Alienation

La Terra è in pericolo. Housemarque è pronta a salvarla
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 25 aprile 2016
Alienation Recensione

“Se sei bravo a fare una cosa, mai farla gratis.”

Diceva lo stupendo Joker del compianto Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro. In questo caso, mi verrebbe da dire “Se sei bravo a fare una cosa, continua a farla”. Alienation è l’ultima opera di Housemarque, piccolo ma talentuoso studio finlandese che si è ormai specializzato nei twin stick shooter, diventando di fatto uno dei riferimenti moderni per il genere. Da Super Stardust a Resogun, da Dead Nation al qui presente Alienation, i finnici si sono ormai fatti un nome – nel loro piccolo – all’interno del mercato videoludico moderno. Se cercate uno sparatutto visivamente spettacolare, con azione a non finire ed un mare di esplosioni beh, ormai saprete tutti che con Housemarque si va sul sicuro.

E guarda un po’, Alienation rischia anche di essere una delle loro migliori opere.


La Terra è in pericolo, ma va?

Alieni che invadono la Terra ed una nuova squadra di forze speciali pronta a contrastarli? Potrebbe essere l’incipit di un Helldivers XCOM qualunque, e difatti lo è. Alienation non brilla certamente di innovazione sotto il profilo narrativo, ma è chiaramente tutto un pretesto per prendere in mano il pad e lanciarsi in un tour di azione senza limiti. La prima decisione che ci mette davanti Housemarque è anche una delle più importanti, ovvero scegliere la classe di appartenenza del proprio soldato, tra le tre disponibili: il Tank, il Bio-Specialista ed il Sabotatore. Inutile dire come ognuna delle classi offra vantaggi – e svantaggi -, poteri speciali e quant’altro. Il Tank fa del suo nome il suo programma: grosso, dal grilletto facile e pronto a colpire i nemici in una vasta area. Il Sabotatore al contrario è rapido e letale, oltre ad essere invisibile all’occorrenza. Il Bio-Specialista, infine, fa da supporto al gruppo, potendo curare i propri compagni o avvelenare chi li si contrappone. Tre classi sono forse un tantino risicate, specialmente vista la possibilità di giocare con un totale di quattro giocatori contemporaneamente, ma in fin dei conti il tocco da RPG è sempre piuttosto lieve e mai totalmente limitante.

Ripresa la visuale isometrica e i controlli da twin stick shooter di Dead Nation - di cui di fatto rappresenta un sequel spirituale – Alienation introduce tutta una serie di novità al gameplay già raffinato del prequel. In primis, aree di gioco molto più ampie e decisamente non lineari. Il giocatore gode così di una ritrovata libertà d’esplorazione, con diverse strade percorribili per arrivare agli obiettivi di missione prefissati. Si affianca a tutto ciò una componente RPG fatta di potenziamenti, loot e materiali di vario tipo: sarà infatti possibile trovare nuove armi, con i loro bei livelli di rarità a la Destiny, con varie statistiche e abilità peculiari, potenziabili con i vari materiali recuperati sul campo. Fondamentale in questo caso mantenere alto il moltiplicatore del punteggio – altra ossessione dei finlandesi – che garantisce loot più pregiati e una progressione dei livelli più rapida. Oltre agli obiettivi di missione standard, nella mappa di gioco si trovano anche altri tipi di missioni, utili per livellare e lootare (che brutti verbi, ma rendono l’idea), come eliminare un potente nemico o superare varie ondate di alieni assetati di sangue. Il tutto garantisce ad Alienation un ritmo di gioco quasi implacabile, dove i momenti di pausa nei quali sistemare il proprio equipaggiamento rappresentano davvero l’eccezione.


4+1, il numero perfetto

La modalità cooperativa è dove ovviamente Alienation brilla di più. Trovare una partita pubblica è piuttosto semplice, con un sistema di drop in e drop out che nel complesso funziona. Il gioco, parallelamente al livello e numero dei giocatori, aumenta progressivamente di difficoltà, raggiungendo sempre un equilibrio soddisfacente e, soprattutto, divertente. Già in single player il titolo è un festival di esplosioni come pochi, dal un ritmo tendente all’alto e con pochissime pause di riflessione; in quattro il caos è assolutamente assicurato, con il gioco che invita caldamente alla collaborazione tra i vari elementi del team, pena l’essere soverchiati da un numero abominevole di alieni. Peccato per l’assenza della cooperativa in locale, altra caratteristica delle produzioni Housemarque, che forse arriverà solo in un non precisato futuro. Il quinto incomodo è l’Invasore: una novità presente in questo Alienation sta proprio nella possibilità di invadere una partita di un altro giocatore, portando ulteriore distruzione all’interno del mondo di gioco, come se l’invasione aliena non fosse abbastanza. Dover gestire anche un nemico umano oltre alla feccia aliena richiede infatti una buona dose si sangue freddo e riflessi, oltre che una perfetta gestione dello sparo e delle abilità a disposizione.

Tecnicamente, il lavoro di Housemarque si è chiaramente concentrato su due fattori: stupire il giocatore con un trilione di esplosioni, effetti particellari, ambienti distruttibili, laser di ogni tipo, alieni in mille pezzi e mantenere stabile il frame-rate. Stupiscono in particolar modo gli effetti di luce, che si mischiano spesso ai resti organici degli alieni fatti a pezzi per un risultato stupefacente. Il resto è, come si suol dire, tutto grasso che cola. Impresa di sicuro non facile, ma complessivamente riuscita, con il titolo che da il meglio di sé proprio nelle situazioni più caotiche. Di pari passo vanno gli effetti sonori, assolutamente all’altezza del resto, mentre la colonna sonora si perde nel sottofondo, senza che nessuno ne possa sentire più di tanto la mancanza.


Housemarque non sbaglia

Alienation è in tutto e per tutto un titolo Housemarque: stupendo agli occhi, piacevole al pad, divertente in cooperativa. Le novità introdotte alla formula vista in Dead Nation funzionano e regalano una nuova profondità al gameplay, adattandolo perfettamente ai giorni nostri, pur mantenendo strette le radici degli twin stick shooters. E’ il classico gioco da “ancora una e poi smetto”, da gustare fino in fondo con gli amici ma che non delude poi in solitaria, anche se l’assenza della cooperativa in locale è un dispiacere. Ciononostante Housemarque è davvero una garanzia a questo punto, nonché uno degli studios più interessanti sotto l’ala protettrice degli XDev di Sony.

In apertura di articolo ho ricordato il compianto Heath Ledger, e mi sembrava opportuno concludere ricordando Antti Kallioinen, Art Lead del team di Housemarque scomparso prematuramente sul finire dello scorso febbraio. Potete leggere della sua carriera e della sua storia all'interno dello studio finlandese e non solo direttamente sul loro sito ufficiale.

PRO:- Gameplay perfezionato
- Novità interessanti
- Tecnicamente esplosivo
CONTRO:- Niente cooperativa locale
- Numero di missioni non impressionante
Helldivers ( PS4 )Altro shooter dal setting simile che fa del multiplayer il suo focus. Divertente come pochi grazie alla trovata del fuoco amico.
Diablo III: Ultimate Evil Edition ( PS4 )Curioso, ma il titolo Housemarque mi ha ricordato in qualche modo l’opera Blizzard.
VOTO FINALE9
SCHEDAGIOCO
Cover Alienation

Alienation

  • data d'uscita: 26 aprile 2016
  • produttore: Sony Interactive Entertainment
  • sviluppatore: Housemarque
  • Distributore: Sony Interactive Entertainment Europe
  • Genere: Sparatutto
  • Multiplayer: Online e Coop.
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 18+
  • Sito di Alienation
Scheda completa...
Alienation2016-04-25 16:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/alienation-53326/La Terra è in pericolo. Housemarque è pronta a salvarla1020525VGNetwork.it