così tanto a riprodurre l’esperienza dell’esploratore coraggioso, come
Uncharted 2. E’ pur vero che l’autore di questo articolo preferisce senza ombra di dubbio l’ambiente chiuso della sua cameretta, al riparo dai pericoli della vita (come la pioggia o le strade senza strisce pedonali), ma una bella partita a questo gioco, se la concede (non ti stancare eh,
NdMeghar). E voi? Che siate oziosi come lui o che vogliate vivere tante avventure, dovreste seguire l’esempio.