Valkyria Chronicles

Scopriamo il capolavoro Sega!
Scritto da Darkcloudil 20 maggio 2011
Valkyria Chronicles Recensione

Non si dovrebbe mai gioire della disgrazia altrui, ma se Sega non fosse stata costretta a ripiegare esclusivamente sulla produzione di videogiochi abbandonando le console, questo titolo non sarebbe mai arrivato su PlayStation 3 (gioisco proprio in quanto utente Sony! NdR).

Il gioco è stato realizzato da un team composto prevalentemente da persone che avevano in precedenza lavorato a progetti come Sakura Wars, Nightshade e Skies of Arcadia, e per certi aspetti si vede: basti pensare ai rispettivi generi dei tre giochi (T-JRPG, azione in terza persona e JRPG classico), presi e messi quasi sullo stesso piano nello sviluppo del nuovo titolo. Il risultato si può dire ben più che soddisfacente, oltre che innovativo all'interno del genere dei tattici; prova ne sono gli alti giudizi delle critiche, l’apprezzamento degli amanti del genere e la realizzazione di una serie anime, che ha pure trainato le vendite del gioco in Giappone, nonostante la qualità non eccelsa della stessa. Oltre ovviamente alla realizzazione di due seguiti.


1935. Principato di Gallia

Il gioco è ambientato in un’Europa alternativa del 1935. Il continente si trova sull’orlo di una guerra tra due superpotenze: l’Alleanza Atlantica e la Confederazione Imperiale; tra questi due giganti si trova il Principato di Gallia, un piccolo stato indipendente. Per via della sua posizione geografica e per la sua ricchezza di un minerale strategico, la Ragnite, questa piccola nazione viene quindi presa di mira dall’Impero. Durante la nostra avventura, seguiremo quindi le vicende di un piccolo gruppo di uomini della milizia di leva del Principato di Gallia, che spesso si contrapporrà all’esercito regolare, e del loro comandante, Welkin Gunther, che lotteranno per respingere gli invasori. Ovviamente le cose prenderanno una piega inaspettata…

La trama non è una di quelle che prende il giocatore sin da subito e lo tiene col fiato sospeso fino alla fine del gioco, a causa di un inizio un po' lento (caratteristica comune a molte storie, in realtà), ma risulta comunque scorrevole e sempre più avvincente mano a mano che gli eventi si dipanano. Vale la pena di segnalare che il gioco è interamente in Inglese e i testi sono piuttosto abbondanti, in linea col genere di appartenenza: si tratta certo di un disincentivo per i giocatori italiani (spesso pure un po' pigri! ndguitar hero), che però, con un po' di pazienza, dovrebbero riuscire a trovare una traduzione dell'intero script nella lingua del Bel Paese.


Questione di stile

Il primo impatto con il gioco, il modo con cui si presenta ancor prima di essere inserito nella console, non è determinato dalla storia, ma dalla grafica e dal design di ambienti e personaggi: grazie al Canvas Engine, luoghi, sequenze animate e personaggi sono rappresentati come deliziosi acquarelli, dando comunque un senso di tridimensionalità al tutto e degli spessori alle figure. Riguardo alle tonalità usate, sono spesso arrivate critiche ai produttori riguardo ai colori inseriti, ritenuti da molti un po’ troppo vivaci per rappresentare realisticamente l’atmosfera di una guerra. La ovvia risposta di Sega è stata che il realismo non è tutto (e non era neanche l'obiettivo, ndguitar hero) e questo titolo ne è la prova. Certi aspetti del gioco, infatti, sono volutamente irrealistici e fumettosi: basti pensare alle varie onomatopee “Boom” o “ Ta-ta-ta-ta-ta” che appaiono ogniqualvolta si usi un’arma, con lo scopo di dare l’impressione al giocatore di essere immerso in un manga piuttosto che in un sanguinoso e drammatico conflitto. Tale intenzione è presente anche in altri giochi, ma poche volte ha avuto esiti convincenti come in Valkyria Chronicles.

Nonostante tutto ciò, il motore grafico non è troppo potente, tanto da non risultare pienamente next-gen: spesso uno sgradevole effetto fogging non permette di vedere oggetti lontani anche quando il cielo è limpido, anche se spesso il giocatore non se ne rende conto. Da segnalare pure la qualità non eccelsa di alcune texture e un fastidioso aliasing.


L’arte di saper comunicare al giocatore

La colonna sonora, spesso parte fondamentale dei giochi (e in special modo dei JRPG), è ottima: sempre adatta al luogo e agli stati d’animo dei personaggi, coinvolge ulteriormente il giocatore, facendogli capire immediatamente a che genere di situazione sta assistendo. Comunicare emozioni, trasmettere tensione o serenità è indice di un sonoro di tutto riguardo, ma Valkyria Chronicles supera questo traguardo: le musiche sono anche molto belle da ascoltare, a prescindere dal gioco!

Basta infatti dare un occhiata su Youtube per constatare l’alto numero di visite dei vari brani che compongono la soundtrack del gioco, ad opera del solito Sakimoto (ma l'opening è di Daisuke Kawaguchi). L’unico, leggero, difetto è dato da un piccolo inconveniente durante le battaglie: talvolta risulta fastidioso il cambio di tema, al momento del turno avversario.


BLiTZ

Ciò che però rende davvero originale il gioco è il gameplay, in particolare il battle system, per il quale questo titolo si distingue da tutti gli altri. Procediamo però per gradi e passiamo a descriverne la struttura per poi soffermarci sugli elementi nuovi. Potremmo operare una suddivisione in tre parti: le sezioni narrative, il sistema di crescita e le battaglie. La prima ha molte caratteristiche in comune con le visual novel, genere diffuso in Giappone e, guarda caso, spesso ibridato con giochi tattici: le vicende sono narrate perlopiù sotto forma di dialoghi tra personaggi in cui il giocatore non deve preoccuparsi di altro se non di leggere e ascoltare, senza doversi spostare sulla mappa o risolvere enigmi di alcun tipo. La seconda - la meno curata secondo il parere di chi scrive - dà la possibilità di incrementare il livello delle classi dei soldati con l’esperienza e di migliorare i loro armamenti con i fondi accumulati; un po’ come succede nei normali GdR, anche se in maniera semplificata. Gli episodi successivi modificano il growth system arricchendolo.

Le battaglie risultano simili a quelle dei giochi di ruolo tattici, genere che in Giappone ha un certo seguito, ma aggiunge un aspetto discriminante fondamentale: l’azione in terza persona. Ci troviamo, infatti, davanti a un sistema a turni ibrido tra un tattico e un third person shooter, chiamato BLiTZ system (Battle of Live Tactical Zones): le battaglie si svolgono a turni, ma quando il giocatore deve attaccare, egli prenderà direttamente il controllo di un soldato per avvicinarlo ai nemici stando attento a non farsi colpire, dal momento che spareranno all’impazzata dalle postazioni difensive. Trovato un riparo e presa la mira si passa al conteggio dei danni.

In definitiva, il gameplay è la parte migliore del gioco, anche se si ha la sensazione che il suo potenziale non sia stato del tutto sfruttato. Prendiamo per esempio lo sviluppo dei personaggi: sebbene possiamo decidere di assegnare un equipaggiamento diverso uno ad uno, non tutte le unità di una determinata squadra risultano essere più o meno simili e salgono simultaneamente di livello allo stesso tempo. Insomma, si ha la sensazione che Sega potesse fare di più in questo campo; prova ne è Valkyria Chronicles II, in cui è riuscita a dare la possibilità di una personalizzazione maggiore su ogni singola unità. Altri difetti sono costituiti da piccole sbavature: per esempio, quando un soldato ha terminato la distanza entro la quale può avanzare non può andare più avanti, ma se il giocatore continua a premere la levetta l’animazione della corsa continua, pur non spostandosi di un altro sol millimetro (aspetto corretto nel seguito). Oppure se un carro armato passa in un’area dove ci sono nemici, questi potrebbero, in seguito all’impatto che ne scaturirebbe, mettersi a lampeggiare! Si tratta comunque di facezie, che ben poco influiscono sul giudizio.


Una guerra epica

In conclusione, con Valkyria Cronicles ci troviamo a vivere un’esperienza molto piacevole, con un battle system fresco e originale che ci regala dei combattimenti – per quanto non eccessivamente impegnativi alla difficoltà standard – in grado di farci provare il gusto della sfida, in cui dovremo saper sfruttare tutte le classi a disposizione per non essere sopraffatti e magari ottenere pure un punteggio alto. La storia e l'ambientazione, graziata dal Canvas Engine, non ci fanno sentire le circa quaranta ore di gioco, che scorrono via mano a mano che ci avviciniamo all'indimenticabile battaglia finale.

COMMENTO
Darkcloud

Valkyria Chronicles mi è piaciuto molto: per molti aspetti, si è distinto da tutti i titoli a cui avevo giocato in precedenza, e ho trovato la sua storia degna dei migliori JRPG. Lo consiglio a tutti gli appassionati del genere e a chi cerca un'esperienza non convenzionale!

GRAFICA:7.5Bellissimo il Canvas engine con il suo effetto acquarello, ma non potentissimo purtroppo. C'è lo stile, un po' meno i muscoli, insomma.
SONORO:8.5Riesce sempre a comunicare le situazioni e gli stati d’animo dei personaggi. Molte le musiche gradevoli!
GIOCABILITà:9Uno degli elementi migliori e caratterizzanti del gioco. In parte action, in parte tattico, riesce sempre a divertire.
LONGEVITà:9La durata oscilla tra le trenta e le quaranta ore, a seconda degli extra. Siamo dunque perfettamente in linea con il genere, uno dei generi più lunghi per l'esattezza.
VOTO FINALE9
PRO:-Storia avvincente
-Bello lo stile Canvas!
-Battle System originale ed efficace...
CONTRO:-… con piccole imperfezioni
-Motore grafico non troppo potente
-Potenziale sfruttato non appieno (ci pensano i sequel!)
Valkyria Chronicles 2Il secondo episodio da poco rilasciato, anche se solo su PSP.
Operation DarknessPresenta alcune affinità con il tattico di Sega. Peccato per la mancata localizzazione.
SCHEDAGIOCO
Cover Valkyria Chronicles

Valkyria Chronicles

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Valkyria Chronicles2011-05-20 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/valkyria-chronicles/Scopriamo il capolavoro Sega!1020525VGNetwork.it