Megadimension Neptunia VII

Un videogioco dentro un videogioco
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 06 luglio 2016
Megadimension Neptunia VII Recensione

Prima di cominciare è bene mettere subito in chiaro che il sottoscritto non ha mai avuto modo di provare un singolo episodio della serie Dimension Neptunia. Che si tratti della versione Super, Hyper o Mega, parliamo di un'esperienza per me completamente nuova; questo comporta, ovviamente, l'impossibilità non di fare paragoni con gli episodi precedenti. Un approccio che molti potrebbero non gradire, ma che ritengo comunque vantaggioso perché da esso deriva la le necessità di focalizzare tutte le mie risorse critiche solo su questo gioco, con la mente libera da condizionamenti che avrebbero influenzato inevitabilmente il mio giudizio finale.

Partiremo dunque alla scoperta di un mondo inesplorato; riusciremo a destreggiarci tra i vari ostacoli che ci troveremo davanti o ci perderemo in una giungla di eventi incomprensibili? In altre parole, come si presenta questo Megadimension Neptunia VII ai nuovi arrivati?


Animeee!!!

Megadimension Neptunia VII conserva tutti i tratti caratteristici del tipico anime da programma pomeridiano. I toni sono dunque molto leggeri, e lo stile inconfondibile; abbiamo personaggi femminili con occhi grandissimi, tagli di capelli stravaganti e abiti che definire bizzarri sarebbe eufemistico. Se ve lo steste chiedendo sì, l'universo in cui si svolgono le vicende è quasi tutto al femminile. Questo non sarebbe un grande problema se non fosse per quella tendenza tipicamente giapponese a sessualizzare un po' troppo personaggi che paiono esageratamente giovani. Ragazzine e seni prosperosi potrebbero suscitare la perplessità (o urtare la sensibilità) di molti giocatori, così come il comparto estetico potrebbe risultare apprezzabile quasi unicamente ai fan più accaniti di certi anime più... commerciali. Io stesso non mi trovo molto in linea con questa particolare forma espressiva: c'è chi sicuramente impazzirà di fronte a MNVII, ma ritengo indubbio che l'animazione orientale possa offrire di meglio.

Per quanto riguarda la trama, ho riscontrato, ad essere onesto, una certa difficoltà nel tentativo di ricostruire il filo logico degli avvenimenti. Non viene data effettiva spiegazione circa la natura o l'origine dei protagonisti (se non durante brevi passaggi dal sapore comico) e quanto scorre su schermo deve essere preso così come ci viene dato. Period. In ogni caso, l'avventura si svolge nel mondo di Gamindustri, dove ragazze/CPU dotate di poteri fantascientifici si alleano per difendere le varie dimensioni (ognuna presentata come un gioco a se stante) da minacce di vario tipo. Il tutto, diventa ogni ora più strambo, velo posso garantire.

La narrazione procede attraverso schermate fisse su cui vengono appiccicate le sagome parlanti delle nostre donzelle. Il numero delle animazioni mostrate durante i filmati è ridotto al minimo e sebbene non sia necessario chissà quale sforzo d'immaginazione per capire cosa succede, molte delle azioni compiute dalle eroine non hanno forza visiva. Una soluzione che sa di vecchio, poco coinvolgente e incapace di rendere al meglio l'enfasi del tutto. Gli unici momenti degni di nota sono rappresentati da intermezzi filmati che rimandano direttamente alle sigle degli anime (spezzoni incollati tra di loro che hanno lo scopo di descrivere i protagonisti e il loro mondo senza fare uso di parole), con tanto di canzoni in sottofondo tutto sommato di buona qualità.


Una dimensione mega...piatta

Il comparto visivo del titolo è piuttosto spartano. Spiace ammetterlo con tanta freddezza ma siamo di fronte ad una produzione che pare incompatibile con l'hardware di una PS4. Gli ambienti di gioco appaiono come dei corridoi estremamente lineari, spogli di dettagli e stilisticamente neanche troppo accattivanti. Un universo come quello descritto dalla trama avrebbe meritato una realizzazione migliore; una ricchezza che non fosse limitata a quello che possiamo solo intuire dalle schermate fisse dei filmati o dalla World Map. La situazione non migliora quando si passa all'esplorazione di aree leggermente più vaste. Il panorama è sempre abbastanza desolante e quei pochi elementi di contorno aggiunti un po' a caso qua e là non riescono proprio a favorire l'immersione in questo mondo virtuale.

Le animazioni attingono a piene mani dai giochi della gloriosa epoca PS2. Raramente mi è capitato di vedere, nell'arco degli ultimi 10 anni, personaggi che si muovono in modo tanto legnoso (e a volte pure sgraziato). In battaglia la situazione migliora un poco, ma siamo sempre ben lontani da quanto visto in produzioni neanche troppo recenti.

Graficamente siamo su livelli altrettanto bassi: i modelli poligonali sono spigolosi e le texture ambientali gridano a gran voce “pensione!”. Gli effetti d'illuminazione, le ombre, la fisica e tutto quello che dovrebbe arricchire l'immagine è ridotto ai minimi termini.


Questione di prospettiva

Gran parte del gameplay di MNVII si esplica nelle dinamiche di combattimento. Il battle system a sua volta, è basato quasi interamente su una caratteristica principale; il posizionamento dei personaggi all'interno dell'arena. Avviata una battaglia ci ritroveremo all'interno di un'area tridimensionale dall'estensione contenuta: come prima cosa avremo la possibilità di spostare liberamente le protagoniste in tutte le direzioni, fino a che non avremmo consumato una speciale barra d'azione che indica la capacità massima di movimento. Potremo dunque metterci di fronte al nemico, ai lati o alle sue spalle, garantendo così ai nostri attacchi un'efficacia di volta in volta diversa. Potremo anche mettere in moto una serie di colpi combinati circondando gli avversari con i personaggi in campo. Questa soluzione di gioco, all'apparenza piuttosto semplice, permette di elaborare strategie talvolta molto complesse, capaci persino di compensare certi problemi che in altri JRPG risulterebbero più pesanti (come un basso livello, o la mancanza di equipaggiamenti adatti).

Per il resto il titolo rientra pienamente negli standard del genere; a parte la tendenza del gioco a fornire istruzioni inadeguate per corretta comprensione dell'intero sistema, non mancheranno le classiche dinamiche da gioco di ruolo. Ognuna delle protagoniste ha a disposizione una serie di attacchi base, oggetti dai vari effetti e magie, molti dei quali potranno essere utilizzati singolarmente o in combinazione con altri. A tutto si aggiunge una speciale barra ricaricabile (ma che si azzera dopo ogni scontro) capace di farci tramutare in una sorta di “divinità” e di aumentare il nostro potere combattivo. Va ammesso comunque che gli sviluppatori si sono impegnati per rendere gli scontri quanto più spettacolari possibile. Alcuni attacchi hanno una portata devastante e la quantità di cose colorate che si muovono a schermo durante le battaglie è effettivamente elevata. Questo è in grado di compensare, parzialmente, i difetti grafici di cui avevamo parlato nel precedente paragrafo. Alcuni potrebbero non apprezzare l'”opulenza” di certe sequenze d'azione, ma sappiamo un po' tutti che prodotti di tal genere sono celebri proprio in quanto offrono questo tipo di intrattenimento.

L'esplorazione avviene tramite una grande tabellone che funziona come World Map; una specie di collante tra le varie ambientazioni attraverso cui possiamo raggiungere zone calde o aree dedicate alla raccolta di oggetti speciali. Avremmo preferito qualcosa di più simile ai vecchi Final Fantasy, a dirla tutto, ma è probabile che anche questo possa essere considerato un tratto distintivo di un gioco legato alle schermate fisse.


Gameindustri: un viaggio affascinante?

Ricapitolando, il battle system è ben strutturato, caratterizzato da una componente strategica che gli permette di reggere il confronto, in tal senso, anche con altri JRPG più celebri. Si basa molto su una particolare feature che però riesce a reggere l'intero apparato. Da un punto di vista scenografico il tutto risulta ancora più convincente, non soltanto per la spettacolarità generale degli attacchi, ma anche per la maestosità dei boss principali: creature enormi da abbattere senza pietà con tutto il nostro arsenale (peccato solo che il gioco ci costringa a ripetere gli stessi combattimenti più e più volte). Il numero di abilità messe a disposizione per ogni personaggio è notevole, cosa che però potrebbe comportare qualche difficoltà per i giocatori meno smaliziati, dato che i vari tutorial non sono esaustivi. Un po' di abitudine e passa la paura, certo, ma si poteva sicuramente fare di più a tal proposito. Va comunque ammesso che la componente ludica si esaurisce qui, perché riguardo l'esplorazione o altre fasi dal sapore platform/adventure ci troviamo di fronte ad un prodotto davvero limitato.

La trama mostra spunti interessanti, anche se non riesce a coinvolgere del tutto. La colpa non è imputabile unicamente al sistema narrativo costituito da schermate fisse, ma anche a uno stile incapace di farsi apprezzare appieno (o per lo meno sarà così per chiunque non ami particolarmente certi stereotipi da anime giapponese). Divertenti comunque alcune battute, sopratutto quelle incentrate sulla rottura della quarta parete.

Un titolo insomma che si lascia giocare, ma che potrebbe lasciare l'amaro in bocca ai maniaci della perfezione: da provare pinze alla mano!


Neptunia e la sua combrioccola su PC

A cura di Daniele "Jabberwocky" Spelta

C'era un tempo in cui i titoli orientali non osavano nemmeno avvicinarsi al mondo del PC e, nel caso in cui lo facevano, questo accadeva sempre con molti mesi di ritardo. Ebbene, quel tempo non è più, perché da pochi anni a questa parte, la piattaforma digitale di Valve è stata letteralmente invasa da giochi provenienti dalla terra del Sol Levante, in particolar modo dai cosiddetti JRPG. Uno dei team pionieri è stato senza ombra di dubbio Idea Factory che, un titolo alla volta, ha pressoché portato tutti i suoi vari Neptunia su Steam e questa volta è toccato a Megadimension Neptunia VII, uscito durante lo scorso febbraio su PlayStation 4. Chiunque abbia avuto modo di testare i primi porting effettuati dal team di sviluppo nipponico ben sa quanto essi si siano rivelati problematici, sia qualitativamente ma soprattutto dal punto di vista della stabilità, con frequenti crash o blocchi. Ebbene, lo diciamo fin da subito: con il nuovo Megadimension Neptunia VII non abbiamo avuto nessun problema di questo tipo: nonostante la nostra copia fosse quella fornita alla stampa, quindi senza alcuna patch o aggiunta che verrà introdotta in fase di lancio, non abbiamo riscontrato difficoltà o particolari bug smanettando nelle opzioni di gioco, cosa che spesso prima causava non pochi disagi. Parlando però delle opzioni, si nota fin da subito la loro pochezza, soprattutto esplorando quelle dedicate al comparto grafico: rispetto ai primi tempi, è stata per fortuna introdotta la risoluzione a 1080p, ma fa un po' strano trovare solo due preset - basso o alto - per la qualità delle texture, mentre per quel che riguarda il V-Sync ed i filtri di anti-aliasing, queste ultime due opzioni possono solo essere attivate o disattivate. Questa ristrettezza ha ovviamente delle ripercussioni sul gioco che, se già su PlayStation 4 non brillava per la sua grafica, su PC fa una figura ancora più magra. Durante le fasi "da visual novel", i disegni sono molto puliti e ben fatti, i personaggi femminili, seppur naturalmente stereotipati, hanno una buona caratterizzazione ed i dialoghi hanno la tipica vena humor della serie. Purtroppo, passando alle fasi d'azione, la situazione peggiora decisamente e ci si ritrova a guidare Neptunia & Co in un modo in bassa risoluzione, con texture grossolane e ripetute in tutto lo scenario che, se a prima vista può sembrare anche vasto ed esplorabile, è in realtà delimitato da fastidiosi muri invisbili. La qualità grafica durante i combattimenti è solo leggermente migliore, ma di certo non brilla in fatto di animazioni o di complessità poligonale, con gli scenari spogli e privi di particolari spunti e con mostri e nemici dal character design non sempre ispiratissimo. Insomma, visivamente Megadimension Neptunia VII non si presenta come uno spettacolo da leccarsi i baffi e le prosperose curve delle ragazze che popolano il mondo di Gameindustri non bastano a salvare la situazione, ma in fin dei conti, chiunque si avvicini a questo genere di titoli è piuttosto abituato a questo livello grafico e la sua attenzione è principalmente rivolta al combat system e alla giocabilità in generale. Proprio su questi due ultimi punti bisogna invece fare i compimenti al team di sviluppo, che ha imparato dai suoi errori del passato e ha portato su PC un prodotto decisamente più pulito e molto meno grezzo. Se nei primi porting spesso ci si trovava davanti a testi un po' in giapponese e un po' in inglese, o al cospetto di tutorial con i comandi della tastiera nonostante si stesse usando il pad, ora questi problemi sono finalmente spariti. La lingua in Megadimension Neptunia VII può essere settata sia nella versione originale giapponese, oppure in inglese, sia per le voci che per i testi. Inoltre, inserendo il pad della Xbox, il gioco ha subito riconosciuto il nuovo sistema di comandi ed ha switchato in automatico il button set. Tirando le somme su questo porting, il nuovo Megadimension Neptunia VII, seppur con una grafica ben al sotto degli standard a cui ci hanno abituato i titoli moderni, è un prodotto tranquillamente giocabile anche al day one e non presenta alcun errore a cui invece eravamo tristemente abituati durante i primi tempi di questa invasione orientale, ed i fan dei JRPG saranno ben felici di poter giocare finalmente su PC, titoli che prima potevano solo sperare arrivassero con anni di ritardo.​

PRO:- Dialoghi e situazioni divertenti
- Brani accattivanti
- Sistema di combattimento intelligente
CONTRO:- Struttura narrativa ben poco coinvolgente
- Graficamente datato
- Offerta ludica complessiva molto scarsa
Tales of Zestiria ( PS4 )L'ultimo capitolo della celebre saga Tales Of. Più semplice e classico nelle meccaniche rispetto ad altri JRPG saprà comunque intrattenervi per tutta la durata.
Dragon Quest Heroes: L'Albero del Mondo e le radici del male ( PS4 )Uno spin-off della serie Dragon Quest, a metà strada tra il Musou e il gioco di ruolo vero e proprio: un esponente di un genere poco inflazionato in Occidente.
VOTO FINALE7
SCHEDAGIOCO
Cover Megadimension Neptunia VII

Megadimension Neptunia VII

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Megadimension Neptunia VII2016-07-06 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/megadimension-neptunia-vii-52558/Un videogioco dentro un videogioco1020525VGNetwork.it