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White Knight Chronicles

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Informazioni White Knight Chronicles
7.5
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Recensione White Knight Chronicles  Scritto da: Francesco "Kaiserfranz" Granitto | Data: 2010-04-02

VGNetwork indossa l’armatura del cavaliere bianco.

Dopo essere sparito letteralmente dalle scene, White Knight Chronicles si presenta a noi con più di dodici mesi di ritardo dall’oramai lontano lancio nel territorio nipponico, targato 2008. Il titolo sviluppato dai Level-5, già noti per titoli come Rogue Galaxy o Dragon Quest VIII, ha raccolto pareri molto positivi in territorio natio e si presenta nel resto del mondo per bissare tale successo. Il tempo trascorso è stato utilizzato, a detta dei Level-5, per ottimizzare il titolo al meglio e renderlo pronto per il banco di prova internazionale, sempre ghiotto di titoli provenienti dal Sol-Levante.
 
Scusate il ritardo! C'era una volta...
 
Il gioco inizia con un editor abbastanza atipico per un classico JRPG, ma che in realtà è il primo sintomo di una diversa natura del titolo. L’editor permette una buona personalizzazione del proprio alter-ego, anche se saremo sorpresi del fatto che costui non sarà affatto il protagonista della storia, ma in realtà ne sarà soltanto un muto comprimario. La trama, infatti, ruota intorno alle vicende del giovane garzone Leonard e della principessa Cisna; proprio quest’ultima, durante la festa per la sua introduzione nella società del regno di Balandor, è rapita da un misterioso gruppo di soldati capeggiati dalla losca figura del generale Dragias. Durante l’assalto Leonard entrerà in simbiosi con uno strano manufatto chiamato “Arca”, intriso del potere degli antichi e in grado di donare al suo portatore il potere di evocare e immedesimarsi in un essere antico e dai poteri sconfinati, il White Knight appunto. Proprio per questa ragione toccherà al nostro gruppo, cui si aggiungeranno altri personaggi nel corso del viaggio, partire per salvare la principessa. Questo plot narrativo, che già di per sé appare scontato e privo d’innovazione, mostra i fianchi nella sceneggiatura scialba e in una narrazione poco avvincente: sia i personaggi che le vicende ad essi legati, sono quantomeno stereotipati e restituiscono al giocatore quella fastidiosa sensazione di “già visto” che guasta (e non poco) l’esperienza di gioco.
 
... un mondo JRPG...
 
Se la trama e i suoi cliché rappresentano un grosso punto a sfavore della produzione Level-5, ciò non è per quanto riguarda gli ambienti e l’atmosfera che si respira all’interno del gioco. È mirabile il lavoro svolto per riprodurre l’universo fantasy-medioevale in cui si svolgono le vicende, che riesce a preservare ottimamente tutto il suo inconfondibile stile giapponese: partendo dai volti dei personaggi, chiaramente ispirati alla cultura manga, per concludere con le varie creature ostili, vero esempio di fantasia concretizzata. Tutta questa carica fiabesca paga però dazio in una realizzazione tecnica che, purtroppo, non accompagna a dovere tutta la creatività espressa: texture non definite, effetti particellari poco convincenti e un onnipresente pop-up di oggetti e animali sono solo alcuni dei difetti di un motore grafico che si attesta ad un livello poco più che sufficiente ad oggi e che si conferma lo stesso di due anni fa, quando il gioco vide per la prima volta la luce in Giappone. Nel complesso, tutto sommato, l’effetto globale non è negativo, ma è privo di quella spettacolarità e di quella concretezza che ci si aspetta da produzioni del genere: viene un po’ il rimorso a pensare al tempo a disposizione del Level-5 per adeguarsi agli standard tecnici odierni, scegliendo invece di far uscire il titolo così com’era nel 2008.
 
... con combattimenti canonicamente a turni...
 
Dove però White Knight Chronicles può raccoglier soltanto che pareri positivi è sul versante del gameplay dove, fatta eccezione per qualche magagna nella gestione dei menù ed in particolar modo dell’inventario, cala i suoi assi nella manica. Il sistema di combattimento, vero punto focale e marchio di ogni produzione di questo genere, è, come tradizione vuole, basato su di un sistema a turni che per certi versi si può accostare a quello già visto in Final Fantasy XII di Square-Enix. Quando entreremo in contatto visivo con un essere ostile, comparirà di fianco al personaggio da noi in quel momento comandato, un cerchio che andrà riempendosi con il passare dei secondi: una volta riempito, potremo eseguire la mossa che desideriamo, scegliendone una tra le possibili poste negli slot delle tre barre scorrevoli nella parte bassa dello schermo. Man mano che avanziamo di livello, possiamo specializzare ognuno dei nostri compagni d’arme in una delle otto classi di abilità previste, sbloccando di conseguenza ogni volta nuovi attacchi e tecniche che potremmo combinare in combo con un sistema apposito e molto semplice.
I nostri compagni saranno gestiti completamente dall’IA, ma avremo sempre la possibilità di affidargli determinati comportamenti per avere un costante aiuto durante l’azione, sia come supporto curativo che di forza d’urto. La risposta dei nostri compagni ci è sembrata più che buona ed anche la possibilità di cambiare in tempo reale il personaggio giocabile è un’ottima soluzione trovata dai Level-5 per rendere gli scontri alquanto dinamici.
Ciò che però contraddistingue il titolo è appunto la possibilità di utilizzare il White Knight per volgere facilmente a nostro favore gli scontri con i mostri di più basso livello e per contrastare in maniera efficace quelli invece ostici, quali boss e giganti. Il White Knight potrà essere evocato a piacimento da Leonard tramite un comando apposito, ma chi si aspetterà mosse spettacolari o evocazioni (qui il paragone è d’obbligo) à la Final Fantasy potrebbe restare deluso: l’entrata in scena del cavaliere è in realtà abbastanza anonima e i suoi attacchi, molto simili a quelli standard se non per la potenza, non aiutano per nulla a donare spettacolarità ad un titolo che si presenta abbastanza piatto.
 
... in salsa MMORPG!
 
Altra feature davvero interessante di White Knight Chronicles è l’interazione con la rete, che lo rende, di fatto, un parente molto prossimo degli MMORPG che ben conosciamo. Tramite alcune pietre nel gioco, utilizzate anche per salvare e guarire il party, sarà sempre possibile collegarsi al GeoNet, una rete simil social network che permette ai videogiocatori di incontrarsi nel mondo di Balandor. Questa modalità permette ai videogiocatori connessi al network di collaborare per risolvere particolari quest di gruppo o affrontare insieme quelle della Gilda degli avventurieri, onnipresente in ogni JRPG che si rispetti. Il GeoNet è costituito anche dal GeoRama, vera e propria chicca di White Knight Chronicles: grazie a questa modalità sarà possibile costruirsi la città su misura. Tramite un contratto acquistabile per la somma di mille fiorini si entrerà in possesso di un vero e proprio atto di proprietà virtuale, con una completa libertà di personalizzazione della città stessa. La vostra città, oltre che per un gusto puramente estetico, permette di ospitare anche dei visitatori, che potranno far poi parte del vostro gruppo per una qualche particolare quest.
 
Un'armatura più opaca del previsto.
 
Nonostante i tanti spunti interessanti, purtroppo White Knight Chronicles risulta un gioco poco più che sufficiente: sono, infatti, tanti e pesanti i difetti che ne riducono il giudizio finale. Ciò che incide maggiormente è soprattutto un reparto tecnico non particolarmente ispirato e ancorato agli standard di due anni fa, un’eternità in ambito video ludico. Da contraltare, White Knight Chronicles ha dalla sua un bel bagaglio di positività, tra le quali ricordiamo un mondo di gioco vivo e pieno di stile, un sistema di combattimento ben strutturato e un’interazione con il network davvero ben congeniata.
Aspettando un White Knight Chronicles 2 che sembra essere già in fase di sviluppo, ci sentiamo di catalogare White Knight Chronicles come una grande occasione sprecata per un titolo che aveva le credenziali per sfondare ma che potrà accontentare soltanto i neofiti che si vogliono accostare allo sterminato mondo degli RPG orientali e ai più navigati che invece vogliono un titolo non particolarmente impegnativo, ma che possa comunque regalare svariate ore d’immersione e divertimento.
In alternativa a White Knight Chronicles
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Star Ocean è sempre una serie che desta interesse. Sapendo divertire, il GdR dei Tri-Ace si pone in una posizione di spicco nel panorama.
Il commento dell'autore su White Knight Chronicles
Avatar di Francesco
 
Francesco "Kaiserfranz" Granitto
Beh mi aspettavo sinceramente molto di più da White Knight Chronicles, pensando addirittura che potesse fare meglio del colosso di Square-Enix. Purtroppo, White Knight Chronicles non si è mostrato all’altezza del confronto, ma comunque risulta a mio avviso un titolo spensierato e molto divertente da giocare. Avrei voluto un’avventura più profonda ed un utilizzo più decisivo del White Knight: pazienza, spero in un seguito che sappia rimediare agli errori commessi e regalare un’esperienza di gioco più “adulta”.

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Pregi del gioco

Ambientazione ben realizzata.

Il GeoNet.

Buon sistema di combattimento.
Difetti del gioco

Comparto grafico datato e effetti poco d’impatto.

Sceneggiatura scarna.

Menù macchinosi.

Pagella del gioco
Voto grafica
6.5
Le ambientazioni sono ispirate, ma gli effetti e le texture non sono proprio di questa generazione.
Voto sonoro
7.5
La colonna sonora del gioco è davvero orecchiabile ed in pieno stile “jappo”.
Voto giocabilit
7.5
Il sistema di combattimento è ben realizzato, ma i menù soffrono di un’intrinseca difficoltà.
Voto longevit
7.5
La storia principale può essere portata a termine in circa 30 ore, ma le quest secondarie, le missioni della Gilda Degli Avventurieri e il GeoNet ne allungano la longevità.

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