Yakuza 4

Kazuma Kiryu è tornato. E non è solo
Scritto da il 12 aprile 2011
Yakuza 4 Recensione

Chi abbia già giocato anche solo un episodio di Yakuza, conoscerà bene le caratteristiche di questa serie, dal momento che è molto conservatrice. Yakuza 3 non soffriva molto a causa di questo “problema”, un po' perchè è uscito ad una certa distanza da Yakuza 2, e un po' perchè era il primo capitolo regolare next-gen (dalle nostre parti, poi, non si è ancora visto Kenzan!, nonostante ultimamente circolino dei rumor...), con tutti i vantaggi che ne derivavano: drastica riduzione dei caricamenti, vero tallone d'Achille del primo episodio, e scontri praticamente senza soluzione di continuità. E poi, se permettete, circolare per Kamurocho in alta definizione è un'esperienza consigliabile a chiunque sia interessato alla cultura giapponese.

Yakuza 4, a distanza di un solo anno dal predecessore, non può più puntare sulla carta dell'entusiasmo – qui in Europa accentuato dal fatto che ormai in pochi speravano nella localizazione di Yakuza 3 – e neppure su grosse migliorie tecniche, visti i tempi di sviluppo abbastanza stretti e un budget probabilmente più basso di quanto sarebbe lecito aspettarsi. Cosa si è inventato Il Nagoshi, a questo giro? Semplice: ha diviso il gioco in quattro parti, affidando ciascuna di esse ad un diverso protagonista.


Rinfreschiamoci la memoria

Per quanto siano stati affiancati a Kazuma - che ha superato i quarant'anni e vorrebbe giustamente un po' di pace - tre personaggi nuovi di zecca, la trama di Yakuza 4 presenta numerosissimi legami con i precedenti episodi, specialmente il primo e il terzo. Ciò comunque non spaventi il neofita, che ha tre possibilità: giocarsi tutti i capitoli in ordine (e secondo me può valerne la pena, ndr), considerare il titolo come stand-alone, dal momento che comunque la trama è dotata di autonomia quasi totale e gli avvenimenti più importanti sono richiamati nella narrazione, oppure avvalersi degli ottimi riassunti selezionabili dalla schermata iniziale. Essi sono abbastanza ricchi: durano circa un quarto d'ora ciascuno e sono comodamente suddivisi in quattro parti. In fin dei conti, tornano utili anche e soprattutto a chi ha comprato i precedenti episodi al day one e ha bisogno di rinfrescare la memoria. Inoltre, guardarli (o skipparli :p, ndr) tutti sblocca un Trofeo di Bronzo.

Molte facce note faranno il loro ritorno. Per citare i più importanti: Goro Majima, Daigo Dojima, Makoto Date e la piccola Haruka, ovviamente. Chicche per veri fan, poi, sono le riapparizioni di personaggi del tutto secondari, magari legati solo a subquest di Yakuza 3; gli avvenimenti, d'altro canto, si svolgono nel marzo 2010 – che poi coincide con la data di uscita nei negozi giapponesi - ad un solo anno dalla conclusione delle vicende precedenti.

Come forse ricorderete, già con Yakuza 3, Kazuma si è ritirato dal Tojo Clan ed è andato a gestire un orfanotrofio ad Okinawa, ma a quanto pare la yakuza non può fare a meno di lui per sopravvivere. L'impressione è quella che il povero Kiryu non avrà mai pace, ma se questa è una caratteristica di molti eroi dei videogiochi, in questo caso sembra sia stato tirato in mezzo proprio per i capelli, in quanto la vicenda sapientemente costruita da Sega ha davvero poco a che fare con il nostro eroe, e, tutto sommato, avrebbe potuto reggersi in piedi anche senza di lui. Dispiace dirlo, dal momento che Kazuma è, a parere di chi scrive, uno dei migliori protagonisti all'interno della scena giapponese, ma i prossimi episodi dovranno presentare altri personaggi principali, a meno che non siano prequel o spin-off.


Gli altri tre

Anche Yakuza 4, però, presenta altri eroi, che è opportuno osservare più da vicino, dopo la breve presentazione svolta in fase di anteprima. Ognuno ha una parte dedicata - ciascuna delle quali sblocca un Trofeo di Bronzo - composta di quattro capitoli. Dopo di esse, un capitolo conclusivo riunirà i protagonisti per il gran finale, maestoso come sempre. Il “collante” fra le varie storie è il misterioso personaggio di Lily, di cui non è il caso di svelare nulla. L'ordine qui seguito è lo stesso del gioco; la quarta parte è quella di Kazuma.

Shun Akiyama ha il difficile compito di aprire il gioco sostituendo Kiryu. Nell'anteprima abbiamo detto che è un usuraio, ma in realtà questo termine è improprio, dal momento che non applica interessi ai suoi mutui e non richiede alcun tipo di garanzia: proprio per questo Lily si rivolge a lui per ottenere cento milioni di yen in contanti. Mica male, no? La parte dedicata a lui è forse la meno drammatica, sia perchè è quella introduttiva, sia perchè si tratta probabilmente del protagonista più “brillante” del cast. Il suo stile di combattimento è basato sulla rapidità e su splendide combo di calci, che riescono spesso a spezzare la difesa del nemico, a dispetto di una potenza non proprio invidiabile.

Taiga Saejima, una leggenda all'interno del Tojo clan, può essere considerato come il personaggio chiave dell'intera vicenda, dal momento che è implicato nella strage del 1985, l'epicentro di quasi tutte le sciagure che avvengono in Yakuza 4. La sua parte è forse la più drammatica, tenendo conto che si tratta di un omicida (e non dico altro, se no mi linciate, ndr) condannato alla pena capitale, che in carcere fa la conoscenza di un certo personaggio che dovrebbe suonarvi familiare. Taiga è davvero imponente, e ciò non può che riflettersi nel suo modo di lottare, lento ma brutale, che predilige i colpi caricati nelle combo e la prese (può usare come armi pure le moto, a differenza degli altri lottatori).

Masayoshi Tanimura è un giovane detective di origine cinese con la passione del gioco d'azzardo. Anche nel suo caso, la situazione iniziale di calma viene turbata dall'incontro con Lily, che gli permette, tra l'altro, di battere una nuova pista nella ricerca della verità sugli avvenimenti che hanno colpito il padre. Nonostante una condotta non proprio esemplare, Tanimura ha la vera stoffa del poliziotto e non mancheranno le occasioni in cui lo potrà dimostrare. La sua specialità sono le parry, il che suggerisce un approccio piuttosto tecnico agli scontri.

La trama, come da tradizione, è complessa e ricca di colpi di scena, nonostante qualche “forzatura” e qualche scena un po' “sciocca”, ma risulta difficile farsi capire senza spoilerare nulla. Ciò che è importante è che, pur non raggiungendo le vette di eccellenza dei primi due episodi, risulta migliore di quella di Yakuza 3, soprattutto grazie ad un ritmo più serrato. Quella dei diversi protagonisti, insomma, è stata una trovata decisamente azzeccata. Le cut-scene, poi, sono più numerose che mai e sono graziate come al solito dalle ottime espressioni facciali e dal doppiaggio in Giapponese di alta qualità, vero fiore all'occhiello del sonoro, che annovera anche musiche d'atmosfera per i momenti cruciali e altri motivi più leggeri per le fasi di gioco ordinarie.


Back to Kamurocho

Dopo due episodi ambientati parzialmente in altre località (rispettivamente Osaka e Okinawa), Yakuza 4 torna ad avere un'unica location, che inevitabilmente è Kamurocho. Il quartiere, però, è stato ampliato, aggiungendo zone sotterranee (le fogne, un parcheggio e un supermercato) e altre sopraelevate (alcuni tetti, fra loro collegati). Inoltre, le missioni secondarie disponibili sono diverse a seconda del personaggio controllato e del momento della giornata – essenzialmente, giorno o notte. In questo modo, si riesce ad ovviare almeno in parte alla sensazione di dejà vù, conferita anche da una grafica che ha fatto davvero pochi passi avanti.

Yakuza 4 assomiglia davvero tanto a Yakuza 3: il livello di dettaglio e l'ambientazione sono gli stessi, e i difetti sono rimasti grossomodo inalterati. Dispiace un po' vedere nel 2011 sgradevoli compenetrazioni poligonali e modelli grezzi come quelli dei nemici generici; il comparto tecnico, insomma, soffre di una certa vetustà, se escludiamo il Magical V-Engine per le ottime animazioni facciali, comunque già utilizzato in Yakuza 3, gioco che ormai ha due anni alle spalle e che pure all'epoca non era all'avanguardia in campo tecnologico.

Anche a livello di gameplay non c'è stata nessuna grande innovazione, bensì piccole limature, che incidono fino ad un certo punto sul risultato finale: per fare un esempio, sono stati modificati leggermente gli inseguimenti e le Heat Moves speciali contro i boss. La novità più apprezzabile è la ristrutturazione del growth system, che è stato opportunamente razionalizzato: invece di accumulare decine di barre di punti exp., da impiegare a proprio piacimento per migliorare i parametri, si è optato per un più classico sistema a livelli, che gestisce in automatico l'aumento della barra della salute e di quella dell'Heat. Ad ogni level up, però, vengono assegnati tre Soul Points, spendibili per acquisire nuove abilità (combo, Heat moves, miglioramento delle capacità di parata o di presa, ecc.), in parte diverse da personaggio a personaggio.

Il battle system beneficia sicuramente dei quattro diversi stili di lotta, ma è praticamente lo stesso dal 2005. Riassumiamo brevemente le sue caratteristiche, dal momento che sarebbe scorretto darle per scontate: il più delle volte, gli scontri prevedono molti nemici (da tre in su), non particolarmente intelligenti, da sconfiggere a mani nude, oppure utilizzando vari tipi di arma, spesso impropri (un bidone dell'immondizia al bordo della strada, o una bicicletta, per esempio). Un ruolo importante è svolto dalle prese e dalle Heat Moves, mosse speciali contestuali attivabili con la pressione del tasto Triangolo quando l'apposita barra è piena. Il sistema, pur non essendo esente da difetti (talvolta risulta un po' “impacciato”) funziona ancora e diverte. Il livello di difficoltà non è elevatissimo, almeno alla modalità standard, soprattutto a causa dei numerosi slot per gli oggetti, che rendono possibile riempirsi di armi e “pozioni”.


Longevità variabile

Yakuza 4 rimarrà parcheggiato nelle vostre console abbastanza a lungo, ma molto dipende dalla vostra attitudine: se siete giocatori che vanno via spediti, non interessati a perdervi nella miriade di cose opzionali da fare, che possono pure distrarre dalla trama, il gioco vi durerà poco più di quindici ore; se invece siete dei completisti inguaribili, è molto più difficile eseguire un conteggio. Basti tenere conto della percentuale di completamento del gioco, comunque: finendo solo la trama, si raggiunge a malapena il 10% (e circa il 20% dei Trofei, ovviamente i più facili). La cosa bella di questa saga è che, grazie alla modalità Premium, è possibile continuare a giocare anche dopo i titoli di coda e fare tutto quello che è stato lasciato indietro per non perdere il filo della trama, o per dimenticanza, o per qualunque altro motivo: sono disponibili tutti e quattro i protagonisti e tutti i minigiochi e le sottotrame lasciati indietro. Ecco, rimane da dire che Yakuza 3 aveva una dotazione di subquest maggiore, ma ciò non significa che quelle presenti siano poche e, soprattutto, questa volta la localizzazione non ha tagliato nulla al di fuori del quiz “Answer X Answer”.

In definitiva, l'acquisto è caldamente consigliato ai fan (che probabilmente l'avranno pure già finito, alcuni addirittura in Giapponese l'anno scorso), che però potrebbero cominciare a sentire l'esigenza di qualche cambiamento, e a tutti coloro i quali non disprezzino la cultura nipponica, di cui questo gioco si fa emblema. Tra l'altro, supportare un prodotto del genere è sempre cosa buona e giusta, specialmente per incoraggiare Sega a portare in Occidente Ryu Ga Gotoku: of the End, posticipato a giugno a causa della recente catastrofe che ha sconvolto la terra del Sol Levante.

COMMENTO

Quando Fabio (alias Dartagnan qui su VGN) mi ha detto che mi sarebbe arrivato Yakuza 4, io avevo appena iniziato il terzo, quindi me li sono rushati uno di seguito all'altro, fattore che mi è stato utile per comparare i due titoli, rilevando le molte affinità (soprattutto comparto tecnico e gameplay) e le novità (la faccenda dei quattro protagonisti e una revisione del growth system perlopiù). Il mio parere è che Yakuza 4 sia un po' meglio del 3, ma non abbastanza da posizionarli su due piani diversi, considerato anche l'anno che separa l'uscita dei due titoli, il quale rende lecito aspettarsi qualche miglioramento, che effettivamente è presente.

GRAFICA:7Non molti i passi avanti rispetto al passato, forse qualche animazione meno legnosa. L'anno di ritardo della release occidentale contribuisce a dare un'impressione di arretratezza. Belle le cut-scene.
SONORO:8.5Ottimo doppiaggio giapponese. Buone le musiche, un po' meno gli effetti sonori (i rumori della città, ad esempio) sostanzialmente riciclati dall'episodio precedente.
GIOCABILITà:8Sempre il solito Yakuza, ma con quattro diversi stili di lotta e un growth system razionalizzato. Per il resto, piccoli miglioramenti/aggiunte qua e là, come nel caso degli inseguimenti.
LONGEVITà:8.5Giocando solo la quest principale o poco più si arriva comunque sopra le quindici ore. Ma la percentuale di completamento sarà sul 10%. Da segnalare il numero decisamente inferiore di subquest.
VOTO FINALE8
PRO:- Finalmente (quasi) niente tagli alla localizzazione
- Quattro protagonisti ben caratterizzati!
- Trama migliore rispetto al terzo episodio...
CONTRO:- … ma con qualche ingenuità
- Comparto tecnico rimasto quasi invariato
- Meno sottotrame rispetto al passato
Yakuza 2Probabilmente il miglior episodio della serie numerata. Imperdibile per i retrogamer.
Yakuza 3Presto arriva anche la recensione, ve lo prometto!
SCHEDAGIOCO
Cover Yakuza 4

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Yakuza 42011-04-12 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-3/yakuza-4/Kazuma Kiryu è tornato. E non è solo1020525VGNetwork.it