Disgaea 5: Alliance for Vengeance

One way ticket to hell, dood!
Scritto da Mailil 22 settembre 2015
Disgaea 5: Alliance for Vengeance Recensione

Disgaea, tattico a turni a sviluppato da Nippon Ichi Software, è oramai diventata una serie storica, acclamatissima da pubblico e critica, con ben quattro episodi numerati all’attivo, a cui bisogna sommare le puntuali riproposizioni per console portatili. Anche per Disgaea è arrivato il momento di fare il salto generazionale verso PlayStation 4, con questo quinto episodio che, lo diciamo fin da subito, saprà accontentare i fan della serie e degli strategici a scacchiera nipponici. Pronti per tornare all’inferno? 


Storie di pinguini

Come da tradizione, questo nuovo episodio propone un protagonista ed una storia inediti. In Alliance for Vengeance l’argomento centrale è, come è intuibile dal titolo, la vendetta. I vari personaggi che andranno a comporre il nostro party sono tutti, per un motivo o per un altro, in cerca di vendetta nei confronti di Void Dark, un demone che si è proclamato Demon Emperor ed ha iniziato una campagna di conquista di tutti i reami facenti parte dell’universo di Disgaea. I nostri personaggi, in buona parte Overlord dei loro rispettivi regni, si contrapporranno al super cattivo di turno seguendo le loro motivazioni personali.

Così descritta, la trama di Disgaea: Alliance for Vengeance sembra un’epica battaglia per la libertà… ecco, le battaglie ci sono, ma manca l’èpos, dal momento che le situazioni sono inequivocabilmente comiche, così come i dialoghi ed i personaggi: troveremo quindi, all’inizio del titolo, il nostro protagonista fermarsi al centro di una battaglia per mangiare del ramen preparato con uova di draghi millenari ed incontreremo i Prinny, marchio di fabbrica della serie (e oramai mascotte di NIS), che sono le anime dei peccatori reincarnate in adorabili pinguini con l’espressione vacua che esplodono se lanciati. Questo solo per dare un assaggio della follia e del nonsense di matrice nipponica che permeano il lavoro dei ragazzi di Nippon Ichi Software.


Pinguini che combattono

In superficie Disgaea 5 è un semplice JRPG strategico a turni, con mappe a scacchiera. In realtà la quantità di meccaniche è talmente vasta che enumerarle e spiegarle tutte richiederebbe un fiume di parole decisamente esagerato, soprattutto in virtù del fatto che di episodio in episodio gli sviluppatori vanno ad aggiungere novità senza togliere le precedenti. Il cuore del gioco è rappresentato ovviamente dalle battaglie, nelle quali potremo schierare sia demoni che mostri. I demoni sono i nostri protagonisti o altri personaggi in forma umana, mentre i mostri sono…. beh, mostri. La natura dei personaggi influenza alcune meccaniche: ad esempio, i demoni possono sollevare e lanciare altri personaggi o oggetti (lanciando i prinny questi esplodono), mentre i mostri possono trasformarsi in arma, scomparendo dal campo di battaglia, o fondersi tra di loro (o fare entrambe le cose). Un’altra peculiarità sono gli attacchi di gruppo: attaccando mentre si ha a fianco, o dietro, un proprio compagno, c’è una percentuale di probabilità di portare a segno un attacco combinato. Ci sono moltissime altre meccaniche particolari legate strettamente alla fase di battaglia di cui è superfluo fare una lista, dal momento che anche il gioco ci mette diverse ore per snocciolarle tutte, facendo comparire di quando in quando un tutorial su qualcosa di nuovo. 

Le fasi di combattimento sono collegate tra loro da un hub centrale, un reame portatile, dove sarà possibile trovare i canonici negozi, accettare sub quest e curarsi, ma non solo. Sarà qui possibile assumere nel nostro esercito nuovi personaggi e personalizzare le reclute con vari bonus dipendenti da quanto denaro si è disponibili a spendere. Le classi disponibili sono veramente tante, ognuna con le sue peculiarità, e man mano che i personaggi in combattimento miglioreranno la loro padronanza della propria classe se ne sbloccheranno di nuove più specializzate. Le vere peculiarità di quest’hub centrale, però, sono tre. La prima è la possibilità di assegnare i personaggi a squadre, come quella di cattura o quella di tortura. Le squadre garantiranno degli speciali attacchi in battaglia ed avranno delle caratteristiche uniche: la squadra di cattura, ad esempio, può catturare (con un enorme retino per farfalle) i nemici indeboliti come fossero Pokémon per aggiungerli alle proprie fila. I nemici catturati finiranno così nella stanza di tortura, che è la seconda peculiarità dell’hub centrale di questo Disgaea: il titolare del team di tortura potrà maltrattare in diversi modi i malcapitati al fine di avere ricompense. Infine, terzo punto fondamentale da trattare, c’è l’item world, che altro non è che una serie di battaglie su mappe generate casualmente in cui aumentare il livello dei personaggi e trovare oggetti rari. Ma c’è di più, perché una volta completata la campagna principale compariranno nel suddetto mondo nuove versioni degli oggetti, più potenti. Si sarà intuito da questa digressione sull’item world di quanto il grinding sia un elemento fondamentale all’interno del titolo, con la possibilità di portare i nostri personaggi fino al livello 9999. Anche le battaglie necessarie alla storyline richiederanno, dopo un po’ di scontri, di fermarsi in mappe già affrontate per aumentare il livello e l’equipaggiamento dei personaggi, conferendo al gioco una difficoltà non comune e stimolando quello che è un modo di giocare che, francamente, non piace a tutti.


Pinguini disegnati

Sotto il versante tecnico il gioco non fa strappare i capelli per la qualità degli elementi tridimensionali, anzi. Nonostante gli sprite dei personaggi siano egregiamente disegnati, anche se animati un po’ grossolanamente, e le animazioni degli attacchi speciali siano varie e molto simpatiche, le texture che ricoprono i poligoni delle mappe sembrano davvero figlie dell’epoca PlayStation 2, o quasi. Il passaggio alla nuova generazione ha però permesso agli sviluppatori di mettere a schermo fino a 100 personaggi. La tecnica non sopraffina non sarà una novità per chi già conosce ed apprezza la saga, ed in fondo non la riteniamo centrale se quello che si cerca è uno strategico.

Pollici verso l’alto, invece, per le musiche, prevalentemente j-pop, ed a volte anche cantate, che conferiscono la giusta atmosfera frizzante ad un gioco che fa dello humour un cardine. 

COMMENTO
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Bravi tutti. Nippon Ichi Software continua a dimostrare di saper fare il suo lavoro e di riuscire a far uscire ottimi strategici, con un umorismo che non annoia e con una quantità di meccaniche e cose da fare da far impallidire il 99% della produzione attuale. Rimane una qualità tecnica decisamente sotto la media, nonostante il character design sia di primissimo livello. Acquisto obbligato, quindi, per chi apprezza e conosce la saga e per chi apprezza il genere, per tutti gli altri il gioco è assolutamente consigliato, a patto di essere ben consapevoli della tipologia di gioco e della quantità di tempo necessario per poter apprezzare tutto.

GRAFICA:6Texture drammatiche, ben disegnati gli sprite, meno le animazioni.
SONORO:9Doppiaggio giapponese incluso e jpop, serve altro?
GIOCABILITà:9Un solido strategico con meccaniche complesse che ampliano le possibilità di approccio.
LONGEVITà:9.5Troppe cose da fare, troppe cose da vedere e troppi personaggi da livellare per troppi livelli.
VOTO FINALE9
PRO:- Gameplay e musiche fantastiche
- Cose da fare su cose da fare
- I Prinny
CONTRO:- Grinding sfrenato
Final Fantasy Tactics: The War Of The Lions ( PSP )Il più classico dei T-JRPG classici, un pezzo di storia.
PRINNY: Can I Really Be the HeroAmbientato nello stesso universo, un platform con i pinguini, bellissimo.
SCHEDAGIOCO
Cover Disgaea 5: Alliance of Vengeance

Disgaea 5: Alliance of Vengeance

Scheda completa...
Disgaea 5: Alliance for Vengeance 2015-09-22 21:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/disgaea-5-alliance-for-vengeance-50620/One way ticket to hell, dood!1020525VGNetwork.it