Knack

Knack it!
Scritto da @ EdrianoCordarail 25 novembre 2013
Knack Recensione
I giochi appartenenti al genere platform, si sa, sono sinonimo di divertimento senza grossi fronzoli, forti della spensieratezza con la quale si è soliti affrontarli. Esistono poi esponenti piuttosto complessi, come alcuni delle serie Super Mario e Sonic, nelle quali non basta lasciarsi trasportare dall’istinto ma è necessaria una buona dose di pazienza e prontezza di riflessi. I platform sono anche uno dei concept più conosciuti al mondo, visti i fasti di un tempo, ma ahimè negli ultimi anni sono stati un po’ dimenticati, salvo ancora alcune perle a darci sostegno. Con l’arrivo di PlayStation 4,Sony ha voluto riprovare la formula già adottata con il lancio della sua attuale console in congedo, ossia promuovere la nuova macchina anche con un bel gioco di piattaforme a supportarla. Se nell’ormai lontano 2007 toccò alla serie Ratchet & Clank con l’episodio Armi di Distruzione a fare braccetto con PS3, quale sarà mai la scelta per questo avvento di PS4? Ancora Ratchet? Jak & Dexter? Sly? Assolutamente no, Knack! Curiosamente si tratta del primo titolo mostrato dalla casa giapponese al grande pubblico durante la presentazione ufficiale della sua quarta Playstation e vanta come direttore un nome di spicco: Mike Cerny, personaggio che ha curato in passato grandi successi quali Crash Bandicoot e Spyro the Dragon sulla prima PlayStation. Per realizzare un buon platform, oltre ad avere una gran fantasia, c’è bisogno di un’idea forte di base da poter plasmare a proprio piacere. Knack ha queste componenti nel suo arsenale? Oppure si rivelerà essere un titolo totalmente dedito all'azione?

Un mondo pieno di reliquie

Dietro al progetto Knack si nasconde un team di sviluppatori che negli ultimi anni è riuscito a costruirsi una buona reputazione. Si tratta dei Japan Studio, uno dei tanti collaboratori a cui Sony può attingere, creatore di ottimi prodotti quali: Ape Escape, Locoroco, Patapon ed il più recente Puppeteer. Il mondo nel quale viviamo questa prima avventura su Playstation 4 è contraddistinto da una difficile convivenza tra umani e goblin, questi ultimi relegati dagli umani in luoghi angusti ed apparentemente inaccessibili. Le giornate scorrono tranquille ed il progresso tecnologico ben si sposa con l’ambiente circostante, dando vita ad una sorta di mondo paradisiaco. Tutto ciò fino a quando i mostriciattoli verdi non decidono di partire al contrattacco, uscendo allo scoperto dalle loro tane con carri armati e cannoni di pregevole fattura, decisamente al di fuori della loro portata. Insomma, l’umanità corre un grosso pericolo e tutti si chiedono: come hanno fatto i goblin ad avere una tecnologia così avanzata? Per trovare risposte viene organizzata una spedizione che coinvolge alcuni esponenti di spicco della società, tra cui il Professor Vargas, scienziato di fama mondiale e grande studioso di misteriose reliquie appartenenti ad un’antica civiltà. Proprie queste sono diventate una fonte di energia indispensabile nel mondo in cui è ambientato il gioco, dove perfino le macchine sfruttano il loro misterioso potere per poter funzionare. Vargas ha però dalla sua una sua nuova invenzione che potrà tornare senz’altro utile nella rischiosa spedizione: Knack. Infatti, il nome del gioco che stiamo recensendo non è altro che il nome proprio della creatura artificiale del dottore, composta interamente da pezzetti millenari e da un nucleo centrale che li tiene tutti attorno a sé, dando vita così ad un bipede senziente. Questi pezzetti preziosi sono stati rinvenuti in diverse zone in cui sono stati fatti degli scavi archeologici e non ancora tutto si sa sulla loro origine ed il loro possibile utilizzo. L’uomo ha fatto sua questa opportunità ma potrebbe essere proprio Knack la vera chiave di volta. A complicare le cose al protagonista non ci sono solo i goblin ed il loro nuovo leader chiamato Gundhar, ma all’interno della spedizione si nasconde un insidioso nemico chiamato Viktor, miliardario che ha fatto dei suoi robot un marchio d’eccellenza e che quindi vede Knack come un ostacolo alla sua bramosia di potere.

Il tocco artistico c’è!

Prima di tuffarsi a capofitto nel gameplay nudo e crudo del progetto di Cerny, è indubbio che almeno sotto il livello artistico Knack ha tutte le carte in regola per essere un prodotto accattivante. Lo stile grafico ricorda molto da vicino i recenti film d’animazione e forse prende proprio ispirazione da essi per quanto concerne i colori sgargianti ed i modelli poligonali dei personaggi e dei luoghi realizzati. Questo farà senz’altro piacere ai più piccini che vedranno un mondo nel quale lasciarsi trasportare senza badare troppo allo spessore del gioco. Anche ciò che viene mostrato è di sicuro interesse, con un mondo in cui la tecnologia ha saputo progredire senza inficiare sulla bellezza dell’ambiente naturale, ma andando a creare un matrimonio di colori efficace e bello per gli occhi. Uno dei pochi elementi che stona in questo contesto è paradossalmente lo stesso Knack, capace di mutare forma in continuazione ma con delle trasformazioni piuttosto bruttine a vedersi. I goblin, invece, hanno dei tratti davvero buffi ed è quasi un dispiacere doverli inondare di pugni; anche i vari mostri da eliminare sono ben realizzati, con colori e fattezze sempre ispirate. Se si unisce ciò ad uno stile narrativo sbarazzino, che comprende spiritosaggini e cliché volutamente già visti in altri ambiti, si riesce a dare l’idea delle buone potenzialità presenti. Artisticamente è possibile obiettare poco o nulla alla creatura dei Japan Studio, anche se a parte qualche effetto particellare davvero notevole ci si può chiedere se tutto ciò non potesse funzionare anche su una console della generazione attuale. Si tratta infatti di un prodotto che non sfrutta appieno le potenzialità messe sul piatto da PS4 e paradossalmente nelle fasi più concitate il sistema dà qualche segno di cedimento, soprattutto quando Knack raggiunge fattezze notevoli (NdR cosa che non è mai accaduta testando Killzone: Shadow Fall).

Schiva e colpisci

I primi minuti di gioco che hanno il compito di essere il tutorial sul buon uso di Knack mostrano più o meno tutto ciò che ci verrà chiesto di fare da lì alla fine del gioco. Le azioni di base sono le più classiche, e possono essere riassunte così: salta, attacca e schiva. L’attacco sarà il mezzo con cui debellare i vari nemici che dovremo sconfiggere e, oltre ad un set di una manciata di cazzotti differenti, Knack potrà contare sul potere delle pietre solari, minerali che una volta spezzati donano una piccola carica di energia al nucleo del protagonista. Premendo il pulsante cerchio più uno tra i pulsanti triangolo, quadrato ed ancora cerchio, sarà possibile utilizzare l’energia di luce accumulata per attivare dei colpi speciali davvero efficaci per stendere facilmente gli avversari. Tutto questo sarà in sintesi quel che avremo da Knack, ossia una continua dedizione alla lotta che non lascia spazio ad altre caratteristiche tipiche dei platform come per l’appunto le piattaforme, ma vira con decisione verso il mondo dei giochi action puri. Comprendiamo che questo è un pilastro sul quale si poggia il gameplay, ma qualche variazione sul tema avrebbe sicuramente giovato. Una caratteristica fondamentale del personaggio che impersoniamo è che è capace di raccogliere ulteriori frammenti antichi per crescere di stazza e potenziarsi. Gli stessi colpi base appena citati diverranno via via sempre più forti ed i nemici più insignificanti non saranno affatto un problema. Esistono anche delle piccole situazioni che portano Knack a far uso di nuove abilità, come per esempio i pezzi di ghiaccio che, una volta raccolti, permetteranno al protagonista di ingigantirsi in fretta ma bisognerà fare attenzione alla luce che può liquefarli; oppure anche i pezzi di legno, con i quali si possono avviare determinate macchine a vapore. Sono sfumature che, seppur carine e divertenti, non lasciano molto margine alla varietà d’azione che rimane quasi sempre lineare ed a tratti noiosa. Infine, fondamentale l'apprendere l’uso dello stick analogico destro col quale eseguire le schivate, per sopravvivere agli innumerevoli attacchi dei dannatissimi goblin.

Qualcosa manca all'appello

Per proseguire lungo i livelli di gioco dovremo attraversare dei percorsi prestabiliti nei quali troveremo differenti ostacoli, siano essi trappole oppure nemici. La varietà dei mostri inseriti è piuttosto buona e pone al giocatore un livello di sfida che risulta essere elevato seppur a difficoltà “normale” selezionata. Vi ritroverete spesso a dover fare i conti con le dipartite del protagonista, anche per solo un paio di colpi subiti, ed il respawn al checkpoint è inevitabile. Oltre alla curva di difficoltà che poteva essere raffinata, un'altra scelta "bizzarra" da parte degli sviluppatori è stata quella della telecamera fissa, che non permette di godere appieno delle ambientazioni colorate nelle quali ci ritroveremo a combattere. Anche le fasi di esplorazione non sono state sufficientemente calcate ed è un peccato perché avrebbero potuto dare quello svago sul tema che a Knack serviva come il pane. E' invece interessante la scelta di inserire degli elementi da raccogliere disseminati lungo gli stages, che potranno fornire al nostro alter ego abilità speciali verso la fine dell'avventura, ma che in fine dei conti non sono nulla sull'intero tempo speso. Il titolo dei Japan Studio è in sintesi un action/platform che risulta monotono, fossilizzandosi sulle basi del suo gameplay senza farle evolvere adeguatamente. Rimane comunque un prodotto fornito di un'ottima scenografia, con ambienti colorati e vivi, che sono piacevoli agli occhi e che danno quella sensazione di gioventù che un prodotto simile deve avere. Se non chiederete troppo all'ultima fatica di Cerny, sicuramente è un acquisto discreto per questo inizio di "next-gen".
COMMENTO
@ EdrianoCordara

In passato ho avuto modo di giocare a parecchi titoli dello stesso genere di Knack, siano essi platform puri come quelli della serie Super Mario o qualcosa di più action come Ratchet & Clank e Jak & Dexter. Knack ha dalla sua delle basi interessanti sulle quali far evolvere il proprio gameplay ma che per motivi oscuri non sono state esplorate. La sensazione di ripetitività è purtroppo pronta a calarvi addosso dopo poche ore di gioco facendo risultare Knack un buon gioco ma non quell'ottimo titolo che poteva essere con qualche idea in più.

GRAFICA:7La sensazione di next gen traspare a fatica ma il mondo colorato e tondeggiante fa la sua buona figura. Qualche problema di frame rate.
SONORO:7Le musiche sono orecchiabili ma non risultano così perfette come in altri prodotti simili. Doppiaggio in italiano eccellente.
GIOCABILITà:6Scarna, ripetitiva, poche idee a variare il gameplay. Si focalizza sulla stessa struttura di gioco fino alla fine, salvo il fatto di recuperare qualche abilità.
LONGEVITà:6I collezionabili da individuare e la dozzina di ore di gioco della storia sono quasi abbastanza per essere la prima uscita next gen, noia permettendo.
VOTO FINALE6.5
PRO:- Graficamente bello
- L'idea alla base del gameplay è interessante...
CONTRO:- ... ma non si evolve nel tempo
- Rallentamenti nei momenti caotici
Ratchet & Clank: NexusUscito di recente su PS3, è l'ultimo episodio a livello cronologico del platform storico di Insomniac.
PuppeteerSe parliamo di Japan Studio non possiamo che invitarvi a provare il delizioso Puppeteer!
SCHEDAGIOCO
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Knack2013-11-25 16:00:53http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/knack/Knack it!1020525VGNetwork.it