Bastion

A volte ritornano... per fortuna!
Scritto da il 11 aprile 2015
Bastion Recensione

Chi di voi è abbonato a PlayStation Plus potrebbe aver messo le mani su Transistor, titolo action RPG già notato e recensito sul nostro sito, una vera perla di game design di stampo indie e secondo colpo di genio di Supergiant Games, studio californiano indipendente.

E il primo, direte voi? Beh, è proprio Bastion che, dopo aver raccolto successi a palate su PC e Xbox Live arriva finalmente su PlayStation 4 (e prossimamente su PS Vita) per dimostrare ancora una volta perché l’indie merita il suo posto di rilievo nell’industria.


Tesoro, si è annichilito il mondo

Bastion si apre su un mondo devastato, fatto letteralmente a pezzi da forze ignote. Nel disastro, saremo ai comandi di un ragazzo anche lui anonimo, abbastanza da essere chiamato Kid, che rialzatosi dopo essere svenuto comincerà a girare per la città, nel mentre il pavimento sotto ai suoi piedi si ricostruirà magicamente, per condurlo ai Bastioni, dove risiede il cuore della città e dove, andando nei vari luoghi che compongono la città, cominceremo a ricostruirla recuperando dei nuclei, sconfiggendo nel frattempo le oscure creature che si frapporranno tra noi è i nostri obiettivi. I nuclei permetteranno poi di progredire attivamente, sbloccando luoghi che essenziali per potenziare il nostro Kid e renderlo ancor più letale in combattimento, ad esempio la Fornace che permette il potenziamento delle armi o la Distilleria dove si possono creare pozioni speciali che ci daranno abilità aggiuntive.

La trama si rivela interessante, non tanto per i contenuti quanto piuttosto per il modo in cui viene raccontata: avremo infatti un narratore molto particolare, un vecchio apparentemente sopravvissuto al disastro che non solo ci svelerà particolari degli ambienti ma commenterà anche ciò che faremo, ad esempio se abuseremo della rotolata o utilizzando un arma più frequentemente di un’altra, in modo non dissimile alla voce narrante di The Stanley Parable e che sarà quasi una compagna di viaggio irrinunciabile dopo qualche ora di gioco.

Il gameplay di Bastion è molto semplice e intuitivo: avremo a disposizione due armi, una bianca che ci consentirà di attaccare in maniera diretta come un martello o una spada, mentre l’altra è un’arma a distanza come un arco, che si rivelerà utile in diversi frangenti come l’abbattimento di ostacoli che ci bloccano la strada; ci sono poi armi strategiche come delle mine, molto utili soprattutto nelle battaglie con numerosi nemici per fare piazza pulita un po’ più in fretta. Trattandosi di un gioco prevalentemente action, non richiederà grande esperienza per essere padroneggiato e nonostante ciò resta comunque coinvolgente e ben bilanciato: avremo un vasto arsenale di armi man mano che progrediremo nel gioco, tutte potenziabili e con diverse opzioni d’uso per mettere a proprio agio qualunque tipo di combattente. L’azione è abbastanza frenetica e i combattimenti richiederanno sempre un pizzico di attenzione e di strategia, specie quando ci ritroveremo su piattaforme scevre di protezioni dove il rischio di cadere è potenzialmente alto.

Da qualunque prospettiva, principalmente la visuale isometrica a tre quarti, Bastion offre sicuramente un’esperienza di gioco solida, anche se talvolta può risultare ripetitiva.


​Arte digitale? Certo che sì

Sul lato tecnico, il gioco sfiora la perfezione, grazie anche alle potenzialità della next gen. Il gioco è stato infatti rivisto in occasione dell’arrivo dell’ottava generazione e ciò che vedremo su schermo è incredibilmente bello, grazie anche ad una direzione artistica che trasforma ognuno dei 60 frame al secondo di Bastion in un’autentica opera pittorica in continua evoluzione, con un design ispirato e ancor più valorizzato dalla risoluzione a 1080p e 60 frame al secondo pressoché fissi per tutto il gioco, un autentico spettacolo che assume i contorni del paradisiaco quando affiancato dalla colonna sonora, un mix di musiche tra l’epico e il malinconico che accompagnano alla perfezione ogni cosa che faremo nel gioco senza mai risultare fuori contesto, un vero godimento per occhi e orecchie.

Per il resto il titolo garantisce almeno una decina di ore di gioco complessive, che ci permetteranno di completare sia la storia principale sia delle sfide speciali disponibili nella fase avanzata del gioco, abbastanza ostiche da tenerci impegnati per un po’. E’ comunque consigliabile una seconda partita anche solo per ammirare più nel dettaglio l’incredibile lavoro svolto da Supergiant che, all’epoca dei fatti, era un team di appena sette persone, capaci però di realizzare uno dei migliori giochi indie della scorsa generazione che consigliamo a tutti, soprattutto a chi se lo è fatto scappare.

COMMENTO

Bastion è un gioco che vale i suoi 15€ sullo Store, una piccola perla che va apprezzata anche solo per la grande importanza che ha avuto nell’industria videoludica: se oggi abbiamo titoli come Shovel Knight, The Binding of Isaac o Ori and the Blind Forest, è anche grazie a lui.

GRAFICA:9Un quadro digitale.
SONORO:10Brividi in forma acustica.
GIOCABILITà:8Semplice e incisivo.
LONGEVITà:7.5Una volta finito non c’è molto da fare.
VOTO FINALE9
PRO:- Gameplay immediato
- Artisticamente splendido
- Sonoro perfetto
CONTRO:- Longevità bassa
Braid ( PS3 )Un platform puzzle artisticamente eccelso.
Transistor ( PS4 )Il GDR tattico di Supergiant Games, un must-have.
SCHEDAGIOCO
Cover Bastion

Bastion

Scheda completa...
Bastion2015-04-11 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/bastion-49145/A volte ritornano... per fortuna!1020525VGNetwork.it