Bloodborne

Anime di sangue
Scritto da il 02 aprile 2015
Bloodborne Recensione

Se per assurdo vi venisse in mente la domanda “Che significa la parola Miyazaki?” vuoi per noia o, nel nostro caso, per necessità, giocherellando con i traduttori scoprireste che vuol dire “santuario del promontorio”, per dirvi la più logica delle conclusioni e la più poetica, come da tradizione giapponese.

E se nel caso di Hayao Miyazaki la definizione va più che bene, visto l’immenso valore della produzione del più grande regista d’animazione del Sol Levante, lo stesso non si può dire con certezza di Hidetaka Miyazaki, la mente creativa della serie Souls, che più di qualunque altra saga ha scombussolato critica e pubblico nella scorsa generazione e che, tuttavia, preferisce accompagnarci alle porte dell’inferno piuttosto che su un placido santuario sulla punta di una montagna. E ciò che ci aspetta dietro quelle porte in fiamme è Bloodborne, ultima creazione di From Software in esclusiva per PlayStation 4.

IFrame


Nati dal sangue

Yharnam è una città tipicamente vittoriana, un luogo dove la fede è fonte di virtù e pregiudizi, ma anche un posto dove la scienza si è comunque diffusa senza problemi, al punto da diventare il centro di un'accademia medica di grande prestigio e diventando meta di pellegrinaggi sia per i fedeli che per malati bisognosi di cure. Il nostro personaggio, opportunamente creato con un editor molto più funzionale e vario rispetto ai precedenti, si reca nella città per la seconda ragione, afflitto da una malattia finora incurabile. Fortuna vuole che, al nostro arrivo, scopriremo che la città stessa è vittima di un male che ha trasformato buona parte dei cittadini in creature orrende, mentre il resto degli abitanti tenta di sopravvivere cacciando i mostri e reagendo contro qualunque estraneo, tipo noi. Cosa si cela nelle profondità di Yharnam? Troveremo una cura al nostro male? Questi e molti altri interrogativi sono parte della storia di Bloodborne, una trama più esplicita rispetto a quelle dei predecessori, che molto affidavano al lore, ma non per questo meno affascinante e coinvolgente.

D’altronde una delle prerogative di From Software e di Miyazaki stesso riguardo al gioco era proprio quella di discostarsi da ciò che avevamo vissuto nei giochi della serie Souls e, a conti fatti, l’obiettivo è centrato quasi in pieno, anche solo guardando la superficie del gameplay: se in passato la componente ruolistica determinava l’approccio del giocatore nei confronti dell’ambiente circostante, ad esempio puntando sulla forza a scapito delle arti magiche o della rapidità di movimento, Bloodborne cancella buona parte delle scelte fatte, tramutando il gioco in un action dove è la prontezza di riflessi e l'abilità nello schivare a permettere al giocatore di sopravvivere il più a lungo possibile. Per una spiegazione più approfondita abbiamo già analizzato gran parte delle meccaniche nell’hands-on che abbiamo fatto sull’Alpha di Bloodborne. Inizialmente la cosa risulta straniante, specie per coloro che preferiscono la forza bruta alla velocità di movimento, eppure sono queste limitazioni ad elevare il gioco a un nuovo livello, grazie anche ad una mappatura dei tasti pressoché perfetta e intuitiva, in grado di permettere a chiunque di cominciare a padroneggiare ogni azione del nostro cacciatore. Ogni arma dispone di una doppia modalità, ad esempio una lama corta sarà capace di allungarsi istantaneamente alla pressione di L1, consentendoci un raggio di attacco maggiore, mentre le armi da fuoco saranno pressoché inefficaci nel danneggiare il nemico, ma saranno di vitale importanza per stordirlo, rappresentando un vero e proprio salvavita nei momenti cruciali di una battaglia.

Bloodborne è una vera e propria montagna russa, con momenti di quiete ma con combattimenti mozzafiato capaci di pompare tanta adrenalina quanto il sangue che vedremo scorrere su schermo, dei nemici ma soprattutto nostro: la morte è una costante del gioco come vuole la tradizione, spesso e volentieri legata alla trascuratezza e la fretta di finire o, peggio ancora, al nervosismo facile legato a una sequela di morti consecutive. Tuttavia, ogni morte ci insegna sempre qualcosa, sempre e comunque, rendendo la nostra dipartita uno stimolo nel migliorarci sempre di più e, per i più tenaci, sarà fonte di enormi soddisfazioni, specie quando si arriverà a sconfiggere i boss più letali.


Resi uomini dal sangue

Bloodborne non è solo gameplay, è anche magnificenza stilistica: la creatività dei designer di From Software è da anni una certezza, ma solo esplorando Yharnam è possibile osservare la cura in ogni dettaglio e, nell’insieme, constatare come la città sia una delle opere urbanistiche e architettoniche più impressionanti di sempre. Un luogo oscuro e opprimente, un labirinto urbano ricco di dettagli fedeli all’epoca vittoriana alla quale il gioco si ispira e a tutta la letteratura del periodo con autori come Bram Stoker e Mary Shelley, un groviglio di strade, ponti, passaggi sotterranei assolutamente coerenti tra loro, un design che premia il coraggio nell’esplorare il più possibile con scorciatoie e che anche dopo ore di gioco è ancora capace di incutere timore e ansia, regalando comunque dei colpi d’occhio di una bellezza unica e sindromi di Stendhal multiple. Lo stesso si può dire dei nemici presenti, non tutti originali al 100%, ma comunque tutti caratterizzati ottimamente e variegati, che contribuiscono ulteriormente a rendere la città viva e in fermento, nonché uno dei luoghi più terrorizzanti a memoria di videogiocatore.

Come se ciò non bastasse, il comparto audio è altrettanto spaventoso e fonte di inquietudine: urla, lamenti, voci rabbiose, ringhi, grugniti e tutto ciò che può scatenare ondate di brividi sulle nostre spalle saranno onnipresenti e renderanno l’incubo di Miyazaki ancor più perverso, specie se giocato in cuffia. Bloodborne tra l’altro gode non più della sola traduzione, ma anche del doppiaggio completo in lingua italiana, di qualità tale da non farci per nulla rimpiangere le altrettanto evocative voci in inglese che hanno accompagnati altri avventurieri dei Souls, oltre ad una cura nelle traduzioni che in passato avevano destato qualche perplessità.

Raramente è possibile sperimentare una rosa tale di emozioni in un gioco, ma Bloodborne ce la fa, regalando senza alcun dubbio una delle migliori esperienze disponibili su Playstation 4, nonché un’esclusiva che potrebbe convincere non poche persone all’acquisto della console Sony.


Annientati dal sangue

Eppure, nonostante tutte le lodi tessute finora, Bloodborne non è un gioco perfetto, anzi. La maggioranza dei difetti si concentra nel comparto tecnico, un tallone d’Achille degli sviluppatori: il gioco mostra diverse lacune di gravità variabile, partendo da caricamenti eccessivi legati alla gestione dei checkpoint di gioco e di durata raramente inferiore ai trenta secondi e i 30 frame che calano più o meno vertiginosamente in maniera imprevedibile, talvolta causando problemi in battaglia, per quanto la casistica risulti comunque abbastanza limitata. C’è poi il problema delle compenetrazioni di oggetti, cosa che per i veterani dei Souls è pressoché ordinaria, ma che comunque rappresenta una scelta stilisticamente infelice e che, nelle fasi di gioco, può rivelarsi fonte di gioia e dolori giacché spesso e volentieri i nostri colpi possono agilmente trapassare i muri per colpire i nemici e viceversa, portando anche a situazioni imbarazzanti che difficilmente lasciano impassibili.

Inoltre, ci è stato impossibile non leggere nella rete di diversi bug e glitch che possono portare all’impossibilità di finire il gioco (il più noto al momento è l’utilizzo della campanella, oggetto dedicato al multiplayer cooperativo, che se usata nel Bosco Proibito può impedire il recupero di un oggetto chiave per la conclusione del gioco), che fortunatamente sono stati rapidamente soggetti ad immancabile patch e quindi non dovrebbero più creare problemi. Ultimo ma non meno importante, il fattore difficoltà: Bloodborne, se paragonato a buona parte dei giochi in commercio, è sicuramente un’esperienza faticosa, in quanto richiede non solo molta abilità ma anche tatticismo e, più in generale, pretende una certa dedizione per dare il meglio di sé, sempre tenendo a mente però che il gioco può essere finito, l’unica risposta che ci viene chiesta è come.

Da qualunque punto di vista lo si voglia vedere, Bloodborne rimane comunque un’opera di spessore, un gioco sicuramente non adatto a tutti e che può portare a forti momenti di frustrazione se affrontato senza la pazienza e la strategia che richiede, ma che saprà ripagare ampiamente tutti coloro che desiderano una sfida impegnativa con un senso di appagamento che raramente riesce a dare un gioco di questi tempi.

COMMENTO

Sono molto legato alla serie Souls (ho centinaia di ore alle spalle su tutti i giochi) e Bloodborne mi è piaciuto tantissimo. I difetti ci sono e vanno riconosciuti, ma penso anche che, salvo rari casi, nessuno andrà a farci caso sul lungo periodo perché la potenza insita nel gioco riesce a spazzare via gran parte delle critiche che gli si rivolgono. Per molti sembrerà impossibile ma con molta tenacia arriverete anche voi alla conclusione che Bloodborne è il miglior gioco disponibile attualmente su PlayStation 4.

GRAFICA:8.5Nonostante i difetti tecnici, un autentico splendore.
SONORO:10Brividi in forma acustica.
GIOCABILITà:9Adrenalina e sangue a fiumi: what else?
LONGEVITà:8Ridotta rispetto ai Souls, ma comunque molto alta.
VOTO FINALE9
PRO:- Gameplay solido
- Ambientazioni mozzafiato
- Sonoro perfetto
CONTRO:- Lato tecnico altalenante
- Curva di apprendimento ripida
Dark Souls ( PS3 )Forse il Souls più bello di sempre, da giocare.
Dark Souls II: Scholar of the First Sin ( PS4 )Remaster HD, più accessibile del prequel.
SCHEDAGIOCO
Cover Bloodborne

Bloodborne

  • data d'uscita: 25 marzo 2015
  • produttore: Sony Computer Entertainment
  • sviluppatore: From Software
  • Distributore: Sony Computer Entertainment Europe
  • Genere: Azione RPG
  • Multiplayer: 1-5 giocatori Online
  • Pegi: 16+
  • Sito di Bloodborne
Scheda completa...
Bloodborne2015-04-02 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/bloodborne-49080/Anime di sangue1020525VGNetwork.it