Chi fra i nostri lettori abbia già giocato anche solo un episodio di Yakuza, conoscerà bene le caratteristiche di questa serie, dal momento che è molto conservatrice, nel bene e nel male.
Yakuza 3 non soffriva molto a causa di questo “problema”, un po' perchè è uscito ad una certa distanza da Yakuza 2, e un po' perchè era il primo capitolo regolare next-gen (dalle nostre parti, poi, non si è ancora visto Kenzan!, nonostante ultimamente circolino dei rumor...), con tutti i vantaggi che ne derivavano: drastica riduzione dei caricamenti, vero tallone d'Achille del primo episodio, e scontri praticamente senza soluzione di continuità. E poi, se permettete, circolare per Kamurocho in alta definizione, è un'esperienza consigliabile a chiunque sia vagamente interessato alla cultura giapponese.
Yakuza 4, a distanza di un solo anno dal predecessore, non può più puntare sulla carta dell'entusiasmo – qui in Europa accentuato dal fatto che ormai in pochi speravano nella localizazione di Yakuza 3 – e neppure su grosse migliorie tecniche, visti i tempi di sviluppo abbastanza stretti e un budget probabilmente più basso di quanto sarebbe lecito aspettarsi.
Cosa si è inventato Il Nagoshi, a questo giro? Semplice: ha diviso il gioco in quattro parti, affidando ciascuna di esse ad un diverso protagonista. D'altronde, Kazuma ha superato i quarant'anni e vorrebbe vivere in santa pace...
Rinfreschiamoci la memoria
Per quanto siano stati affiancati a Kiryu-chan tre personaggi nuovi di zecca, la trama di Yakuza 4 presenta numerosissimi legami con i precedenti episodi, specialmente il primo e il terzo. Ciò comunque non spaventi il neofita, che ha tre possibilità: giocarsi tutti i capitoli in ordine (e secondo me può valerne la pena, ndr), considerare il titolo come stand-alone, dal momento che comunque la trama è dotata di autonomia quasi totale e gli avvenimenti più importanti sono richiamati nella narrazione, oppure avvalersi degli ottimi riassunti selezionabili dalla schermata iniziale.
Essi sono abbastanza ricchi: durano circa un quarto d'ora ciascuno e sono comodamente suddivisi in
quattro parti. In fin dei conti, tornano utili anche e soprattutto a chi ha comprato i precedenti episodi al day one e ha bisogno di rinfrescare la memoria. Inoltre, guardarli (o skipparli :p, ndr) tutti sblocca un Trofeo di Bronzo.
Molte facce note faranno il loro ritorno. Per citare i più importanti: Goro Majima, Daigo Dojima, Makoto Date e la piccola Haruka, ovviamente. Chicche per veri fan, poi, sono le riapparizioni di personaggi del tutto secondari, magari legati solo a subquest di Yakuza 3; gli avvenimenti, d'altro canto, si svolgono nel marzo 2010 – che poi coincide con la data di uscita nei negozi giapponesi - ad un solo anno dalla conclusione delle vicende precedenti.
Come forse ricorderete, già con Yakuza 3, Kazuma si è ritirato dal Tojo Clan ed è andato a gestire un orfanotrofio ad Okinawa, ma a quanto pare la yakuza non può fare a meno di lui per sopravvivere. L'impressione è quella che il povero Kiryu non avrà mai pace, ma se questa è una caratteristica di molti eroi dei videogiochi, in questo caso sembra sia stato tirato in mezzo proprio per i capelli, in quanto la vicenda sapientemente costruita da Sega ha davvero poco a che fare con il nostro eroe, e, tutto sommato, avrebbe potuto reggersi in piedi anche senza di lui. Dispiace dirlo, dal momento che Kazuma è, a parere di chi scrive, uno dei migliori protagonisti all'interno della scena giapponese, ma i prossimi episodi dovranno presentare altri personaggi principali, a meno che non siano prequel o spin-off.
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