Final Fantasy XIV Online: A Realm Reborn

Dopo un inizio difficile Final Fantasy XIV avrà ingranato la marcia giusta?
Scritto da il 25 aprile 2014
Final Fantasy XIV Online: A Realm Reborn Recensione
Alcuni di voi ricorderanno sicuramente cosa accadde all’uscita della prima versione di Final Fantasy XIV: il gioco (purtroppo) era tutto fuorché un buon MMORPG, colmo di bug e dalla struttura per niente interessante, tanto che il numero di sottoscrizioni mensili calarono a picco subito dopo il primo mese di prova gratuito. Un disastro per niente all’altezza del suo predecessore però, Final Fantasy XI Online, che costò a Square Enix ingenti somme di denaro e che costrinse l’azienda a ricostruire dalle fondamenta il titolo, facendo tabula rasa di tutto o quasi quello che c’era stato prima. Così è nato Final Fantasy XIV Online: A Realm Reborn, terzo MMORPG ispirato alla famosa serie di JRPG Square Enix, che fin dai primi momenti di vita ha voluto ribadire la sua identità di nuovo episodio, prendendo le distanze da quella discutibile versione 1.0. Più di qualche dubbio sorge però spontaneo: il MMORPG Square Enix sarà davvero riuscito a lasciarsi alle spalle il suo imbarazzante passato?

Un’esperienza tutta da scoprire

Nell’immaginario collettivo i MMORPG sono solitamente titoli pensati principalmente per essere fruiti in multiplayer, dove quindi l’esperienza in singolo viene messa in secondo piano per dare maggior enfasi all’interazione tra utenti. Non tutti i MMORPG però sono uguali e Final Fantasy XIV: A Realm Reborn è infatti uno di quegli esempi in cui l’eccezione conferma la regola. Nelle intenzioni di Square Enix e del team di sviluppo c’è stata, fin dagli albori del progetto, la volontà di offrire al giocatore un Final Fantasy vero e proprio prima che un gioco di ruolo online. Ecco che quindi l’utente si troverà fin dall’inizio ad avere a che fare con una narrazione molto articolata, fatta di lunghi dialoghi, scene d’intermezzo, comprimari e nemici, che lo immergeranno nel mondo fantasy di Eorzea proprio come avviene di consueto nella tradizione dei giochi di ruolo giapponesi. Sia chiaro, non ci troviamo di fronte al nuovo Final Fantasy VII, c’è però da dire che il lavoro svolto è senza dubbio encomiabile e spicca per la sua qualità generale, tanto da invogliare il giocatore a continuare la quest principale per sapere cosa accadrà poi. Piacevoli inoltre gli innumerevoli richiami alla tradizione della serie, che in più di un’occasione strizzano l’occhio al fan di vecchia data senza però scadere necessariamente nel fanservice della peggior specie.

Personalizzazione selvaggia

Quando si parla di MMORPG non si può non menzionare la personalizzazione. Final Fantasy XIV: A Realm Reborn offre al giocatore un livello di personalizzazione davvero molto alto, sia per quanto riguarda il semplice aspetto esteriore del proprio avatar che la caratterizzazione della classe. Andiamo però con ordine! Il giocatore potrà innanzitutto scegliere tra cinque razze differenti, gli Hyur, gli Elezen, i Lalafell, i Miqo’te ed i Roegady, ognuna dotata di caratteristiche fisiche differenti e modificabili in numerosi aspetti come per esempio altezza, massa muscolare, pelle, capelli, barba, forma dei lineamenti del viso e voce. Il fulcro della personalizzazione arriva però quando è il momento di scegliere a quale classe appartenere: ve ne sono 8 e sono Gladiator, Marauder, Lancer, Pugilist, Archer, Arcanist, Thaumaturge e Conjurer, ognuna incentrata su differenti tipi di approccio ai combattimenti. La parte interessante è però che la scelta che faremo ad inizio gioco in relazione alla classe non è assolutamente vincolante, anzi, sarà possibile cambiarla a nostro piacimento in maniera tutto sommato semplice, ovvero sostituendo l’arma principale che si ha equipaggiata. Questo sistema, detto Armory System, permette un dinamismo nelle meccaniche di gioco davvero pregevole e tramite la combinazione di più classi si potrà avere accesso alle cosiddette professioni (job, in inglese) che non sono altro che specializzazioni delle classi base. I nuovi job ottenibili tramite le combinazioni sono addirittura nove: Warrior, Paladin, Dragoon, Monk, Bard, Summoner, Scholar, Black Mage e White Mage, tutti ben differenziati l’uno dall’altro per quanto riguarda abilità e statistiche. La profondità che il sistema di classi di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn raggiunge è davvero molto alta e garantisce, oltre che una grande personalizzazione, anche una certa longevità al titolo. 
In tutto questo che ruolo ricopre però il crafting? Beh è molto semplice, esistono delle vere e proprie classi di crafting tra le quali scegliere a proprio piacimento e che ci permetteranno di realizzare manufatti utili alla progressione nel gioco. Proprio come le normali classi, anche quelle di crafting richiedono l’ottenimento di punti esperienza per farle progredire di livello e questi si otterranno creando oggetti o portando a termine alcune quest affidate dalle apposite gilde. Il sistema messo in piedi dal team di sviluppo, seppur con i suoi limiti, è tutto sommato buono e regala una certa varietà alla formula base del titolo, altrimenti incentrata sui combattimenti. 

Un gameplay rinnovato

Quello che stupisce di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn non è però solo il sistema di classi: anche la struttura intrinseca del titolo ha parecchie cartucce da sparare! Il gioco, rispetto al predecessore Final Fantasy XI, non incentiva assolutamente il grinding ed anzi, porta l’utente ad ottenere esperienza completando quest e compiti vari piuttosto che sterminando semplicemente i mostri che si trovano nella mappa. Tutto ciò comporta una varietà nell’azione di gioco davvero piacevole, tanto che il livellamento è molto meno pesante e più veloce che in altri MMORPG. Sia chiaro, gira e rigira le quest, a lungo andare, tenderanno a ripetersi, ma nel globale gli sviluppatori hanno davvero svolto un buon lavoro per cercare di differenziarle il più possibile, cosa da non sottovalutare. 
Buono poi il sistema delle istanze, divertenti da affrontare e discretamente variegate tra loro, che risulta essere gestito attraverso il Duty Finder, una sorta di matchmaking che permette di accedere a questo tipo di eventi anche se non si ha a disposizione un party per poterlo affrontare. Esso avrà quindi il compito di costruire dei gruppi di personaggi equilibrati per poter affrontare l’istanza del caso, così da consentire all’utente di accedervi in ogni momento. Chiaro, è un po’ un terno al lotto, ma è anche vero che porta con sé una certa comodità e snellisce delle dinamiche altrimenti molto più tediose.
Parlando invece del mondo di gioco, questo è composto da varie città interconnesse da ambientazioni più o meno grandi, nelle quali si trovano nemici da sconfiggere di livello solitamente adeguato a quello del proprio personaggio. Sarà inoltre possibile viaggiare tra le varie location grazie ad appositi cristalli posizionati in punti strategici, che velocizzano notevolmente l’esplorazione e riducono di molto i tempi morti. 
Dopo aver illustrato la struttura generale del gioco è ora giunto il momento di discutere del sistema di combattimento. Square Enix ha dato un bel colpo di spugna a tutto ciò che si era realizzato nella precedente versione di Final Fantasy XIV ed in questo A Realm Reborn ha implementato un battle system davvero riuscito. Senza scendere troppo nei dettagli, possiamo dirvi che ora controllare e far combattere il proprio personaggio è estremamente semplice ed intuitivo, caratteristiche queste fondamentali in quanto gli scontri sono ora diventati molto più veloci ed adrenalinici che in precedenza. Essere abili nelle schivate o avere un buon tempismo nello scegliere il comando più adatto alla situazione corrente è importantissimo, in quanto intraprendere l’azione sbagliata può costarvi molto caro. Tutto ciò è reso possibile grazie anche ad un’interfaccia estremamente intuitiva e funzionale, che permane tale sia che si utilizzi l’accoppiata mouse più tastiera che un semplice gamepad. 

Importanti contorni

Un MMORPG è bello anche grazie a tutti quei dettagli, non solo di contorno, che rendono il mondo di gioco ricco di peculiarità e cose da fare. In Final Fantasy XIV è per esempio possibile ottenere un Chocobo, che non fungerà solo da mezzo di trasporto ma ricoprirà un ruolo fondamentale anche negli scontri: potrà essere evocato e fatto combattere al nostro fianco per l’appunto, divenendo quindi un elemento chiave nelle strategie di combattimento. 
Altro elemento interessante è l’Auction House, nella quale un giocatore può depositare gli oggetti che non utilizza o mettere in vendita quelli che non gli sono utili in modo che vengano acquistati da altri giocatori. 
Molto buono anche il sistema di gilde, chiamato in questo capitolo Free Company. Queste compagnie sono strutturate secondo una specifica gerarchia, determinata in base al rango di appartenenza di ogni componente, e possono salire di livello ed importanza grazie ai risultati che i suoi membri ottengono durante il gioco. 
Aggiunta recente è infine il PVP o Player versus Player, la modalità di gioco che mette gli utenti gli uni contro gli altri. Il PVP si sblocca una volta che si avrà accesso all’arena Wolves’ Den ed esso è suddiviso in categorie basate sul livello del proprio personaggio e sulle preferenze di matching. La registrazione ad un match può avvenire singolarmente o in party pre-costituiti e le squadre devono essere composte ognuna da quattro giocatori. Nonostante Final Fantasy XIV: A Realm Reborn sia un MMORPG principalmente incentrato sul PVE o Player versus Environment, quella del PVP è un’aggiunta più che gradita e che è in grado di aumentare ulteriormente la longevità di questo buon prodotto. Peccato sia ancora un po’ acerbo, ma è probabile che con i successivi aggiornamenti questo aspetto verrà migliorato ed espanso.

Bello quanto basta

La ricostruzione di Final Fantasy XIV ha riguardato non solo il gameplay ma anche il comparto tecnico. Square Enix ha infatti lavorato sodo per rendere il motore grafico più leggero e scalabile rispetto alla prima versione, così da potersi adattare anche a quelle macchine un po’ più datate. Il risultato ottenuto, nonostante in alcuni frangenti sia un po’ sottotono per quanto riguarda texture ed effetti visivi, è comunque molto buono e riesce a regalare all’utente degli scorci talvolta davvero pregevoli. I punti forti del MMORPG sono infatti delle ambientazioni molto grandi e ricche di dettagli a schermo, modelli poligonali di personaggi e nemici di buona fattura e naturalmente un comparto artistico da fuoriclasse. Lo stile di certo non manca a questo Final Fantasy e difficilmente riuscirete a trovare altri MMORPG che possiedono un simile livello qualitativo. Peccato per alcune imperfezioni nel framerate, che di tanto in tanto colpiscono il gioco nelle aree più vaste o in situazioni particolarmente affollate, niente che pregiudici la giocabilità comunque. 
Incredibile la colonna sonora, epica ed evocativa al punto giusto, che conta ben 80 brani al suo interno che spaziano tra il rock, l’ambient e l’orchestrale. A firmarla c’è quel mostro sacro di Nobuo Uematsu, che ha lavorato, tra le altre cose, anche a Final Fantasy VII e Final Fantasy XI. 

Resurrezione?

L’impresa che Square Enix si era prefissata era davvero ardua: resuscitare un MMORPG riuscito decisamente male e renderlo un titolo intrigante ed appetibile al grande pubblico. Sembrava impossibile eppure l’azienda giapponese ce l’ha fatta! Final Fantasy XIV: A Realm Reborn è un prodotto davvero ben realizzato, dai contenuti immensi e dotato di una sua ben precisa identità. I punti forti sono da ricercarsi principalmente nell’ottima main quest, che lo differenzia dagli altri MMORPG per un approccio più improntato al singleplayer, e nel convincente sistema di classi e job, davvero vasto e ben articolato. Se state quindi cercando un nuovo gioco di ruolo online da sostituire all’ormai vetusto World of Warcraft potreste aver trovato quello che fa per voi, a patto che vi piaccia l’universo di Final Fantasy chiaramente. 
COMMENTO

Devo ammetterlo: quando mi sono avvicinato a Final Fantasy XIV: A Realm Reborn ero molto scettico sulla sua effettiva riuscita in quanto il gioco aveva avuto uno sviluppo molto travagliato e la prima versione era stata un vero e proprio disastro. Fortunatamente però, una volta iniziato a giocare, tutti i miei dubbi si sono dipanati e mi sono trovato tra le mani un MMORPG davvero interessante e ricco di contenuti. Quello che mi ha incuriosito di più è stata poi l’attenzione verso la trama e la componente single player, elementi che non in tutti i giochi di ruolo online si riescono a trovare. Ben fatto Square Enix, sei riuscita ad infilare elementi da JRPG in un genere tutt’altro che semplice da trattare!

GRAFICA:8Artisticamente ottimo, tecnicamente un po’ meno.
SONORO:9Brani davvero di ottima qualità, doppiaggio discreto.
GIOCABILITà:8.5Buon gameplay, che spinge il giocatore a provare più classi.
LONGEVITà:9La main quest dura il giusto, molte attività secondarie.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Artisticamente ottimo
- Gameplay riuscito
- Sistema di classi ben realizzato
CONTRO:- Il canone mensile è sempre una spina nel fianco
- Tecnicamente ancora qualche incertezza
- PvP ancora acerbo
Guild Wars 2Uno dei migliori MMORPG degli ultimi anni, un titolo davvero riuscito e divertente.
Final Fantasy X X-2 HD Remaster ( PS3 )Se volete provare la magia della serie principale questi sono ottimi episodi.
SCHEDAGIOCO
Cover Final Fantasy XIV: A Realm Reborn

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