Yakuza 3

Per la prima volta, Kamurocho in alta definizione
Scritto da il 27 aprile 2011
Yakuza 3 Recensione

Forse ricordate che qualche giorno fa vi abbiamo proposto la recensione di Yakuza 4, da poco nei negozi; adesso torniamo indietro nel tempo per recuperare l'episodio precedente, di cui purtroppo non ci fu inviata la promo a suo tempo. Quindi, anche se può sembrare un paradosso, tuffiamoci - con colpevole ritardo - nella terza avventura di Kazuma! D'altronde, è anche possibile che il quarto capitolo abbia risvegliato in qualche lettore l'interesse per questa serie, che finalmente si è ritagliata una nicchia abbastanza stabile pure nei mercati occidentali.


Una storia sotto tono?

Yakuza 3 si pone subito in continuità narrativa con gli episodi precedenti, tanto che entro i primi minuti di gioco rivedrete subito Haruka e Sayama. Grazie ad un espediente narrativo, inoltre, sarà possibile visionare i riassunti di Yakuza e Yakuza 2, utili tanto agli smemorati, quanto ai novizi.

La premessa alle vicende non necessita di alcuno spoiler, per cui vale la pena di vederla brevemente: Kazuma ha deciso di abbandonare non solo la malavita, ma anche Tokyo, per rifugiarsi a Okinawa, dove alleva in un orfanotrofio dei bambini assieme ad Haruka, ormai una figlia per lui. Per un bel po' di tempo, la vita scorre gioiosa e tranquilla, ma il destino non è mai clemente con il nostro eroe: la terra su cui sorge il Sunshine Orphanage, infatti, è al centro di un progetto che vede collaborare politica e yakuza...

Per la prima volta, la storia non è opera del brillante Hase Seishu, bensì di Masayoshi Yokoyama: difficile stabilire se si tratti di una coincidenza o meno (io propendo per quest'ultima ipotesi, ndr), ma la trama è effettivamente inferiore, se paragonata ai primi due Yakuza. Il primo difetto è indubbiamente il ritmo piuttosto lento nelle battute iniziali, che vedono Kazuma alle prese coi problemi dei suoi bambini: tutto sommato ciò fa parte di una scelta ben precisa e non criticabile in toto, però è innegabile che le prime fasi non siano esaltanti né per gli eventi narrati, né per il gameplay, che spesso si riduce a “parla con Taichi” o “trova il cane che vuole Izumi”. Un secondo difetto è una relativa povertà di sorprese all'interno dell'intreccio, ma forse qui era stato Seishu ad abituarci troppo bene. Semplicemente, nonostante qualche rivelazione, riesce difficile sorprendersi più di tanto. Fortunatamente, i grandi idoli della saga (quelli rimasti in vita, quantomeno) sono presenti all'appello, da Majima a Date, passando per Kazuki e Yuuya.


Il salto generazionale

Se c'è una cosa su cui tutti si sono sempre trovati d'accordo, è il maggior difetto della serie, cioè i vari caricamenti, senza i quali le suggestive e insidiose passeggiate di Kazuma sarebbero state molto più gradevoli. Ebbene, grazie al “nuovo” hardware, le cose son cambiate: i loading time sono presenti solo quando si entra o esce da un locale. Ciò significa che anche le battaglie ora si svolgono sostanzialmente senza soluzione di continuità, cosa non da poco se teniamo conto che una caratteristica della serie è costituita proprio dagli incontri casuali in cui ci si imbatte in città. Inoltre, ora è possibile ruotare liberamente la telecamera ed è stata implementata la visuale in prima persona. E poi, se permettete una frase da fan, Kamurocho in HD è un'esperienza da vivere!

Il salto tecnico, dunque, si vede tutto. Purtroppo, però, non si può dire che la grafica sia all'avanguardia: dettaglio non eccezionale, specialmente per quanto concerne i modelli poligonali dei personaggi “generici”, compenetrazioni e animazioni così e così affliggono un titolo che comunque – è doveroso ricordarlo – è arrivato dalle nostre parti con oltre un anno di ritardo, amplificando così la vistosità dei difetti. Non che nel 2009 non si fosse visto niente di meglio, soprattutto sul fronte occidentale. Meritano un plauso, invece, le animazioni facciali, realizzate per mezzo del Magical V-Engine, che dona un'espressività eccezionale ai protagonisti delle lunghe cutscene, graziate dal solito doppiaggio giapponese di ottima qualità (sottotitoli in Inglese). Alcuni sostengono che conferisca ai volti un aspetto un po' “plasticoso”; a voi il verdetto (da formulare su un primo piano di Majima).

Per concludere il discorso sul sonoro, invece, bisogna spendere due parole sulla OST: essa è composta da trentuno brani, che trovate pure in un CD all'interno della confezione di gioco. Un graditissimo extra, tenendo conto della buona qualità della stessa. Certo, difficilmente la metterete tutta nell'ipod, ma un paio di brani vi rimarranno in testa, se non altro perché li accosterete a determinati momenti di gioco.


Quante cose da fare!

A costo di essere ripetitivi, ricordiamo i fondamenti del gameplay della serie, siccome non ha certo la notorietà di Call of Duty. Sostanzialmente, esistono due fasi, che potremmo battezzare “adventure” e “battle”. Nella prima si esplora la città (Kamurocho o Okinawa, nella fattispecie), con la massima libertà: si può andare dritti come fusi al proprio obiettivo, in modo da far proseguire la storia, oppure gironzolare alla ricerca di substories, locali e minigiochi. Impossibile procedere ad una disamina degli elementi in questione, a meno che non si voglia dilungarsi per pagine e pagine. Diamo solo un po' di numeri: gli incarichi secondari sono più di cento e i minigames ben sedici. Insomma, la trama, che da sola vi porterà via almeno quindici ore, in sé costituisce appena il 10% dei contenuti di Yakuza 3. Nonostante tale cornucopia, bisogna lamentare i tagli operati in fase di localizzazione, che ci hanno privato di cinque Trofei su un totale di cinquanta (poi ci sono alcune modifiche nella scaletta), quattro minigiochi, due subquest e gli hostess club. Nessuno di questi elementi può essere definito fondamentale, però dispiace sempre trovarsi in possesso di una versione “castrata”. Fortunatamente, Yakuza 4 non ha tagliato (quasi) nulla.

I combattimenti sono rimasti piuttosto fedeli ai canoni imposti dai precedenti episodi, caratterizzati da un alto tasso di violenza, quasi caricaturiale, e da un sistema di controllo che potrebbe essere un po' svecchiato. Tornano ovviamente le Heat Moves (le mosse speciali attivabili con Triangolo quando è stata riempita l'apposita barra), cariche del loro consueto fascino distruttivo, specie se si tratta di quelle speciali contro i boss, che spesso ci costringono a superare qualche Quick Time Event. Come al solito, la varietà di armi e di tecniche è garantita, anzi, è stata addirittura accentuata: ad esempio, sono state introdotte le “Revelations”, scenette assurde e comiche che ispirano Kazuma (che si improvvisa fotografo con il suo cellulare), insegnandogli nuove e speciali Heat Moves. Chiaramente, l'ampliamento dell'arsenale o del parco mosse dipenderà dalla forza di volontà di ciascuno, dal momento che spesso è legato a incarichi secondari da scovare in giro per il mondo.

Ultima trovata nuova, volta a rinfrescare il gameplay, è l'introduzione delle sezioni di inseguimento, in cui il giocatore dovrà raggiungere (o seminare, in qualche missione secondaria) qualcuno, facendo attenzione a non restare troppo indietro e a non esaurire la propria barra della Stamina. Non si tratta di un'aggiunta determinante, bensì di un gradevole diversivo di tanto in tanto, giusto per avere l'impressione di trovarsi davanti a qualcosa di nuovo.


Allora, da quale inizio?

Ci sembra opportuno chiudere la recensione con la risposta al quesito che molti curiosi pongono in giro per il web, con l'intenzione approcciarsi per la prima volta a questa saga: da dove cominciare?

Come già detto, i quattro episodi sono collegati fra loro, quindi la scelta migliore è giocarli in ordine, ma è anche vero che non tutti amano il retrogaming, oppure c'è chi si è sbarazzato/non ha mai avuto una PlayStation 2 (peccato in entrambi i casi!, ndr): alla luce di ciò, Yakuza 3 è un ottimo capitolo per iniziare, perché introduce molti personaggi nuovi e presenta una vicenda quasi del tutto slegata a quelle dei primi due giochi, risultando godibilissimo come stand alone. Inoltre, prepara il terreno per Yakuza 4, che va a ricollegarsi in maniera più decisa soprattutto alla prima (in un modo un po' forzato, c'è da dire) e alla terza avventura di Kazuma. Peccato sia forse l'esponente più “debole” della serie, ma c'è anche da dire che chi inizia da qui non ha giocato i primi due Yakuza e quindi non avrà i leggeri dejà vù che potrebbero colpire alcuni fan.

COMMENTO

Come ho già scritto parlando di Yakuza 4, ho giocato i due episodi di seguito, nel giro di circa due settimane. Sono rimasto in parte deluso da Yakuza 3, forse perché in me è ancora vivo lo splendido ricordo dei primi due episodi, che portavo avanti “furiosamente”, spinto dalla foga di vedere cosa sarebbe successo dopo. Questa sensazione non è più così forte, anche a causa di un inizio lento, per quanto in linea con le scelte narrative. A favore del gioco, invece, il progresso tecnico, che ha ridotto drasticamente i caricamenti che affliggevano soprattutto il primo Yakuza, e che ci regala Kamurocho in HD, seppur senza una grafica all'avanguardia. A mio avviso, comunque, meglio il quarto capitolo.

GRAFICA:7.5Il gioco in patria è uscito nel 2009, e si vede. Rimangono ottime le espressioni facciali, grazie al "nuovo" Magical V-Engine.
SONORO:8.5Doppiaggio giapponese di qualità e buone musiche (31 brani di vari autori), raccolte in un gradito CD extra.
GIOCABILITà:7.5Tutto sommato, il solito Yakuza con qualche aggiunta minore, come le sezioni di inseguimento. Esplorazione più gradevole, grazie al progresso tecnologico.
LONGEVITà:8.5Almeno quindici ore per la storia, che costituisce solo il 10% della percentuale di completamento complessiva del gioco. Peccato per i tagli della localizzazione.
VOTO FINALE8
PRO:- Caricamenti drasticamente ridotti rispetto al passato
- Ottime animazioni facciali impreziosiscono le cutscene
- Include quattro DLC e un CD con l'OST
CONTRO:- Tagli nella localizzazione
- Trama inferiore ai primi due episodi
- Graficamente un po' vecchio
Yakuza 4Uscito recentemente, Yakuza 4 è, a conti fatti, migliore di questo terzo episodio.
Yakuza 2Per chi abbia apprezzato la saga su PS3, è consigliabile recuperare anche i capitoli per PlayStation 2, nonostante i limiti tecnici.
SCHEDAGIOCO
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